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Libri di Roberto Maroni

Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza

di Roberto Maroni

Libro: Book

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2018

pagine: 170

«La differenza tra Roma e Milano, tra rito romano e rito ambrosiano, sta tutta qua. Il primo è liturgia, lentezza, procedure. Il secondo concretezza, rapidità, efficienza.» È la lunga esperienza da ministro e da governatore della regione Lombardia a portare Roberto Maroni a questa conclusione. Ed è attraverso esempi di scelte improntate al pragmatismo e alla risoluzione di problemi reali che queste pagine tracciano l'elogio di un approccio alla politica privo di steccati ideologici, che non si pone come obiettivo una mera occupazione degli spazi del potere, capace di andare contro le rendite di posizione e le beghe di palazzo. Una netta distinzione, quella tra rito romano e rito ambrosiano, che si è evoluta nel tempo e che appare oggi, se possibile, ancora più accentuata: offuscata dal chiacchiericcio social, persa in un battibecco nevrastenico, la politica smarrisce la sua missione: migliorare la vita delle comunità che rappresenta, mossa solo da una passione innata e inderogabile. Superficialità, frettolosità e imprudenza non devono mettere a rischio la capacità di dialogo. Roberto Maroni punta il dito su cosa non ha funzionato nel nostro Paese e in Europa e su cosa oggi, nei primi mesi di governo giallo-verde, manca all'azione dell'esecutivo. E non risparmia consigli e suggerimenti ai due partiti di maggioranza.
17,00

Il mio Nord. Il sogno dei nuovi barbari

di Roberto Maroni, Carlo Brambilla

Libro: Libro rilegato

editore: Sperling & Kupfer

anno edizione: 2012

pagine: 156

"Prima il Nord" è la parola d'ordine con la quale Roberto Maroni ha dato il via alla nuova fase della vita del partito che ha contribuito a far nascere più di ventanni fa. La Lega si rinnova: senza rinnegare la propria storia, ma senza nascondersi i passi falsi che hanno costellato, negli ultimi anni, le scelte politiche e i rapporti interni. Si rinnova con il passaggio del testimone da Umberto Bossi a Roberto Maroni, un avvicendamento avvenuto nel segno della continuità e di una reazione vigorosa alla bufera mediatica e giudiziaria che ha investito il gruppo dirigente più vicino al Senatur. E ricomincia la sua battaglia tornando a mettere al centro della scena la "questione settentrionale", ma in una prospettiva inedita. Nel presentare il proprio programma, il segretario non usa mezzi termini: "la rivoluzione secessionista è ancora solo un sogno, la via riformista al cambiamento dello Stato è sbarrata, il progetto federalista è sempre attuale ma è contrastato dal neocentralismo di Roma e di Bruxelles. Non è più solo all'Italia, dunque, che si deve guardare, ma all'Europa. Non all'odierna Unione Europea, burocratica e tecnocratica, dominata dalle banche, che detta le leggi ai singoli Stati, ma alla nuova Europa delle Regioni e dei Popoli, federazione di aree omogenee di cui il Nord dell'Italia può costituire il tassello iniziale. Primato politico del Nord, rivoluzione del meccanismo fiscale, rilancio del sistema produttivo padano, egemonia della Lega".
17,00

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