Collana Vite inattese - Ultime novità | P. 2

66thand2nd: Vite inattese

Showboat, la vita di Kobe Bryant

di Roland Lazenby

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2017

pagine: 745

Quando il figlio di Tellybean Bryant arrivò nella Nba, a diciott'anni, molti pensavano che fosse ancora immaturo, se non addirittura un bluff: un ragazzino viziato che voleva scimmiottare Jordan e usurparne lo scettro. Per qualcuno invece era l'erede designato. Nei playoff, nel momento più atteso, quel ragazzino scagliò quattro tiri maldestri e trascinò i suoi Lakers nel baratro. Fu il primo esame dell'educazione cestistica di Kobe Bryant, e da allora le critiche non 10 avrebbero più abbandonato. Dicevano che tirava troppo, che non giocava per la squadra, che era un «corpo estraneo». Eppure Bryant ha saputo costruirsi una carriera stellare, giocando ventanni con la stessa maglia, segnando 81 punti in una sola partita, vincendo cinque anelli e due ori olimpici. E col tempo ha dimostrato di essere «l'agonista più compulsivo nella storia del basket», disposto a fare il vuoto attorno a sé pur di conquistare il trono della Nba. Con la consueta eleganza, intrecciando statistiche, cronache sportive e interviste, Roland Lazenby ci offre un nuovo ritratto in chiaroscuro di un campione unico, raccontandoci le prodezze sul campo e gli enigmi dell'uomo: i conflitti con i genitori, il rapporto con la moglie («la nuova Yoko»), le accuse di violenza sessuale. Senza mai dimenticare la saga dei Lakers e le lotte per il potere tra Bryant e Shaquille O'Neal, che chiamava il rivale «Showboat» per irridere le sue smanie di protagonismo. Kobe preferiva «Black Mamba», come il rettile feroce di Kill Bill.
25,00

Un giorno triste così felice. Sócrates, viaggio nella vita di un rivoluzionario

di Lorenzo Iervolino

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2014

pagine: 343

Quando papà Raimundo scelse il nome del suo primogenito dalla "Repubblica" di Platone, già immaginava per lui un futuro importante. Da filosofo, da medico, o da rivoluzionario. E in effetti Sócrates Brasileiro è stato un po' tutto questo, ma è passato alla storia come uno degli interpreti più originali dell'arte del "futebol": per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, e per quel modo di concepire il calcio più come un divertimento che una professione, "un microcosmo nel macrocosmo della società". Non a caso, proprio attraverso il calcio il "Doutor" è stato l'artefice di un'esperienza unica nel mondo dello sport: l'ideazione di un laboratorio politico capace di contaminare un paese - il Brasile degli anni Ottanta - vessato da due decenni di dittatura militare. Un'ode all'autogestione chiamata Democrazia corinthiana. Lorenzo Iervolino ha ricostruito la voce di Sócrates, "un uomo dal cuore grande come una sala da ballo", visitando le città in cui è cresciuto e si è affermato, parlando con i suoi familiari, gli ex compagni di squadra e gli amici di una vita. Senza trascurare l'amara esperienza italiana, ripercorsa attraverso le testimonianze di coloro che a Firenze lo hanno amato ma anche criticato.
17,00

Steffi Graf. Passione e perfezione

di Elena Marinelli

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2020

pagine: 240

Novembre 1999. Buio sugli spalti del Madison Square Garden di New York. Un'emozionata Steffi Graf, ormai non più giocatrice, entra in campo. Illuminata dall'occhio di bue va a ricevere ciò che le spetta: le istituzioni del tennis sfilano davanti a lei e le donano quadri, fotografie, targhe, come farebbero i magi con una dea. La ragazzina che amava lo scambio e il gioco più di ogni altra cosa, però, si infiamma solo quando scopre il regalo del Roland Garros, il suo Slam preferito: l'anta dell'armadietto dello spogliatoio femminile che ha sempre usato, il numero 19. Oggi al Roland Garros l'armadietto numero 19 non c'è più, tra il 18 e il 20 si trova il 18 bis. Il 19 è di Steffi Graf, così come lo sono i sei Roland Garros vinti, i sette Wimbledon e il Golden Slam del 1988. Ripercorrendo la carriera di Steffi Graf dagli esordi al ritiro nel 1999, questo libro racconta in modo intimo la formazione di una delle più grandi tenniste di tutti i tempi. Racconta le sue convinzioni e le sue spigolosità ma anche gli slanci e i sogni. Racconta le partite giocate in singolare più esaltanti e quelle più buie, i duelli epici con Martina Navrátilová, Chris Evert, Gabriela Sabatini, Arantxa Sánchez Vicario, Martina Hingis e naturalmente con Monica Seles, la sua avversaria più temibile e insieme la più sfortunata. Ma soprattutto Elena Marinelli racconta il legame della tennista con il suo sport, un rapporto privilegiato, che ha tutti i lineamenti, le gioie e le sofferenze, di un amore infinito.
17,00

Daniele De Rossi o dell'amore reciproco

di Daniele Manusia

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2020

pagine: 256

Il mio io in campo. De Rossi è il romanismo. Siamo tutti DDR. Sono alcuni degli striscioni che i tifosi della Roma hanno dedicato a Daniele De Rossi al momento del suo addio. De Rossi è rimasto ben diciotto anni nella stessa squadra, quella che tifava da piccolo, con cui nel tempo ha creato un legame unico, rappresentando i romanisti di tutte le età. Daniele De Rossi è il caso più unico che raro di un calciatore moderno che ha corrisposto totalmente l'amore di quei tifosi che lo hanno visto crescere. La sua è la storia trionfale di un campione del mondo a soli ventitré anni, ed è anche una storia «in chiave minore», con pochi trofei vinti dal suo club e l'ombra di Francesco Totti, il più forte calciatore giallorosso di sempre, che incombe su di lui. È una storia che diventa unica quando si guarda il rapporto che De Rossi ha instaurato con la sua gente, rimanendo sempre coerente, essendo semplicemente sé stesso, nei suoi tanti pregi e anche nei suoi difetti. Daniele, De Rossi, DDR è stato un amico, una certezza per tutti i romanisti. E loro lo sono stati per lui, in un rapporto reciproco e fraterno. Daniele Manusia - romano, romanista, suo coetaneo e grande narratore del calcio - ha avuto la fortuna di osservare, anzi no, di vivere i momenti più importanti di De Rossi, i «giorni belli» e «quelli tristi», come recitava un altro striscione all'Olimpico nel giorno del suo ritiro. Questo libro racconta così un giocatore, e attraverso di lui non solo una squadra ma una città intera.
18,00

La squadra che sogna. Storia dell'Italia di Velasco

di Giuseppe Pastore

Libro

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2020

Alla fine degli anni Ottanta, apparentemente all'improvviso, dopo un lungo periodo di sconfitte e mediocrità, la Nazionale italiana maschile di pallavolo fa uno strepitoso balzo in avanti e si trasforma nella squadra più forte del mondo. Cambiano le teste, i risultati, le prospettive: cambia la vita. L'allenatore argentino Julio Velasco, con metodi innovativi e soprattutto con grande abilità psicologica, motiva un gruppo di giocatori che, in una progressione irresistibile, si scoprono campioni. I nomi di Bernardi, Cantagalli, Gardini, Giani, Lucchetta, Papi, Tofoli e Zorzi diventano noti a tutti gli italiani, la pallavolo entra nelle case di milioni di nuovi appassionati e si fa fenomeno di costume. Per anni giochiamo meravigliosamente, vinciamo sempre e vinciamo tutto. Quasi tutto, perché ci sfugge il traguardo che Europeo dopo Europeo, Mondiale dopo Mondiale, World League dopo World League, si trasforma in ossessione: la medaglia d'oro alle Olimpiadi. Come accadde nel calcio con l'Ungheria del 1954 e l'Olanda degli anni Settanta, questo non è certo l'unico caso paradossale di una squadra «troppo forte» per raggiungere il massimo obiettivo. Quell'oro ci è sfuggito ma, per citare una delle frasi più famose del nostro ct, «quien me quita lo bailado», nessuno ci toglierà mai i balli che abbiamo ballato. Con piglio vivace e competenza sicura, mettendo lo sport sempre al centro ma senza dimenticare la società, Giuseppe Pastore racconta la «Generazione di Fenomeni». Racconta un gruppo indimenticabile di uomini che ha scritto la storia di uno degli sport più amati del nostro paese, a cominciare da Julio Velasco, maestro psicologo filosofo, del gioco e della vita.
17,00

Friday night lights. Una città, una squadra, un sogno

di H. G. Bissinger

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2020

pagine: 407

In Texas il football è una religione. E in nessun altro luogo è vissuto con l'intensità che si respira a Odessa - «paradossale combinazione tra il vecchio Sud e il selvaggio West» -, dove ogni venerdì sera d'autunno, illuminata dai riflettori dello stadio, una squadra di diciassettenni va in campo davanti a ventimila spettatori. Non ci sono atleti straordinari, forse nessuno giocherà nei pro, ma intorno alle inebrianti vittorie e alle inopinate sconfitte dei Panthers si è cementato negli anni l'orgoglio di un'intera comunità. Nel 1988 H.G. Bissinger decise di trascorrere un anno proprio lì, a Odessa, «la città peggiore sulla faccia della Terra», quella con il più alto tasso di omicidi della nazione, tra file di motel semivuoti e impianti di estrazione in disuso, dove gli abitanti pensavano che «l'unico governo buono fosse l'assenza di governo». Osservatore curioso e implacabile, Bissinger passò quell'anno a studiare e intervistare i giocatori, lo staff tecnico, la gente del posto, per ricomporre poi i tasselli di una cittadina tormentata dai fantasmi della segregazione e logorata dalla schizofrenia del mercato petrolifero, in cui l'euforia del boom cede ogni volta il passo alla depressione più nera.
20,00

Cristiano Ronaldo. Storia intima di un mito globale

di Fabrizio Gabrielli

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2019

pagine: 232

Cristiano Ronaldo è una figura abbacinante, che abbraccia e racchiude mondi. È uno dei calciatori più dominanti e significativi della storia del gioco, e soprattutto è il primo - e forse insuperabile esempio di brand nel calcio. Nella gelida determinazione, nell'ambizione sconfinata, nella feroce etica del lavoro e nella maniacale cura del suo corpo sovrumano scopriamo la cifra del suo impatto sull'immaginario globale, e sul futuro di uno sport che CR7 - più di ogni altro giocatore in attività - ha saputo ridefinire. Cristiano Ronaldo non è una figura che si presta facilmente al racconto: non è Diego Maradona, non è George Best, non è Éric Cantona; apparentemente ricorda più il protagonista di un beneducato manuale di self-help che di un grande romanzo. È un fuoriclasse che mira dritto al successo e lo raggiunge senza esitazioni e senza contraddizioni. Fabrizio Gabrielli non si ferma però alla superficie del mito: ripercorre la storia e i trionfi di un campione che vive e gioca eternando un ideale apollineo, ma indaga soprattutto l'uomo, in tutta la sua complessità, nella grandezza luminosa e nelle zone d'ombra, che si nascondono sotto il sorriso, gli addominali e i selfie impeccabili dell'atleta divino. Ne esce così fuori, finalmente, un Cristiano meno perfetto, un Cristiano più intimo, empatico e vero.
17,00

Coppi ultimo

di Marco Pastonesi

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2019

pagine: 199

Il 2 gennaio 1960, nell'ospedale civile di Tortona, si spegne il più grande sportivo italiano del Novecento, «forse il più grande di sempre», ucciso a quarant'anni da una malaria non diagnosticata e divampata in un corpo usurato da troppe fatiche. Dell'epopea di Fausto Coppi, della sua rivalità con Bartali, della prigionia e degli scandali si sa tutto, o quasi. Ma il Coppi meno conosciuto, meno raccontato, è proprio quello del 1959. È il suo ultimo anno di uomo e campione, di industriale e manager. Una giostra di ingaggi, passerelle, sconfitte. Un lungo, frenetico addio al mondo del ciclismo, ma anche un silenzioso addio alle mogli, ai figli, ai tifosi, alla gente e alle case di Castellania, «una muta punteggiatura del paesaggio e dell'umanità». L'ultima Roubaix, l'ultimo Baracchi, l'ultimo Tour - non disputato, ma vinto dal suo discepolo migliore -, fino a quell'ultimo viaggio, «inatteso» e fatale, nell'Alto Volta. Un Coppi stremato, esaurito, sfinito eppure ancora curioso, incapace di scendere dalla bici, dove continua a esibirsi con uno stile impeccabile - una perfetta fusione di «muscoli e telaio» -, portando a spasso la propria leggenda a due ruote. Un Coppi inedito, raccontato in mille storie minime ed esemplari - un mito, tutt'altro che ultimo.
17,00

Muhammad Ali, la vita

di Jonathan Eig

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2019

pagine: 765

Certe vite non finiscono mai di essere raccontate. Jonathan Eig ce lo ricorda in questo monumentale ritratto di Muhammad Ali, «il più grande», l'atleta che meglio di ogni altro è riuscito a travalicare i confini dello sport per diventare un'icona politica e di costume. Un uomo la cui biografia ha già ispirato decine di libri, film, documentari e articoli, che hanno lasciato però la più elementare delle domande - chi era davvero Muhammad Ali? - ancora in attesa di una risposta. Per prima cosa Ali è stato un pugile inarrivabile, capace di rivoluzionare la nobile arte e trasformare il ring nel palcoscenico del Borgoj; poi un umile seguace di Allah e un leader del Black Power, autoproclamatosi nemico pubblico numero uno dell'America bianca e reazionaria; e, suo malgrado, un attivista per i diritti civili, disposto a sacrificare i migliori anni della sua carriera per rimanere fedele a un principio. E ancora: un provocatore dalla rima baciata, un fedifrago ossessionato dal sesso, un avido altruista votato all'autodistruzione, «un fenomeno, uno stato d'animo, un'attitudine, una sfida alla democrazia e al decoro». Attingendo a una mole impressionante di fonti, per buona parte inedite, Eig ripercorre le gesta dell'eroe con una dedizione commovente, senza risparmiargli nulla e riuscendo nell'intento di restituire al lettore, all'appassionato come al neofita, l'epopea di un uomo che è stato, prima di tutto, un inno alla bellezza della contraddizione umana.
25,00

L'uomo che baciava le nuvole. Memorie e diario di guerra di Roland Garros

di Roland Garros

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2018

pagine: 418

In un tempo neppure troppo lontano uno sparuto manipolo di temerari decollava a bordo di improbabili macchine volanti per compiere voli radenti il suolo, spesso conclusi prima del previsto con atterraggi catastrofici, apparecchi distrutti e vite spezzate nel fiore degli anni. Di questa legione di «aviatori metà teatranti e metà rompicollo» Roland Garros è stato uno dei rappresentanti più valorosi, tanto che proprio a lui si devono alcune imprese entrate nella leggenda, fra cui tre record di altezza e la prima traversata senza scalo del Mediterraneo. Per non parlare dell'importanza che le sue innovazioni ebbero nella storia dell'aeronautica militare, come la messa a punto di un meccanismo che consentiva di sparare attraverso l'elica degli aeroplani, rendendo così possibili i primi duelli aerei già nel corso della Grande Guerra. Redatte tra il 1915 e il 1918, durante la lunga prigionia in Germania, queste sue memorie - definite da Philippe Forest un «formidabile romanzo d'appendice» - ci consegnano un ritratto sfavillante e spassoso di un mondo che non contempla l'attesa perché capace di guardare solo al futuro. E soprattutto quello di un genio impavido e a tratti schivo, afflitto da «una ripugnanza istintiva per il peso» e disposto a morire pur di ammirare lo spettacolo abbagliante del mare di nuvole e la «luce vergine nell'aria vergine».
23,00

Con il piede giusto

di Vikash Dhorasoo

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2018

pagine: 147

Dieci anni dopo l'addio al calcio, Vikash Dhorasoo decide di raccontare il proprio viaggio nell'élite del pallone. Francese di seconda generazione, anticapitalista - anche se «nel calcio le persone di sinistra sono una manica di stronzi» -, cresciuto a Le Havre nel quartiere multietnico di Caucriauville, tra effluvi di curry e fritture, Dhorasoo è sempre stato una voce fuori dal coro. Esordisce nella Ligue i con la squadra della sua città, poi passa al Lione, al Milan e al Psg. Dopo l'addio di Zidane, Domenech lo schiera addirittura in nazionale, prima di rispedirlo in panchina quando il numero io annuncia il suo ritorno nei bleus. E da lì Vikash guarderà quasi tutto il mondiale del 2006, nella vana attesa di un riscatto che non ci sarà. Un'esperienza raccontata senza peli sulla lingua nel documentario Substitute, con cui si aliena le simpatie di molti colleghi. Un personaggio dai mille volti, Dhorasoo: cineasta, commentatore tv, giocatore di poker. Un rossonero che gira a Milanello con «la Repubblica» sottobraccio. Che entra da un fiorista e viene scambiato per un accattone. Un individualista in uno sport di squadra dove il gruppo attenua il dolore delle sconfitte, anche se «resta il fatto che se non giochi, non puoi perdere». Un utopista, un mattatore dentro e fuori dal campo, fondatore del movimento Tatane che si batte per un calcio gioioso e sostenibile. «Ma tu chi sei? Ti credi Zizou?» gli ha chiesto una volta un tifoso. «No, non mi credo Zizou, ma Vikash Dhorasoo».
15,00

Momenti di gloria. La vita di Eric Liddell da eroe olimpico a martire moderno

di Duncan Hamilton

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2018

pagine: 414

Sono sufficienti poche note della colonna sonora di Vangelis per evocare i fotogrammi di "Momenti di gloria", il capolavoro di Hugh Hudson che celebra il doppio oro conquistato dall'atletica leggera britannica ai Giochi di Parigi del 1924. A vincere i 100 metri fu l'ebreo inglese Harold Abrahams, mentre a imporsi nei 400 fu il suo amico e rivale Eric H. Liddell, che da quel giorno divenne per tutti il «pastore volante». Figlio di un evangelizzatore trasferitosi in Cina, Liddell è stato senz'altro un predestinato della corsa, ma soprattutto un uomo di Chiesa dalla fede talmente granitica che alla domanda su come avesse fatto a ottenere quell'inattesa vittoria rispondeva: «Ho corso i primi 200 più veloce che potevo. Poi gli altri 200 con l'aiuto di Dio ». Confessione che racconta già molto di un uomo che alla fama sportiva, all'amore della famiglia e forse alla vita stessa antepose sempre i doveri di missionario, adempiuti con uno stoicismo che non vacillò neppure al cospetto delle rinunce più dolorose e dei contesti più drammatici. Come il campo di prigionia di Weihsien dove, nel corso della seconda guerra mondiale, si concluse la sua breve esistenza. Il fatto che Duncan Hamilton abbia posto una figura come la sua al centro di un'indagine storica così poderosa suggerisce che la vera gloria non si concentra in pochi momenti della biografia di un uomo, ma si costruisce giorno dopo giorno, grazie alla scelta rivoluzionaria di dedicarsi al prossimo nelle retrovie dell'anonimato.
23,00

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