Collana Biblioteca Aragno - Ultime novità | P. 10

Aragno: Biblioteca Aragno

Alfabeto della testualità

di Stefano Agosti

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 70

Alfabeto della testualità. Un dialogo scaturito dalla straordinaria coincidenza di due frammenti di enunciazione sulla teoria del testo, "La testualità del testo" e "La textualité du texte", rispettivamente di Gianfranco Contini e di Jacques Derrida, il dialogo qui presentato al lettore ne svolge le molteplici implicazioni e diramazioni, con diffuso riferimento agli universi concettuali e linguistici dei due autori contemporanei.
10,00

Il visitatore della sera

di Marcel Proust

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 350

L'insolito ménage à trois che coinvolge Proust, Morand e la principessa Soutzo è costellato d'incontri serali. A cominciare dalla prima, sorprendente visita fatta da Proust al giovane attaché d'ambasciata Morand il quale, oltre all'aura conferita dal ruolo e dall'età, gode dell'audace merito d'aver accostato Swann a "L'Éducation sentimentale" di Flaubert. Per finire con l'ultima, toccante visita che Morand rende al capezzale di Proust in rue Hamelin, la settimana precedente il decesso. Stavolta l'homme pressé sembra non aver fretta di andarsene. Ora spetta a lui fissare l'amico dalla poltrona, intrattenerlo in una conversazione infinita, come per ingannare la morte incombente. Tra queste due visite avviene l'incontro fatale con la principessa Soutzo, futura signora Morand. Violentando le proprie abitudini claustrali da valetudinario Proust svolazza come una falena notturna all'hotel Ritz, attratto dallo splendore e dall'intelligenza della Minerva romena. Quando arriva tardi, accede direttamente alla sua stanza senza farsi annunciare, condottovi dal liftier. Nell'intreccio epistolare che ne segue emergono come per incanto le amare verità della Recherche sull'amore, l'amicizia, la separazione e l'oblio, in un'avvincente rincorsa reciproca tra vita e opera che lascia stupefatti. A corredo del carteggio gli scritti che i due autori si dedicarono a vicenda, dalla perfida "Ode a Marcel Proust", dove per la prima volta si allude alle misteriose frequentazioni notturne dell'amico, alle illuminanti "Osservazioni sullo stile" con cui Proust promuove l'esordio narrativo di Morand.
25,00

Discorsi sopra gli annali di Tito Livio. Volume 1-2-3

di Pietro Giannone

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 1570

Con questa edizione dei Discorsi sopra gli Annali di Tito Livio, che segue a quelle dell'Apologia de' teologi scolastici e dell'Istoria del pontificato di Gregorio Magno (ambedue apparse nel 2011 in questa stessa collana) e a quella de L'Ape ingegnosa (apparsa già nel 1993 in altra sede), si conclude la pubblicazione dei quattro voluminosi trattati che Pietro Giannone scrisse durante la sua lunga prigionia nelle carceri sabaude. Di essi i Discorsi, che seguirono il loro autore nei vari trasferimenti carcerari, sono insieme il primo e l'ultimo in ordine di tempo. Concepiti nel carcere di Miolans poco dopo l'arresto (marzo 1736), più o meno contemporaneamente alla Vita, essi raggiunsero una redazione compiuta a Ceva nei primi mesi del 1739. In anni posteriori, però, il Giannone tornò a lavorare sull'opera, arricchendola di una nutrita serie di spesso copiose aggiunte. Negli ultimi mesi di vita, infine, nel carcere di Torino attese a una seconda redazione, che la morte (marzo 1748) gli impedì di portare a termine. La presente edizione contiene in veste critica sia la prima redazione sia la seconda rimasta incompiuta, che non è solo più ampia della prima, ma si distingue da essa anche per una veste linguistico-lessicale in parte diversa. L'introduzione si sofferma, dopo una dettagliata descrizione del lungo iter testuale dell'opera (che contempla anche la questione delle sue fonti e la genesi delle altre opere del carcere), soprattutto sul modo di lavorare e sulla lingua del Giannone, che hanno ricevuto finora scarsa attenzione.
100,00

L'esilio

di Furio Jesi

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

15,00

Lessico finanziario

di Beppe Ghisolfi

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

32,00

Vita breve e rivoluzioni perdute di Napoleone Luigi Bonaparte

di Massimo Novelli

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 303

Napoleone-Luigi Bonaparte, figlio di Luigi Bonaparte, uno dei fratelli dell'imperatore esiliato a Sant'Elena, si batté per l'indipendenza d'Italia nei moti risorgimentali del 1831. Non morì in battaglia, però, bensì per una comunissima malattia, la rosolia, anche se qualcuno parlò di un avvelenamento. Se ne andò nel marzo del '31, nella camera di un albergo di Forlì chiamato del Cappello. Poco prima aveva inviato una lettera al Papa, Gregorio XVI, chiedendogli di rinunciare al potere temporale in nome del "libro più liberale che esista, il divino Vangelo". Il suo ricordo, e la sua lettera clamorosa al Pontefice, sbiadirono nel corso del tempo, offuscati dalla fortuna e dalla fama del fratello, salito sul trono di Francia come Napoleone III. La moglie Charlotte, amica di Giacomo Leopardi, pochi anni dopo ebbe in sorte a sua volta una fine drammatica in una locanda di Sarzana, uno dei luoghi di origine dei Bonaparte. Questo è il racconto fatale e stendhaliano, romantico e carbonaro, della vita breve del nipote di Napoleone Bonaparte e della sua rivoluzione frantumata. Ci sono i sogni e le speranze, le ambizioni, le illusioni e le ingenuità di un giovane, che, come la Mathilde di "Il Rosso e il Nero" di Stendhal, avrebbe potuto dire: "Senza una grande passione, languivo di noia nel periodo più bello della vita".
15,00

Legazione alla corte di Giulio II. 13 novembre 1505-19 giugno 1506

di Alessandro Nasi

Libro: Copertina morbida

editore: Aragno

anno edizione: 2019

Dopo una strepitosa ascesa al soglio pontificio, nell'autunno del 1503, Giulio II condusse una politica estremamente guardinga che meravigliò gli osservatori: sembrava aver accantonato quei «piani vasti e smisurati» di cui parla Francesco Guicciardini e che erano all'origine della sua sulfurea reputazione da cardinale. In realtà nel primo biennio di pontificato Giulio II si consacrò con pazienza e sagacia ad accumulare risorse finanziarie e a tessere una rete di alleanze che gli consentisse la realizzazione del suo programma: la sottomissione dei riottosi tiranni del centro Italia e la riconquista dei territori pontifici occupati da Venezia. Giunto a Roma nell'autunno del 1505, l'ambasciatore fiorentino Alessandro Nasi registra con acutezza l'improvvisa accelerazione che proprio in quelle settimane il papa dà ai suoi propositi, sfruttando a proprio vantaggio la fluidità e le incertezze della situazione internazionale, con un re di Francia forse malato a morte ma intento a perseguire la sua politica italiana; un re di Spagna da poco vedovo e alla ricerca di nuovi equilibri che gli garantissero comunque il controllo della Castiglia; un grande generale spagnolo vittorioso nel Regno di Napoli e sul punto, forse, di farsene signore; un imperatore sempre oscillante tra il sogno italiano e il fronte orientale; e tutti gli italiani intesi a scrutare l'orizzonte nella speranza di conservare la propria indipendenza, magari a scapito del vicino. Nelle corrispondenze inedite del Nasi, pur tanto ricche e varie, uno dei principali motivi di interesse è proprio l'emergere di quel profilo caratteriale di Giulio II, imprevedibile e orgoglioso, collerico ed egocentrico, impetuoso e tenace, che, prima di ricevere conferma dalla posteriore storiografia, sarà di lì a poco al centro della straordinaria meditazione di Niccolò Machiavelli, per ilquale il vecchio pontefice incarna una figura felice del rapporto tra politica e fortuna. Lui, vecchio, con quella sua «natura» di cui le lettere del Nasi offrono le prime testimonianze e analisi, sarà il simbolo dell'impeto e dell'audacia giovanili da cui la muliebre fortuna si lascia talvolta domare e vincere.
30,00

Intervengono i personaggi (col permesso degli autori)

Libro: Copertina morbida

editore: Aragno

anno edizione: 2019

"Nei movimenti giovanili che vanno sotto il nome di Sessantotto, nelle prese di posizione intellettuali che quei movimenti anticiparono e accompagnarono, così come nei mutamenti concreti che allora vennero a prodursi nei costumi e nei gusti, Assunto colse qualcosa di estremamente serio, che andava ben al di là delle manifestazioni talvolta velleitarie e anche carnevalesche in cui poterono trovare espressione certe proteste giovanili: vi riconobbe in effetti il pieno attuarsi di una tendenza che era intrinseca alla civiltà contemporanea e che si stava mostrando in grado di minare nel profondo il sistema dei valori e le realizzazioni culturali a cui aveva dato la propria adesione. [...] Il fatto era che con acume e rapidità Assunto aveva colto quel che la cultura del Sessantotto portava con sé; ossia, quel che la sua sensibilità e la sua specifica preparazione lo portavano a cogliervi: la fine della bellezza, nel paesaggio naturale e in quello umano, nella natura e nelle città. La distruzione dei paesaggi, l'abbandono e l'incuria in cui versava il patrimonio artistico nazionale, la metamorfosi che investiva i tessuti urbani, un più generale mutamento dei costumi che gli sembrò orientato verso il peggio e la volgarità - tutto ciò produsse in lui una tale rivolta etica e intellettuale che lo condusse a interrogarsi sulle ragioni ideali che presiedevano ai cambiamenti cui assisteva quotidianamente (poiché di questo sempre rimase convinto: che un'azione sbagliata avesse alle spalle un'idea sbagliata, ossia un pensiero che non era veramente tale)." (dalla postfazione di Emanuele Cutinelli-Rendina)
15,00

Negli anni della crisi

di Luigi Einaudi, Giovanni Agnelli

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 118

"Penso anzitutto che nessuna crisi fu mai tanto vasta e profonda. Non è solo una delle solite crisi periodiche, così dette cicliche, ma è una crisi che tocca tutta la struttura dell'economia mondiale; e se la sua soluzione dovesse essere lasciata al naturale giuoco delle forze economiche, dovremmo aspettare molto tempo e chissà attraverso quali cataclismi..." (Giovanni Agnelli).
12,00

La rideterminazione a fair value del valore del patrimonio storico-artistico di Intesa Sanpaolo. Ediz. italiana e inglese

di Michele Coppola, Fabrizio Dabbene

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 96

L'iniziativa editoriale propone un'edizione bilingue dello studio dedicato alla rideterminazione a fair value del patrimonio storico-artistico di Intesa Sanpaolo. Dal 2017 la Banca ha infatti deciso di adottare, nel determinare il valore a bilancio delle opere d'arte di pregio, il principio della rivalutazione al fair value. Queste opere d'arte fanno parte a tutti gli effetti, e con l'identica dignità degli altri asset, del patrimonio del Gruppo bancario. Nell'edizione vengono illustrate le regole, i criteri e le scelte metodologiche utilizzate da Intesa Sanpaolo nel processo di rideterminazione, e si rende conto degli effetti delle stime effettuate sul bilancio consolidato del Gruppo.
15,00

Abitare la soglia

di Eduardo Descondo

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 222

Invitato a un convegno sul tema della soglia, a Eduardo Descondo capita di ritrovarsi senza idee. Non sarebbe un problema considerato che il tema non è dei più facili, se non fosse che fino quel momento gli era sempre accaduto che bastasse il la, su qualunque argomento, per partire e il problema fosse stato, semmai, quello di fermarsi. Non c'è altro da fare che chiedere aiuto ad amici fidati, preparatissimi sulla materia. Fortunatamente l'aiuto arriva. Descondo decide così che la sua relazione al convegno sulla soglia non sarà altro che il resoconto dei suoi incontri con quegli amici fidati e delle idee che ne ha ricavato e rielaborato. La Prefazione e la Postfazione di Gian Piero Quaglino fanno da cornice al testo, svelando alcuni retroscena della vicenda.
15,00

La revisione del trattato

di John Maynard Keynes

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2019

pagine: 242

L'Europa avrebbe potuto sperare in un «ben diverso futuro», se i vincitori «avessero capito che i problemi più gravi reclamanti la loro attenzione non erano politici o territoriali ma finanziari ed economici, e che i pericoli del futuro non stavano in frontiere e sovranità, ma in cibo, carbone e trasporti».Questo scrive Keynes consapevole che questa incomprensione è destinata a generare una nuova catastrofe.John Maynard Keynes dopo Le conseguenze economiche della pace, scritto nel 1919, con La revisione del trattato torna a riflettere su quello che considera il vero difetto di progetto seguito alla Prima guerra mondiale: una serie di trattati di pace e di riparazioni economiche imposte dai paesi vincitori ai paesi vinti che non avrebbero mai consentito una vera ripresa della Germania e, complessivamente, dell'Europa.Questa previsione viene confermata durante la repubblica di Weimar: solo una piccola parte delle riparazioni viene pagata ai vincitori. Nel tentativo di rispettare gli obblighi la Germania sviluppa una potenza industriale di tutto rispetto, destinata a contribuire al successivo riarmo e dunque ad essere la premessa del successivo conflitto, a conferma che quella europea tra 1914 e 1945 fu per davvero come è stato detto "una guerra dei trent'anni"La revisione del Trattato non è solo un libro che conferma le previsioni , ma è anche una occasione in cui si dimostra che pensare l'economia vuol dire soprattutto pensare la politica.
20,00

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