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ARCANA: Cantautori del Duemila

Brunori Sas. La vita pensata e la vita vissuta

di Ambrosia J.S. Imbornone

Libro

editore: ARCANA

anno edizione: 2019

pagine: 208

La vita pensata e la vita vissuta, i desideri e le insoddisfazioni, i progetti e le esitazioni sono alcune delle dicotomie principali presenti nelle canzoni di Dario Brunori, intorno a cui ne ruotano molte altre: istinto-ragione, tempi interiori lunghi-frenesia contemporanea, Sud-Nord, Lamezia-Milano, valori rocciosi senza tempo-modernità liquida, profondità-leggerezza, idealismo-realismo. I suoi dischi cantano la normalità e il quotidiano, così come uno slancio quasi utopico verso il cambiamento e il superamento di ciò che è dato: se non basta scrivere canzoni per «dare al mondo una sistemata», la musica può comunque combattere la tentazione di arrendersi passivamente al presente e raccontare di contro la possibilità di agire e intervenire nel mondo, operando un cambiamento, purché ognuno parta da sé stesso. Brunori non punta mai il dito contro i difetti degli altri, ma osserva in sé il rischio dell'indifferenza, della superficialità, della possessività o della disperazione. In una dialettica tra dentro e fuori, narra istantanee della sua vita vissuta, così come esce dalla rassicurante dimensione privata e casalinga per osservare la società. In questo libro si analizza il percorso musicale del cantautore calabrese tra suoni minimali e arrangiamenti più elaborati, dimensione acustica e orchestrale, tra il calore del suono di strumenti tradizionali e tocchi più algidi di sonorità elettroniche e metropolitane, tra una leggerezza divertita e argomenti importanti (lavoro, famiglia, fede, ecc.), i drammi giornalieri dei poveri cristi e la necessità di stemperare ogni tristezza con il sorriso bonario dell'ironia, o con la levità ora giocosa ora incantata della musica. Tutta la carriera del cantautore tra primi pezzi e collaborazioni, dischi e tour, racconti, articoli e spettacoli teatrali, cinema e tv, recensioni e riconoscimenti.
14,50

Io non sono Liberato

di Gianni Valentino

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 284

Liberato - chiunque sia - fa canzoni romantiche in lingua napoletana e le può ballare chiunque: da Sud a Nord, da Napoli all'oceano. L'autore di questo libro lo ha conosciuto attraverso YouTube, come tutti. Poi al telefono, via e-mail, via Skype. «Però è successo», racconta il giornalista de «la Repubblica» Gianni Valentino, «che un pomeriggio, quando avevamo il nostro primo appuntamento, lui non si è più presentato. Un po' l'ho rincorso, un po' ho aspettato che tornasse da me. Cercando di immaginare le sue sembianze, la sua voce, la sua faccia. Sono andato in ospedale, per rintracciarlo. Fino a Barcellona, per capire quali intenzioni avesse. Ma è tutto così invisibile. Incappucciato com'è, tra i laser. Così ho scelto di raccontare tutto quello che so di lui e tutto quello che gli altri - lentamente, generosamente - mi hanno voluto sussurrare della sua storia. Backstage, conversazioni al cellulare, concerti, retroscena, festival, sospetti plagi e cambi di identità». Il libro è una giostra, dal golfo di Partenope al globo, tra i gommoni di via Caracciolo, i videoclip, le installazioni, i ritornelli-serenata, il mare splendente e le piazze notturne dei decumani coi fumogeni e i pitbull. Partecipano con micro-macro interviste Clementino, Raiz, Fabri Fibra, Nino D'Angelo, Populous, Ivan Granatino, Gemitaiz, Livio Cori, Bawrut, Planet Funk e, soprattutto, Enzo Chiummariello e il prof. Ugo Cesari. Perché questa è veramente una storia che accomuna tutti. Tanto quelli che amano quanto quelli che non sopportano più Liberato.
17,50

Calcutta. Amatevi in disparte

di Antonio Coletta

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 170

È il 24 ottobre 2015 quando il sito de «la Repubblica» lancia la bomba che farà esplodere di lì a poco i confini tra l'indie e il pop italiano: il video di "Cosa mi manchi a fare" conta più di diecimila visualizzazioni in soli due giorni ed Edoardo D'Erme, in arte Calcutta - dopo anni di gavetta nei locali underground, ex ragazzo con la felpa e il cappuccio che girava l'Italia in treno con la sua chitarra per suonare su palchi piccolissimi, che dimenticava i testi ma ne scriveva come pochi - diventa mainstream. I giornalisti fanno a gara per intervistarlo, alcuni lo etichettano come il cantautore del disagio della sua generazione, altri come un gran paraculo. Social, passaparola, radio, la sua comunicazione sghemba, la capacità unica di raccontare il suo mondo e le sue emozioni attraverso le assurde immagini che gli ronzano attorno: nei tre anni a seguire il cantautore di Latina farà sold out ovunque, scriverà canzoni per le stelle della musica leggera, inciderà un album straordinario che lo renderà evergreen e terrà un concerto all'Arena di Verona registrando il tutto esaurito. In quest'anomala monografia Antonio Coletta - che ha lavorato per l'ufficio stampa Sunday Press alla promozione dell'album "Forse..." e dell'Ep "The Sabaudian tape" - racconta il fenomeno Calcutta scomponendo e ricomponendo canzoni, ricordi, foto e interviste.
14,50

Cani. I dischi, i bagni nel mare, l'umanità (I)

di Natan Salvemini

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 110

Un pensiero distratto in un giorno qualsiasi, mentre si sfreccia in motorino in centro a Roma. Tutto inizia quasi per gioco, nel più totale anonimato. È il giugno del 2010 quando "I pariolini di diciott'anni" e "Wes Anderson" vengono caricati sotto il nome de "I Cani" su SoundCloud e YouTube. La reazione del pubblico è qualcosa di molto simile a un fenomeno virale, preludio al primo disco uscito l'anno dopo per la 42 Records. I primi concerti e le interviste con un sacchetto di carta in testa, due buchi per gli occhi: la scelta iniziale di non rivelare la propria identità, per sentirsi più liberi di raccontare e raccontarsi. Quando si parla de "I Cani" la tentazione è sempre quella di usare il plurale, ma sarebbe più giusto parlare di one man band. La mente dietro il progetto è Niccolò Contessa, classe 1986, nato a Spoleto, romano d'adozione, laurea in matematica e già leader del gruppo elettronico Tavrvs. Per Niccolò i cani sono gli attori che non sanno recitare, ma anche i migliori amici dell'uomo; ci sono i cani randagi e da salotto, fino a quelli da combattimento. È il nome giusto per parlare di molte cose, anche diverse tra loro. Da un volto sfocato o nascosto all'apprezzamento di Roberto Saviano che definì le canzoni de "I Cani" "tra i migliori racconti sul nostro paese", da una cameretta solitaria ai grandi palchi, dal cantautorato come passione un po' nerd all'esperienza come produttore per Calcutta e Coez, sino alla candidatura ai David di Donatello: tra l'amore-odio per la visibilità e un'innata timidezza, un sorprendente album d'esordio e la voglia di "Sparire", la storia dell'"ennesimo gruppo pop romano" tra biografia e racconto.
13,00

Mannarino. Cercare i colori

di Meltea Keller

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 191

Cantastorie, animale da palcoscenico, giramondo. Mannarino ha saputo diventare, da giovane promessa del panorama italiano, uno dei cantautori più interessanti degli ultimi tempi. Cresciuto nella periferia di Roma nel quartiere San Basilio, dopo una gavetta nei locali multietnici dei rioni Monti ed Esquilino ha sviluppato uno stile che mette assieme stornello, blues, cantautorato italiano, Capossela, teatro di narrazione, samba. Il suo percorso artistico parte con bar della rabbia, un disco incentrato su una serie di personaggi outsider che cercano protezione fra le mura di una calda, malfamata bettola. Nel successivo, supersantos, si esplora lo spazio alienante della grande città nel quale l'unica ancora di salvezza sono i rapporti d'amore. In al monte, considerato il suo punto di svolta, Mannarino si ferma a riflettere su alcuni temi cruciali per la nostra società al fine di cercare una via di salvezza dal malessere strisciante. Infine in apriti cielo, reduce da un lungo viaggio nell'amato Brasile, Mannarino fa sua la filosofia del samba che Vinicius de Moraes definisce "una tristezza che balla", ma in quella tristezza racchiude "la speranza di non essere più tristi". Parallelamente all'attività di "scrittore di dischi", come una volta ha definito se stesso, Mannarino porta avanti da anni un'intensa attività live. Questo libro è un tentativo di ripercorrere sinteticamente la sua storia artistica e il suo pensiero.
15,00

Thegiornalisti. Roma, Pamplona, Riccione e altri lidi

di Isabella Benaglia

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 189

Chi sono i Thegiornalisti? La band rivelazione del 2017 è sulle scene da quasi dieci anni, eppure prima del singolo "Completamente" Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera erano conosciuti solo all'interno di una ristretta cerchia di fan. Il loro successo è arrivato gradualmente e ha portato con sé non poche polemiche: i tre sono partiti dai piccoli locali della capitale per arrivare ai palazzetti di tutta Italia, alla radio e alla televisione, raggiungendo quella fama che li ha portati a subire pesanti attacchi da parte dei fan storici. Questo libro è un viaggio alla scoperta della carriera e della vita dei tre musicisti romani, attraverso curiosità, aneddoti, critica musicale e tanta ironia. Si parlerà dell'amore in tutte le sue forme, dei mille modi per vivere la notte, dell'ansia presente nella vita e nei testi di Paradiso, della città eterna e degli anni Ottanta. Il percorso musicale dei Thegiornalisti è stato graduale e sempre in crescita: li ha portati ad avere all'attivo quattro album, concerti da migliaia di persone e un numero infinito di parodie. Un gruppo che è nato come indipendente, si è autoprodotto i primi due album e ha cercato in tutti i modi il successo, anche a costo di rivoluzionare la propria estetica, il proprio sound e le parole che lo accompagnano. Una band che ora viene definita da tutti pop, leggera e senza pretese, ma che è nata con tutta un'altra attitudine.
15,00

Tu lo conosci Coez?

di Mattia Marzi

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 221

È successo tutto così all'improvviso che quasi non ce ne siamo accorti. Un album particolarmente riuscito e una manciata di belle canzoni hanno fatto di Silvano Albanese, in arte Coez, una delle migliori rivelazioni della musica italiana degli ultimi anni e uno dei cantautori più seguiti dai giovanissimi. "Faccio un casino" ha scalato a sorpresa le classifiche di vendita e ha catapultato Coez tra i big. Ma i dischi d'oro e di platino e il tour da tutto esaurito sono solo il coronamento di un lungo percorso che è cominciato sui palchi dei centri sociali e dei club romani, quelli sui quali Coez si esibiva all'inizio della carriera insieme alla sua crew. La strada è stata quasi sempre in salita e Coez ha dovuto fare i conti con tante difficoltà e tante porte sbattute in faccia, a partire dall'iniziale diffidenza dei media tradizionali: non era abbastanza rap per entrare in certi circuiti e non era abbastanza pop per il pubblico generico. Di tutt'altro avviso i social network, che alla fine ne hanno decretato il successo su larga scala. Tra biografia e romanzo, questo libro racconta la storia di Silvano-Coez, i suoi lati oscuri e quello che si nasconde dietro le sue canzoni, ripercorrendo le tappe principali del percorso che dalle prime rime scritte nella sua cameretta lo ha portato al tour sold out, passando per i graffiti sui muri della sua Roma, i dischi autoprodotti, la firma per un'etichetta, la svolta di "Non erano fiori" e la consacrazione con "Faccio un casino".
16,00

Ministri. Suoniamo per non lavorare mai

di Gabriele Palumbo

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2019

pagine: 128

I Ministri erano tre ragazzini tra i banchi del liceo Berchet di Milano. Il preside forse ancora li aspetta. In cortile però non si può più fumare. In cantina ora c'è una sala prove e digitando Ministri su Google escono prima loro di quelli che stanno al governo. Davide, voce e basso, è rimasto fedele a Porta Romana, dalle aule al terzo piano vede casa. Federico, penna e chitarra, che avrebbe preferito fare Scuola di fumetto, è cresciuto in Piazzale Susa. Michele, il batterista, in corso Lodi. Conoscersi era una probabilità geografica. Anni in giro da band emergente, le canzoni su Myspace, le cover, cercandosi le prime date da soli o partecipando a concorsi dall'affidabilità discutibile, fino ad arrivare alla prima etichetta e a quel primo disco con l'euro in copertina. Iniziano ad affermarsi alcune delle caratteristiche che diventeranno punto di riferimento per i fan e per gli stessi Ministri: le giacche e le locandine. Ma soprattutto iniziano ad affermarsi i loro valori, il loro non venire a patti con la decadenza morale e l'omologazione, il loro racconto crudo di quello che succede dentro di noi e intorno a noi. Tutto questo con testi criptici, pregni di metafore, ma che scivolano via come la poesia più lineare che esista. Si crea così, live dopo live, una stretta empatia col pubblico, un pubblico che pian piano cresce e urla a ogni canzone la propria disillusione, sentendosi capito, libero. Ecco arrivare le prime soddisfazioni, dalla radio ai sold out nei più grandi live club d'Italia, dalle major al passaggio su Blob, ma, soprattutto, ecco come una rock band è riuscita a ritagliarsi un importante tassello nella storia della musica italiana.
14,50

Colapesce. Maledetto italiano

di Pierluigi Lucadei

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 157

Nel panorama attuale, Colapesce è una mosca bianca. Come un artigiano, cura i suoi dischi con la massima attenzione, scrive testi poetici e rigorosi, rifugge da facili ritornelli e imbastisce arrangiamenti che lo portano lontano dalle soluzioni troppo spesso trite del cantautorato italiano. Se è un cantautore, lo è alla maniera dei più grandi. È stato paragonato non a caso a Lucio Dalla e Franco Battiate. Attratto tanto dalla sperimentazione quanto dalla tradizione, ama mescolare sacro e profano, ritmo e melodia, suggestioni cinematografiche e letterarie, Sicilia e America, indie pop e folk anni Settanta. Racconta l'amore con una lingua nuova, stendendo un doppio velo di dolcezza su una grammatica dei corpi che sa essere trepidante ma anche esplicita. Ha una straordinaria capacità di lettura del presente e riesce come pochi a descrivere la precarietà materiale e affettiva dei nostri tempi. In ogni canzone dà l'impressione di impegnarsi strenuamente nella difesa di una purezza e di un'onestà sempre più rare nel territorio scivoloso dell'industria musicale del nuovo millennio. Nato nel 1983 a Solarino, in provincia di Siracusa, Lorenzo Urciullo si fa conoscere con la band Albanopower. Nel 2010 dà vita al progetto solista Colapesce, chiamato così in omaggio a una nota leggenda siciliana. Da solo - ma circondandosi di volta in volta di brillanti collaboratori - trova la sua dimensione ideale. Nel 2012 esce un Meraviglioso declino, nel 2015 Egomostro e nel 2017 Infedele: tre dischi, tre tappe della maturità artistica di un autore destinato a restare.
15,00

Lo Stato Sociale. Siete così indie

di Diego De Angelis

Libro: Copertina morbida

editore: ARCANA

anno edizione: 2018

pagine: 144

14,00

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