Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente

La sintesi dello yoga. Volume 1

La sintesi dello yoga. Volume 1

di Aurobindo (sri)

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 290

In occasione del 150° anniversario della nascita di Sri Aurobindo vede la luce una nuova traduzione in tre volumi del suo capolavoro, condotta sull'ultima edizione inglese delle opere complete, Collected Works of Sri Aurobindo (CWSA). Grazie al lavoro degli archivisti dell'Ashram di Pondicherry, molti refusi sono stati corretti e varie revisioni autografe ritrovate tra i manoscritti sono state vagliate e incorporate, finché si è giunti a un testo critico che può considerarsi definitivo. Nella sua opera, Aurobindo mette in luce la sintesi o l'essenza universale di tutte le scuole e gli insegnamenti yoga, tentandone una grandiosa visione d'insieme. Egli discute a lungo i tre sentieri dello yoga delle opere (karma yoga), della conoscenza (jñ?na yoga) e della devozione (bhakti yoga), e commenta più brevemente altri percorsi come l'ha?ha yoga, il r?ja yoga e gli yoga tantrici. Infine presenta il proprio sistema di yoga, frutto della sintesi: il p?r?a yoga o 'yoga integrale', il cui principio cardine è un abbandono di sé, un abbandono dell'essere umano nell'essere, nella coscienza, nella potenza e nella delizia del Divino. Lo yoga integrale non si limita unicamente all'ingresso nella coscienza divina, ma ricerca la sua discesa sulla terra per trasformare la mente, la vita e il corpo. Il supremo Sé, con la luce della sua presenza e della sua guida, compie così l'opera di perfezionamento dell'essere umano e lo conduce a una vita divina.
24,00
N?g?rjuna. Un'introduzione alla filosofia della Via di mezzo

N?g?rjuna. Un'introduzione alla filosofia della Via di mezzo

di Jan Westerhoff

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 318

Il filosofo indiano N?g?rjuna, vissuto probabilmente nel II secolo d. C. nel Deccan orientale, è stato uno dei più grandi pensatori nella storia della filosofia dell'Asia e il fondatore della scuola Madhyamaka (Via di mezzo). Considerato tra gli iniziatori del buddhismo mah?y?na, ha elaborato filosoficamente il concetto della 'vacuità' (??nyat?) di tutti i fenomeni, essenziale nei testi della Prajn?p?ramit?, la più antica letteratura mah?y?na. N?g?rjuna si considera il difensore di una visione ben precisa, definendosi con l'espressione ??nyat?v?din, 'colui che segue la posizione della vacuità'. Per un esponente del Madhyamaka, il senso principale dell'affermazione di essere un seguace della 'Via di mezzo' è per eccellenza la comprensione della vacuità come termine mediano tra eternalismo e nichilismo. Tutte le cose sono prive di un'esistenza propria, sono quindi esistenti secondari, costruzioni concettuali derivanti da cause e condizioni originate in modo dipendente. Non vi è nulla che non sia una mera costruzione concettuale. In linea con la tradizione buddhista, il pensatore indiano rifiuta anche la concezione di un sé individuale definito come una sostanza, un fattore unificante della vita mentale che è immutabile, distinto dal corpo e dagli stati psicologici. Sono inoltre presentati e discussi temi quali la causalità, il movimento, l'epistemologia e il linguaggio. Finora gran parte delle pubblicazioni su N?g?rjuna ha affrontato gli aspetti filologici, storici o religiosi delle sue opere; questo testo si propone invece di analizzare l'aspetto filosofico dei suoi insegnamenti, esaminare le reali e possibili obiezioni alle sue posizioni, valutare quali argomentazioni sono valide e possono essere sostenute, e a quali conclusioni filosofiche si arriva. La solidità delle affermazioni di N?g?rjuna è messa alla prova e le sue riflessioni sono intese come un progetto filosofico unitario, i cui diversi elementi sono connessi in modo non sempre evidente. N?g?rjuna è innanzitutto un pensatore profondo e la sua filosofia costituisce un motivo di interesse universalmente valido. Westerhoff descrive accuratamente il suo pensiero e lo rende accessibile anche a chi abbia poca o nessuna dimestichezza con la filosofia indiana.
32,00
Il regno di Sambhala. Una visione completa per il perfezionamento dell'umanità

Il regno di Sambhala. Una visione completa per il perfezionamento dell'umanità

di Khentrul (Rinpoche)

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 255

Durante un viaggio intorno al mondo, Shar Khentrul Jamphel Lodrö, monaco tibetano di tradizione jonang, tenne alcune conferenze sugli insegnamenti buddhisti del sistema di K?lacakra. Fu qui che prese coscienza di quanto poco fosse conosciuta la reale natura del leggendario regno di ?ambhala. Rientrato dal viaggio, decise di scrivere un testo breve e accessibile per chiarire che cosa ?ambhala fosse effettivamente, e come sia possibile sperimentare la sua realtà più profonda. Dapprima Khentrul Rinpoche passa in rassegna le leggende e le storie d'Asia e d'Occidente che da secoli hanno gravitato su ?ambhala, presentando le variegate interpretazioni nate intorno a questo mitico regno. Comincia poi a illustrare il concetto essenziale di karma, evidenziando come questo meccanismo condizioni pervasivamente la manifestazione della realtà che ognuno di noi sperimenta. Il modo di pensare di un individuo è la causa primaria del modo in cui agisce, e sono proprio alcuni tipi di azione a generare le condizioni della sofferenza e del conflitto, all'interno di se stessi e nei confronti degli altri. L'esperienza di ?ambhala, spiega Rinpoche, può sorgere all'interno della mente di ognuno di noi. Gli insegnamenti buddhisti di K?lacakra, connessi a questo regno in modo particolare, sono in grado di dissipare le afflizioni mentali che generano le condizioni della sofferenza, conducendo alla scoperta della natura fondamentale che dimora all'interno di ogni individuo. Si spalanca così la possibilità di un luogo in cui riposa la perfezione dell'armonia e della pace, uno stato duraturo di felicità affrancato da sofferenza e conflitto, strettamente connesso all'ambiente in cui si vive e a tutti gli altri esseri. PrefazioneVen. Tenpa'i Gyaltsen.
24,00
Yoga. La composizione delle tecniche come strumento per ritrovare una pratica viva

Yoga. La composizione delle tecniche come strumento per ritrovare una pratica viva

di Francesca Proia

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 200

Una storia documentata dello yoga, dagli albori a oggi. Il percorso si snoda attraverso una serie di testi fondanti, che diventano lo sfondo ideale per affrontare questioni quasi percettive, per definire la natura unica di una disciplina che è una filosofia che si lascia creare dal corpo. La seconda parte del testo affronta la questione della composizione delle tecniche come strumento per ritrovare una filologia della pratica che sia viva: d'altra parte, esercitarsi a comporre le tecniche "come se fossero lettere dell'alfabeto" era la raccomandazione dei maestri tantrici ai loro allievi. Vengono riportati tre esempi di poetica compositiva di maestre di yoga del Novecento nella cui pratica il tema della composizione è evidente per motivi differenti, e in cui è chiaro il rapporto tra composizione ed efficacia della disciplina: Genevieve Stebbins (1857-1934), assistente di François Delsarte, che ha dato vita a un sistema di ginnastica in cui le tecniche del corpo e del soffio si intrecciano attraverso connessioni concettuali; Cajzoran Ali (1903-?) rimasta quasi sconosciuta, che ha ideato una sequenza trasformativa di quarantotto posture utilizzando come guida le reazioni del suo corpo malato fin dalla nascita, e infine Noëlle Perez Christiaens (1925-2019), allieva di Iyengar, che ha riorientato le tecniche in base al concetto antropologico di aplomb come risorsa terapeutica naturale, da riscoprire e riportare nel proprio corpo attraverso il contatto con le culture tradizionali e arcaiche. La terza parte del testo, infine, pone alcuni spunti concreti per iniziare a comprendere e mettere in pratica una prassi di composizione delle tecniche yogiche coerente con l'efficacia peculiare dello yoga, che vive della possibilità di sentire in sé, ogni volta, il vuoto che precede e segue ogni forma di creazione. Vengono qui, infine, portate al lettore le peculiari esperienze yogiche, preziosissime, di due compositori: Giacinto Scelsi e Edward Salim Micheal.
16,00
La veglia, il sogno, l'essere. Il sé e la coscienza nelle neuroscienze, nella meditazione e nella filosofia

La veglia, il sogno, l'essere. Il sé e la coscienza nelle neuroscienze, nella meditazione e nella filosofia

di Evan Thompson

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 456

"La veglia, il sogno, l'essere" è il culmine di una vita di riflessione su interrogativi esistenziali fondamentali: chi sono io? Che cos'è il sé? Che relazione c'è tra il sé e il fatto di essere coscienti? L'autore, studioso di religioni e filosofie dell'Asia, di filosofia occidentale e di scienze cognitive, durante gli ultimi venticinque anni ha condotto ricerche nell'ambito della filosofia della mente e delle scienze cognitive spinto da una domanda fondamentale: "La coscienza, anche nelle sue forme più sottili, trascende realmente il corpo vivente e il cervello?". Tentando di fornire una risposta, questo lavoro pone a confronto le analisi delle ultime ricerche neuroscientifiche sul sonno, il sogno, gli stati meditativi, le esperienze extracorporee e le esperienze di premorte con illuminanti interpretazioni dei concetti dottrinali e filosofici asiatici classici. Thompson mostra in che senso il sé non è un'entità statica, ma un processo in continuo mutamento, e ne descrive le trasformazioni facendo dialogare insieme neuroscienze, filosofia e narrazioni personali. In questo percorso le esperienze contemplative gettano luce sulla ricerca scientifica, e le prove scientifiche arricchiscono la vasta conoscenza acquisita dalle tradizioni contemplative. Nelle parole di Stephen Batchelor, che firma la prefazione al volume: "Thompson incarna un movimento storico e culturale che spazza via la distinzione tra 'Oriente' e 'Occidente', sostituendola, si spera, con una comprensione più globale di ciò che significa essere pienamente umani".
38,00
Cosa, come, perché. Una risposta alle domande sul buddhismo la meditazione e la vita consapevole

Cosa, come, perché. Una risposta alle domande sul buddhismo la meditazione e la vita consapevole

di Henepola Gunaratana

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2022

pagine: 268

Nulla è più prezioso per un praticante che trovarsi in presenza di un grande maestro e rivolgergli in prima persona le domande più urgenti riguardo al proprio percorso spirituale. Non meno prezioso, per chi non ha avuto quel privilegio, è poter accedere alle risposte che il maestro ha dato ad altri studenti di meditazione. Quanto sforzo è necessario per meditare? Come gestire il dolore e la gioia durante la meditazione? Quale rapporto intercorre tra distacco e compassione? Chi sono gli amici spirituali? Quali sono i pericoli dell'attaccamento? Che rapporto c'è tra buddhismo e psicologia occidentale? Come gestire la paura e la rabbia? Come affrontare la morte e la perdita di chi si ama? È qui condensato mezzo secolo di risposte che Bhante Henepola Gunaratana ha dato nel corso di ritiri e interviste, dal vivo o per e-mail. Il lettore vi troverà tutto l'umorismo, l'onestà e l'erudizione di Bhante G., noto tanto per la chiarezza delle istruzioni e dei consigli sulla meditazione, quanto per la conoscenza approfondita dei testi del canone p?li, che cita a memoria nella lingua originale. Grazie a una funzionale organizzazione per temi, chi si è appena accostato alla meditazione di visione profonda (vipassan?) troverà in questo testo una guida accessibile, mentre i meditanti più esperti potranno avvalersi di un valido sostegno nella pratica. Viene in queste pagine restituita tutta la spontaneità e l'immediatezza dello stile di Gunaratana, che si muove con leggerezza all'interno di una moltitudine di argomenti: dai principali insegnamenti del Buddha sulla meditazione e la pratica spirituale, allo stato attuale del buddhismo in Occidente, con numerosi riferimenti a esperienze e difficoltà personali: l'approdo negli Stati Uniti, i tentativi di estendere alle donne l'ordinazione monastica, l'impresa di fondare un monastero della foresta sui colli del West Virginia e persino l'origine del soprannome 'Bhante G.'.
25,00
Il loto bianco. Una spiegazione della «Preghiera in sette versi» a Guru Padmasambhava

Il loto bianco. Una spiegazione della «Preghiera in sette versi» a Guru Padmasambhava

di Jamgön Mipham

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2021

pagine: 156

Jamgön Mipham commenta in questo testo la famosa "Preghiera in sette versi a guru Padmasambhava", potente espressione devozionale della tradizione dzogchen, cogliendone i significati più profondi. La figura di Padmasambhava, il 'Prezioso Guru', è di importanza fondamentale per la diffusione del buddhismo in Tibet nell'VIII secolo. Venerato nella scuola Nyingmapa come secondo Buddha, ha espresso molti dei suoi insegnamenti sotto forma di tesori nascosti (terma). Tra le preghiere a lui rivolte la più importante è di certo la "Preghiera in sette versi": non solo perché è una potente invocazione, ma perché ogni sua parola è pervasa da un significato nascosto. Mipham Rinpoche mostra come questa preziosa invocazione contenga tutto il Mantra segreto in forma concentrata. Il suo commento si snoda su un triplice piano: viene dapprima analizzato il significato esteriore, o letterale, poi quello interiore e infine viene disvelato quello segreto, o esoterico. L'invocazione guida a una dimensione di verticalità e ascesi, in cui la mente contempla aspetti sottili della realtà che a poco a poco si offrono al discepolo che sia pronto a entrare nella visione. È probabile che il testo sia un terma della mente, sorto all'improvviso nel flusso mentale di Jamgön Mipham, e come tale costituisca di fatto un insegnamento dello stesso Padmasambhava. La natura sublime del testo potrà illuminare il percorso di praticanti e studiosi che sentano una connessione spirituale con questa tradizione.
14,00
Purna yoga. Lo yoga integrale

Purna yoga. Lo yoga integrale

di Aurobindo (sri)

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2021

pagine: 344

Una raccolta inedita di testi e lettere attraverso cui il lettore può per la prima volta percorrere passo dopo passo le diverse tappe della formulazione del sistema di yoga integrale (p?r?a yoga) elaborato da Sri Aurobindo nel corso di tutta la sua vita. La selezione, accompagnata da un lungo e ricco saggio introduttivo, è basata interamente sui suoi scritti e conduce a una comprensione limpida e completa del suo sistema di yoga. Emergono chiaramente, dal ragionato accostamento di testi e lettere, le diverse fasi del processo di formulazione del p?r?a yoga. Nella Prima parte viene interamente tradotto Sapta Catu??aya (Le sette tetradi), testo fondamentale che offre al lettore una sorta di tavola sinottica del p?r?a yoga. Sebbene mai pubblicato durante la vita di Sri Aurobindo, e addirittura considerato a lungo uno scritto minore, Sapta Catu??aya contiene la prima esposizione completa degli elementi costitutivi dello yoga integrale. Seguono una serie di testi rappresentativi di una successiva esposizione del sistema: un passaggio cruciale dalla Sintesi dello yoga (il decimo capitolo della quarta parte, "Gli elementi della perfezione"), il saggio La Madre e il venticinquesimo capitolo di La vita divina, "La triplice trasformazione". Nella Seconda parte sono raccolte numerose lettere, strumento prezioso con cui il maestro parlava ai discepoli durante il periodo del suo ritiro a Pondicherry. La selezione tematica illumina argomenti trattati nella Prima parte del volume. Completano la raccolta due brevi testi: "La coscienza supermentale del tempo", bozza di un ulteriore capitolo della Sintesi dello yoga non incluso nell'edizione ufficiale, e "La discesa della forza e l'apertura dei cakra in Savitri", un passaggio brevissimo del poema epico Savitri, molto significativo nel contesto del volume.
29,00
L'arte di scomparire. Il sentiero del Buddha verso una gioia non fugace

L'arte di scomparire. Il sentiero del Buddha verso una gioia non fugace

di Ajahn Brahm

Libro

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2016

pagine: 176

Frutto di una serie di insegnamenti dati da Ajahn Brahm al Bodhinyana, monastero di cui è abate, "L'arte di scomparire" illustra la via di pratica monastica fondata sulle quattro nobili verità del Buddha e tuttora seguita fedelmente dalla tradizione theravàda della foresta. In parole semplici, con esempi tratti da esperienze quotidiane condivise da tutti, Ajahn Brahm spiega che la sofferenza è insita nella vita e che non c'è modo di evitarla, controllarla o porvi rimedio. Che si tratti di piccole difficoltà o di vere e proprie crisi, l'unica soluzione possibile è contemplare la sofferenza e comprendere quanto sia assurdo pretendere che le cose vadano sempre come vorremmo. Così si arriva a sperimentare direttamente uno stato naturale di pace e sicurezza, a scoprire la gioia del momento presente. In quello spazio, scopriamo cosa vuol dire scomparire: spogliarsi, togliersi l'abito dell'io, e vedere in profondità la vera natura di noi stessi e del mondo.
17,00
Il Buddha entra in un bar. Manuale di vita per una nuova generazione

Il Buddha entra in un bar. Manuale di vita per una nuova generazione

di Lodro Rinzler

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2016

pagine: 262

Nelle quattro parti in cui è suddiviso questo volume, corrispondenti alle quattro dignità di Shambhala, l'autore conduce il lettore alla scoperta di se stesso. Ogni essere umano possiede infatti le qualità della tigre, del leone delle nevi, del garuda e del drago. Lasciandosi guidare dalla saggezza e dalla compassione incarnate da questi animali sarà possibile entrare in contatto con la propria bontà fondamentale e manifestarla, per portare beneficio a se stessi e agli altri. La tigre è il simbolo del risveglio alla propria esistenza, della consapevolezza di ciò che la circonda. Il leone rappresenta la fiducia in se stessi, la capacità di sfuggire alla opprimente tenaglia del dubbio; il garuda grida al mondo la propria esistenza, librandosi al di sopra delle meschinità dell'io. Il drago, infine, è l'emblema della profonda presenza a se stessi, alla propria vita, che permette alla bontà fondamentale di fluire senza sforzo. Il cammino del drago è la tappa finale di questo percorso dentro se stessi che, Rinzler mette in chiaro, non va inteso come un esercizio di privazione e rinuncia. Per vivere con maggiore consapevolezza e compassione non bisogna stravolgere se stessi, basta trovare la propria bussola, rivolgendosi a insegnamenti che il tempo ha collaudato, e applicarli alla propria vita, che è fatta di amore, sessualità, alcol, divertimento, lavoro, rapporto con il denaro; aspetti che l'autore affronta con acume e scanzonata intensità.
23,00
Prima di io sono. Il riconoscimento diretto della verità

Prima di io sono. Il riconoscimento diretto della verità

di Mooji

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2016

pagine: 174

Questo libro è una guida dettagliata per scoprire se stessi. Le indicazioni di Mooji, di chiara tradizione advaita vedanta, conducono con precisione assoluta a quella che viene chiamata la propria vera natura, il vero Sé. Il ricercatore attento, il praticante assiduo potranno seguire tutti gli spunti, gli indizi lasciati dal maestro in questi dialoghi, per fare esperienza diretta di quel nucleo senziente (la consapevolezza pura) davanti a cui compaiono il mondo, la vita e la persona che all'apparenza la attraversa. La scoperta dell'essere, l'io-sono, e insieme del principio assoluto che ne è consapevole, si esprime attraverso uno stato ininterrotto di pace, di silenzio, distacco, saggezza e amore. Questo volume è una via diretta alla verità da cui tutte le scritture scaturiscono, per chi sia davvero spinto a conoscerla.
16,50
Le «Trentasette pratiche del Bodhisattva» di Tokmé Zongpo

Le «Trentasette pratiche del Bodhisattva» di Tokmé Zongpo

di Ken McLeod

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2015

pagine: 176

Nato nel 1295 nel Tibet centrale, Tokmé Zongpo fu un grande monaco buddhista della tradizione Kadampa. Acclamato appena diciannovenne come un secondo Asanga, a trentadue anni fu nominato abate di un monastero ma, dopo nove anni, rinunciò ad altre cariche monastiche per ritirarsi a praticare in un eremo presso la località di Ngülchu, o 'Fiume d'argento'. I suoi versi sul sentiero del bodhisattva, composti più che altro come un promemoria per se stesso, sono a distanza di tanti secoli tra i testi più amati e venerati della tradizione buddhista tibetana. La traduzione di Ken McLeod si distingue per la semplicità del linguaggio, che vuole riflettere la chiarezza e l'immediatezza del testo tibetano originale. Tokmé Zongpo non si curava del sapere dottrinario, gli interessava solo avvicinarsi il più possibile, nella sua vita vissuta, al grandioso ideale del bodhisattva. McLeod nel suo commento riflette lo stesso approccio esperienziale, e spinge il lettore a domandarsi: "Come posso, io, oggi, seguire queste pratiche?". A tale scopo presenta una serie di scenari di cui tutti possiamo fare esperienza nella nostra vita quotidiana, ad esempio, un furto, la perdita del lavoro, la morte di una persona cara, e ci porta a riflettere su come la compassione, la chiarezza, la presenza mentale e l'equilibrio possano trovare espressione nella nostra esistenza.
15,00