Collana DeriveApprodi - Ultime novità | P. 2

DeriveApprodi: DeriveApprodi

Spinoza

di Antonio Negri

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 443

«Questo libro raccoglie tutti gli scritti di Antonio Negri sul pensiero del filosofo olandese Baruch Spinoza: L'anomalia selvaggia (1981); Spinoza sovversivo (1992); Democrazia ed eternità in Spinoza (1995). Nella sua lettura Negri stringe il pensiero spinoziano in un rapporto unitario di produzione-costituzione. Il problema che Spinoza pone è quello della rottura della unidimensionalità dello sviluppo capitalistico e dell'istituzione del suo potere. L'opera di Spinoza è la definizione di un progetto rivoluzionario che attraversa il moderno, nell'ontologia, nella scienza, nella politica. L'immaginazione produttiva è potenza etica. Spinoza la descrive come una facoltà che presiede alla costruzione e allo sviluppo della libertà, che sostiene la storia della liberazione. Essere vuol dire essere partecipi della moltitudine. La nostra esistenza è sempre, in sé, comune. Spinoza insegna che vivere è la selvaggia scoperta di sempre nuovi territori dell'essere, territori costruiti dall'intelligenza, dalla volontà etica, dal piacere dell'innovazione, dallo slargarsi del desiderio, mostra la vita come sovversione - è questo il senso dello spinozismo quale Negri lo intende, al presente».
25,00

Miserie e splendori dell'urbanistica

di Ilaria Agostini, Enzo Sgandurra

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 187

«Sono non pochi i meriti di questo libro realizzato a due mani da un ingegnere, Enzo Scandurra, urbanista per irresistibile vocazione e raro esempio di "tecnico" conquistato dai saperi umanistici; e da un architetto, Ilaria Agostini, anch'ella ibrida figura intellettuale, versata com'è nella storia del territorio, nell'analisi dei fenomeni urbani del nostro tempo, nella critica di ispirazione ambientalista alle forme dello sviluppo capitalistico. Una miscela di saperi che è oggi condizione indispensabile per produrre conoscenza originale, analisi non conformistica dei fenomeni sociali. Non sono pochi i meriti perché il libro ci offre al tempo stesso una riflessione generale sul destino di una disciplina che nasce con l'età contemporanea, sulle influenze che essa ha avuto nel tempo, sulle sue metamorfosi recenti e soprattutto sulle trasformazioni reali che l'oggetto centrale di essa - la città - ha subito dentro i vasti rivolgimenti economici, sociali e ambientali della nostra epoca. Il quadro del racconto si muove in sobrio equilibrio tra uno spazio universale, che è quello del pensiero urbanistico (ma anche filosofico, sociologico, ecologico, antropologico) e uno, esemplificativo, "locale", che è quello dell'Italia, delle sue città, ma non senza frequenti richiami ad altre esperienze europee e internazionali».
17,00

Stanno tornando. I foreign fighters jihadisti raccontati dalle loro madri

di Giulia Cerino

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 137

«Hanno tra i 16 e i 26 anni e sono immigrati di seconda e terza generazione. In pochi mesi hanno cambiato vita: hanno abbandonato la loro casa, le loro madri, le abitudini, gli amici e ogni altro sogno in terra occidentale. Mandando tutto all'aria hanno pianificato il proprio viaggio verso lo Stato islamico. La maggioranza di essi ha abbandonato l'Europa nel 2011, ma il numero di reclutati stranieri è andato crescendo fino al 2015. Per lo più sono partiti da questi quattro paesi: Belgio, Francia, Germania e Regno Unito. Numerose madri di foreign fighters affermano che gli enti locali non le hanno mai aiutate mentre i loro figli si radicalizzavano. "Il fallimento non è solo quello delle madri", sostiene Aziza, ma dell'intero sistema: il fallimento dello stato sociale e dell'idea di uguaglianza, delle politiche di integrazione e del sistema di protezione sociale». Prefazione di Corrado Formigli.
15,00

Gioventu ribelle a San Francisco. Tra «beat generation» e «hippie» (1956-1967)

di Ruggero D'Alessandro

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 119

«In poco più di due anni e mezzo (dalla primavera 1965 all'autunno 1967), il movimento hippie dei ragazzi dai lunghi capelli, jeans sdruciti, sorrisi e fiori in testa, riesce a distaccarsi dalla società circostante, a «darne le dimissioni», a esodare. Questo movimento prova a costruire tutta una simbologia intensa ed espressiva, con pratiche e linguaggi, cultura del corpo e delle relazioni sociali, alla ricerca non di obblighi ma di piaceri, non di responsabilità negative ma d'istinti positivi, non rigida organizzazione ma microcomunità di mutuo aiuto (self heIp communities). Come già i rockers, i mods, i rockabilly, anche gli hippie si trasformano in un'altra "tribù" e si organizzano come una seconda società alternativa alla prima: abitano, vestono, mangiano, lavorano, amano, fanno amicizia, viaggiano, fanno musica, informazione e cultura in modi assolutamente distintivi, propri.»
15,00

Sporcare i muri. Graffiti, decoro, proprietà privata

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 125

"Dall'inizio degli anni Settanta del XX secolo una nuova forma di espressione si è imposta sulla scena urbana: i graffiti, l'arte anonima, plurale, giovanile, sostanzialmente anarchica di chi riempie i muri di scritte o li usa come veri e propri supporti di una pittura 'en plein air'. Sotto l'etichetta di 'writing' sono comprese le tag o 'firme' - dalle sigle originali della New York di quarant'anni fa, semplici indicatori di identità territoriale, alle scritte rapide e semplici ('throw up') o enormi, complesse e coloratissime (il cosiddetto 'bombing') che negli ultimi decenni si possono vedere sui muri, i vagoni della metropolitana e i treni di tutto il mondo. D'altra parte, la definizione di street art comprende murales, 'stencil' (sagome ritagliate riempite di colore), 'sticker' (adesivi), poster, ma anche performance e azioni di strada. In realtà, il tratto comune di tutte queste forme di azione ed espressione è che hanno luogo all'aperto e quindi sono visibili a un gran numero di persone. Noi crediamo, in contrasto con le visioni conservatrici del paesaggio urbano (di destra o di sinistra che siano, 'proprietarie' o 'comunitarie') che tra i diritti fondamentali dei cittadini esista anche quello di parola e di espressione, di fatto goduto oggi solo da chi impone un'estetica possessiva o chi la difende. Il conflitto sul decoro urbano ci sembra tutto qui: da una parte la pretesa che a decidere l'estetica urbana siano i detentori del potere, economico e politico, o i tutori dell'ordine, dall'altra il proliferare di messaggi alternativi, espressivi, critici che contestano di fatto quella pretesa. In questo senso, la scritta 'Wem gehört die stadt?', 'A chi appartiene la città?', che si può leggere sui muri delle città tedesche da un paio d'anni, contesta sia la speculazione edilizia, sia l'imposizione di un'estetica proprietaria."
16,00

Roma, alla conquista del West. Dalla fornace al mattone finanziario

di Rossella Marchini, Antonello Sotgia

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 176

«Lo spazio occupato non è un recupero, ma il segno di una possibile nuova geografia della città. La resistenza, le forme di rifiuto nascono nello spazio dove si attestano le strutture del potere e dove la vita delle persone entra con queste in relazione. Le storie possono ricominciare con la comparsa di nuove forme di vita quotidiana che si ribellano all'ordine sociale che le vorrebbe indirizzare. Ritrovarsi in un nuovo modo di stare assieme e comportarsi vuol dire rimodulare l'ordine simbolico dello stare nella città che, riportando tutto alla soggettività del progetto, segrega ogni fatto, interrompe il racconto. Per continuare questo racconto, cercarne le fila prima ancora di vedere come tesserle, voltando le spalle al Gianicolo ci siamo spinti nell'ovest di Roma. Per andare a vedere la città che diventerà, facendo i conti con quello che c'è. Con i suoi uomini e con le sue donne. Con le loro esistenze legate in uno sciame poetico con l'abitare. Il libro è composto da capitoli suddivisi in due sezioni. Intrecciandosi tra loro pongono un doppio interrogativo: dobbiamo arrenderci a fronte di un mondo che riconosciamo come insensato? I sogni finiscono? Per noi il mondo insensato è la nostra città e i sogni sono le lotte e i progetti per cambiarlo. Mondo e progetti sono la nostra vita.»
17,00

Il potere ai soviet. L'ombra dell'ottobre '17 e la democrazia diretta

di Pierre Dardot, Christian Laval

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 174

Il 1917, la Rivoluzione sovietica: una pratica di democrazia radicale, diretta e consigliare, che si dà forma espressiva nei soviet. Dagli scioperi di Parigi ai sindacati operai americani, dalla rivoluzione messicana agli anarchici spagnoli, l'esperienza della democrazia espressa agli albori della rivoluzione è ciò che ne ha sancito anche il successo mondiale. Ed è proprio ciò che Lenin requisisce col partito bolscevico, trasformando queste istituzioni politiche in organi inerti. A prevalere saranno così lo Stato, il partito, l'organizzazione militare, la burocrazia e la disciplina, che nei socialismi realizzati annienteranno le forme di autogoverno degli albori della rivoluzione. Ripartire dall'esperienza dei soviet significa immaginare le forme presenti e a venire di una rivoluzione che ha anzitutto cercato un'emancipazione nella pratica della democrazia diretta, tornando a leggere quell'ombra dell'ottobre '17 per contrastare, oggi, le nostalgie reazionarie per Stato e nazione, populismi e forme autoritarie della politica. In questo senso, il fallimento dei comunismi va inteso come il collasso di un potere centralista, statalista, verticista che non smette di riproporsi nel pieno dei sistemi politici neoliberali. Oggi, «potere ai soviet» significa dunque immaginare le forme di autogoverno che animano le richieste di democrazia e partecipazione dei movimenti e delle pratiche del comune emerse negli ultimi decenni.
15,00

Esclusi. La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 234

Perché oggi è importante analizzare il colonialismo di insediamento? Perché è dall'unione di un gruppo di ex insediamenti coloniali, gli Stati Uniti, che si è sviluppata l'incontestata potenza egemone globale. Perché il colonialismo di insediamento, come forma specifica di dominio, definisce molti degli ordinamenti politici attuali. Come i popoli indigeni esposti all'assalto del colonialismo di insediamento, gli espulsi dalla produzione sono anch'essi marcati come inutili perché superflui. Popolazioni da liquidare: accumulazione senza riproduzione. Non solo biopolitica, ma necropolitica. Occorre comprendere a fondo questa nuova realtà, per reagire a un potere che assoggetta tutti. Ne deriva la necessità di stringere alleanze tra espulsi per un progetto di co-resistenza.
18,00

Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo»

di Michael T. Taussig

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 332

«L'obiettivo di questo libro è cogliere il significato sociale del diavolo nel folklore dei lavoratori salariati delle piantagioni e dei minatori nel Sudamerica contemporaneo. Il diavolo è un simbolo sorprendentemente preciso dell'alienazione che i contadini esperiscono quando entrano nelle fila del proletariato. Qual è la relazione tra l'immagine del diavolo e lo sviluppo capitalista? Quali contraddizioni dell'esperienza sociale sono mediate dal feticcio dello spirito del male? Per rispondere a queste domande ho provato a dissotterrare la storia sociale del diavolo, a partire dalla conquista spagnola, in due aree di sviluppo capitalista intensivo: le piantagioni di canna da zucchero della Colombia occidentale e le miniere di stagno in Bolivia. Nel processo di proletarizzazione il diavolo emerge come immagine potente e complessa, che media modi opposti di concepire il valore umano dell'economia. Tanto nella cultura occidentale quanto in quella dell'America del Sud esiste un immenso repertorio mitologico sull'uomo che si separa dalla comunità vendendo la propria anima al diavolo in cambio di una ricchezza che non solo è inutile, ma anche foriera di disperazione, distruzione e morte. Che cosa simboleggia questo contratto? La secolare battaglia tra bene e male? L'innocenza dei poveri e la malvagità della ricchezza? Più ancora, il mitico contratto col diavolo è indizio di un sistema economico che obbliga gli uomini a barattare la propria anima in cambio del potere distruttivo delle merci. In virtù della pletora di significati interconnessi e spesso contraddittori che porta con sé, il contratto col diavolo è, sotto questo profilo, straordinario: l'anima dell'uomo non può essere comprata o venduta e nondimeno, in certe situazioni storiche, l'umanità è minacciata dall'intendere questo tipo di scambio come un modo per procurarsi sostentamento. Nel narrare questa favola del diavolo, l'uomo retto affronta la battaglia tra bene e male in termini che simbolizzano alcune delle più acute contraddizioni dell'economia di mercato. L'individuo è separato dalla comunità. La ricchezza esiste accanto a una povertà devastante. Le leggi economiche trionfano sulle leggi etiche. La produzione, non l'uomo, è il fine dell'economia, e le merci dominano i loro produttori. La feticizzazione del male nell'immagine del diavolo consente allora di mediare il conflitto tra il modo precapitalistico e quello capitalista di oggettivare la condizione umana.»
22,00

Quarant'anni contro il lavoro

di Franco «Bifo» Berardi

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 377

Franco Berardi è noto come «Bifo» da quando, nel 1977, fu accusato di essere tra i principali responsabili dell'«insurrezione creativa» di Bologna. La ricerca di una liberazione possibile del tempo di vita dalla schiavitù del lavoro salariato percorre quarantanni della sua attività teorica: dagli articoli degli anni Settanta, pubblicati su fanzine e libretti autoprodotti, ai saggi sulla formazione della rete negli anni Novanta, fino alle profezie apocalittiche del primo decennio del XXI secolo. Gli scritti raccolti in questo volume affrontano, oltre al lavoro, altrettante questioni fondamentali - la tecnologia e la comunicazione, la poesia, l'arte, la psicanalisi e la psicoterapia -e sono animati da una costante passione per la rivolta etica e politica contro lo sfruttamento e il potere. Partendo dalla constatazione che la tecnologia e il sapere riducono il tempo di lavoro necessario, Bifo elabora una originale visione dei processi tecnici, antropologici e politici, e indica una possibilità di emancipazione nonostante l'involuzione che il neoliberismo ha prodotto nella storia del mondo, e che ora precipita in una forma di fascismo post-moderno.
22,00

Gli autonomi. L'autonomia operaia romana. Volume 4

di Giorgio Ferrari, G. Marco D'Ubaldo

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 221

Questo quarto volume de "Gli autonomi" si concentra sull'esperienza politica dell'Autonomia operaia romana, la più importante (con quella veneta) per numero di militanti, realtà lavorative, studentesche e territoriali organizzate, radicamento sociale, quantità e qualità di lotte intraprese. La narrazione riguarda principalmente la componente dei Comitati autonomi operai, i famosi «Volsci», dal nome della via del quartiere romano di San Lorenzo che ospitava la loro sede. Ma riguarda anche tutta la variegata articolazione di decine e decine di collettivi sparsi nei quartieri della città, nelle periferie e nelle cittadine circostanti. L'arco temporale preso in considerazione è ventennale, dagli inizi dei Settanta agli inizi dei Novanta, con epicentro il '77, l'anno «insurrezionale». Il libro contiene anche considerazioni teoriche che oltrepassano la perimetrazione temporale del passato, sapendosi misurare con l'attualità del dibattito sulla credibilità di un progetto rivoluzionario futuro.
18,00

Tempesta perfetta sui mari. Il crack della finanza navale

di Sergio Bologna

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

"The perfect storm" è un'espressione diventata usuale nel linguaggio della finanza globale. Descrive perfettamente vicende che hanno come sfondo i commerci via mare e come protagoniste navi che affrontano tempeste reali. Imbarcazioni che, nonostante la tecnica costruttiva e le strumentazioni di bordo sofisticate, rischiano ancora oggi il naufragio, soprattutto se le cosiddette "commercial pressure" costringono un comandante a trascurare misure di prudenza in navigazione. Vite umane che vengono giocate per risparmiare qualche dollaro. Altrettanto devastanti sono i naufragi finanziari di società con migliaia di dipendenti che di punto in bianco crollano. Dal fallimento della compagnia coreana Hanjin al naufragio del cargo Bulk Jupiter, l'autore tesse un unico filo tra eventi all'apparenza così distanti: la degenerazione di un sistema più capace di distruggere ricchezza che di crearla. Ma il suo sguardo non si ferma rassegnato su chi paga il prezzo più alto, la sua pazienza ricompone un dispositivo di razionalità capace di proteggerci dalla furia delle tempeste perfette o almeno di evitarci di andarvi incontro alla cieca.
18,00

Iscriviti alla nostra newsletter

Per restare aggiornato sulle novità in uscita, ricevere anteprime, contenuti aggiuntivi e promozioni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.