Collana DeriveApprodi - Ultime novità | P. 3

DeriveApprodi: DeriveApprodi

Gli autonomi. L'autonomia operaia romana. Volume 4

di Giorgio Ferrari, G. Marco D'Ubaldo

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 221

Questo quarto volume de "Gli autonomi" si concentra sull'esperienza politica dell'Autonomia operaia romana, la più importante (con quella veneta) per numero di militanti, realtà lavorative, studentesche e territoriali organizzate, radicamento sociale, quantità e qualità di lotte intraprese. La narrazione riguarda principalmente la componente dei Comitati autonomi operai, i famosi «Volsci», dal nome della via del quartiere romano di San Lorenzo che ospitava la loro sede. Ma riguarda anche tutta la variegata articolazione di decine e decine di collettivi sparsi nei quartieri della città, nelle periferie e nelle cittadine circostanti. L'arco temporale preso in considerazione è ventennale, dagli inizi dei Settanta agli inizi dei Novanta, con epicentro il '77, l'anno «insurrezionale». Il libro contiene anche considerazioni teoriche che oltrepassano la perimetrazione temporale del passato, sapendosi misurare con l'attualità del dibattito sulla credibilità di un progetto rivoluzionario futuro.
18,00

Tempesta perfetta sui mari. Il crack della finanza navale

di Sergio Bologna

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

"The perfect storm" è un'espressione diventata usuale nel linguaggio della finanza globale. Descrive perfettamente vicende che hanno come sfondo i commerci via mare e come protagoniste navi che affrontano tempeste reali. Imbarcazioni che, nonostante la tecnica costruttiva e le strumentazioni di bordo sofisticate, rischiano ancora oggi il naufragio, soprattutto se le cosiddette "commercial pressure" costringono un comandante a trascurare misure di prudenza in navigazione. Vite umane che vengono giocate per risparmiare qualche dollaro. Altrettanto devastanti sono i naufragi finanziari di società con migliaia di dipendenti che di punto in bianco crollano. Dal fallimento della compagnia coreana Hanjin al naufragio del cargo Bulk Jupiter, l'autore tesse un unico filo tra eventi all'apparenza così distanti: la degenerazione di un sistema più capace di distruggere ricchezza che di crearla. Ma il suo sguardo non si ferma rassegnato su chi paga il prezzo più alto, la sua pazienza ricompone un dispositivo di razionalità capace di proteggerci dalla furia delle tempeste perfette o almeno di evitarci di andarvi incontro alla cieca.
18,00

La rivoluzione è finita, abbiamo vinto. Storia della rivista «A/traverso»

di Luca Chiurchiù

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 204

«Perché rileggere "A/traverso" oggi, a quarant'anni esatti dal Settantasette? "Leggere A/traverso è impossibile. Non credo che ci sia qualcuno così pazzo da farlo, né qualcuno che ci riesca". Così Franco Berardi (Bifo), filosofo e fondatore della rivista, ha risposto divertito alla mia domanda la prima volta che ci siamo incontrati. Non saprei trovare parole migliori per presentare la storia di una rivista che per sua stessa natura sfugge a qualsiasi rilettura o interpretazione postuma. Sfugge non soltanto perché i suoi editoriali sono incompleti e pieni di errori, o perché alcuni suoi numeri sono ormai quasi irrintracciabili, ma soprattutto perché non rispetta e anzi rovescia le dinamiche codificate della comunicazione. Le rompe, disarticolando e frammentando il testo, che si presenta fin da subito spurio, deviante, ingovernabile e sempre "al di là". La rivista nacque nel 1975, dall'eredità della controcultura e dell'operaismo degli anni Sessanta, ma nel contempo si presentò come il simbolo di uno scarto nel mondo antagonista della sinistra extraparlamentare di allora. Una frattura sghemba, obliqua e anche ambigua, proprio come quella barra che spaccava il titolo a metà e che si insinuava nel mezzo delle cose. Proprio in virtù del loro posizionamento «trasversale» e «trasversalista», i fondatori della rivista sono stati tra i pochi a immaginare lo scenario che si sarebbe profilato oltre quella stagione di lotte e di conquiste, a presentire il pericolo della mutazione che avrebbe preso il sopravvento con la fine della rivolta. Forse anche per questo motivo «A/traverso» può essere considerata una chiave di lettura privilegiata dei fatti del Settantasette. Oltre a essere stata una delle testate principali di quel movimento, oltre ad aver avuto sede a Bologna - luogo di uno dei più drammatici avvenimenti di quel fatidico anno - nei suoi articoli già si avvertiva la parabola di quelle speranze, tutti i rischi che esse covavano, i presagi del "tempo del dopo"».
18,00

Guerra alla democrazia. L'offensiva dell'oligarchia neoliberista

di Pierre Dardot, Christian Laval

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 142

La parola «crisi», utilizzata negli ultimi trent'anni per indicare un meccanismo oggettivo indipendente dall'azione umana, maschera di fatto la realtà di una guerra politica portata avanti da diversi attori, privati e pubblici, nazionali e globali. Da questo punto di vista la politica, in quanto esercizio del potere, non è nient'altro che la forma con la quale viene instancabilmente portata avanti la guerra tra classi da parte dell'oligarchia politico-finanziaria. Questa guerra ha per posta in gioco l'organizzazione della società e per strumento l'economia. Ha l'obiettivo di trasformare, talvolta distruggere, le istituzioni sociali che garantivano una relativa autonomia individuale, famigliare, e più in generale collettiva di fronte al mercato del lavoro e alla subordinazione nei confronti del capitale. Gli argomenti di moralità sulla «virtù» dell'austerità nascondono a stento l'obiettivo principale: indebolire fino a far scomparire tutto ciò che ha consentito agli individui, soprattutto a partire dalla metà del XX secolo, di non stare completamente in balìa del capitale e del mercato. Questa guerra ha come effetto più complessivo quello della disattivazione di qualunque capacità di azione collettiva autonoma della società. Il neoliberismo è così attivamente impegnato a sfasciare la democrazia. Imponendo lentamente, pezzo dopo pezzo, una cornice normativa globale che assolda individui e istituzioni dentro una logica implacabile volta a demolire le capacità di resistenza e di lotta. Una logica che nel tempo non si indebolisce, bensì si rafforza. È questa natura antidemocratica del sistema neoliberale a spiegare la spirale della crisi economica che attraversiamo.
15,00

Gioventù ribelle a Londra. Dai teddy boys alla psichedelia (1956-1967)

di Ruggero D'Alessandro

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 134

La gioventù come categoria (sociale, politica, commerciale, culturale) nasce a Londra tra il 1956 e il 1967. Nel giro di quei dieci anni maledetti e liberi la capitale inglese diventa una sorta di "laboratorio dei giovani moderni", dove nascono, confluiscono e si acutizzano le principali tendenze controculturali. Esplodono fenomeni musicali che innovano il modo di vivere (lo skiffle, il rock'n'roll, il beat, il pop). La moda diventa un fattore di identificazione. L'amore si libera e si fa percorso di ricerca esistenziale. Si sperimentano droghe e si ascoltano i poeti beatniks. Si manifesta per le strade contro le armi atomiche e per la pace in Vietnam. Mentre in molti paesi europei si prepara un '68 tutto politico, a Londra si vive un lungo risveglio controculturale. Così, fra il 1956 e il 1967, la città cambia aspetto e sostanza: dalla morale ipocrita post-vittoriana si passa alla modernità, interpretata dalla gioventù in un modo del tutto nuovo.
15,00

Dall'operaio sociale alla moltitudine. La prospettiva ontologica di Antonio Negri (1980-2015)

di Willer Montefusco, Mimmo Sersante

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 136

"Cattivo maestro" è l'appellativo che ha sempre accompagnato Toni Negri. Perché non prenderlo sul serio? È quanto fanno gli autori di questa ricerca centrata sul pensiero di questo filosofo materialista. Se Negri è stato e continua a essere un "cattivo maestro", la ragione sta nel fatto che in primo luogo è un pensatore di un genere suo proprio: comunista. Attraverso la ricostruzione del percorso personale, politico e filosofico di Negri, il libro cerca di seguire lo sviluppo della sua riflessione dagli anni del carcere (1979-1983) e dell'esilio francese (1983-1997) fino a momenti più recenti. Emerge così che, tutt'altro che neutrale e innocente, la sua filosofia è reimpiantata "là dove doveva stare, nella vita e nelle lotte della gente comune". E il carattere perverso che non gli viene perdonato è proprio questo costante riferimento alle lotte. a anche e soprattutto la sua investigazione sul soggetto che le ha incarnate: ieri I'"operaio massa" della fabbrica fordista, oggi l'"operaio sociale" delle moltitudini. Punto centrale intorno al quale si decide la qualità della filosofia i Negri è perciò il problema della soggettività rivoluzionaria e della sua produzione.
15,00

Al cuore delle cose. Scritti politici (1967-1989)

di Elvio Fachinelli

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 250

Una psicanalisi della domanda invece che della risposta: questo fu in sintesi l'indirizzo che perseguì Elvio Fachinelli nella sua breve vita. Quindi fondamentalmente interrogò - non solo i soggetti in analisi, e neanche solo gli individui in genere, interrogò la "realtà", quel fantasma che Jacques Lacan amava ridicolizzare e invece lui prendeva assai sul serio. Così il paziente suo più complicato fu l'Italia, e il trattamento più lungo fu della realtà italiana - esattamente dal 1966, appena conclusa con il decano Cesare Musatti l'analisi didattica, all'anno di morte 1989. Di Musatti, ergo di Freud, Fachinelli adottò lo sguardo obliquo, lo scarto del cavallo che spiazzato sa spiazzare. E perciò dell'Italia, quasi fosse un quadro, seppe cogliere i particolari illuminanti, gli imprestiti da esperienze altrui, le persistenze di uno stile nell'alternarsi dei periodi: tre decenni tondi, che nella sua attività "giornalistica" sezionò e ricompose con sapiente tempestività. Ciò che è noto, l'elenco intendo (rivolta studentesca, lotte operaie, speranze e accelerazioni negli anni Sessanta; terrorismo, derive autoritarie, progetti di autonomia, delusioni e tracolli nei Settanta; riflusso edonistico, innovazioni tecnologiche e nuove forme di sopravvivenza negli Ottanta), viene riscritto da Fachinelli per chiavi e spie assolutamente inedite, per brevi rilievi sismografia che segnalano pur senza spiegarla (senza risposta cioè) una realtà in continuo movimento..." (Dario Borso)
18,00

Fugitive days. Memorie dai Weather Underground

di Bill Ayers

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 334

"Molti erano studenti, altri erano hippy, freak e gente di strada, alcuni erano intellettuali, altri anarchici, ribelli, socialisti, comunisti di ferro [...] eredi dei formidabili beatnik, poeti, liberi pensatori, artisti, rocker, digger, wobblies", afferma Bill Ayers, uno dei principali protagonisti del '68 statunitense, nel raccontare la nascita e lo sviluppo delle lotte per i diritti civili, i movimenti dei neri, la contestazione degli studenti, l'opposizione alla guerra in Vietnam, insomma quel particolare momento politico e culturale dal quale sarebbe emersa una delle organizzazioni più radicali della storia americana: il Weather Underground. Organizzazione rivoluzionaria clandestina attiva negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta, il Weather Underground si concentrò soprattutto sulla strategia del "portare la guerra del Vietnam dentro gli Usa", colpendo i simboli del potere americano ma senza ferire o uccidere con intenzionalità. Fuoriusciti dal movimento studentesco, agli inizi del 1970, gli Weathermen fecero saltare alcuni uffici della centrale di polizia di New York. Poi, tra il 71 e il 75 colpirono il Campidoglio; "bombardarono" il Pentagono, in risposta all'attacco aereo di Hanoi; portarono a termine un attentato contro la multinazionale I.T.T., per la parte avuta nel colpo di stato in Cile; fecero saltare l'ufficio del procuratore generale della California e alcuni uffici del Dipartimento di Stato.
22,00

Polizia della frontiera. Frontex e la produzione dello spazio europeo

di Giuseppe Campesi

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 236

Nel 2005 nasce l'agenzia europea Frontex, cui è stato affidato il difficile compito di coordinare l'attività di controllo delle frontiere comuni svolta dalle diverse forze di sicurezza nazionali. Frontex rappresenta uno straordinario laboratorio per le politiche di controllo della mobilità umana nell'Europa contemporanea. Un laboratorio attraverso il quale l'Unione sta concretamente sperimentando un inedito modello di gestione post-nazionale della frontiera. Questo libro rappresenta il primo sistematico tentativo di analizzare dal punto di vista delle scienze politiche, giuridiche e sociali, l'impatto che l'agenzia Frontex ha avuto sulle politiche di controllo delle migrazioni a livello europeo. Esso ripercorre la genesi dell'agenzia e ne descrive in dettaglio il funzionamento concreto, offrendo per la prima volta al lettore italiano un resoconto empirico completo sulla sua struttura e le sue attività. Nel fare ciò, tenta di esplorare il significato che un simile esperimento politico può avere per la geopolitica della frontiera europea, situando la discussione sulla nascita e il funzionamento di Frontex nel contesto del dibattito sul rapporto tra migrazioni, sicurezza e trasformazione dei confini nel mondo contemporaneo.
17,00

La politica dei subalterni. Organizzazione e lotte del bracciantato migrante nel Sud europa

di Francesco Caruso

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 188

Come possono i poveri, i disoccupati, gli ultimi, far sentire la propria voce nel declino odierno dei regimi democratici? In diversi paesi del sud del mondo, i gruppi subalterni hanno costruito percorsi di contro-governamentalità dal basso, vera e propria "politica popolare", oltre le forme della democrazia liberale. Il libro intende analizzare l'irruzione della "politica popolare" nel meridione del Vecchio continente, presentando i risultati di una ricerca svolta nelle campagne dell'Italia meridionale e dell'Andalusia. L'autore riparte dalle "schiene curve" nei campi per rintracciare le forme più estreme dello sfruttamento, e le esperienze più innovative di autorganizzazione di soggetti la cui apparente invisibilità supporrebbe come unica risorsa la generosità umanitaria. Piuttosto che attendere silenti la compassione altrui, questi invisibili li ritroviamo a occupare le terre, le piazze e le strade delle città, a contrattare e discutere con ministri e multinazionali, a imporre politiche "eccezionali", a ridisegnare in profondità i territori nei quali vivono. L'esperienza del Sindicato Obreros del Campo nella provincia di Almerìa e del Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta nell'area di Castel Volturno, vera e propria capitale nella geografia delle migrazioni, sono i contesti e le esperienze di autorganizzazione del bracciantato migrante sulle quali il libro si sofferma, con l'intento di evidenziare lo spazio crescente della società politica dei subalterni nella postdemocrazia contemporanea.
17,00

Ni vivos ni muertos. La sparizione forzata in Messico come strategia del terrore

di Federico Mastrogiovanni

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 174

Oltre 30.000 sono le persone scomparse in Messico dal 2006 a oggi. Desaparecidos dei quali non si sa più niente, a volte ritrovati morti e orribilmente mutilati, a volte mai denunciati come scomparsi e sistematicamente mai cercati dalle autorità pubbliche. Che succede in Messico, un paese democratico che attraversa una fase di incredibile ascesa della violenza? "Ni vivos ni muertos" è un'inchiesta su questo fenomeno e giunge a formulare una tesi chiara: la sparizione forzata è un crimine nel quale sembrano implicate le stesse istituzioni messicane, strumento di una strategia volta a generare terrore e annichilire i movimenti di dissidenza e opposizione sociale. Dopo i fatti avvenuti il 26 settembre 2014, quando 43 studenti poco più che adolescenti sono stati sequestrati dallo Stato messicano senza lasciare traccia, la tesi di Federico Mastrogiovanni acquista più rilevanza. La sparizione forzata non è un fatto casuale, ma costituisce una vera e propria forma di governo del terrore della popolazione e del territorio, alla quale partecipano crimine organizzato, poteri pubblici e aziende multinazionali. Obiettivo di questa strategia è controllare aree del Messico ricche di risorse naturali, energetiche e minerarie. Attraverso interviste con membri di associazioni di familiari di desaparecidos, avvocati e giornalisti, l'autore analizza questo fenomeno che dal 2006 è divenuto una delle pagine più oscure della storia del Messico. Prefazione di Gianni Minà.
17,00

Capitalismo, desiderio e servitù. Antropologia delle passioni nel lavoro contemporaneo

di Frédéric Lordon

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 213

Ne è passato di tempo da quando il Capitale obbligava al lavoro ricorrendo alla forza bruta. Oggi, al contrario, per convertire al meglio il lavoro in forza-lavoro ricorre agli affetti. Per questo possiamo parlare di una nuova economia delle passioni, specifica dello sfruttamento e della messa al lavoro contemporanee. Per questo, per analizzare il nuovo regime del capitalismo, occorre guardare ai desideri che muovono l'adesione al lavoro e agli affetti che spingono a mobilitarsi per esso. "Servitù volontaria" è il nome del nuovo paradigma? L'autore sembra suggerire di no. Perché l'economia dei desideri e degli affetti, sulla quale si fonda la messa al lavoro oggi, non è questione di volontà. Bensì di strutture, di tecnologie della soggettività e di produzione di desideri conformi. Insomma, di un'architettura dello sfruttamento fondata sull'individuo e il suo desiderio. Ecco perché occorre integrare l'analisi di Marx con un'antropologia delle passioni in grado di dare conto di questa paradossale richiesta del Capitale: avere dei lavoratori sfruttati... e felici. Servirà dunque tornare al pensiero di Spinoza.
16,00

Iscriviti alla nostra newsletter

Per restare aggiornato sulle novità in uscita, ricevere anteprime, contenuti aggiuntivi e promozioni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.