Collana DeriveApprodi - Ultime novità | P. 8

DeriveApprodi: DeriveApprodi

Sul piacere e sul dolore. Sintomi della mancanza di felicità

di Stefania Consigliere

Libro: Copertina rigida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2004

pagine: 272

16,50

Clandestina

di Teresa Zoni Zanetti

Libro

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2000

pagine: 198

Il romanzo fortemente autobiografico di una delle protagoniste della stagione della lotta armata in Italia, che i giornali dell'epoca chiamarono "la ragazza con il fucile". Uno spietato diario sentimentale. Tre anni di vita tra "armi e bagagli". Una clandestinità assoluta, condivisa in parte con uno dei fondatori delle Brigate Rosse, Corrado Alunni (che introduce il libro). Relazioni sociali e affetti costretti a concentrarsi nel ristretto circuito di persone appartenenti alla stessa "banda". Le divergenze, le rivalità interne e le scissioni. La continua paranoia di essere individuati, traditi, catturati, torturati. L'angoscia di dare e subire una violenza che inclina inesorabilmente verso la morte.
12,40

Zero tolleranza. Strategia e pratiche della società di controllo

di Alessandro De Giorgi

Libro

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2000

pagine: 128

La continua riproposizione sui media di allarmistiche "emergenze sociali" nutre il laboratorio poliziesco, dove si progettano e sperimentano le strategie e le pratiche del controllo sulle "devianze". Questo controllo è potere di definire le norme ed etichettare chi da esse devia, potere di indurre conformità e reprimere difformità, potere di tracciare la differenza tra normale e patologico, potere di correggere punendo e punire correggendo. Ma, sempre più, il potere si esercita su intere categorie sociali che sono istituzionalmente trattate come "gruppi produttori di rischio". Primi fra tutti gli immigrati.
12,39

L'agonia e i suoi sarti. 1968-1998: le ragioni dell'assalto e quelle della resa

di Gianni-Emilio Simonetti

Libro

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 1998

pagine: 256

"Tra le ragioni più segrete del successo della dominazione sociale va annoverato l'effetto perverso delle determinazioni culturali che incatenano le opinioni soggettive alle immagini di un mondo che si esprime per frammenti. Al contrario, lo spirito della 'Prima Internazionale', che ha accompagnato al suo sorgere le ragioni rivoluzionarie degli operai, era l'espressione veritiera di una solidarietà che si esprimeva nello stesso movimento di denuncia di questa alienazione." (Simonetti Gianni Emilio).
15,49

Economia politica del comune. Sfruttamento e sussunzione nel capitalismo bio-cognitivio

di Andrea Fumagalli

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 235

«La crisi finanziaria del capitalismo cognitivo apre la strada al capitalismo bio-cognitivo. Il prefisso bio è dirimente. Indica che l'accumulazione capitalista attuale si identifica sempre con lo sfruttamento della vita nella sua essenza, andando oltre lo sfruttamento del lavoro produttivo certificato come tale e quindi remunerato. Il valore-lavoro lascia sempre più spazio al valore-vita. Si tratta di un processo allo stesso tempo estensivo e intensivo. Estensivo perché l'intera vita nelle sue singolarità diventa oggetto di sfruttamento, anche nella sua semplice quotidianità. Nuove produzioni prendono piede. La ri/produzione sociale, da sempre operante nella storia dell'umanità, diventa direttamente produttiva ma solo parzialmente salarizzata; la genesi della vita (la procreazione) si trasforma in business; il tempo libero viene inscatolato, al pari delle relazioni amicali e sentimentali, all'interno di binari e di dispositivi che, grazie alle tecnologie algoritmiche, consentono estrazione di plus-valore (valore di rete); i processi di apprendimento e di formazione vengono inseriti nelle strategie di marketing e di valorizzazione del capitale; il corpo umano nelle sue componenti sia fisiche che cerebrali diventa la materia prima per la produzione e la programmazione della salute e del prolungamento della vita, grazie alle nuove tecniche biomedicali. Intensivo perché tali processi si accompagnano a nuove modalità tecniche e organizzative e a nuovi processi di mercificazione. La vita messa in produzione, e quindi a valore, si manifesta in primo luogo come intrapresa di relazioni umane e sociali. La cooperazione sociale, intesa come insieme di relazioni umane più o meno gerarchiche, diventa la base dell'accumulazione capitalistica. Ma non basta: è sempre più lo stesso corpo umano e le sue parti a essere oggetto di mercificazione e di produzione diretta di valore di scambio».
18,00

Donne e lotta armata in Italia (1970-1985)

di Daniela Bini

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 379

Questo libro delinea il background socio-culturale e politico di alcune donne militanti nelle Brigate Rosse e in Prima Linea. Ricostruisce i ruoli, i compiti e le funzioni delle militanti nei due gruppi armati e riflette sul rapporto tra donne e violenza politica. Ricostruisce inoltre le modalità attraverso cui posero fine alla propria esperienza di lotta e motiva come, a posteriori, hanno rielaborato le loro scelte. Alle questioni sopraesposte, inerenti ad alcune militanti di due gruppi di estrema sinistra, si aggiunge la ricostruzione del retroterra socio-politico-culturale di Francesca Mambro e il suo ruolo nel gruppo di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari. La ricerca è stata condotta con l'ausilio di fonti prevalentemente dirette e si è sviluppata in due fasi: la lettura e analisi delle autobiografie scritte da alcune donne membri delle Brigate Rosse e di testi di impianto autobiografico o biografico redatti da altre ex militanti nella sinistra rivoluzionaria; la raccolta di dati attraverso interviste dirette con alcune donne ex militanti e attraverso una ricerca di archivio. La peculiarità dello studio condotto consiste nella scelta del punto di vista delle donne coinvolte e nell'analisi puntuale, e costantemente incrociata, del linguaggio utilizzato dalle ex militanti nelle autobiografie, nelle interviste e nelle testimonianze che, nel tempo, esse hanno scritto e rilasciato e che risulta fonte di interesse per le modalità con cui è stato operato, spesso a distanza di anni, un bilancio del loro vissuto.
22,00

St. Pauli siamo noi. Pirati, punk e autonomi allo stadio e nelle strade di Amburgo

di Marco Petroni

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 221

St. Pauli è il nome del quartiere portuale di Amburgo e della sua squadra di calcio. Un quartiere segnato da mille contraddizioni: da sempre punto di forza dello sviluppo commerciale della città e luogo di lotta; focolaio di resistenza all'ascesa delle squadre naziste e sede di insurrezioni sempre fallite. Nella prima metà degli anni Ottanta il quartiere è segnato da miseria e abbandono, ma rinasce attraverso i palazzi occupati della Hafenstrasse, roccaforte del movimento autonomo e crocevia di tutte le battaglie politiche e sociali dell'epoca, e il Millerntor, piccolo stadio di calcio, all'interno del quale, sotto la bandiera dei pirati e al grido di "Mai più guerra, mai più fascismo, ma più serie C", prende forma una nuova tifoseria e un nuovo modo di intendere il calcio. Il St. Pauli FC, squadra con la fama di "club di perdenti", diventa così la bandiera calcistica della sinistra radicale, della scena squat, degli antagonisti e dei punk dell'intera Germania. Grazie ai tifosi e alle loro battaglie contro il razzismo, prima sulle gradinate e poi all'interno della struttura societaria, il St. Pauli FC diventa il simbolo di una comunità sincera, capace di esprimere la passione popolare per un calcio liberato da ogni forma di discriminazione. Un libro che non è solo il ritratto di una tifoseria simbolo internazionale di antagonismo, ma anche la storia di un quartiere da sempre ribelle che, negli anni Ottanta, diventa il luogo di maggiore concentrazione della scena radicale tedesca.
17,00

«La lotta è armata». Sinistra rivoluzionaria e violenza politica (1969-1972)

di Gabriele Donato

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2014

pagine: 380

"Questo non è un saggio sugli anni che si è convenuto definire 'di piombo'. Ciò che qui viene proposto non è, in altre parole, un testo orientato a promuovere il tema della violenza politica a formula riassuntiva dell'intero decennio, o a scorgere nella sua deflagrazione il punto apicale del ciclo di vertenzialità sociale apertosi alla fine degli anni Sessanta. La chiave di volta del libro risiede anzi nel passaggio che consente all'autore di sfidare l'evidenza di una lettura degli eventi che (fatti salvi gli opposti giudizi di valore) ha accomunato schieramenti avversi. Per essere meno elusivi, e dare anche ragione della focalizzazione cronologica sul triennio 1969-72: non si comprende la maniera in cui la violenza armata ha iniziato a legittimarsi come risorsa rivoluzionaria fin tanto che la si legge come sbocco politico di una conflittualità sociale in crescita costante. Le ragioni della lotta armata questo viene a dirci Donato - non fanno corpo con l'inasprimento della lotta di classe, non traducono in atto stati di decomposizione reale dell'egemonia riformista sul movimento operaio, non preludono allo scontro decisivo. E non si decifrano nemmeno azionando uno schema di comprensione adibito a enfatizzare al massimo la dimensione reattiva della 'violenza proletaria' rispetto alle risposte repressive messe in campo dallo Stato negli anni compresi tra la strage di piazza Fontana e l'omicidio del commissario Calabresi". (Dalla prefazione di Deborah Ardilli)
23,00

Il postumano. La vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte

di Rosi Braidotti

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2014

pagine: 220

La nostra seconda vita negli universi digitali, il cibo geneticamente modificato, le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive sono gli aspetti ormai familiari di una condizione postumana. Tutto questo ha cancellato le frontiere tra ciò che è umano e ciò che non lo è, rivelando le fondamenta non naturalistiche dell'umanità contemporanea. Sul piano della teoria politica e filosofica, urge adeguare le categorie di comprensione delle identità individuali e dei fenomeni sociali a partire da questo salto. Sul piano dell'analisi, dopo aver constatato la fine dell'umanesimo, occorre vedere in questa trasformazione le insidie di una colonizzazione della vita nel suo complesso da parte dei mercati e della logica del profitto. Serve dunque aggiornare la teoria ai cambiamenti in atto, senza rimpianti per un'umanità ormai perduta e cogliendo le opportunità offerte dalle forme di neoumanesimo che scaturiscono dagli studi di genere, postcoloniali e dai movimenti ambientali.
17,00

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista

di Pierre Dardot, Christian Laval

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2013

pagine: 497

"Com'è possibile che nonostante le catastrofiche ripercussioni cui hanno portato le politiche neoliberiste, queste ultime siano sempre più attive, al punto da precipitare interi Stati e società in crisi politiche e regressioni sociali sempre peggiori? Com'è possibile che, negli ultimi trent'anni, queste stesse politiche si siano sviluppate e approfondite senza aver incontrato resistenze sufficienti a metterle in crisi? La risposta non può ridursi alla descrizione dei semplici aspetti "negativi" delle politiche neoliberiste, ovvero alla distruzione programmata delle regolamentazioni e delle istituzioni. Il neoliberismo non è semplice distruzione regolativa, istituzionale, giuridica, è almeno altrettanto produzione di un certo tipo di relazioni sociali, di forme di vita, di soggettività. Detto altrimenti, con il neoliberismo ciò che è in gioco è né più né meno la forma della nostra esistenza, cioè il modo in cui siamo portati a comportarci, a relazionarci agli altri e a noi stessi. Il neoliberismo definisce una precisa forma di vita nelle società occidentali e in quelle società che hanno scelto di seguire le prime sul cammino della cosiddetta "modernità". Questa norma impone a ognuno di vivere in un universo di competizione generalizzata, prescrive alle popolazioni di scatenare le une contro le altre una guerra economica.
27,00

Francesco Moranino, il comandante «Gemisto». Un processo alla Resistenza

di Massimo Recchioni

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2013

pagine: 187

Francesco Moranino, il comandante "Gemisto", fu tra i protagonisti della guerra di Liberazione e il più giovane componente dell'Assemblea Costituente. Ricoprì inoltre la carica di sottosegretario alla Difesa nel terzo governo De Gasperi. Nel 1948 fu rieletto deputato, ma durante quella legislatura fu coinvolto in un'inchiesta per l'omicidio, avvenuto tra il 1944 e il 1945, di cinque civili sospettati di spionaggio e delle mogli di due di essi. In seguito alla concessione da parte della Camera dei deputati dell'autorizzazione a procedere nei suoi confronti, espatriò in Cecoslovacchia. La sua travagliata vicenda infiammò il dibattito politico e si trascinò per molti anni tra rielezioni parlamentari, nuove autorizzazioni a procedere, processi, condanne ed esilio. La grazia concessa dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, nel 1964, concluse giudiziariamente il caso, anche se Moranino rientrò in Italia solo due anni dopo, quando gli eventi per cui era stato condannato furono riconosciuti come azioni di guerra. Questo libro contestualizza storicamente gli eventi che furono alla base della condanna di Moranino, inserendoli nel complesso contesto politico della Guerra fredda, argomentando come quella vicenda fosse la metafora di un processo politico molto più generale che mirava alla criminalizzazione della componente comunista della Resistenza. Con la prefazione di Pietro Ingrao, Alessandra Kersevan, Lidia Menapace.
17,00

Maelstrom. Scene di rivolta e autorganizzazione di classe in Italia (1960 al 1980)

di Salvatore Ricciardi

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2011

pagine: 394

Il ventennio 1960-1980 racchiude il ciclo più lungo, per continuità e asprezza, della lotta di classe nell'Italia del secolo scorso. Quella stagione è qui narrata da un militante che ha attraversato una straordinaria molteplicità di esperienze esistenziali e politiche: da quella rivoltosa e spontanea degli scontri di piazza nel dopoguerra a quella della sinistra partitica e sindacale negli anni Sessanta; da quella della costruzione del nuovo sindacalismo di base a quella dell'area dell'autonomia operaia, fino all'approdo nella lotta armata delle Brigate rosse, negli anni Settanta. Una testimonianza ricca di narrazioni sui principali conflitti sociali di quei due decenni. Una descrizione sull'esperienza delle Brigate rosse di cui l'autore è stato dirigente nella "colonna romana" negli anni precedenti e successivi all'"azione Moro". Ma anche un'analisi rigorosa e profonda sull'istituzione carceraria che l'autore ha ben conosciuto dopo la condanna all'ergastolo. Questo libro di lucida memoria, scritto con linguaggio chiaro e soprattutto sincero, è un contributo prezioso per la futura storicizzazione di un periodo cruciale del nostro Paese.
22,00

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