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DeriveApprodi: Habitus

Le promesse dei mostri. Una politica rigeneratrice per l'alterità inappropriata

di Donna J. Haraway

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 171

«La natura non è un luogo fisico in cui recarsi, non è un tesoro da custodire o conservare in banca, non è un'essenza da proteggere. La natura non è un testo da decifrarsi in base ai codici della matematica o della biomedicina. Non è l'alterità che offre origine, materie prime e servizi. Né madre né curatrice, né schiava né matrice, la natura non è risorsa o mezzo per la riproduzione dell'uomo. La natura è, strettamente, un luogo comune». Così esordisce Donna Haraway, tra le principali esponenti del pensiero ecologico e femminista contemporaneo, in questo testo illuminante sulla nostra condizione di umani, specie devastatrice che ancora non ha imparato a convivere con il resto del vivente senza danneggiarlo. Perché ciò che sembriamo dare per scontato - l'idea o l'esistenza di una natura - in realtà non lo è affatto. La natura è in tutto e per tutto un artificio umano: attraverso la quale gli umani pensano loro stessi e l'insieme delle relazioni con ciò che esiste. Passare per una critica di questo artificio significa immaginare che altri artifici sono possibili, a partire dai quali entità biologiche e tecnologiche in continua trasformazione troveranno uno spazio di coesistenza su questo pianeta.
15,00

Come vignaioli alla fine dell'estate. L'ecologia vista da una vigna

di Corrado Dottori

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 222

Si può parlare di ecologia partendo da una vigna? È ciò che fa con questo libro Corrado Dottori, vignaiolo marchigiano i cui vini «naturali» sono noti in tutto il mondo. In un «quaderno di campagna» che raccoglie un anno di lavori agricoli - dall'assaggio dei vini alle analisi dei terreni, dalla meteorologia alle vinificazioni, dalle acidità alle fermentazioni -si fa largo un'interrogazione sulla natura e su quel complesso sistema chiamato «vita» all'interno del quale si colloca il lavoro di ogni agricoltore. Le più stringenti questioni del dibattito ecologico contemporaneo - dal riscaldamento climatico all'impatto delle attività umane sul pianeta, dall'esaurimento delle risorse alla capacità di adattamento della vita vegetale - si intrecciano a una narrazione quotidiana fatta di osservazione e meraviglia per un ambiente naturale con il quale la tecnica e il sapere umani della coltivazione interagiscono e che contribuiscono a creare. Questo luogo è qui semplicemente una vigna. E da questo punto di osservazione privilegiato, Corrado Dottori saprà condurre il lettore lungo una strada capace di guardare con grande poetica alla natura. Nel tentativo di ridurre lo scarto che da essa ci separa, spunteranno i vini «di un vignaiolo che dissente»: con la loro estetica ci ricordano che un altro mondo è davvero possibile.
17,00

Non è il vino dell'enologo. Lessico di un vignaiolo che dissente

di Corrado Dottori

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 168

Corrado Dottori è un vignaiolo che produce Verdicchio e non solo sulle colline marchigiane. È approdato alla vigna dopo essersi licenziato da un posto garantito in una grande banca internazionale. E da alcun anni fa il contadino. Cosa significa fare ed essere un agricoltore agli albori del Terzo millennio? Come si fa agricoltura? Cos'è un ambiente? Quali sono le relazioni tra un coltivatore e un sistema vivente quale la vigna? Quale vino produrre? Questo lessico per un'altra «contadinità» ne è la risposta. Un viaggio dentro il mondo della vigna e dentro la vita di chi se ne prende cura. Che passa per la cantina e gli scaffali di vendita. Per la critica del gusto e la storia della produzione vitivinicola nel Novecento. Per l'enologia e Luigi Veronelli. Per le grandi fiere del vino e i terroir. Una riflessione lungo i sentieri che partono dalla «natura» e sfociano in un prodotto di «artificio» quale una bottiglia. Articolato nella forma di un lessico, questo libro è anche il racconto di ciò che definisce il mondo del vino ma che non trova spazio nelle guide o nei manuali sul bere. E per leggerlo, non serve essere esperti, conoscitori, bevitori o sommelier, basta lasciarsi andare alla linfa che scorre in queste pagine e che ci trascina da un tralcio di vite a una diversa visione dell'ambiente e della natura, a un'ecologia tutta da costruire. "Non è il vino dell'enologo" è un libro spartiacque per la nascita di una sensibilità oggi diffusa che, a partire dal vino e dalla critica del gusto, ha proposto nuove forme di agricoltura e di relazione con l'ambiente. Questa ne è la nuova edizione.
15,00

Etica e politica delle piante

di Gianfranco Pellegrino, Marcello Di Paola

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 222

«Gli alberi, le piante e i semi... questa natura è sempre in uno stato passivo, privo di movimento esterno e interno, e quindi del potere di osservare e riflettere». Così, nel Timeo, Platone sancisce statuto e differenza del regno vegetale rispetto all'umano e al resto del vivente. Una separazione che accompagnerà per diversi secoli la storia delle relazioni tra uomini e piante. Per molti le piante rimangono tuttora esseri passivi e inerti, più simili a cose che a viventi degni di cura e considerazione. Il paradigma platonico dell'esclusione non sembra dunque superato. Eppure, l'indagine scientifica più recente mostra che le piante hanno forme di attività, intelligenza, percezione, comunicazione. Che la loro evoluzione è stata altrettanto, se non più complessa, di quella degli umani e che per prime hanno colonizzato la Terra, creando le condizioni della nostra stessa vita. Per questa ragione, come già accaduto per gli animali, non le si può più escludere dall'ambito etico e politico, che proprio un nuovo sguardo sulla vita vegetale consente di ampliare. Il libro è una sintesi dell'estesa discussione che ha portato a ripensare la filosofia morale e politica a partire da una riconsiderazione della vita delle piante rispetto ad animali e umani. Per questo, non è tanto questione di dare alle piante uno statuto giuridico e una posizione morale, ma di ridefinire un'etica e una politica in continuità con l'insieme del vivente del quale siamo parte.
16,00

Miti e magie delle erbe. L'aura di piante e fiori tra mitologia e letteratura

di Maria Immacolata Macioti

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 314

Alberi, piante, fiori sono da sempre presenti nell'immaginario e nei rituali delle più diverse culture. Cibo dell'anima e del corpo, ciascuno è portatore di un'aura particolare. Ci sono fiori prediletti dagli Elfi e altri amati dalle fate. Nella tradizione greco-romana la quercia è sacra a Zeus, mentre il mirto lo è a Venere. Alcuni danno vita e amore, come le rose e le viole, altri celano insidie mortali, quali l'iris portatore di sonno. Vi sono poi piante legate alle grandi religioni, quali il loto, importante per il buddismo, o il vischio, a lungo ritenuto un dono degli dèi, o la mandragora, la cui forma umana la riconduce al Paradiso terrestre. Il libro di Maria Immacolata Macioti è un lungo viaggio storico e culturale nelle narrazioni mitiche che hanno accompagnato l'uso e la diffusione delle piante dalla classicità ai giorni nostri nella loro funzione curativa tanto del corpo quanto dello spirito, passando per le loro connessioni religiose. Nel rapporto che gli umani hanno stabilito con le piante, facendo di esse l'oggetto di riti e racconti e attribuendo loro specifiche qualità, si è dato loro l'abilità di fare da tramite con ciò che le diverse culture hanno immaginato di un aldilà. Le piante traducono l'incanto magico e simbolico che accompagna la nostra permanenza sulla terra.
20,00

Poetica della zappa. L'arte collettiva di coltivare giardini

di Pablo Georgieff

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 166

«Le opere costituite dai giardini realizzati attraverso l'invito all'opera hanno la seguente peculiarità: sono di natura performativa, sono esecuzioni dal vivo e non fanno distinzione tra pubblico e artista. Riflettono la stessa complessità che ci restituiscono le arti dal vivo o performative, oltre all'assenza di separazione tra i momenti della creazione e della prova e i momenti della rappresentazione. Sono arti difficili da riprodurre e da registrare, ma in cambio rappresentano un vero sistema vivente che non è la mera traccia di una performance: non sarà niente di più e niente di meno che un giardino. Con queste note non ho inteso fare altro che darvi qualche indicazione e, soprattutto, instillare il desiderio di lanciarvi nell'impresa, diventando a vostra volta giardinieri. Perché è proprio adesso che si sta svolgendo lo scontro tra progetti radicalmente avversi che per posta in gioco hanno l'umanità, e mi piace pensare che l'esito non sia scontato in partenza». Prefazione di Gilles Clément. Postfazione di Enrico Falqui.
15,00

Nell'antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo

di Gianfranco Pellegrino, Marcello Di Paola

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 267

Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, inquinamento, esaurimento delle risorse, collasso ambientale: gli ultimi giorni dell'umanità potrebbero essere quelli di massima potenza di Homo sapiens, quando l'essere umano avrà forse compiuto il suo progetto di dominio sul cosmo distruggendo la natura stessa e le condizioni della vita sul pianeta. Quest'epoca, dove a rischio è l'esistenza di tutti i viventi, è stata da molti identificata con una nuova era geologica: l'Antropocene - l'epoca dove per la prima volta gli esseri umani sono una forza della natura superiore alle altre, una forza capace di determinare il corso della storia del pianeta Terra. Il libro rende conto dell'esteso dibattito internazionale che ormai da alcuni anni ha assunto il paradigma dell'Antropocene come orizzonte a partire dal quale ripensare il presente e il futuro della vita umana, e non solo - dibattito che ha visto la pubblicazione di centinaia di volumi a cavallo tra diverse discipline: ecologia, ambientalismo, antropologia, sociologia e scienza politica. Partendo da un'analisi delle concezioni di natura di cui l'Antropocene è solo l'ultima, e attraverso le questioni principali poste dall'etica dell'ambiente e dalla filosofia politica, il libro analizza le politiche che sono state impiegate nell'ultimo decennio per fronteggiare i problemi posti dall'Antropocene, provando a immaginare un paradigma di azione basata su nuove forme di partecipazione individuale e pratiche collettive.
18,00

L'anima in giardino. Arti e poetiche del «genius loci»

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 220

Ogni giorno dei luoghi scompaiono. Angoli di mondo, creati dall'uomo o dalla natura, impregnati di un senso che percepiamo senza riuscire a catturarlo. Per i Romani, ogni spazio era abitato da una divinità minore e il massimo pericolo stava nell'abitare luoghi privi di spirito, dunque di anima. Oggi i luoghi sono rari: banalizzati, spazi funzionali e privi di affetti. Con la perdita del senso del luogo, l'uomo si separa sempre di più dal mondo. Il giardino, sia esso antico o moderno, principesco o operaio, utile o di piacere, nascosto o pubblico, è un laboratorio. Da sempre, gli umani vi sperimentano un modo per stare sulla terra, tra natura e cultura. C'è stato un tempo in cui vi condensavano sogni di bellezza ideale e cosmogonie. Oggi sono anzitutto luoghi di resistenza. Esplorare il giardino come spazio poetico ed esistenziale è l'ambizione di questo volume, che raccoglie le voci di alcuni dei principali esponenti del pensiero del giardino contemporaneo.
16,00

Giardini di saggezza in Oriente. Cina e in Giappone

di Yolaine Escande

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2018

pagine: 86

«Il giardino in Cina e Giappone è il luogo del paradosso: esso stabilisce l'impermanenza elevandola a estetica e arte del vivere. Anziché fondarsi sulla tensione verso la bellezza, questa estetica va in cerca della naturalezza attraverso il culto del grezzo, del goffo e del semplice. E, se la naturalezza può essere il colmo dell'artificio - altro paradosso -, essa non è neppure equilibrio e armonia con la natura. I minerali e le piante che popolano i giardini cinesi e giapponesi sono modelli di adattabilità alle vicissitudini e, in questo, ci insegnano la saggezza. Il respiro di cui sono animati, le qualità che sono loro attribuite ci aiutano a sperimentare la vita quotidiana in maniera più intensa e con maggiore leggerezza di spirito. Per questo, la presenza predominante di rocce e montagne artificiali non è destinata a un giudizio puramente edonista: se è il piacere a guidare il visitatore, questi rimarrà intriso di una morale da assumere nella vita. L'esperienza estetica del giardino non è allora staccata dal mondo: estetica ed etica sono inseparabili, anche nei gesti più quotidiani».
12,00

È un vino paesaggio. Pratiche e teorie di un vignaiolo planetario in Friuli

di Simonetta Lorigliola

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 189

Questo libro vi prende e vi porta direttamente sul suolo erboso punteggiato di fiori blu di una vigna singolare e molteplice. Il racconto è una passeggiata linguistica dentro il bosco che quella vigna affianca, poco prima dell'ambiente e del mondo che contribuisce a creare. Troverete, lungo il cammino, un intreccio enoico e immaginativo. Biografìe incrociate e poco cronologiche, quelle di Federica Magrini e Lorenzo Mocchiutti, i Vignai da Duline. E poi, divagazioni e paradigmi in vigna. Pause in cantina. Pezzi di Friuli, Tocai giallo. Arbe garbe. Insetti utili. Malvasia. Carème. Prugne umeboshi. Soldati e Veronelli. Gelsi e siepi. Pinot nero. Masanobu Fukuoka. Chardonnay. Erba medica di Premariacco. Critica dell'assaggio. Casarsa. Osmizze. Potatura relazionale. Api e vespe. Picolit. Vitis rupestris. Respirerete un sistema sentito e praticato. Chioma integrale. Mucca verde. Per Lorenzo Mocchiutti il vigneto è la nave spaziale in orbita nel viaggio verso una viticoltura yesterday, today, tomorrow. Quotidianamente lavora per dare materialità a una visione agricola. E per trasformarla. Enviromentally sound. Le sue pratiche raccontano il meticoloso rispetto della terra, a partire dalla fisiologia della pianta e dalla vitalità del suolo, essenziali a un'agricoltura diffusa, partecipata, sensata: l'unica che guardi e si faccia avanti. L'unica che generi vini d'eccellenza, che distillino territorio. La sua opera perderebbe ogni ragione di esistere se restasse chiusa in quel 'clos'. Da là, si è d'altronde autonomamente defilata e si sta trasformando in un manifesto del «vino paesaggio». Tutto da scrivere, a partire da ora. Nel sensibile comune. Postfazioni di Ilaria Bussoni e Michele Spanò.
15,00

Bee happy. Storie di alveari, mieli e apiculture

di Barbara Bonomi Romagnoli

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 124

"Dalla terra veniamo, alla terra torniamo, e in mezzo c'è un giardino". È sconosciuto l'autore di questo aforisma che si presta perfettamente a rendere l'idea di cosa sia il mondo delle api, affascinanti individue danzanti. L'immagine circolare della copertina riflette il racconto di Barbara Bonomi Romagnoli per descrivere ciò che ruota attorno a questi preziosi insetti: la danza come linguaggio; la mente collettiva del super organismo come modalità per esistere individualmente e insieme; la cura che ricevono da apicoltrici e apicoltori; il loro ruolo imprescindibile per l'agricoltura e per l'esistenza degli esseri viventi sulla Terra; i saperi legati ai prodotti dell'alveare (cera, miele, polline, propoli, pappa reale); le culture espresse da una nuova generazione che in anni recenti ha scelto di dedicarsi alla cura delle api; le donne, in questo settore sempre più presenti; gli aromi dei mieli uniflorali e dei mieli millefiori, i colori del polline... Per parlare di apicultura, dell'etica della sua produzione e dell'ambiente al quale è intrecciata, oggi occorre farlo lasciando parlare quella generazione che torna in campagna munita di un sapere urbano attento alle differenze, capace di guardare alla tradizione e di tradirla con nuove culture e nuove pratiche curanti della vita che le circondano.
12,00

Paesaggi in movimento. Per un'estetica della trasformazione

di Massimo Venturi Ferriolo

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2016

pagine: 120

Una domanda ritorna con regolarità: cos'è il paesaggio? Il nome e la cosa appartengono a una realtà in movimento: i luoghi perdono man mano la loro leggibilità e noi non governiamo più i nostri paesaggi, omologati dal mercato e dalla globalizzazione. La speculazione edilizia li degrada. Il loro assetto subisce trasformazioni improprie con l'uso e l'abuso di materiali nocivi. Il paesaggio sarebbe dunque perduto? Con questo quesito cerchiamo di salvare le specificità locali, spesso non più riconoscibili tanto da reclamare un'identità in via di estinzione. Eppure, un mondo visibile, costituito dalla totalità culturale, etica ed estetica, delle azioni umane continua ad aprirsi allo sguardo. Gli uomini lo hanno creato e lo abitano trasformandolo incessantemente, per esistere: un continuo abitare e costruire. Luogo comune di un insieme di luoghi, ogni paesaggio è un ethos dove ogni abitante ha un suo ruolo e una misura: un paesaggio è dove spazia la totalità della vita con le sue forme visibili e invisibili, materiali e immateriali. In perenne movimento. Questo libro apre lo sguardo in direzione del mutamento, per un'estetica del divenire.
14,00

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