Collana Saggine - Ultime novità

DONZELLI: Saggine

L'infinito e la ginestra. Leopardi tra disincanto e illusione

di Fabiana Cacciapuoti

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

pagine: 160

Anche nella più nera disperazione, anche nei tempi in cui viviamo, in cui la nostra natura più vera e profonda è soffocata da un eccesso di razionalizzazione e di artificiosità, sopravvive nell'animo dell'uomo una forza insopprimibile, la forza dell'illusione, pronta a risorgere, e sulla quale è possibile fondare una società più giusta e nobile. È questo l'approdo cui arriva Leopardi attraverso un percorso ricco e complesso, in cui è possibile individuare due momenti emblematici: la prima stesura dell'Infinito, nel 1819 (anno terribile per Leopardi, in cui tocca gli abissi del vuoto esistenziale), e la scrittura della Ginestra, nel 1836 (quando la riflessione leopardiana si conclude trovando forse la sua forma poetica più compiuta). Tra le due tappe, un cammino affascinante - fatto di incontri e contrasti, di slanci impetuosi e ripiegamenti improvvisi, di invenzioni letterarie e prove filosofiche -, lungo il quale ci accompagna Fabiana Cacciapuoti, capace di mettere in risalto la straordinaria «modernità» di Leopardi, entrando nella scrittura e nel pensiero di un autore la cui interiorità tormentata, qui esplorata con grande finezza interpretativa, è essa stessa paradigma dell'inquietudine dell'uomo moderno.
19,00

Etica dei vaccini. Tra libertà e responsabilità

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

pagine: 192

La pandemia da Covid-19 ha trasformato in modo profondo le nostre vite a livello individuale e collettivo. Per sua natura, infatti, ogni pandemia colpisce sempre una comunità nella sua interezza, o direttamente attraverso l'esperienza della malattia, o indirettamente attraverso la paura, le restrizioni alla libertà personale, le misure sanitarie decise dalle istituzioni e le conseguenze economiche, politiche e sociali. In questo scenario, è evidente che il significato della più grande campagna vaccinale nella storia contemporanea non può essere compreso in relazione alla sola dimensione medico-sanitaria. Con l'arrivo dei vaccini, infatti, si apre una nuova e importante fase al centro della quale si trovano alcune domande fondamentali che interrogano in modo diretto la nostra forma di vita attuale e i rapporti che legano tra loro politica, scienza, comunicazione pubblica ed etica. Quali valori, principî e procedure dovrebbero guidare lo sviluppo e la distribuzione di una risorsa scarsa e potenzialmente salvavita come un vaccino? Quali responsabilità e doveri abbiamo nei confronti di noi stessi, degli altri e della società in un momento di profonda crisi sanitaria ed economica? Contributi di: Evandro Agazzi, Marco Annoni, Enrico M. Bucci, Carlo Casonato, Lorenzo d'Avack, Alberto Giubilini, Manuela Monti, Telmo Pievani, Carlo Alberto Redi, Angela Santoni, Marta Tomasi.
18,00

L'emergenza del futuro. I destini del pianeta e le responsabilità del presente

di Ferdinando G. Menga

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

pagine: 160

Cosa accomuna la vicenda planetaria della pandemia che stiamo attraversando e i numerosi eventi di protesta che, da qualche anno a questa parte, sono stati portati avanti con coraggio e determinazione da Greta Thunberg e dai Fridays for Future? Al netto delle differenze fra «l'evento Covid-19» e «l'evento Greta», entrambi possono essere compresi come avvenimenti che segnano una crisi della contemporaneità. Sebbene con modalità diverse, tutti e due penetrano il nostro presente, lo scuotono, lo interrogano, ne mettono in discussione i dispositivi vigenti, e, così facendo, lo spingono inevitabilmente a un ripensamento non più rinviabile del nostro rapporto con i destini del pianeta e con le generazioni future. È per questo motivo che una delle parole-chiave che sono maggiormente circolate negli ultimi tempi è esattamente futuro. Quali, allora, le poste in gioco di una responsabilità intergenerazionale? Quali le difficoltà di pensarla in modo radicale? Con quali strumenti e attraverso quali modelli? Queste sono le sfide che si impongono alle nostre comunità politiche e devono essere da esse accolte e affrontate.
17,00

Geografia come immaginazione. Tra piacere della scoperta e ricerca di futuri possibili

di Giuseppe Dematteis

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

pagine: 144

Serve ancora la geografia? Quale senso può avere, oggi, la pretesa di fissare un territorio in una rappresentazione, di «cartografarlo»? E a cosa serve la geografia? A descrivere i luoghi su cui gli uomini «appoggiano» il loro agire, o a raccontarne le interazioni, e indagarne la storia? A fissare e legittimare lo status di quei luoghi, o a contribuire al loro cambiamento? In questo aureo libretto, che raccoglie in alcuni brevi e folgoranti saggi il percorso esemplare di quello che a buon diritto può essere considerato il più autorevole rappresentante italiano della geografia attiva, emerge una concezione della Terra in cui biosfera e sfera socio-culturale interagiscono all'interno di un medesimo sistema complesso, operando ciascuna secondo le proprie modalità. Ciò significa che, a tutti i livelli territoriali, possiamo fare scelte sbagliate, che alterano le condizioni biologiche e sociali del pianeta e che presto o tardi finiranno per ritorcersi sulle condizioni di vita dei sistemi locali. Postfazione di Arturo Lanzani.
19,00

Pubblico è meglio. La via maestra per ricostruire l'Italia

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

Per anni il ruolo dello Stato è stato denigrato: l'idea di un intervento pubblico nella dinamica economica suscitava reazioni durissime, tanto che quasi da ogni parte politica il principale appello era a una riduzione del ruolo dello Stato, affinché il mercato si autoregolasse, senza mani che ne orientassero la direzione. Ma i mesi della pandemia ci hanno lasciato una lezione importante: è difficile negare che, nell'emergenza, il ruolo del pubblico sia stato fondamentale. Non solo abbiamo assistito a una riscoperta del Servizio sanitario nazionale, per anni bersaglio di politiche di privatizzazione e smembramento, ma anche dell'importanza di strumenti di assistenza e sostegno alle imprese, senza i quali molti attori economici avrebbero faticato, in questa crisi, a sopravvivere. La sfida, oggi, è non dimenticare questa lezione, mettendo di nuovo lo Stato al centro della gestione delle ingenti risorse che arriveranno dall'Europa grazie al Recovery Fund. Prefazione di Enrico Giovannini.
19,00

Geoetica. Manifesto per un'etica della responsabilità verso la Terra

di Silvia Peppoloni, Giuseppe Di Capua

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

pagine: 208

Qualsiasi disastro naturale - che sia alluvione, terremoto, incendio o epidemia - è anche un disastro umano. La natura è sempre più lo specchio del comportamento dell'uomo, del modo in cui si relaziona con i suoi simili, in cui guarda a se stesso e al futuro. Per questo è necessario innanzitutto ripensare il ruolo di chi con la natura ha un rapporto privilegiato. Chi si occupa di scienza, e in particolare chi studia la Terra, ha anche una responsabilità sociale: le sue conoscenze hanno importanti ricadute sulle comunità umane e pertanto non sono proprietà intellettuale del singolo, ma bene collettivo. Lo abbiamo visto di recente: le scelte politiche più delicate si affidano al sapere scientifico, e dunque fondamentale è la gestione etica del sapere, di un patrimonio prezioso, da curare e governare tenendo fede ad alcuni principi e doveri imprescindibili. Dalla coscienza di questa necessità nasce la geoetica, un movimento che raccoglie numerosi scienziati in tutto il mondo. Prefazione di Telmo Pievani.
18,00

Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano 1921-1991

di Piero Fassino

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2021

«Il Pci ha saputo leggere e interpretare per decenni domande di libertà, uguaglianza, riscatto sociale, facendole vivere in battaglie democratiche in cui si sono riconosciuti milioni di italiani. Alla fine del secolo il suo tempo si è consumato, ed è stato atto di lucida saggezza andare oltre per costruire un futuro nuovo. È un cammino che deve continuare». Il Partito comunista italiano nasce il 21 gennaio 1921 con il Congresso di Livorno e cessa la sua attività il 3 febbraio 1991. Settanta anni nei quali il Pci è stato protagonista di ogni passaggio della vita politica e sociale dell'Italia. Nato sull'onda della Rivoluzione d'ottobre per realizzare una società sovietica anche in Italia, nell'arco di pochi anni è investito dalla bufera del fascismo. Costretto alla clandestinità, è il principale animatore prima del contrasto alla dittatura, poi della Resistenza. Matura così, nella lotta per la democrazia e la libertà, un'evoluzione culturale e politica che lo porta a essere partecipe essenziale della costruzione della Repubblica e della scrittura della Costituzione. Divenuto il più importante partito comunista dell'Occidente, forte del pensiero di Antonio Gramsci, intraprende un cammino politico che - prima con la «via italiana al socialismo» elaborata da Togliatti, poi con il «compromesso storico» proposto da Enrico Berlinguer - assume la democrazia come il regime politico entro cui far valere i valori e le lotte di emancipazione e giustizia, sottoponendo a dura critica il socialismo sovietico e ricollocandosi come uno dei principali partiti della sinistra democratica europea. Baluardo nella difesa della democrazia contro lo stragismo nero e il terrorismo rosso, acquisisce crescente consenso nella società fino a raccogliere oltre il 30 per cento dei voti degli italiani e a essere partecipe di una larga intesa democratica per il governo del paese. Un cammino che, di fronte alla caduta del Muro di Berlino e alla dissoluzione del campo sovietico, cui Piero Fassino - protagonista, fin dagli anni della Fgci torinese nel '68, della vicenda del Pci prima, del Pds e del Pd poi - ripercorre la lunga «traversata del deserto» dalla rivoluzione alla democrazia: un passaggio complesso, decisivo per la politica italiana che, se produsse lacerazioni non ricomposte a sinistra, consentì però l'avvio di una nuova stagione di impegno per dare all'Italia un partito progressista nell'alveo del riformismo socialista europeo.
19,00

Il diritto e l'eccezione. Stress economico e rispetto delle norme in tempi di emergenza

di ABRIANI CASELLI CELOTTO DI MARZIO MASINI

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

Niente sarà più come prima. È questo che si ipotizza dopo la frattura, nella prassi vitale e nel pensiero, determinata dalla pandemia, capace di portare con sé un cambiamento profondo dell'essere cittadini. L'emergenza sanitaria, come tutte le crisi, ha imposto scelte radicali e inedite nella sfera economica, sanitaria e giuridica, concretizzatesi, in quest'ultima, in una vera e propria legislazione dell'emergenza. E proprio sotto il profilo giuridico è possibile ora iniziare a tracciare un bilancio di come è stata gestita l'emergenza: rispetto alla Costituzione, sia sul fronte dei diritti sia su quello dei poteri, toccando il nodo cruciale della legittimità della limitazione alle libertà personali in nome dell'interesse collettivo della salute; rispetto al vincolo comunitario che tiene insieme un paese e un intero continente, dal punto di vista sociale ed economico; rispetto al diritto d'impresa, dove all'esigenza di tutelare il tessuto imprenditoriale derogando alle norme previste si accompagna la questione, non meno importante, della responsabilità dei soggetti economici; rispetto al settore agricolo, uno dei più colpiti dagli esiti della pandemia in termini di disponibilità di forza lavoro e di gestione degli approvvigionamenti.
18,00

Roma come se. Alla ricerca del futuro per la capitale

di Walter Tocci

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

Si è aperta una nuova questione romana. Molto diversa ma altrettanto dirimente di quella ottocentesca. Allora l'esito fu la formazione della capitale dello Stato unitario. La caratura internazionale della città venne capitalizzata nel nation building italiano. Oggi la nuova questione romana si muove in direzione opposta, come inveramento della vocazione cosmopolita nell'epoca della globalizzazione. Una sincera celebrazione dei 150 anni di Roma Capitale, infatti, dovrebbe corroborare la consapevolezza che si è chiuso un ciclo storico. Non sono più riproponibili le tre rendite di cui è vissuta la società romana: il centralismo statale, il consumo di suolo, la retorica del passato. E allora: di quale economia vivrà la città? Quale forma urbana si darà? Come saprà rielaborare l'eredità storica? Di questo passaggio d'epoca non sono ancora emerse le formidabili opportunità. Se ne vedono solo gli effetti destrutturanti nel collasso dell'amministrazione, dei servizi e dello spazio pubblico.
25,00

Breve storia delle bugie dei fascismi

di Federico Finchelstein

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

pagine: 208

Da Hitler a Mussolini, i capi dei regimi fascisti hanno fatto della menzogna la base del proprio potere. I seguaci delle ideologie fasciste credevano ad ogni affermazione del capo, ritenendolo una sorta di incarnazione della verità stessa. Perché un fascista considera le menzogne più assurde, e spesso odiose come quella della razza, pura verità? Nel fascismo è l'idea stessa della verità empirica ad essere messa in discussione: la verità non corrisponde a ciò che si vede, ma a ciò che si crede, indipendentemente da qualsiasi prova o dimostrazione. Federico Finchelstein riprende la sua definizione ampia di fascismo e post-fascismo - secondo la quale gli attuali governi populisti non sono che manifestazioni di una forma di fascismo adattata alle regole democratiche - per far emergere la centralità delle bugie nei fascismi, a suo avviso uno degli elementi essenziali per comprendere il funzionamento non solo del fascismo storico, ma anche delle sue versioni odierne. Prefazione di Angelo Ventrone.
17,00

I concerti di Beethoven. Il genio da pianista a compositore

di Giorgio Pestelli

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

pagine: 176

I concerti di Beethoven occupano nella carriera creativa del compositore un periodo breve ma segnato da profondi cambiamenti: fra i primi due concerti per pianoforte e l'ultimo passa appena una decina d'anni, ma sembrano opere di due generazioni diverse. Tra i due estremi, la rivoluzione: un nuovo modo di concepire la forma concerto, quel particolare dialogo che si instaura tra un solista e l'orchestra, quel confronto tecnico, spirituale e anche «fisico», che con Beethoven acquista una ricchezza espressiva prima sconosciuta. È proprio al concerto - in particolare a quello per pianoforte - che Beethoven fin dall'inizio del suo percorso affida sé stesso: è questa la forma musicale con cui si presenta, la carta d'identità con cui irrompe sulla scena del tempo. Il «pianista» ai primi dell'Ottocento è anche compositore, e Beethoven comincia una carriera da «virtuoso» itinerante, portando i suoi Concerti in tournée, da Berlino a Praga. A poco a poco, però, sul pianista prende il sopravvento il compositore: balza fuori dai panni troppo stretti dell'esecutore di successo e scombina il mondo della musica.
16,00

Le vie dell'acqua. L'Appenino raccontato attraverso i fiumi. Civiltà Appenino

di AA.VV.?

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

pagine: 208

Sette scrittori, sette fiumi e una battaglia: restituire all'Appennino il ruolo di dorsale simbolica del nostro paese, raccontandone la storia attraverso i corsi d'acqua che sgorgano dalle sue montagne. L'Appennino ospita una fauna e una flora particolari. Le distese di faggi e di querce, il passo felpato della volpe, del cinghiale e del lupo si sposano con un sottobosco fatto di felci e funghi di ogni tipo. L'umidità lo avvolge e la cortina di silenzio fa sì che la mente di chi lo attraversa trovi la quiete e si disponga alla meditazione, al ricordo, alla fuga con la fantasia. Ma l'Appennino è anche il luogo dove si aprono le sorgenti d'acqua dolce: racconta la storia del Po, del Tevere, del Sele, del Crati. L'acqua è un bene che va narrato nelle sue molte fasi di nascita e di cammino. Ogni regione d'Italia ha le sue fonti, ha i suoi torrenti e i suoi fiumi. Non c'è paese che non debba la sua esistenza a un fiume o a una sorgente. L'acqua è la linfa vitale dei nostri paesi, che disseti uomini e bestie o che irrighi le campagne. E i fiumi sono in movimento continuo, scendono dalle alture e raggiungono i posti più lontani della pianura. Presentazione di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza.
17,00

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