Editore Aguaplano - Ultime novità

Aguaplano

Gli archi e gli strali. Foscolo inattuale

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 200

A che serve un volume su Ugo Foscolo oggi? La scommessa è riuscire a dimostrare la vitalità del genio e dell'opera di Foscolo, attraverso la rilettura di testi noti e meno noti, la messa a fuoco di problematiche cruciali, la sua ricezione critica, la sua formazione e cultura, il rapporto del Novecento con questo autore, le ragioni delle ostilità, idiosincrasie, banalizzazioni dentro e fuori la scuola, l'università e la «repubblica delle lettere». A confrontarsi con la sua eredità sono stati invitati non solo studiosi e accademici, ma anche critici e scrittori, a mettere insieme punti di vista mai scontati e differenti sull'uomo, il poeta, il critico, privilegiando un comune sguardo "verticale" che ci aiuti a riaccostarlo alla nostra sensibilità di contemporanei. Ché il suo essere inattuale possa forse giovare come monito ad essere noi diversamente contemporanei del nostro tempo. Saggi e testi di: Domenico Calcaterra, Mario Baudino, Filippo La Porta, Matteo Palumbo, Gandolfo Cascio, Stefano Adami, Angelo Favaro, Marco G. Ciaurro, Alberto Granese, Aurelio Picca, Renzo Paris, Filippo Tuena, Graziano Versace, Luciano Curreri e Guido Baldi.
18,00

Germanico Cesare a un passo dall'Impero

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 684

40,00

Palazzo Spinola Pessagno in Genova

di Giacomo Montanari, Sara Rulli

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 96

Il palazzo di Tomaso Spinola è parte di quello che Ennio Poleggi definì il Sistema dei Palazzi dei Rolli, l'efficace stratagemma per supplire alla mancanza di un luogo rappresentativo del potere nella Repubblica di Genova in occasione delle visite di dignitari stranieri. I palazzi aristocratici venivano iscritti in alcune liste (i "ruoli" o "rolli") e ripartiti a seconda del prestigio e del rango degli ospiti che potevano accogliere: all'interno di queste classi, si estraevano a sorte i palazzi e i relativi proprietari che si sarebbero dovuti occupare, di volta in volta, dei maggiorenti stranieri. A oggi si conoscono cinque "rolli", compilati negli anni 1576, 1588, 1599, 1614, 1664, una finestra che comprende bene gli estremi del Siglo de los Genoveses, in cui la Repubblica tenne in pugno la finanza del continente. I palazzi che compaiono in questi elenchi si segnalavano per le decorazioni, per lo sfarzo degli arredi e per la preminenza architettonica. I "rolli" attestano, inoltre, la peculiare dimensione sociale e abitativa di Genova: in seguito a miglioramenti o impoverimenti delle dimore - o alla perdita di prestigio di una famiglia - il palazzo poteva essere "promosso", "declassato" o espunto dall'elenco delle case private destinate al pubblico servizio dell'hospitaggio. Palazzo Spinola Pessagno fu inserito tra i Palazzi dei Rolli nel 1588 e nel 1599. La successiva assenza dalle liste indica probabilmente come, nonostante l'intervento corposo sull'apparato decorativo pittorico eseguito alla metà degli anni Sessanta del Cinquecento, il palazzo non si fosse poi arricchito di una aggiornata quadreria, un requisito che appare indispensabile - in quegli anni - per mantenersi a un livello alto nella graduatoria delle dimore più rilevanti. Nel 2006 l'UNESCO ha riconosciuto 42 palazzi del Sistema delle Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli come Patrimonio dell'Umanità. Tra questi anche Palazzo Spinola Pessagno che costituisce, per l'importanza del complesso architettonico e dell'apparato decorativo, una testimonianza significativa della società genovese che ideò, creò e visse questi luoghi.
13,00

Tina. Storie della grande estinzione

Libro

editore: Aguaplano

anno edizione: 2020

La Grande Estinzione. La fine dell'Antropocene. Il collasso climatico, economico, infrastrutturale, sanitario, cognitivo che incombe sulle nostre fragili e complesse civiltà. La radicale messa in discussione del nostro status biologico e culturale sul pianeta: è il tema fondamentale del nostro tempo, il tema che ha ispirato TINA, l'autore-collettivo di questo libro. Un progetto che ha coinvolto più di 100 fra artisti e scrittori, per una raccolta di micro-romanzi e illustrazioni ispirati a scenari apocalittici, trasformazioni epocali, shift tecnologici e culturali. Dal Collasso dell'Età del Bronzo alle nanotecnologie, dalla Peste di Atene alla geoingegneria passando per la Brexit, l'ultimo albero sull'Isola di Pasqua, l'incontro tra Montezuma e Cortés, ?ernobyl'. Decine e decine di eventi X e cigni neri collegati tra loro da snodi tematici, connettivi logici, squarci visionari, inneschi di una reazione a catena fra scienza, narrativa, immaginario, capacità di pensare l'impensabile. TINA è un autore collettivo coordinato da Matteo Meschiari e Antonio Vena. Il nome ricorda e omaggia Tina Michelle Fontaine (1999-2014), una ragazzina nativa del Canada uccisa a 15 anni: una microapocalisse che fa parte dei tanti genocidi a bassa intensità con i quali scompaiono individui, lingue, tradizioni, mondi, possibilità. TINA è anche un acronimo: There Is No Alternative, rovesciamento dello slogan usato da Herbert Spencer, Margaret Thatcher e Francis Fukuyama per giustificare il regime neoliberista che ci ha condotti sulla soglia dell'abisso, alla fine della storia.
22,00

Esecuzione dell'ultimo giorno

di Lorenzo Chiuchiù

Libro

editore: Aguaplano

anno edizione: 2020

pagine: 64

«Esecuzione dell'ultimo giorno è un racconto visionario e lirico, attraversato dal vortice delle analogie, scosso dai soprassalti dell'ossessione, dalle tensioni notturne e assolute della poesia. E chi lo scrive è infatti un poeta vero, Lorenzo Chiuchiù. Qui ci narra di Viktor Semënov, musicista che ha nell'anima l'infinito delle pianure siberiane, in cammino verso un'opera ultima e unica, un'opera spaventosa per forza, terremoto, apocalisse: Esecuzione dell'ultimo giorno. Dopo quest'opera, la fine. Noi entriamo nelle tappe di questo cammino tra digiuni e mutilazioni, improvvisi ritorni di vita, delirio, ascesi, morte e sapienza. Tutto è portato all'estremo e all'incandescente, tanto da bruciare le sue stesse pagine e chiudersi all'improvviso per mancanza di ossigeno. E tutto è perentorio in questa corsa frenetica verso il niente, tutto è risucchiato dalle richieste inesorabili che Viktor Semënov fa all'arte e a tutti noi, da un imperativo di distruzione che ci appare sempre di più come l'unica verità possibile».
12,00

Insegnanti (il più e il meglio)

di Roberto Contu

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2019

pagine: 144

A volte i vetri tremano, gli studenti si lanciano oggetti da un lato all'altro della classe, il caos puro regna sovrano. A volte un verso, un calcolo, un ragionamento riescono nel miracolo di farsi strada nella tempesta che soffia incessante fra banchi, aule, corridoi. L'insegnante, dagli istituti professionali ai licei, è sempre lì: al centro della sua classe, con i suoi dubbi e le sue certezze, le sue vittorie e i suoi fallimenti, con la paura, l'orgoglio e la meraviglia di una funzione e di una responsabilità enormi. In punta di penna e con emozionante generosità, Roberto Contu ci guida nel mosaico delle sue esperienze e delle sue riflessioni sul mondo della scuola. A partire dalle tragicommedie della vita quotidiana e dalla concretezza del rapporto sempre nuovo con studenti, genitori e colleghi. Passando dal canone letterario al paradosso di un Montale "meccatronico", da Napoleone come Totti di fronte alla Storia alle lavagne elettroniche e ai telefoni, dalle rivoluzioni tecnologiche e antropologiche agli amori adolescenziali a ricreazione, fra un succo di frutta e una pizzetta. Per concludere che "la scuola è contro natura" perché è il luogo dove si tesse l'ordine contro il caos e dove parole come speranza, senso e futuro acquistano significato.
15,00

Apocalisse e altre visioni

di Alessandro Celani

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 80

12,00

Agnello leone maiale scimmia

di Dario Faggella

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 192

L'esordio di Dario Faggella è un'autobiografia al tempo stesso minima e iperbolica. Un romanzo di racconti picareschi giocati sul filo dell'ironia e di un realismo isterico, trasognato e tagliente, un Lazarillo contemporaneo che unisce idealmente Boris Vian, Andrea Pazienza e François Rabelais. Con una scrittura grottesca, scintillante e fiorita, con un talento narrativo spiazzante che si fa beffa del lettore ma che infine lo ricompensa con commoventi squarci di autenticità, Faggella percorre le tappe di un'educazione all'inettitudine e all'inadeguatezza cosmica di fronte alla realtà e alle relazioni. Memoria e menzogna, lirismo e squallore metropolitano si intrecciano con disarmante e implacabile sincerità, fino a chiudere il cerchio di un'esistenza qualunque e irripetibile. «Provengo dalla piccola borghesia impiegatizia. Mia madre covava per me le aspirazioni tipiche della suddetta classe: sognava che divenissi un alto esponente della futura classe dirigente. Purtroppo, invece, aveva partorito un essere sul cui destino era scritto "barbone". E così sarebbe stato, se colei che sarebbe poi diventata mia moglie non mi avesse raccattato per strada ubriaco e piangente, non mi avesse quindi ripulito e rimesso a nuovo. Rimango comunque consapevole che, se le cose dovessero andare male, il marciapiede e lo sporco dei muri dei palazzi mi riavrebbero come cosa loro per diritto naturale».
16,00

Viaggio in Italia

di Costanza Batta, Pasquale Vincenti

Libro

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

15,00

Blackened. Frontiere del pessimismo nel XXI secolo

di Andrea Cassini, Kulesko Claudio

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 176

Il pessimismo è un pensiero antico, che abitualmente si preferisce ignorare: la verità dei pazzi, degli outsider, dei depressi, dei reietti - perlomeno finché non accade qualcosa che obbliga a rompere questo sigillo oscuro e inquietante. Ma l'epoca in cui viviamo sembra dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che davvero viviamo nel peggiore dei mondi possibili. I frutti del progresso, del capitalismo, del denaro, della cultura non si sono tradotti in un aumento di benessere individuale e collettivo e, all'inverso, le statistiche riportano crescenti tassi di suicidio e depressione nei Paesi avanzati. Il pensiero pessimista mostra così tutta la sua perturbante attualità: un nero cuore pulsante che emerge dalla speculazione filosofica, ne rompe gli argini e tracima nell'immaginario della letteratura, nella cultura pop, nella politica, nella psichiatria, nel dibattito pubblico e nei social network, fino a lambire i confini della scienza e gli scenari antinatalisti, estinzionisti e transumanisti.
17,00

La nazione e il teatro. Alberico Gentili, Shakespeare e l'Inghilterra elisabettiana

di Cristiano Ragni

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 320

Cosa si intende per nazione? Nell'epoca tumultuosa della frattura del Cristianesimo, delle guerre di religione e delle grandi scoperte geografiche, l'Inghilterra elisabettiana costruisce la propria identità anche accogliendo esuli e rifugiati provenienti da mezza Europa. Fra questi, l'italiano Alberico Gentili è protagonista di un'accesa polemica con John Rainolds, puritano ostile alla politica ecclesiastica della regina. L'oggetto della controversia è l'arte nel suo più profondo punto di contatto con la società, la storia, l'identità politica inglese. Rainolds condanna il teatro senza appello perché distoglie gli uomini da Dio, mentre Gentili lo difende dalla furia moralizzatrice dei puritani. Una polemica che ne contiene altre, come quella sul ricorso alla guerra: per il partito di Rainolds, crociata necessaria in difesa della vera Chiesa contro l'anticristo spagnolo; per il padre del diritto internazionale, e significativamente anche per Elisabetta e i suoi ministri, strumento sottratto alla sfera della religione, necessario per il ridimensionamento delle ambizioni di Filippo II. Cristiano Ragni ricompone i numerosi tasselli di questo intreccio di politica, teatro e nascita della nazione seguendone le tracce in alcune opere di Shakespeare che lo rendono manifesto e ne esplorano le parti più oscure. I drammi storici che qui vengono analizzati mostrano come Shakespeare - nemico dei puritani quanto la regina e Gentili - fosse consapevole che la nazione è una costruzione complessa alla stregua di un'opera d'arte, in cui leggi ed emozioni vanno abilmente mescolate. Come accadde nel regno di Elisabetta. E come Shakespeare seppe raccontare a teatro.
20,00

Cosmo libertà uguaglianza

di Paolo Vinti

Libro

editore: Aguaplano

anno edizione: 2020

pagine: 128

"L'ipotesi Paolo Vinti è: la vita di un filosofo e poeta. L'ipotesi Paolo Vinti è: il corpo di un filosofo di strada. Come Socrate, che stava nell'agorà, nella piazza, nelle vie ad interrogare la gente. Come Diogene, che viveva in una botte e girava di giorno con una lanterna accesa, e quando gli chiedevano «Ma che fai?» rispondeva: «Cerco l'uomo.» Paolo fa filosofia con le parole, ma soprattutto la fa con la parola incarnata, con il corpo, con l'esempio del suo modo di vivere, tutti i giorni. Vivere per le strade. L'ipotesi Paolo Vinti è: un poeta che usa la lingua a misura di precise, precisissime strategie testuali e corporee. Il linguaggio è un cantiere sempre aperto, dove lo scrittore passa le giornate, in bilico sulle impalcature del senso con in mano il secchio e la cazzuola, e in testa un cappello di carta di giornale. Paolo lavora in quel cantiere, e programmaticamente si adopera a forzare il linguaggio, ritmi, risonanze, timbri, accento strascicato, tutto il corpo che trema nell'emettere il suono, per schiudere l'immaginazione di chi ascolta". (dalla postfazione di Wu Ming 1). Con un saggio di Wu Ming.
12,00

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