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ASTERIOS

Logos sinodale. La missione della Chiesa ortodossa nel mondo. I documenti del santo e grande sinodo della Chiesa ortodossa (Creta, 2016)

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 106

Il contributo della Chiesa Ortodossa alla realizzazione della pace, della giustizia, della libertà, della fraternità e dell'amore tra i popoli e l'eliminazione delle discriminazioni razziali e di ogni altro tipo. "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna" (Gv. 3,16). La Chiesa di Cristo vive "nel mondo", ma non è "del mondo" (cfr. Gv. 17, li e 14-15). La Chiesa, quale Corpo del Logos incarnato di Dio (Giovanni Crisostomo, Omelia prima dell'esilio, 2 PG 52, 429) è la "presenza" vivente, il segno e l'immagine del Regno del Dio Trino nella storia, che annuncia la buona novella di "una nuova creazione" (2 Cor. 5,17), "cieli nuovi e una nuova terra, nei quali abita la giustizia" (2 Pt. 3,13). Un mondo, nel quale Dio "asciugherà ogni lacrima dagli occhi [degli uomini] e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno" (Ap. 21, 4-5). La Chiesa vive e gusta questa attesa, in particolare ogni volta che celebra la Divina Eucarestia, riunendo "insieme" (i Cor. 11,17) i figli dispersi di Dio (Gv. 11,52) in un solo corpo, senza distinzione di razza, di sesso, di età, di stato sociale o altro, là dove "non vi è né Giudeo né Greco, né servo né libero, né più uomo né donna" (Gal. 3,28, cfr. Col. 3,11), in un mondo di riconciliazione, pace e amore. La Chiesa pregusta questa "nuova creazione", del mondo trasfigurato, anche nei volti dei suoi Santi, i quali attraverso la loro ascesi e virtù sono divenuti in questa vita, icone del Regno di Dio, dimostrando e assicurando in questo modo, che l'attesa di un mondo di pace, giustizia e amore, non è utopia, ma "fondamento di ciò che si spera" (Ebr. 11,1), possibile con la grazia di Dio e la lotta spirituale dell'uomo.
15,00

Pensare la pedagogia in prospettiva fenomenologica-esistenziale. Husserl, Heidegger, Jaspers

di Francesca Caputo

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 480

L'idea di questo lavoro di ricerca si incentra sulle possibilità di pensare la pedagogia in base al quadro categoriale sviluppato dalla fenomenologia filosofico-esistenzialistica. Due le finalità principali: da un lato, percorrere una via di autochiarificazione esistenziale, restituendo al singolo la decisione sul senso del mondo (in cui è radicato e di cui è parte), la libertà (individuale) di scelta e il suo poter essere; dall'altro, aprire, con le categorie della cura, del co-mondo, del con-essere e della responsabilità come trascendenza, al contesto generale delle relazioni interpersonali essenziali per lo sviluppo delle qualità umane in un mondo sempre più difficile e globalizzato. Siamo all'interno teorico e pratico di una linea di pensiero (a dire il vero, in parte, già prefigurata dalla tradizione neoumanistica europea mediante quel processo di Selbstbildung che Goethe, Schiller e Wilhelm von Humboldt avevano indicato come fondamento dell'educazione) che può dare compiuta consistenza, soprattutto, alla coscienza storica dell'humanitas nell'intreccio inter-relazionale: Io-mondo/essere-nel-mondo. Tale concezione, oggetto di studio, in parte, già in Hegel e ampliata dalla linea storicistica con i contributi di Dilthey e dei suoi scolari e interpreti e, non da ultimo, nutrita e vivificata grazie ai contributi di Heidegger e Gadamer e dagli approcci ermeneutici in generale, riporta alla luce, come questa ricerca dimostra, il patrimonio della Bildung , oggi minacciato dalla dimenticanza dell'essere (così almeno nell'analisi fenomenologica di Heidegger), ma forse e soprattutto dall'imporsi del monopolio dei saperi nomotetici sull'esperienza normativa e riflessiva (o simbolica), sulla scia di logiche in gran parte di mercato a cui sembrano, almeno in parte, volersi orientare anche le scuole e le università. È il pensiero meditante e riflessivo quel che con questa ricerca, filosoficamente e pedagogicamente, si recupera. Il ritorno alle cose di Husserl, l'originarietà della domanda sull'essere di Heidegger, il senso della scelta e della trascendenza in Jaspers, permettono di uscire - come i presupposti e i risultati di questo lavoro di ricerca dimostrano - dagli steccati e dai recinti schematici già saputi, definitivi e certi, in cui è già tutto valutato e ove regna la presunzione di poter tracciare nettamente la via alle nostre azioni umane. Il ritorno alle cose, all'essere e alla trascendenza apre, infatti, al concetto di mondo della vita, inteso come essere-nel-mondo, e di un Io, inter-relato col co-mondo, su cui è possibile edificare non solo la filosofia, la scienza, la pedagogia, ma anche ogni altro tipo di senso e di progettualità che gli umani vogliono assegnare a se stessi e a un mondo che è sempre già dato, ma continuamente ri-emerge e si ri-costituisce nelle varie interpretazioni a partire dagli orizzonti fenomenologico-esistenziali che gli autori qui studiati evidenziano.
39,00

Big data, webfare e reddito per tutti. Siamo in rete, produciamo valore, vogliamo reddito

di Giuseppe Allegri

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 128

Siamo in rete, produciamo valore, vogliamo reddito. Oggi il Capitale esprime il proprio valore e vive all'interno dei neuroni e del silicio e questa evoluzione modifica la relazione tra Labour e Capitale. Individuare una sorta di Manifesto del WebFare, potrebbe significare una nuova presa di parola per rivendicare un reddito di base incondizionato, frutto del nostro essere connessi alla rete.
13,00

La coscienza annientata. Il presente e la mercificazione dell'Io

di Francesco Germinario

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 121

Già Benjamin aveva definito il capitalismo una «religione». L'attuale "religione" del capitalismo - una religione neopagana - si presenta come una colonizzazione culturale che ha condotto alla diluizione del 'politico' nell'economia. Ma forse gli aspetti più sconvolgenti di questo processo consistono, per un verso, nella coniugazione fra l'affermarsi del lavoro neoservile e l'estensione dei consumi e, per l'altro verso, in una vera e propria narcosi della coscienza ormai mercificata. Questa mercificazione sta progressivamente eliminando il principio di speranza tipico della tradizione culturale giudaico-cristiana. E allora è da chiedersi se finora non si era assistito a un gigantesco processo di «accumulazione originaria» che aveva appunto teso a mercificare ciò che caratterizza l'essere umano: la coscienza.
16,00

Simbolo e violenza. Vol. 2: Del fallimento

di Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 250

Il fallimento costituisce il grande rimosso della cultura occidentale. Questa rimozione nella storia ha assunto varie forme: dal peccato originale del cristianesimo o dalla "macchia"("stigma") legata religiosamente alla classe sociale di appartenenza e al censo, per arrivare in tempi più recenti alle antropologie filosofiche, agli esistenzialismi, ai vari debolismi post-moderni, sia etici che teorici, finendo con la riflessione post-comunista ispirata alla sconfitta sistematica e strategica di un'idea o un'utopia. In qualche modo pare non si siano fatti i conti con un fallere molto più pervasivo di quello che si creda, cioè con un deficit o mancanza costitutive che non possono essere trasfigurate semplicisticamente in agente positivo della civilizzazione e della storia. In altri termini l'uomo sarebbe quell'animale che, già da sempre decaduto e deficitario, compenserebbe la propria condizione fallimentare con un'ipertrofia ad un tempo tecnica e simbolica. E il fallimento non rappresenterebbe che il propulsore fondamentale di vittorie e successi, rimanendo quindi inviluppato negli intrighi di un dispositivo etico e culturale secondo il quale ci possono essere effettivamente dei vinti e perdenti, ed esiste qualcosa che possiamo definire "vittoria". Il contesto agonistico della contemporaneità sembra confermare questo sospetto a partire dalla ridondanza lessicale di termini come competizione, performance, risultato, classifica, graduatoria, meritocrazia, successo, etc.. Ma che cosa significa davvero vincere? E andando oltre al significato della parola "vittoria", il significato in sé, in quanto costruzione di un senso, implica davvero anch'esso, quasi circolarmente, una vittoria, originaria o teleologica che essa sia? Oppure il fallere è proprio un "modo", qualcosa di molto più realistico e immanente alla nostra esistenza, al di là delle suggestioni heideggeriane e post-heideggeriane? La posta in gioco è molto alta: l'attuale condizione dell'umanità, sia per la crisi eco-climatologica che stiamo vivendo, sia per l'eccesso demografico (e potremmo dire per un eccedere che pare costituire l'altro risvolto di ogni ideologia della vittoria, nonché una vera e propria matrice genetica dell'homo sapiens) ci pongono innanzi a quello che solo in apparenza si configura come un paradosso, cioè all'eventualità di giocare un gioco che non si può affatto vincere ma soltanto perdere.
25,00

La mente umana e la mente artificiale

di Ernesto Di Mauro

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 176

Diciamo le cose come stanno: l'Anima è l'uomo, come ha dimostrato Platone. Possiamo oggi accettare ancora questa logica, sostituendo la parola Anima con la parola Mente? Naturalmente cercando di capire cosa questa ultima parola significhi alla luce delle scoperte della neurobiologia, della genetica molecolare e dell'Intelligenza Artificiale. L'IA sta ricostruendo l'Intelligenza umana. Il suo risultato più importante è che l'IA sta svelando a noi stessi i meccanismi della nostra Mente. Quando funziona bene, la Mente è una e indivisa monade. Cerco di illustrare l'idea che la Mente sia la sinestesia di tre processi: Intelligenza, Memoria, Coscienza. Cerchiamo di capirle meglio una per volta separatamente tentando di dare loro un significato preciso facendo corrispondere loro dei fatti. Proviamo a capire fino a che punto esista una corrispondenza di queste parole con la realtà di ciò che è dentro la nostra testa. Intelligenza, Memoria e Coscienza indicano ognuna una rete di funzioni in intima interazione. Il senso di questo discorso è la ricerca dell'armonia unitaria della Mente e l'apprezzamento della sua unicità in tempi di IA. E viceversa cosa manca alla IA per diventare mente?
18,00

La tentazione transumanista

di Franck Damour

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 144

Il termine transumanismo è abbastanza recente. Descrive un certo orientamento nell'ambito del pensiero politico e tecnologico, e allude ad un rapporto non necessariamente conflittuale tra l'uomo e la tecnica. La cosiddetta "realtà aumentata" (augmented) costituisce l'esempio più classico di come la tecnica possa servire all'uomo per potenziare le sue facoltà. Ma anche la medicalizzazione sistematica della nostra società, la rincorsa all'integrazione alimentare, la "non" ineluttabilità della morte, la robotica, l'intelligenza artificiale, i computer quantistici etc. Tutte le recenti acquisizioni tecnologiche, non ultima le applicazioni della genomica, non ci sottraggono tuttavia il sospetto che quella del transumanismo sia per ceri aspetti un'illusione. L'"uomo transumanistico" non rappresenta soltanto un momento della storia contemporanea, ma il tratto distintivo della nostra specie. Al di là degli ottimismi o degli allarmismi (la tecnica ci distruggerà), Franck Damour ci offre uno strumento ideale per orizzontarci in un mondo tanto famigliare (Google ad esempio), quanto nella sua essenza estraneo e sicuramente non finalizzato al miglioramento assoluto dell'umanità.
19,00

Note sul Capitale

di Moishe Postone

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 48

Le rotture ed i cambiamenti strutturali del recente passato, mostrano come la sola maniera adeguata di andare oltre il marxismo tradizionale, sia quella di formulare una migliore teoria critica del capitalismo; e mostrano anche come le teorie della democrazia, dell'identità, o le filosofie del non-identico che non tengono in alcun conto la dinamica della globalizzazione capitalista, abbiano cessato di essere adeguate. Senza un'analisi del capitalismo, in grado di affrontare una crisi strutturale che incide sulla vita della più parte degli abitanti del pianeta, seppure con delle differenze, senza tale analisi la sinistra avrà completamente abbandonato alla destra il campo politico.
3,90

Una sera nel deserto del monte Athos. Dialoghi con un eremita sulla preghiera del cuore

di Hierotheos Vlachos

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 233

«Nelle pagine seguenti presenterò una conversazione con un Anziano aghiorita. Non era mia intenzione farne una trascrizione. Ma un giorno, mentre mi apprestavo a leggere un'opera di san Massimo il Confessore, ho sentito una voce interiore che mi esortava a mettere per iscritto il colloquio avuto con il sapiente monaco - sapiente secondo Dio - della santa Montagna. E ho obbedito a quella voce, anteriormente, lo confesso, mai accarezzata. Ho iniziato a scrivere, così come il dialogo mi tornava alla mente. Ecco perché tutto ciò che segue è un lavoro di poche ore: ne chiedo scusa ai lettori...». Così inizia il libro. Che ci prende per mano e ci fa penetrare «nella nube della preghiera di Gesù» - il Sinai e il Tabor -, dove incontreremo Dio (la preghiera è il monte dell'incontro...). L'eremita dell'Athos, con la sapienza che ha succhiata dai Padri, verificata nella carne e nel sangue della propria esperienza, ci rivelerà - grazie al vivo ricordo dell'allora archimandrita e ora metropolita Hierotheos - le molteplici facce della preghiera "del cuore" o "intellettiva" o "di Gesù" o "monologica": «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me!». Ce ne svelerà il valore. Gli stadi. I modi. La lotta del diavolo per impedirla (e le contromosse dell'orante). Il sopraggiungere della grazia e il suo nascondersi, quando la si recita. I frutti saporosi e dolcissimi. Gli errori che si commettono nel praticarla e come affrontarli. La sua necessità per tutti: clero e laici. Il suo dilatarsi, sino a farsi intercessione per gli altri... Un vero trattato sulla preghiera, questo libro, nella forma particolare e semplice di una conversazione, di un dialogo. Una vera chiave di accesso ai tesori della Filocalia, questo libro (a quell'antologia patristica che ha, nella "preghiera del cuore", una delle perle più preziose). Un libro che ha conosciuto traduzioni in svariate lingue e, in Grecia, più di venti edizioni... «L'asceta santo ti parla dalla montagna della contemplazione e dal mare dell'eternità. Al di là dell'ordinario e dell'umano. Al di là di ciò che tu sei». Per farti diventare, un poco, ciò che lui è. Ti parla, perché ha esperienza di Dio. E vuole - attraverso la preghiera - battezzare anche te nella luce divina.
19,00

I tre libri di Florencia

di Carlo Allegri

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 476

"Il leitmotiv del libro è l'esame dei meccanismi d'ispirazione, maturazione e stesura di un romanzo. Un itinerario nella testa (laboratorio) di un possibile scrittore. Viene in luce la differenza tra l'utilizzo in modo strumentale e ricombinante delle esperienze vissute (fattuali e psicologiche) e un racconto autobiografico. Questo è un romanzo sull'atto di scrivere un romanzo. I tre libri sono indipendenti, ma andrebbero letti tutti e nell'ordine. Sono fin d'ora enormemente grato a chi vorrà perdere parte del suo buon tempo in un cimento del genere, senza sapere prima se ne varrà la pena. Però, nei commenti, si prega di astenersi da termini come bello, piacevole, grazioso. Può darsi benissimo che questo libro sia un fallimento, come un saltatore che ponga l'asticella al di sopra delle sue forze e la faccia rovinare a terra. Ma non c'è mai stato nulla, di ciò che ho scritto, cui si attagliasse l'aggettivo piacevole. Questo genere di attributi indicano che, non avendo capito ciò che si è letto, non si è in grado di giudicare."
35,00

La sventura e la grazia. Come credere in un Dio assente. Saggio su Simone Weil

di Gustavo Micheletti

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 302

Nessun filosofo può sottrarsi al rischio di rimanere preda dei paradossi che arriva a vedere e pensare, al rischio di esplodere in volo un attimo dopo averli sfiorati con le proprie ali. Come Kierkegaard testimonia e come Jean Luc Marion sottolinea "un pensatore senza paradosso è come l'amante senza passione, pura mediocrità". Il pensiero di Simone Weil non può che sottrarsi a qualsiasi sospetto in tal senso: la sua idea di Dio propone paradossi incalzanti cui la sua stessa vita rimase a lungo sospesa e il fatto stesso che per lei Dio possa manifestarsi solo tramite la sua assenza risulta fondamentale per poter comprendere il suo rapporto con la fede cristiana. L'esperienza della sventura ha proprio la prerogativa di rendere "Dio assente per un certo tempo", un tempo in cui, "bisogna che l'anima continui ad amare a vuoto, o almeno a voler amare, seppure con una parte infinitesimale di se stessa. Allora un giorno Dio le si mostrerà e svelerà la bellezza del mondo, come accade a Giobbe". La sventura è per la Weil un dispositivo semplice: raduna tutto il male e lo raccoglie in un unico punto per trasfigurare il dolore di cui l'essere umano è capace in una dimensione impersonale.
29,00

L'estraneo e il familiare. Spaesamenti e luoghi del cuore nella poesia del Novecento

di Bonifazio Mattei

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 148

Le voci e le esperienze della poesia del Novecento che trovano spazio in questo studio sembrano corrispondersi e confrontarsi a distanza, non solo su temi ed immagini, che, nell'appartenere loro singolarmente, non possono non essere anche il riflesso di un patrimonio collettivo di storia e di cultura; ma anche tratteggiando i termini di un'unica e composita 'ragione poetica', che rende complementari le loro storie, le compone in un unico mosaico di pensiero e poesia. E' il fine del presente lavoro esplicitare l'affinità di queste esperienze, il fondo del loro sentimento del mondo, i termini di una ragione poetica che le accomuna. E che vuole qui costituire un'analisi, di un processo di pensiero che va 'appropriandosi' del mondo, che, muovendo dalla percezione della realtà estranea, scopre la ragioni etiche e affettive che la rendono familiare, la legano a una storia e a un destino. Le pagine di questo studio vogliono evidenziare, in alcuni grandi poeti del Novecento, da Pascoli a Sbarbaro e Montale, da Ungaretti a Caproni, una capacità di farsi mondo e sguardo, di poter identificarsi nell'estraneo per poter accedere a sé, di guardarsi dal di fuori per vedersi e conoscersi.
18,00

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