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BOLLATI BORINGHIERI

Il tuo cervello è una macchina del tempo. Neuroscienze e fisica del tempo

di Dean Buonomano

Libro: Copertina rigida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 332

Poche questioni sono così profonde e sconcertanti come quelle che riguardano il tempo. I filosofi, da sempre, meditano sulla natura del tempo e si domandano se consista in un singolo istante o in una dimensione vera e propria. I fisici si interrogano sulle ragioni per cui il tempo pare scorrere in una sola direzione, sulla possibilità di viaggiare nel tempo e persino, tout-court, sulla sua effettiva esistenza. I neuroscienziati e gli psicologi, a loro volta, tentano di capire che cosa significhi «percepire» il passaggio del tempo, in che modo il cervello lo misuri e come mai gli esseri umani possiedano la peculiare capacità di proiettarsi mentalmente nel futuro. Secondo Dean Buonomano, ricercatore che ha posto al centro dei suoi studi il rapporto tra natura del tempo e neurobiologia, il cervello umano è un sistema complesso che non solo è in grado di percepire il tempo ma addirittura lo crea; costruisce il nostro senso del flusso cronologico e consente simulazioni mentali di eventi futuri e passati. Queste funzioni sono essenziali non solo per la nostra vita quotidiana, ma per l'evoluzione stessa della specie: senza la capacità di «predire» il futuro, l'umanità non avrebbe mai fabbricato utensili o inventato l'agricoltura. Combinando elementi di biologia evoluzionistica, fisica e filosofia, "Il tuo cervello è una macchina del tempo" illumina concetti come il tempo soggettivo, lo spaziotempo e la relatività, fino a domandare infine: il passato, il presente e il futuro sono tutti ugualmente reali? La nostra percezione dello scorrere del tempo è un'illusione? Esiste il libero arbitrio, o il futuro è predeterminato?
24,00

Il trio dell'arciduca

di Hans Tuzzi

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 156

Giugno 1914: un mercante levantino viene trovato cadavere nelle acque del porto di Trieste. Oltre che un mercante, però, il morto è l'informatore di un giovane agente segreto imperialregio, Neron Vukcic, che sospetta subito un omicidio. Comincia così un'indagine che si trasforma ben presto in un percorso a ritroso, basato su indizi e deduzioni: dall'ultima tappa toccata dal mercante prima di morire annegato, Sarajevo, Vukcic arriva sino a Istanbul, la capitale del vecchio impero ottomano, a quel tempo ancora Costantinopoli. La missione del nostro giovane agente segreto prosegue, piena di insidie, in un continuo incrociarsi di spie dei tre diversi imperi destinati a scomparire di lì a poco - l'austriaco, il turco, il russo -, di membri di società segrete nazionaliste, di danzatrici di successo internazionale. Attentati e agguati, mosse e contromosse animano e complicano una trama che riconduce inesorabilmente, in quel caldo giugno 1914 a Sarajevo, dove i servizi segreti delle Grandi Potenze hanno innescato un gioco più grande di loro.
12,50

I segreti delle nuvole

di Matteo Cellini

Libro: Copertina rigida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 143

"I segreti delle nuvole" racconta la storia di Tommaso e della famiglia Sili. Tra le nuvole e la piccola cittadina di Urbania, tra il cielo e le verdi colline delle Marche. Racconta la vita dolce e spericolata di questo bambino prima di nascere, a diecimila metri dal suolo, e quella che l'aspetta, in una famiglia felice come tante, infelice come tante. Racconta l'attesa, insieme a migliaia di altri bambini, e poi la discesa sulla terra. Questo libro è una fiaba che fa ridere e commuove. Ha la fantasia e l'universalità del Piccolo Principe e un linguaggio che sa toccare il cuore. Ha la magia delle immagini di Valerio Berruti. Insieme, parole e immagini, raccontano i piccoli abitanti delle nuvole - i loro segreti - che rincorrono senza tregua desideri irraggiungibili, che si esaltano e disperano e disperandosi rovesciano sulla terra pioggia e grandine. E quando ridono è perché laggiù, quaggiù, due persone si sono innamorate.
14,00

Psicoterapia di Dio

di Boris Cyrulnik

Libro: Libro in brossura

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 205

Sulla Terra, ogni giorno, miliardi di esseri umani si rivolgono a Dio in cerca di aiuto. Che sia il Dio dei cristiani, quello degli ebrei o quello dei musulmani, che sia una presenza benevola percepita nella natura o che sia un equilibrio cosmico di ascendenza orientale, resta il fatto che moltissime persone - la maggioranza - si rivolgono a Dio offrendo il proprio tempo e le proprie risorse «per provare la gioia di donare gioia». La spiritualità ha un ruolo importante e positivo per i credenti del mondo. Esiste una spiegazione a questo stato di grazia? In questo libro, Boris Cyrulnik, il più noto neuropsichiatra francese, si pone questa domanda cruciale in cerca di una risposta originale. Il tema è immenso e non scevro da valenze politiche in un momento storico come il nostro, nel quale masse di persone compiono crimini efferati proprio in nome di un cieco credo religioso. Ma resta il dato positivo: l'ambiente pacifico, calmo e fiocamente illuminato delle cattedrali gotiche, il cantillare salmodiante delle liturgie ebraiche, la voce rassicurante del muezzin che chiama i fedeli in preghiera sono tutti esempi del lato consolatorio della religione, in cui così tanti esseri umani cercano riparo. Con gli strumenti delle neuroscienze e con i concetti chiave di attaccamento e di resilienza, Cyrulnik ci mostra come la religione sia effettivamente in grado di avere effetti psicoterapeutici, spesso visibili. L'approccio scientifico e psicologico dell'autore porta a comprendere come il cervello del bambino instauri con Dio un rapporto affettivo paragonabile a quello che si instaura coi genitori. Il mondo della mente in via di sviluppo si struttura e nel cervello si scolpisce un sé neurologicamente e psicologicamente legato all'ambiente di crescita, che spesso aiuta, e molto, a combattere le inevitabili avversità della vita. Dio e psicoterapia sembrerebbero dunque alleati, almeno fintanto che Dio viene percepito come un padre buono e accogliente. I problemi iniziano, a livello psicologico e neurologico, quando l'ambiente della crescita presenta ai bambini un Dio vendicativo e intransigente. Proprio come avviene coi padri violenti.
22,00

Arti del metallo e alchimia

di Mircea Eliade

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 189

Diviso in due parti, una sorta di dittico, "Arti del metallo e alchimia" rappresenta la summa del pensiero e degli studi di Mircea Eliade sulla mitologia alchemica. Nella prima parte miti, riti e simboli peculiari alle attività del minatore, del metallurgo e del fabbro sono considerati secondo la prospettiva di uno storico delle religioni, tentando di comprendere l'atteggiamento dell'uomo delle civiltà arcaiche di fronte alla materia e di seguirlo nelle avventure spirituali in cui si è trovato quando scoprì di poter intervenire sulla natura e sul «modo d'essere» delle sostanze. Nella seconda parte Eliade affronta invece l'ideologia e le tecniche alchemiche. E qui che troviamo il nucleo di quella che solo più tardi sarebbe diventata una vera e propria scienza empirica - la chimica - quando perse la sua aura mitica, mistica e sacra per diventare un'«esperienza profana».
18,00

Cose. Per una filosofia del reale

di Felice Cimatti

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 200

C'è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L'umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se «parlano» lo fanno solo perché noi ci abbiamo infilato dei dispositivi per «comunicare», fra loro e con noi. Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro. Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.
19,00

Il pensiero greco da Anassimandro agli stoici

di Carlo Diano

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 202

La grecità che ci viene incontro in questo saggio capitale di Carlo Diano non ha nulla di acquietato, ma «accade» ancora sotto i nostri occhi con la sua trama potente, da scena tragica classica. Forse perché il pensiero antico, nell'interpretazione del filologo e fenomenologo Diano, vive di connessioni con l'altro da sé: «La storia della filosofia non può più essere fatta come la storia della pura e nuda filosofia. Chi dal V secolo d'Atene tolga, a mo' d'esempio, un Eschilo, un Pericle, un Euripide, un Fidia, fa come chi da un libro tolga tutti i termini concreti per lasciarvi solo gli astratti». Ed è proprio quello che Massimo Cacciari nell'Introduzione definisce un «guardar oltre l'astrattezza dei termini e i sedentari specialismi» a mettere a fuoco magistralmente il confronto tra Eraclito e Parmenide, e a comprendere l'intera civiltà greca attraverso le categorie di forma ed evento.
16,00

La morte si fa social. Immortalità, memoria e lutto nell'epoca della cultura digitale

di Davide Sisto

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 149

La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all'improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online. Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Minor, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d'animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con ì nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell'aldilà. E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l'esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale. Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall'avanzamento tecnologico. La morte si fa social è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l'era digitale. L'uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un'opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.
16,50

Le parole nell'aria

di Bernie McGill

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 525

È l'estate del 1898 nella piccola isola irlandese di Rathlin, non lontana dalla costa settentrionale dell'Irlanda. La giovane Nuala Byrne, abbandonata dalla famiglia partita a cercare fortuna nel Nuovo Mondo, non vede altra possibilità per garantirsi la sopravvivenza se non sposare l'anziano sarto del paese. Un matrimonio scialbo, senza amore, con tanto duro lavoro in un'Irlanda rurale povera e gelida. Ma il vento del cambiamento soffia anche nella remota Rathlin: sull'isola sbarca uno scienziato italiano, Gabriele Donati, collaboratore di Guglielmo Marconi, cui sono affidati i primi esperimenti del telegrafo senza fili e della trasmissione di onde radio. E quando Nuala, mandata a servizio dal nuovo arrivato verrà invece da lui arruolata come apprendista, il mondo della scienza le aprirà nuovi, inimmaginabili orizzonti. Bernie McGill è bravissima a unire due mondi: l'arretratezza dell'isola e la modernità portata dagli uomini di Marconi. Se Nuala è una creatura imbevuta della tradizione locale e anche un po' magica - sa guarire con le erbe, sa captare le voci dei morti, sa vedere il futuro - la tecnologia avanzata di Gabriele in fondo fa la stessa cosa: capta voci, vince lo spazio e il tempo, rende possibile quello che sembrava inimmaginabile. Una comunione di anime, la loro, molto suggestiva che dà grande fascino a questo libro, rendendolo curiosamente scientifico e «magico» allo stesso tempo.
17,50

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico

di Catherine Nixey

Libro: Copertina rigida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 348

"Nel nome della croce" parla dell'affermazione del cristianesimo nel IV secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da quella prospettiva, non c'è niente di eroico da celebrare e non mancano i documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno molti fra loro, fossero molto più intolleranti e - più spesso di quanto ci si aspetterebbe - violenti. L'autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità, portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne religione di Stato nell'impero, le leggi finirono l'opera di rimozione della cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e condannando all'oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo. Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi, roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del «trionfo», ma per chi desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell'odierno Medio Oriente. La storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro che scuote le coscienze e rovescia le prospettive mentre racconta un trionfo di crudeltà, violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.
24,00

Tramonto nei Balcani

di Gordana Kuic

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 570

"Tramonto nei Balcani" ripercorre l'esistenza di una donna belgradese a cominciare dalla sua professione - organizzatrice di seminari per insegnanti di lingua inglese - alle frequentazioni con gli esponenti della cultura del periodo. In particolare, Gordana Kuic ci racconta la grande storia d'amore della protagonista per il direttore d'orchestra Ivan Domazet, un uomo egocentrico diviso tra il ménage noioso e conflittuale con la moglie Slavka e l'amante «ufficiale», Vera. La storia dei due protagonisti pian piano si intreccia con la storia del loro paese, la Jugoslavia. Ivan sospetta e intravede l'ineluttabile «tramonto» del mondo a cui apparteneva. Vera si illude ancora che la catarsi finale passerà senza mietere vittime e sangue. Lentamente invece cominciano a sentirsi i primi dissidi, gli incontri al vertice jugoslavo creano disaccordi tra le parti provocando conflitti e divisioni, e gli animi si infiammano. La grande festa che si tiene a Sarajevo per la prima del balletto composto da Domazet sul testo del romanzo d'esordio della scrittrice, Il profumo della pioggia nei Balcani si trasforma in una feroce resa dei conti, un grande scontro nella Sarajevo del 1991, alla vigilia della guerra. Anche il lussuoso ristorante dove si festeggia l'avvenimento finisce per assomigliare più a una bettola rissosa. Di lì a poco un intero paese andrà in frantumi e sarà cancellato dalla carta geografica insieme ai suoi protagonisti.
19,00

Filosofia del Don Giovanni. Alle origini di un mito moderno

di Umberto Curi

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2018

pagine: 216

Don Giovanni percorre la modernità con la tracotanza dell'eroe eponimo dell'erotismo seriale e insaziabile. L'appellativo comune ricalcato su di lui qualifica l'amatore compulsivo, il donnaiolo senza requie, l'agonista del corteggiamento che aggiorna di continuo il proprio medagliere. Ma un simile stereotipo di sfrenatezza sessuale è in gran parte dovuto all'equìvoco in cui sono rimaste intrappolate le tradizioni interpretative che a lungo si sono cimentate con la figura di Don Giovanni. Finissimo indagatore della vitalità dei miti antichi, Umberto Curi qui riequilibra nettamente il profilo di quello che giudica il mito più emblematico degli ultimi secoli, restituendogli la pregnanza teologica e filosofica rimasta occultata per l'eccesso di enfasi sulle prodezze carnali. Solo se lo si libera dalle strettoie del paradigma seduzione/dannazione, si riesce infatti a decifrare l'enigma delle tre versioni principali - le pièces secentesche di Tirso de Molina e di Molière e il «dramma giocoso» di Mozart-Da Ponte - che mettono in scena Don Giovanni: l'asimmetria tra la colpa che gli si imputa e la pena atroce a cui viene condannato. Sia che perverta l'amore in inganno, e schernisca così il caposaldo della religione cristiana (Tirso), sia che concepisca la conquista femminile come continuazione della guerra con altri mezzi (Molière), sia che recuperi attraverso la musica la cupa grandezza di cui lo priva un libretto poco sulfureo (Mozart-Da Ponte), Don Giovanni non può sottrarsi all'invarianza di una fine che lo precipita tra le fiamme dell'Inferno proprio in quanto dissoluto, ossia sciolto da ogni vincolo con la trascendenza divina, prima che con i costumi degli uomini. Lo «spirito forte» che ha osato oltraggiare la sacralità della morte nella sfida al Commendatore non avrà scampo. Ecco la colpa irredimibile, che secondo Curi affiata il mito di Don Giovanni alla modernità più di qualsiasi riduzione «erotica».
15,00

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