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BOLLATI BORINGHIERI

Così finisce la democrazia. Paradossi, presente e futuro di un'istituzione imperfetta

di David Runciman

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 210

Ovunque, tra i paesi democratici, sotto i colpi di crisi finanziarie ricorrenti, migrazioni incontrollate e crescita stagnante, si sta insinuando un dubbio sempre più persistente. E se il nostro sistema democratico, che ci ha portato progresso e stabilità, non fosse più la forma di governo migliore per affrontare i cambiamenti e le sfide del XXI secolo? È, oggi più che mai, una domanda fondamentale. Tanto più, visto che ad ogni voto si erode la partecipazione degli elettori e montano pulsioni centrifughe e populiste, in Europa e negli Stati Uniti. David Runciman non pensa che la democrazia sia finita. Piuttosto, sostiene che stia soffrendo - questo sì - di una «crisi di mezza età». Sì, la democrazia è spesso disordinata, lenta e inefficace. Sì, gli elettori a volte scelgono governanti impresentabili o oltremisura. Sì, la democrazia in questo momento storico sembra particolarmente stanca e non gode di buona salute. Eppure, nonostante tutto, c'è ancora qualcosa di speciale in questo sistema imperfetto. Uno dei suoi grandi meriti è la capacità di autointerrogarsi sui propri limiti e di correggersi in corsa, come nessun'altra forma di governo. La democrazia come la conosciamo non cadrà, ci dice Runciman, per un colpo di Stato, né a causa della rivoluzione digitale, o in seguito a una catastrofe climatica o nucleare; paradossalmente sembra che l'aspirazione delle comunità umane sia sempre progressiva e che con il tempo vada sempre, inevitabilmente, ad assestarsi verso un sistema che oggi è dato per scontato. L'ondata populista, il trumpismo, le tentazioni illiberali, la reductio ad absurdum della politica, le risse su Twitter non saranno la fine della democrazia.
23,00

La poesia del vivente. Leopardi con noi

di Antonio Prete

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 192

Leopardi ci è familiare, molto più di altri classici del canone letterario. Tuttavia - come a volte accade con gli affetti profondi - non sapremmo dire tutte le ragioni di questa consonanza. Le letture adolescenti, mediate dalla scuola, lasciano in quelle adulte dei sedimenti che alimentano suggestioni, ma creano anche velature: è il caso del pessimismo, il cui manto «doloristico» mette in ombra ambivalenze irriducibili a formule compendiose. Forse perché nessuna categoria critica, per quanto temperata dall'acume di generazioni di esegeti, sfugge a un certo sentore di convenzione se si espone alla parola leopardiana. Antonio Prete l'ha interpellata lungo un'intera esistenza di studioso e di poeta, ed è la sua ininterrotta prossimità ad aiutare la nostra ad articolarsi, a trovare espressione. Sfiorando i testi con rara grazia, Prete ci conduce là dove poesia e pensiero diventano una sola cognizione del mondo, siano i Canti, le Operette morali, lo sconfinato Zibaldone, gli interni d'anima dell'Epistolario. In prosa o in versi, un'identica lingua del sentire, del desiderare e del patire dà voce alla finitudine umana, rinuncia a ogni protezione trascendente e sfida la «spiritualizzazione delle cose» che scorpora la vita da se stessa. Continuano ad aggirarsi tra noi, ancora più temibili di allora, i fantasmi della modernità, che Leopardi teneva a bada con un pensiero poetante capace di prestare ascolto alla «singolarità senziente, rammemorante e fantasticante». Un antropologo del concreto, cantore del vivente, terrestre e cosmologico insieme, ci viene qui incontro, preso per mano da un grande interprete.
17,00

L'eredità di Leonardo. Il genio che reinventò il mondo

di Stefan Klein

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 288

Se c'è un personaggio storico che merita di essere definito "genio universale", nessun dubbio che esso sia Leonardo da Vinci, semplicemente un gigante. Progettò i primi automi funzionanti; immaginò i computer digitali; costruì la prima valvola cardiaca; affrontò i primi studi accurati di anatomia; inventò le prime macchine volanti; rivoluzionò, lui, vegetariano e pacifista, l'ingegneria militare... l'elenco dei campi di applicazione del suo ingegno è vertiginoso. Noi celebriamo giustamente Leonardo come il pittore che ha rivoluzionato l'arte del Rinascimento, l'autore del Cenacolo e della Gioconda, probabilmente il quadro più famoso del mondo. Ma in realtà i suoi contemporanei lodavano e corteggiavano in lui più l'ingegnere, l'architetto, l'inventore di marchingegni terribili e portentosi, colui che impersonava una nuova era grazie alle sue scoperte meravigliose. Perché Leonardo è stato a tutti gli effetti il primo visionario della storia, ha inventato un nuovo modo di pensare, e, grazie alla sua prodigiosa capacità di osservazione della natura e alle sue folgoranti intuizioni, ha rivoluzionato ogni campo della conoscenza a cui si è applicato.
18,00

Il «mito di Hitler». Immagine e realtà nel Terzo Reich

di Ian Kershaw

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 332

Pochi leader politici del secolo scorso hanno goduto di un favore popolare maggiore di Adolf Hitler negli anni successivi alla sua presa del potere nel 1933. Ma non bastano la sua personalità, le sue fissazioni ideologiche e il suo magnetismo a spiegare un consenso quasi plebiscitario, al limite dell'adorazione. lan Kershaw, tra i massimi esperti mondiali di storia del Terzo Reich, sposta quindi la sua attenzione da Hitler alla costruzione della sua immagine e alla ricezione di tale immagine da parte della popolazione tedesca. Maestri delle nuove tecniche di propaganda, i nazisti le usarono facendo leva sulle opinioni, sui pregiudizi e sulle paure esistenti, terreno fertile su cui il culto del Rihrer poté attecchire. Il «mito di Hitler» ricostruisce analiticamente la creazione dell'immagine del Fùhrer; la formazione del mito, dal 1920 al 1940, il culmine della popolarità, 1940-41, fino alla sconfitta e al disastro finale.
24,00

Il cuore. Una storia

di Jauhar Sandeep

Libro: Copertina rigida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 261

Il cuore è al centro di ogni aspetto della nostra esistenza. Per secoli è sembrato che la comprensione del suo funzionamento dovesse sfuggirci: un muscolo d'eccezione misteriosamente animato, motore primo della vita, ma anche centro delle nostre emozioni e ritenuto, seppur contro ogni evidenza, la sede dell'anima; ricetto sentimentale per le nostre paure, l'odio incondizionato, la passione e il desiderio amoroso. Sandeep Jauhar, cardiologo di origine indiana, sgombrando il campo dalle connotazioni metaforiche con cui l'essere umano ha sempre rivestito quest'organo, intreccia abilmente cronache di scoperta, positivismo e dolore con i commoventi racconti sulla storia dei disturbi cardiaci nella sua famiglia e sui pazienti che ha avuto in cura per molti anni; fa risalire alla morte improvvisa del nonno in India la sua passione-ossessione per il muscolo cardiaco, fino a scoprirsi egli stesso affetto da un insidioso male al cuore. Ricco di storia informativa sulla nascita della moderna cardiologia, leggendo "Il cuore" scopriremo come e da chi è stato effettuato il primo intervento chirurgico a cuore aperto, ci stupiremo della genialità di William Harvey che ha indagato e svelato la natura della circolazione sanguigna, incontreremo C. Walton Lillehei che con la macchina cuore-polmoni ha dato speranza di vita a milioni di pazienti, seguiremo Werner Forssmann che per primo sperimentò su se stesso la procedura per raggiungere il cuore con un catetere - aprendo così la strada a una chirurgia cardiaca meno invasiva -, vedremo nel suo laboratorio George Mines, gentiluomo inglese, che scoprì i meccanismi elettrici del muscolo cardiaco; e assisteremo all'invenzione, quasi per caso, del pacemaker impiantabile, fino alle ultime frontiere dei trapianti con cuori artificiali. Jauhar unisce le competenze acquisite nel lungo e difficile apprendistato alla professione medica con lo spirito che ha animato altri grandi medici-scrittori - Oliver Sacks su tutti, ma anche più recentemente Atul Gawande, Siddhartha Mukherjee e Henry Marsh -, ovvero una profonda conoscenza dell'animo umano, messo a dura prova dalla malattia, e di saperlo raccontare con intima gentilezza e una partecipazione sempre rispettosa. Affronta i limiti della tecnica medica, confida che i progressi futuri dipenderanno sempre più dai nostri stili di vita e sempre meno dai dispositivi che saremo in grado di inventare, e insegna a convivere con le fragilità del nostro corpo.
28,00

Brevi lezioni sul linguaggio

di Federico Faloppa

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 221

Secondo alcune fonti, nel mondo ci sarebbero oltre settemila lingue vive. In Europa le lingue parlate sarebbero quasi trecento, delle quali una trentina solo in Italia. Effettivamente, trenta lingue per l'Italia sembrano davvero tante, e molti infatti le «declasserebbero» quasi tutte a semplici dialetti. La distinzione tra lingua e dialetto è però tutt'altro che scontata, e resta comunque il fatto che la nostra penisola, come il resto del mondo, possiede una varietà linguistica sbalorditiva. Dunque, cos'è una lingua? Da dove viene questa abbondanza? In che cosa, linguisticamente, noi esseri umani siamo così diversi? E in che cosa, soprattutto, siamo simili? Queste sono solo alcune delle domande da cui prende spunto Federico Faloppa in questo libro, un vademecum per addentrarsi nei meandri della comunicazione verbale e dei suoi segreti. Questo libro ha il pregio di introdurre il tema del linguaggio da molteplici punti di vista, per dare a chi lo legge un quadro completo della linguistica contemporanea e della sua irriducibile multidisciplinarietà. Chi oggi studia i fenomeni linguistici, infatti, non può prescindere dagli studi culturali, dalla semantica e dalla storia, ma neppure dall'anatomia, dall'evoluzionismo e dalle scienze cognitive. Questa ricchezza si specchia negli interrogativi che percorrono il libro: nasciamo già predisposti al linguaggio o lo apprendiamo per via culturale? Che relazione c'è tra un suono e il suo significato? Quale meccanismo usiamo per produrre suoni e che cosa succede quando il meccanismo si inceppa? Quanto si aiutano gli esseri umani comunicando a gesti, intonazioni, occhiate? Quante lingue sono in via di estinzione? Stiamo davvero riducendo la «biodiversità» linguistica umana? La lingua descrive il mondo o lo crea? Sono tutti temi che incuriosiscono molto, perché parlano di qualcosa che ci tocca nel profondo. La lingua è una componente fondamentale della nostra vita, l'uso che ne facciamo parla della nostra personalità e del nostro modo di relazionarci agli altri, e sono poche le cose tanto intime per un essere umano come la propria storia e competenza linguistica.
16,00

La ragnatela cosmica. La misteriosa architettura dell'universo

di J. Richard Gott

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 295

Come è fatto l'Universo? Questa domanda, che l'umanità si pone almeno da quando è stata in grado di porsi domande, nasconde molti significati. Questo libro, però, la intende piuttosto alla lettera: "Che forma ha l'Universo"? La nostra galassia, la Via Lattea, ha circa 300 miliardi di stelle. Si fa già fatica a immaginare un numero così, ma Edwin Hubble scoprì anche che la nostra non è che una delle innumerevoli galassie presenti nell'Universo. Di fronte a numeri di questa impensabile enormità la mente vacilla, ma per Richard Gott non è che l'inizio della storia.Le galassie si allontanano tra loro e non risultano distribuite in maniera uniforme; sono raggruppate in ammassi intervallati da immensi spazi vuoti. Fritz Zwicky iniziò a parlare di polpette in un mare di spaghetti (gli americani gli spaghetti li mangiano così) o, fuor di metafora, zone molto dense intervallate da ampi squarci più rarefatti. La Guerra Fredda aveva diviso la comunità dei fisici in due metà che raramente comunicavano tra loro, per cui mentre negli Stati Uniti si pensava al cosmo in questi termini, in Unione Sovietica lo si vedeva invece come una specie di alveare geometrico, con le galassie poste ai margini di ampi spazi vuoti: più una gruviera coi buchi che un piatto di spaghetti con polpette.Ma il modello cosmologico inflazionario, proposto nei primi anni ottanta, che dava conto dell'espansione dell'Universo nei primi 10-35 secondi dopo il Big Bang, non era coerente con nessuna delle due strutture proposte. Fu proprio Richard Gott - l'autore di questo libro - a dimostrarlo. Gott propose un modello alternativo, la "ragnatela cosmica", una specie di gigantesca spugna fatta di ammassi di galassie connesse tra loro da sottili filamenti, e enormi buchi vuoti a loro volta connessi tra loro da tunnel cavi. Anni di eroiche osservazioni cartografiche del cosmo hanno cercato di dare un senso a questi modelli teorici, confrontandoli con il vero cielo stellato sopra di noi, con strumenti sempre più sofisticati. Alla fine aveva ragione Gott: l'Universo è davvero una gigantesca ragnatela e questa struttura ci aiuta anche a capire le sue origini e la sua evoluzione futura.
14,00

Racconto matematico. Memorie impersonali con divagazioni

di Michele Emmer

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 278

Quante volte, a scuola, ci hanno esortati a non divagare? Ci sono poi materie - la matematica innanzitutto - che ancor meno di altre sembrano tollerare delle diversioni. Eppure Michele Emmer, tra i più noti matematici italiani, non esita a uscire dall'abituale tracciato logico-deduttivo che porta alla dimostrazione, per addentrarsi in animate vie laterali, dove i numeri incrociano storie di donne e di uomini, vanno al cinema, a teatro e alle mostre d'arte, si intendono di poesia, filosofia, letteratura e architettura. Insomma, prendono colore. «Sono molto stringati i lavori dei matematici, raccolgono solo i risultati giusti, non parlano dei dubbi, dei cambiamenti, degli errori. Sembrano tavole della legge immutabili, scritte così perché così dev'essere. Quando invece si narra, bisogna saper raccontare, non basta essere intelligenti». In queste pagine intelligenza matematica e narrazione scoprono la loro congenialità, vagando felicemente tra la preistoria e l'oggi, con il gusto di molti incontri inaspettati e il piacere di ritrovare qualche volto conosciuto: rivediamo la Medaglia Fields Cédric Villani, passato di recente dalle derivate parziali agli scranni parlamentari, o il mistico russo Pavel A. Florenskij, che fino all'ultimo si è battuto per non ridurre la matematica a «disciplina morta», ma assistiamo anche allo storico «sermone» di Luca Pacioli su Euclide nella Venezia del 1508, di fronte a un uditorio inimmaginabile ai nostri giorni, e ci appassioniamo alle avventure millenarie di una superficie continua che dalle culture precolombiane arriva alla teoria psicoanalitica di Jacques Lacan, si imprime sulle sculture di Max Bill e ispira le sperimentazioni topologiche di Zaha Hadid. Ed è proprio la geometria impersonale del nastro di Möbius, che scivola via senza inciampi, a dare forma al saggio avvolgente di Emmer, in cui l'intero mondo della vita appare scritto in vibranti caratteri matematici.
22,00

Ascoltate il matrimonio

di John Jay Osborn

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 200

Un matrimonio nasce dall'amore, ma non solo: un matrimonio è fatto di soldi, di case, di impegni da incastrare, eventualmente di figli. Un matrimonio è pieno di milioni di parole che vengono dette e ripetute, e pochissime che vengono ascoltate davvero. John Jay Osborn lo sa bene, e dalla sua esperienza in terapia con la moglie nasce questo romanzo rapido e tagliente come un foglio di carta, e allo stesso tempo ricco di humour e dialoghi vivaci. Tre personaggi, una stanza, una poltrona apparentemente vuota: questo basta perché dalla pagina prenda vita una relazione complessa, densa di emozioni contraddittorie, e il lettore si senta invitato, a sua volta, a fare quello che in molte coppie difficilmente si è in grado di fare: ascoltare. Sandy è una terapeuta fuori dall'ordinario: proprio durante la prima seduta, interviene nella contesa tra Gretchen e Steve, consigliando al marito di cedere alla moglie l'anticipo di duecentomila dollari della vendita della casa che hanno in comune; i due proprio litiganti non sono, altrimenti Steve non acconsentirebbe immediatamente a passare a Gretchen tutti quei soldi, allungandole addirittura l'assegno, e girandoglielo. Un inizio del genere lascia ben sperare in una riconciliazione tra i due, ma la storia procede con Sandy che li convince a parlarsi, finalmente. Alla base di un matrimonio (forse) finito ci sono l'incapacità di parlare e di ascoltare, e il lettore può capirlo, se ha sperimentato almeno una volta nella vita la stessa rischiosa reticenza e la stessa pericolosa distrazione. Nello studio c'è anche una poltrona verde, tappezzata, incongrua con il resto dell'arredamento moderno e lineare, a cui Sandy indirizza spesso dei commenti «fuori campo». La prima a scoprire a cosa serve è Gretchen, che da quel momento procede velocissima nella terapia, trascinandosi dietro il meno perspicace Steve. C'è il lieto fine, ma quello che più piace è la leggerezza, o meglio, l'assenza di quella pesantezza ai confini con la tragedia che caratterizza le classiche narrazioni di terapia. È il sottile humour di Sandy, che commenta e racconta, a fare la differenza.
17,50

«...e divento sempre più vecchio». Jung, Freud, la psicologia del profondo e l'invecchiamento

di Alberto Spagnoli

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 188

«Della salute non mi posso lamentare e divento sempre più vecchio» scrive l'ottantenne Jung alla fine di una lettera a un suo corrispondente. Ed è questo il punto di partenza di Alberto Spagnoli per la sua riflessione sulla psicologia dell'invecchiamento. Fu proprio Jung, per la prima volta nella storia della psicologia del profondo, ad aprire all'invecchiamento un orizzonte positivo - diversamente dal maestro e sodale di gioventù Freud, la cui visione drammatica e amara ha contribuito ad allontanare la psicoanalisi dall'interesse per la vecchiaia. L'invecchiamento e le vicende della vita possono dare grandi sofferenze, di fronte alle quali non ci resta che l'accettazione; compito della psicologia del profondo è, però, superare la rimozione della prospettiva angosciante della vecchiaia e della morte, interrogarsi, e prendere finalmente coscienza anche di questa fase dell'esistenza, sempre più lunga, in modo da goderne e apprezzarne la potenziale pienezza.
17,00

La nuova violenza illustrata

di Nanni Balestrini

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 289

All'inizio degli anni Settanta Nanni Balestrini fu, tra tanti, il sismografo più sensibile di un'Italia spaventata. La violenza teneva in scacco la penisola, in tutto il mondo si guardava con apprensione a quello che stava succedendo. Gli anni di piombo erano solo la manifestazione di qualcosa di più sottile e più feroce che scorreva dentro le vene del nostro paese. «La violenza illustrata», nel 1976, segnò l'evidenza - anche linguistica - di tutto questo. Il linguaggio, così rapido, disarticolato, dava conto di un sistema minato nelle fondamenta. Quell'edificio che sembrava solido, dopo la ricostruzione postbellica, in realtà aveva buchi che erano come fori di proiettile. I testi febbricitanti di Balestrini raccontavano quei fori. A distanza di oltre quarant'anni, e dopo l'ennesima sbornia di finto benessere, l'Italia e il mondo intero vivono il momento forse più violento dell'ultimo torno di secolo. È parso drammaticamente naturale, a Nanni Balestrini, tornare a osservare quel sismografo impazzito. È così che nasce, per puro istinto civile, questo nuovo progetto: gli attacchi alla Siria, il ghigno di Trump, la violenza sorridente delle foto di gruppo dei G20, la caccia all'uomo per il colore della pelle, fino agli sbarchi non autorizzati. Balestrini saccheggia i giornali, mette insieme pezzi di discorso dei cosiddetti media per far sentire quanta violenza c'è dentro la retorica ufficiale. «La nuova violenza illustrata», che raccoglie in un unico volume quarant'anni di violenza, è il documento più lancinante su quella cosa così contraddittoria che chiamiamo pace. Sulle guerre sotterranee che ne increspano la superficie, e su quelle che le deturpano la faccia.
18,00

Storia dei boschi. Dalle origini a oggi

di Hansjörg Küster

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 276

Il bosco non è solo la quintessenza della natura, ma anche il prodotto della cultura, degli uomini che lo hanno plasmato curandolo e coltivandolo. Il mito del bosco naturale, selvaggio e immutabile è, perlopiù, solo una favola: rappresenta sì un porzione selvatica contrapposta al mondo civilizzato, ma ne è anche parte integrante. Come il paesaggio, anche il bosco è una costruzione umana, che subisce i cambiamenti naturali ma, soprattutto nel continente europeo, deve all'influenza dell'uomo, oltre alla sua esistenza, la sua evoluzione e la sua cura. Ecosistema complesso di animali e piante, il bosco non è un realtà immutabile e, come ci racconta Hansjörg Küster, necessita di continue attenzioni, cure e, paradossalmente, interventi da parte dell'uomo per sopravvivere. Küster dispiega tutta la sua esperienza in una storia culturale che in questi critici tempi di cambiamento climatico è anche un ammonimento: solo un nuovo patto tra uomo e natura permetterà a entrambi di continuare a vivere.
23,00

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