Editore BOLLATI BORINGHIERI - Ultime novità

BOLLATI BORINGHIERI

«In questi tempi di fervore e di gloria». Vita di Gaetano Azzariti, magistrato senza toga, capo del Tribunale della razza, presidente della Corte costituzionale

di Massimiliano Boni

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2022

pagine: 352

Gaetano Azzariti (Napoli 1881 - Roma 1961) fu magistrato del Regno, segretario per la revisione dei codici delle colonie e segretario particolare dei ministri Scialoja e Mortara nell'Italia liberale giolittiana. Potente direttore dell'Ufficio legislativo per tutta l'epoca fascista, consigliere di Corte d'Appello e presidente di sezione della Cassazione, dopo l'emanazione delle leggi razziste del 1938, che contribuì a redigere, divenne anche presidente del Tribunale della razza. Alla caduta del fascismo, fu brevemente ministro di Grazia e Giustizia durante il governo Badoglio. Dopo la guerra, sottoposto a procedimento di epurazione, riuscì a sottrarsi alla richiesta di messa a riposo e anzi venne cooptato da Palmiro Togliatti nel Ministero di Grazia e Giustizia, dove contribuì a scrivere l'amnistia per i reati fascisti del 1946. Dal 1957 fu giudice della Corte costituzionale repubblicana, diventandone presidente l'anno dopo e fi no alla morte. In tale veste redasse la storica sentenza n. 1 della Corte, e fu protagonista di aspri scontri con i primi governi repubblicani. Gaetano Azzariti è stato dunque un uomo in grado di attraversare la storia del nostro paese sempre in posizioni di primo piano e di passare indenne attraverso tutti i cambiamenti più traumatici, dal regime liberale alla dittatura fascista, e da questa alla democrazia. Onorato da una via a lui dedicata a Napoli e da un busto al palazzo della Consulta, la sua vicenda iniziò a fare scandalo nel 2015; in seguito, la via venne cancellata e intitolata a una bambina ebrea deportata, mentre il busto venne rimosso, ufficialmente per restauro. Il nodo centrale era, naturalmente, il Tribunale della razza e il ruolo del magistrato nel regime fascista. In questo libro, Massimiliano Boni mette in luce per la prima volta, grazie anche a documenti inediti, la vicenda paradigmatica di Azzariti, uomo di apparato, la cui carriera inesorabile lo vide sempre ai vertici, inamovibile al mutare degli eventi, ogni volta proteso verso nuovi traguardi, raggiunti a costo di tanti silenzi e compromissioni.
26,00

Baruch Spinoza. Il marrano ebreo di Amsterdam

di Riccardo Calimani

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2022

pagine: 112

Dopo aver raccontato la Vienna ebraica a cavallo tra Otto e Novecento, con le sue esuberanti personalità del mondo intellettuale e artistico, e il complesso e tragico rapporto tra il mondo ebraico e la Germania, Riccardo Calimani si concentra sulla figura intellettuale di Baruch Spinoza e sulla città che ne ha ospitato, non senza contraddizioni, la parabola intellettuale. Ha solo ventiquattro anni Spinoza quando subisce il più severo decreto di espulsione mai pronunciato dalla Santa Assemblea a nome della comunità ebraica della città. Ma quale fu la sua colpa? Cattive opinioni? Orrende eresie? Abominevoli idee? Una risposta univoca e soddisfacente non c'è. Probabilmente il giovane Spinoza aveva toccato un nervo scoperto di natura politica e gli ebrei di Amsterdam erano molto sensibili al clima di accese tensioni politiche di contrasti teologici che dominavano la vita in Olanda. Riccardo Calimani ci restituisce il contesto storico e sociale e l'esuberanza intellettuale dell'epoca, con freschezza e entusiasmo.
10,00

Gerusalemme assediata. Dall'antica Canaan allo stato d'Israele

di Eric H. Cline

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2022

pagine: 432

La prima battaglia documentabile deve essere avvenuta attorno al 1350 a.C. e riguarda un certo Abdi-Heba, piccolo monarca di una località che gli egizi chiamano Urushalim, sulle colline oltre il deserto al di là del Mar Rosso; il re probabilmente viene circondato da qualche popolo cananeo e chiede aiuto al faraone, implorando: "Sono come una nave nel mezzo del mare!". È la prima volta che viene scritto, ma la sindrome da accerchiamento si ripeterà ancora e ancora, molte volte nel corso dei secoli, sulle colline di Yerushalàim, Jerusalem, Al Quds "la santa". La prima conquista documentata della città è quella di re Davide, mille anni prima dell'era volgare, e da lì in poi non passerà secolo, spesso neppure decennio, senza che qualcuno abbia combattuto attorno alle mura della città. Verrà Hazael, re di Aram, Sennacherib l'assiro e Nabucodònosor il babilonese; verrà Tolomeo, poi Antioco, i maccabei e Ircano; verranno i parti e Erode, Tito e poi Adriano; verrà il califfo Umar, poi gli abbasidi e a seguire i fatimidi; verranno i selgiuchidi e i crociati, Saladino e Federico II, i damasceni, i mongoli e i mamelucchi; verranno gli ottomani e poi gli inglesi del generale Allenby con i primi carri armati; fino a giungere ai giorni nostri e agli scontri sanguinosi tra israeliani e palestinesi. Sullo sfondo di tutto ciò c'è la città che il salmista chiama "città della pace", il simbolo sfortunato di troppi interessi e di infinite contese, la città "d'oro, di rame e di luce" cantata in una celebre canzone.
15,00

Un'eredità di avorio e ambra

di Edmund De Waal

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2022

pagine: 400

Un'elegante vetrina nella casa londinese di Edmund de Waal contiene 264 sculture giapponesi di avorio, o legno, non più grandi di una scatola di fiammiferi, raffiguranti divinità, personaggi, animali, piante. Come questi preziosissimi, minuscoli netsuke siano sopravvissuti sfuggendo all'attenzione dei nazisti che razziarono il palazzo viennese sulla Ringstrasse di proprietà dei suoi bisnonni, è solo una delle tante, emozionanti sorprese di questo libro. De Waal ricostruisce i passaggi dei netsuke da una mano all'altra, raccontandoci in parallelo la storia romanzesca della sua famiglia d'origine, gli Ephrussi. Osservando con un limpido sguardo d'artista i luoghi da loro abitati, e i beni da loro posseduti, de Waal ci restituisce l'atmosfera di un'epoca, sigillando vite intere dentro un racconto perfetto.
10,00

Il Maestro della Testa sfondata

di Hans Tuzzi

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2022

pagine: 336

Febbraio 1978. Fra poche settimane il rapimento di Aldo Moro cambierà la storia d'Italia, ma ora è soltanto l'alba nebbiosa di un sabato qualunque. E nella periferia milanese, fra casermoni popolari e tristi lampioni, su un autobus fermo al capolinea viene trovato il cadavere dell'autista, i pantaloni abbassati e la testa sfondata da colpi violenti. E quando il commissario Melis, incaricato del caso, scopre che l'uomo lavorava a tempo perso per un libraio antiquario morto d'infarto pochi giorni prima, decide che la coincidenza merita di essere approfondita. L'indagine sul delitto - o meglio, sui delitti, perché l'omicida colpisce ancora - attraversa quartieri popolari e salotti borghesi, botteghe artigiane e raffinati templi della bibliofilia, regalando al lettore un romanzo intenso e sfaccettato.
10,00

Trattato di psicoanalisi

di Cesare L. Musatti

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 880

Manuale esemplare su cui si sono formate intere generazioni di analisti, uomini di cultura e studenti, il "Trattato di psicoanalisi" dì Cesare L. Musatti, qui riproposto, è ancora oggi l'esposizione più approfondita ed esauriente - arricchita di casi clinici - della dottrina freudiana. Nelle sei parti in cui è diviso (Le origini della psicoanalisi; La teoria psicoanalitica del sogno; Le disfunzioni momentanee della vita comune; I prodotti della fantasia e le raffigurazioni dell'arte; La dottrina degli istinti; La struttura della personalità umana), ogni caposaldo è sapientemente illustrato. Musatti, grande analista lui stesso e direttore delle Opere di Freud, condivide con il fondatore della psicoanalisi anche una prosa di assoluta limpidezza. È capace di alta e scrupolosissima divulgazione, ma senza ossequi ortodossi: non rinuncia mai alla propria indipendenza di giudizio, segnalando gli aspetti che lo lasciano "dubbioso e perplesso" o gli sembrano "bisognosi di chiarimenti, di integrazioni o di revisioni", nella consapevolezza che in ogni caso "per oltrepassare Freud bisogna passare attraverso Freud".
36,00

L'ombra del diavolo. Una storia dei demoni della scienza

di Jimena Canales

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 480

La scienza è senza dubbio la disciplina che più d'ogni altra ha contribuito a sconfiggere, esorcizzare - ed espungere per sempre - il soprannaturale dalla nostra visione del mondo. Eppure, proprio mentre il mondo infestato da entità soprannaturali veniva emendato dal potere rischiarante della ragione, un nuovo tipo di demone si materializzò con malizia nell'immaginazione degli scienziati, i quali cominciarono a impiegare esseri ipotetici per svolgere determinati ruoli nei loro esperimenti mentali. E questi impavidi, e loro malgrado ignari, assistenti aiutarono gli scienziati di ogni epoca a spingere le conoscenze del reale oltre il limite. Attraversando quattro secoli di scoperte - da René Descartes, il cui genium poteva dirottare la realtà sensoriale, a James Clerk Maxwell, il cui «diavoletto» di dimensioni molecolari ha abilmente infranto la seconda legge della termodinamica, a Darwin, Einstein, Feynman, su fino ai demoni quantistici di Planck e ai diavoli dei computer di Minsky e oltre ancora - Jimena Canales racconta una storia della scienza e dei demoni poco conosciuta, una storia nascosta e oscura dei diavoli che l'hanno segretamente animata. Canales rivela come i più grandi pensatori scientifici hanno usato i demoni per esplorare i problemi, testare i limiti del possibile e comprendere meglio la natura. Sono questi servi immaginari al servizio della scienza che hanno aiutato a svelare i segreti dell'entropia, dell'ereditarietà, della relatività, della meccanica quantistica e di altre meraviglie scientifiche, e sono sempre loro che continuano a ispirare le scoperte nei regni dell'informatica, della fisica e dell'intelligenza artificiale di oggi. Magari il mondo non è più infestato dal diavolo come una volta, ma i demoni dell'immaginazione scientifica sono vivi e vegeti, e continuano a giocare un ruolo vitale negli sforzi degli scienziati per esplorare l'ignoto e rendere reale l'impossibile
29,00

I trovatori

di Costanzo Di Girolamo

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 336

Con i trovatori si può far nascere la poesia moderna. Ma questa tradizione capitale per la civiltà letteraria europea resta ancora lontana da noi per molte ragioni e soprattutto perché quanto si scrive su di essa sembra destinato a ricadere nelle opposte modalità dello specialismo più esasperato da un lato e della divulgazione dall'altro. Questo libro tenta di percorrere una strada diversa, adottando un impianto fortemente saggistico, ma fornendo al lettore gli strumenti per una conoscenza non superficiale della materia. L'Introduzione traccia per sommi capi una storia esterna della lirica occitana, mentre in ogni capitolo la discussione ruota attorno a uno o più componimenti (ventiquattro in tutto), tradotti e commentati, che hanno la funzione di mettere chi legge a diretto contatto con la lingua, le strutture formali e i concreti problemi d'interpretazione dei testi. Impostato per tagli sincronici e per nuclei tematici, e con parti dedicate alle personalità più importanti, il volume offre uno spaccato complessivo dei due secoli che hanno visto i trovatori protagonisti nelle corti di tutta Europa nel plasmare un gusto poetico e un modello di comportamento di cui ancora possiamo sentirci eredi. In questa seconda edizione un ampio Excursus segue la storia dei trovatori nella modernità, dai progetti editoriali di Bembo nel Cinquecento fino al loro ritorno nel Novecento nei versi di Pound, di Pasolini, di Giudici e fino alla loro apparizione in rete nel Duemila. La sezione «Note ai margini» contiene brevi interventi che affrontano questioni o anche nodi interpretativi venuti alla luce di recente o mai chiariti in maniera esauriente (come il significato di midons , la donna amata).
28,00

I filosofi di Hitler

di Yvonne Sherratt

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 320

Il programma politico di quello che di lì a poco si sarebbe chiamato Partito nazionalsocialista tedesco era ben noto fin dal 1925, delineato fin nei particolari nel Mein Kampf, che ebbe da subito una straordinaria fortuna commerciale. Nel 1933, anno dell'ascesa al potere di Hitler, l'ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva già nelle università e nei centri di ricerca. Molti intellettuali non esitarono a mettersi al servizio del Terzo Reich. Filosofi, scrittori, scienziati, storici, cineasti rafforzarono ideologicamente e politicamente il regime hitleriano. Ma non tutti si comportarono allo stesso modo. Mentre figure di spicco della cultura come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Walter Benjamin, Ernst Cassirer, Hannah Arendt, Karl Löwith, Theodor Lessing, Karl Jaspers e vari altri furono ridotti al silenzio o costretti all'esilio, altri eminenti filosofi, tra i quali spiccano i nomi di Martin Heidegger, Carl Schmitt, Alfred Rosenberg, Wilhelm Grau e Max Boehm, contribuirono nel dare al nazismo una facciata di rispettabilità che gli mancava e che non avrebbe mai dovuto avere. Fu anche grazie al loro concreto appoggio, talora fervido e incondizionato, che il nazismo poté attuare il suo programma criminale quasi per intero. Frutto di anni di ricerche negli archivi internazionali, questo libro affascinante e appassionato ricostruisce minuziosamente il complesso rapporto tra quei filosofi e il nazismo, descrive il loro profilo etico e intellettuale, scandaglia le loro vicende umane fin negli aspetti più torbidi e meno noti.
14,00

Lettere a Camondo

di Edmund De Waal

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 192

Conosciuti come «i Rothschild dell'Est», i Camondo, ebrei di origine italiana ma provenienti da Istanbul, abitavano a Parigi in rue de Monceau, a pochi portoni di distanza dagli Ephrussi, la famiglia di Edmund de Waal, indimenticabile protagonista di "Un'eredità di avorio e ambra". Come gli Ephrussi, anche i Camondo erano esponenti dell'alta società della Belle Époque parigina che da stimati collezionisti e filantropi divennero bersagli dell'antisemitismo. Grande amante della bellezza artistica, Moïse de Camondo volle creare la più grande collezione d'arte francese del Settecento con l'intento di lasciarla al figlio Nissim. Ma Nissim perderà la vita giovanissimo durante la Prima guerra mondiale, e Moïse destinerà alla sua stessa morte, nel 1935, sia la casa sia la collezione allo Stato francese. Da allora, il Musée Nissim de Camondo è rimasto Inalterato. Nel 2018 Edmund de Waal, che all'attività di ceramista e scrittore accosta da anni quella di curatore di mostre e installazioni, viene invitato dal museo a lavorare sugli archivi della famiglia - primo artista contemporaneo a ricevere tale privilegio. De Waal sente subito una perfetta sintonia e affinità con la sensibilità di Moïse, e gli scrive cinquantotto lettere che offrono spunti di riflessioni personali sul valore della memoria e della famiglia, sulla malinconia, sulle nature morte, sul passare del tempo. In queste sue lettere, de Waal ci consegna una meditazione su che cosa significhi ricostruire una storia familiare, su quali siano gli oggetti, quali i pezzi di un innumerevole archivio che scegliamo di volta in volta per lasciare memoria di noi. "Lettere a Camondo" è dunque il libro di un artista interessato e sensibile alla materialità delle cose, ma anche di uno scrittore discreto, quasi defilato dalla narrazione, che lascia che a parlarci siano le persone che non ci sono più e i loro oggetti, riportati in vita nella forma più intima di scrittura, quella epistolare.
16,00

La vita è semplice. Come il rasoio di Occam ha liberato la scienza e modellato l'universo

di Johnjoe McFadden

Libro: Copertina rigida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 466

«Non bisogna moltiplicare gli enti oltre il necessario», entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. Questa formula, apparentemente semplice e intuitiva, viene attribuita a Guglielmo di Occam, un frate francescano inglese vissuto a cavallo tra Due e Trecento, e a dispetto del suo aspetto innocente nasconde in sé un dirompente potere rivoluzionario. Il suo autore non la scrisse mai in questi termini, ma fu probabilmente lui a dire che «è inutile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno», e in ogni caso è sicuramente a Guglielmo che questo concetto viene ascritto sotto il titolo di «rasoio di Occam»: in pratica, tra due ipotesi che descrivono entrambe bene un fenomeno, conviene preferire quella che fa meno assunzioni e scartare la più farraginosa. Gli ottocento anni che ci separano dalla prima enunciazione del «rasoio» sono costellati da continue conferme della sua validità: a ogni svolta concettuale, a ogni vittoria dell'intelletto umano è corrisposta la caduta di qualche orpello, si è eliminato qualche «ente non necessario», con la conseguente semplificazione delle nostre spiegazioni sul funzionamento del mondo. Si può dire che il rasoio di Occam sia il principio che ha favorito l'ascesa della scienza moderna e che ne guida a tutt'oggi il cammino. Non è un caso che Umberto Eco si fosse ispirato proprio a Guglielmo di Occam per tratteggiare la figura di Guglielmo da Baskerville nel "Nome della rosa". Johnjoe McFadden racconta questa storia affascinante partendo dalla vita di Guglielmo di Occam e risalendo i secoli, di innovazione in innovazione, mettendo in risalto il valore rivoluzionario della sua idea, dall'universo mitologico a Copernico e Galileo, dallo spirito vitale a Mendel, Wallace e Darwin, dalle prime teorie sul calore alla termodinamica, dall'aristotelismo all'universo di Newton, Einstein e Higgs. Descrivendo la passione, la curiosità, gli errori e le lotte dei pensatori che si sono ispirati al rasoio di Occam, "La vita è semplice" fornisce una nuova, originale visione della scienza.
25,00

La balena alla fine del mondo

di John Ironmonger

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2021

pagine: 416

Quando un giovane uomo viene ritrovato senza vestiti e privo di sensi sulla spiaggia di St Piran, piccolo paese della Cornovaglia, gli abitanti del luogo capiscono che non sarà un giorno come gli altri. Chi è costui, e come è arrivato fin lì? E che dire della balena che il giorno dopo si arena proprio davanti alla stessa spiaggia? Presto capiamo che l'uomo, Joe Haak, è un giovane analista finanziario che ha creato un programma per prevedere l'andamento del mercato. L'idea è che tutto sia connesso con tutto, e un piccolo movimento in un posto qualunque possa generare una cascata di eventi che permettono al programma di estrapolare dati sufficienti per fare investimenti in anticipo e trarne profitto. Dopo qualche successo, il programma fallisce miseramente una previsione, facendo crollare la banca intera. Joe non regge la tensione, scappa, arriva a St Piran e decide di buttarsi in mare, dove viene salvato dalla stessa balena che lui salverà il giorno dopo. Ma grazie ai suoi studi, quando scoppia il primo caso di influenza in Asia, Joe saprà esattamente che cosa bisogna fare... Con questo romanzo divertente e pieno di calore, John Ironmonger ci racconta una storia appassionante sulle cose importanti che ci tengono insieme, e come la speranza possa essere mantenuta viva, anche quando ci sembra di essere arrivati alla fine del mondo.
18,00

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