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DeriveApprodi

La moneta del comune. La sfida dell'istituzione finanziaria del comune

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 195

Mai come negli ultimi anni il tema della moneta e dei mercati finanziari è stato al centro di libri, saggi e articoli di esperti e di meno esperti. Eppure mai come in questi anni regna una così grande confusione in materia. Si parla di fine della moneta, di fine del contante, di moneta elettronica, di moneta complementare. Si discute più della sua forma che del suo significato economico e sociale. La moneta non è infatti solo un semplice intermediario degli scambi, necessario per poter acquistare e vendere beni. Questa funzione - che appare ovvia - nasconde il fatto che la moneta entra nel sistema economico in una fase precedente allo scambio, quella della produzione. La moneta infatti è in primo luogo mezzo di finanziamento. E la sua natura si modifica quando si modificano le modalità di finanziamento e di produzione. Parlare di moneta, della sua forma e del suo ruolo, significa quindi indagare come avviene l'attività di produzione e quali rapporti sociali di potere innesca. Sfatando lo stereotipo che il denaro è solo luogo di alienazione dei rapporti sociali, si pone radicalmente la domanda: che tipo di moneta è possibile concepire per costruire il comune? È possibile istituire una moneta del comune, fondata sui principi peer-to-peer delle cripto-monete, rivolta in primo luogo ai movimenti dei lavoratori precari, alla rete dei centri sociali, ai circuito dei teatri occupati italiani, ma anche al circuito dell'economia alternativa e dell'auto-organizzazione?
18,00

Storie di Assalti Frontali. Conflitti che producono banditi

di Militant A

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 205

La narrazione in prima persona di quindici anni di vita nelle acque turbolente dei movimenti antagonisti. Con una prosa da "strada" questo libro ne ripercorre gli universi relazionali nei primi anni Ottanta, infestati da repressione, eroina, mancanza di identità, conformismo. Scorre il no future del "sentimento" punk, l'orgogliosa separatezza dalla normalità, l'occupazione e l'autogestione dei primi centri sociali, la tenace resistenza in piccoli gruppi contro una cappa sociale di indifferenza e di ostilità. Un'esistenza che si concentra negli affetti dell'unica solidarietà possibile, quella di "banda". La lenta costruzione di una cultura alternativa favorita dalla scoperta della musica rap dei neri dei quartieri ghetto delle metropoli americane. Le prime sperimentazioni musicali, l'incontro con il movimento studentesco della Pantera e la conquista di una visibilità sociale. L'esperienza di Onda Rossa Posse prima e di Assalti Frontali poi. I concerti con migliaia di giovani nei centri sociali sparsi in tutta Italia. L'autoproduzione come critica pratica della dilagante mercificazione culturale. La coscienza dell'importanza della battaglia comunicativa in corso tra dominanti e dominati. Una storia raccontata senza concessioni alla retorica ideologica, che si affida solo all'umanità ricca di sentimenti dei personaggi che popolano la parte del mondo giovanile più sensibile e solidale.
12,00

Il vento di Adriano. La comunità concreta di Olivetti tra non più e non ancora

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 140

Un sociologo, un urbanista e uno storico rileggono la straordinaria figura di imprenditore "illuminato" che fu Adriano Olivetti e la politica da lui immaginata. Cosa significa oggi, attualizzando il pensiero e l'agire di Adriano Olivetti, proporre il paradigma della "comunità concreta" a fronte della scomposizione del lavoro e dei radicali mutamenti del paradigma produttivo? Per Aldo Bonomi, oggi "comunità concreta" significa frapporsi tra flussi e luoghi, fare comunità ai tempi della simultaneità. Per Alberto Magnaghi, significa ripartire dalla terra che si fa territorio, con la radicalità della rete dei territorialisti che disegnano e progettano bioregioni. Per Marco Revelli, significa ripensare i percorsi della fabbrica olivettiana, disegnando comunità che ripartono dal "mondo dei nuovi vinti". Gli autori disegnano percorsi ai margini di quel centro del potere che in tanti vorrebbero cambiare, indicando speranza e futuro nella vitalità delle nuove comunità in gestazione, quindi della società che viene.
12,00

Etica e fotografia. Potere, ideologia, violenza dell'immagine fotografica

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 154

Fin dall'uscita del libro di Susan Sontag "On Photography" (1977) è diventato impossibile guardare una fotografia che rappresenti scene di violenza o di guerra senza porci interrogativi sulla nostra posizione di spettatori: come recepiamo e rispondiamo a queste foto? Sono immagini che hanno il potere di mobilitare le coscienze, ovvero, come vorrebbe Sontag, le anestetizzano? In che modo la fotografia si uniforma o contesta gli stereotipi legati al genere o all'etnia? Cosa succede alle immagini che rappresentano realtà di scontro o di conflitto una volta entrate nel circuito del consumo? Attraverso i contributi di studiosi di fotografia, antropologi, giornalisti, storici dell'arte e della comunicazione di massa, il volume analizza il valore politico e il potere della fotografia in contesti storici e geografici diversi: le campagne fotografiche degli antropologi del XIX secolo; il rapporto tra immagine e propaganda nel New Deal e nella Seconda guerra mondiale; le immagini terribili dei campi di sterminio; l'iconografia del movimento italiano del '77; fino al ritocco di scatti di reportage nell'era digitale.
16,00

L'altra faccia della Germania. Sinistra e democrazia economica nelle maglie del neoliberismo

di Alessandro Somma

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 187

Con i governi presieduti da Gerhard Schroëder, a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, la sinistra storica tedesca ha realizzato la stessa svolta neoliberale che oggi la Germania impone come punto di riferimento per le politiche di integrazione europea. Questo ha segnato la fine dei Socialdemocratici, decimati dagli elettori e condannati all'opposizione o in alternativa a governare in coalizione con Angela Merkel. È stato però anche l'inizio di nuovi esperimenti a sinistra, quelli che hanno portato alla nascita della Linke: una formazione capace di riscuotere un certo successo con un programma che include democrazia economica e superamento del capitalismo. Una sinistra capace di riflessioni e pratiche politiche innovative quanto al rapporto tra partiti, sindacati e movimenti. Il volume ricostruisce queste vicende, utili a comprendere i termini dell'attuale crisi nella costruzione dell'unità europea, oltre all'involuzione neoliberale della sinistra storica. Il tutto sullo sfondo del dibattito attorno alla coalizione sociale proposta dalla Fiom in Italia, che dalla recente storia tedesca trova spunti non meno interessanti di quelli riconducibili alle vicende greca e spagnola.
13,00

50 anni dopo apocalittici e integrati di Umberto Eco

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 149

L'interesse di Umberto Eco per la cultura e le comunicazioni di massa inizia già negli anni cinquanta, e una serie di scritti su questi temi vengono raccolti nel 1964 con il titolo "Apocalittici e integrati", una dicotomia che diventerà uno slogan di successo. L'oggetto di analisi è la cosiddetta cultura di massa, intorno alla quale si sono sviluppati due atteggiamenti che l'autore intende criticare. Per chi concepisce la cultura in modo "aristocratico", cioè come "gelosa coltivazione, assidua e solitaria, di una interiorità che si affina e si oppone alla volgarità della folla", la cultura di massa è anticultura. Gli "apocalittici" sostengono che i mass media, rivolgendosi a un pubblico vasto ed eterogeneo, devono livellare i propri prodotti ed evitare soluzioni originali: in questo modo sviluppano una visione conformista dei consumi, dei valori culturali, dei principi sociali e religiosi, delle tendenze politiche; i mass media incoraggiano una visione passiva e acritica del mondo, e scoraggiano lo sforzo personale verso esperienze originali; i mass media sono sottomessi a un circuito commerciale e quindi devono rispondere a criteri economici. La risposta degli "integrati" consiste nel constatare che i mezzi di comunicazione mettono i beni culturali a disposizione di tutti, e questo consente un proficuo allargamento dell'area culturale.
16,00

La politica dei subalterni. Organizzazione e lotte del bracciantato migrante nel Sud europa

di Francesco Caruso

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 188

Come possono i poveri, i disoccupati, gli ultimi, far sentire la propria voce nel declino odierno dei regimi democratici? In diversi paesi del sud del mondo, i gruppi subalterni hanno costruito percorsi di contro-governamentalità dal basso, vera e propria "politica popolare", oltre le forme della democrazia liberale. Il libro intende analizzare l'irruzione della "politica popolare" nel meridione del Vecchio continente, presentando i risultati di una ricerca svolta nelle campagne dell'Italia meridionale e dell'Andalusia. L'autore riparte dalle "schiene curve" nei campi per rintracciare le forme più estreme dello sfruttamento, e le esperienze più innovative di autorganizzazione di soggetti la cui apparente invisibilità supporrebbe come unica risorsa la generosità umanitaria. Piuttosto che attendere silenti la compassione altrui, questi invisibili li ritroviamo a occupare le terre, le piazze e le strade delle città, a contrattare e discutere con ministri e multinazionali, a imporre politiche "eccezionali", a ridisegnare in profondità i territori nei quali vivono. L'esperienza del Sindicato Obreros del Campo nella provincia di Almerìa e del Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta nell'area di Castel Volturno, vera e propria capitale nella geografia delle migrazioni, sono i contesti e le esperienze di autorganizzazione del bracciantato migrante sulle quali il libro si sofferma, con l'intento di evidenziare lo spazio crescente della società politica dei subalterni nella postdemocrazia contemporanea.
17,00

Gaza e l'industria israeliana della violenza

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 332

La Striscia di Gaza, da quasi un secolo, è un luogo di resistenza e di sofferenza. Non è l'unico in questo mondo sconvolto da conflitti, ma è il paradigma della "produzione" della violenza contemporanea. La violenza contro i palestinesi è un continuum che oscilla tra un minimo quotidiano, a bassa intensità, con i suoi morti, i suoi feriti e le sue distruzioni, e le punte delle operazioni militari, veri e propri massacri, come Piombo Fuso o Margine Protettivo, con il risvolto voyeuristico di fronte allo spettacolo del dolore di un Occidente spesso complice. Violenza che si articola con modalità diverse in Cisgiordania e nella Striscia, contro i palestinesi cittadini di Israele e contro i profughi che vivono nei campi allestiti, a partire dal 1947-1948, nei paesi arabi del Medio Oriente. Una industria della violenza che viene esportata in molti paesi del mondo, qui intrecciata a un paradigma coloniale di insediamento, sul quale il sionismo basa l'identità dello Stato israeliano, e a un modello concentrazionario nel quale ha un ruolo determinante il complesso militare industriale.
16,00

La leggenda del modesto bevitore

di Mario Palma

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 77

Una narrazione fresca e raffinata sulla cultura e il piacere del buon bere. Mario Palma è un diplomatico di origini contadine. Ed è proprio dai lontani ricordi della sua infanzia trascorsa nella campagna molisana che inizia il racconto della sua educazione al gusto del vino "genuino" prodotto nelle cantine dei casali. Segue l'adolescenza, gli studi liceali e universitari a Firenze e le scorribande con gli amici nei colli del Chianti, ma anche il frenetico girovagare per le regioni italiane alla scoperta dell'incomparabile ricchezza dei loro vitigni autoctoni. È il lento farsi di una cultura materiale che sospinge l'autore verso la critica sempre più marcata ai vini di produzione industriale, e di converso la consapevolezza dell'importanza delle prime pioneristiche esperienze, negli anni Ottanta, di produzioni biologiche e biodinamiche. La carriera diplomatica porta poi Palma a risiedere in diverse latitudini del mondo dove si fa cantore, presso fiere e grandi eventi culturali, del piacere del bere vini, non solo italiani, la cui produzione si ispira a tecniche naturali, cioè non invasive, sia nei vigneti che nelle cantine. Un percorso esistenziale che testimonia il passaggio, via via più attento, ai cambiamenti epocali avvenuti nelle produzione e nel consumo del vino, in Italia e nel mondo.
12,00

Cakegarden. Esplorazioni tra dolci e giardini

di Monica Sgandurra

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 158

Pani, brioches, biscotti, croquembouches, biscuits e tronchetti. E poi giardini di vetro, architetture, paesaggi, aiole, parchi, collinette, sentieri... Dolci e giardini in questo libro stanno insieme. Attraverso memorie, rimandi, suggestioni, analogie capaci di sfumare un baklava in un giardino giapponese, di far spuntare Paul Klee pensando a una torta Madeira. Cakegarden è un libro di associazioni, di assemblaggi improbabili, di rimandi tra forme ed estetiche, tra gusto e bellezza. È il racconto di come un pellegrinaggio possa diventare una torta-sentiero e un giardino della memoria un pane Challah. Immagini, narrazioni, ricette, di giardini visitati e di mirabili creazioni di zucchero realizzate, lungo la traccia di un medesimo paesaggio capace di generare piacere, sorpresa, seduzioni. A legare dolci e giardini è certo la creatività, ma anche la capacità di tradurre una metafora in un progetto, di dare forma a una sensazione. Per questo realizzare un dolce e realizzare un giardino hanno tratti comuni: sono operazioni precise, servono regole non sempre evidenti. Monica Sgandurra, architetto e paesaggista, in questo libro ci mostra come fare, conducendoci nei suoi giardini della delizia.
15,00

Ni vivos ni muertos. La sparizione forzata in Messico come strategia del terrore

di Federico Mastrogiovanni

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2015

pagine: 174

Oltre 30.000 sono le persone scomparse in Messico dal 2006 a oggi. Desaparecidos dei quali non si sa più niente, a volte ritrovati morti e orribilmente mutilati, a volte mai denunciati come scomparsi e sistematicamente mai cercati dalle autorità pubbliche. Che succede in Messico, un paese democratico che attraversa una fase di incredibile ascesa della violenza? "Ni vivos ni muertos" è un'inchiesta su questo fenomeno e giunge a formulare una tesi chiara: la sparizione forzata è un crimine nel quale sembrano implicate le stesse istituzioni messicane, strumento di una strategia volta a generare terrore e annichilire i movimenti di dissidenza e opposizione sociale. Dopo i fatti avvenuti il 26 settembre 2014, quando 43 studenti poco più che adolescenti sono stati sequestrati dallo Stato messicano senza lasciare traccia, la tesi di Federico Mastrogiovanni acquista più rilevanza. La sparizione forzata non è un fatto casuale, ma costituisce una vera e propria forma di governo del terrore della popolazione e del territorio, alla quale partecipano crimine organizzato, poteri pubblici e aziende multinazionali. Obiettivo di questa strategia è controllare aree del Messico ricche di risorse naturali, energetiche e minerarie. Attraverso interviste con membri di associazioni di familiari di desaparecidos, avvocati e giornalisti, l'autore analizza questo fenomeno che dal 2006 è divenuto una delle pagine più oscure della storia del Messico. Prefazione di Gianni Minà.
17,00
30,00

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