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EDIESSE

Popolo chi? Classi popolari, periferie e politica in Italia

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 214

Il libro presenta e analizza i risultati di una ricerca condotta fra ottobre 2017 e ottobre 2018 nelle periferie di quattro città italiane: Milano, Firenze, Roma e Cosenza. Attraverso 60 interviste in profondità, il gruppo di ricerca - composto da accademici e accademiche, attivisti e attiviste - ha cercato di portare alla luce tre grandi questioni: le condizioni sociali dei quartieri popolari, il rapporto delle persone intervistate con la politica (sia quella istituzionale sia la partecipazione dal basso) e il rapporto con i media e l'informazione. La ricerca ha voluto in primo luogo chiedere alle cosiddette «classi popolari», di cui spesso politici e partiti pretendono di essere portavoce, di prendere parola sulle esigenze, speranze e difficoltà della loro vita quotidiana. In secondo luogo si è cercato di capire quali rappresentazioni diffuse ci siano della politica e delle classi di rigenti. Ciò che è emerso traccia uno scenario molto più complesso di quello dipinto nelle narrazioni mainstream, difficilmente riconducibile alle etichette di «populismo», «razzismo» o «euroscetticismo» e che ci costringe a ripensare le categorie analitiche con le quali interpretiamo i fenomeni contemporanei. La ricerca è stata ideata e condotta dal Cantiere delle Idee, rete nazionale di ricercatori e attivisti. Insieme ai tre curatori, sono autori del volume Francesco Campolongo, Riccardo Emilio Chesta, Lorenzo Cini, Michele Sorice, Valeria Tarditi, Tommaso Vitale, Davide Vittori.
14,00

Giacinto Militello. Passione e competenza

di Guido Iocca

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 110

"Come tanti della sua generazione Giacinto Militello era un sindacalista, ma era a tutto tondo identificato con la sinistra e la sua missione di rinnovamento sociale. Un rinnovamento per il quale si è sempre battuto, scontrandosi con gli andamenti oscillanti della realtà: mettere la sinistra, nelle sue diverse incarnazioni partitiche, al centro di un progetto di cambiamento resterà una bussola costante delle sue riflessioni. La discussione raccolta da Guido Iocca per questo volume negli ultimi mesi della vita di Militello, individua con chiarezza i tratti di fondo del suo profilo culturale e personale. Una grande attenzione ai fenomeni politici e alla loro evoluzione, un'idea non dirigista del cambiamento e del ruolo della sinistra. Nel contempo la capacità continua di confrontarsi con nuovi temi e specialismi, studiandoli e impadronendosene. Segretario confederale della CGIL, presidente dell'INPS, giudice dell'Antitrust, Militello ha sempre dato prova della sua dote di fondo, che consisteva nel combinare un'intelligente barra politica, mai imprigionata dalle logiche immediate, con una crescita progressiva della competenza tecnica, varia e complessa, eppure necessaria a sorreggere questo disegno; un binomio che nel corso degli anni si è precisato sempre di più come un intreccio tra innovazione economica del Paese e innovazione politica della sinistra italiana." (Dalla prefazione di Mimmo Carrieri)
13,00

Che fine ha fatto il futuro? Giovani, politiche pubbliche, generazioni

di Marina Mastropierro

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 160

Negli ultimi anni si assiste a un fenomeno sempre più «innaturale»: la comparsa di un feroce ritardo delle giovani generazioni italiane nei percorsi di transizione all'età adulta. Le tappe tradizionali che definivano tale passaggio sono saltate: nuove istanze di libertà e cittadinanza premono per avere legittimazione e diritti. Nello stesso tempo si sono erose le condizioni di benessere dei giovani. La generazione maggiormente colpita sembra essere quella degli young-adults nati tra il 1975 e il 1985. Si ipotizza che le politiche pubbliche messe in atto a partire dalla seconda metà degli anni settanta abbiano contribuito ad alimentare tale «ritardo». Politiche economiche e del lavoro discriminanti; politiche abitative assenti; politiche familiari ridotte; una struttura del mercato del lavoro inadeguata ad assorbire high skills. Tutto parla di un'inversione di rotta all'alba del secondo ciclo dello Stato sociale. Le generazioni non sono attori neutri, esse rappresentano tempi sociali che immettono nuove strutture. I giovani vanno dunque inscritti dentro precise collocazioni storico-sociali. Le politiche di empowerment condotte negli ultimi anni non hanno tenuto conto di questo approccio, promuovendo una visione idealizzata delle giovani generazioni: choosy, bamboccioni o risorse attive, tutto ha parlato di loro come di soggetti totalmente dematerializzati. Le politiche, in quanto strumenti che danno forma al Futuro, hanno il dovere di volgere lo sguardo verso il recupero delle prerogative materiali che determinano, o meno, i percorsi di autonomia. Non vi può essere attivazione senza emancipazione sociale.
14,00

Contrattare l'innovazione digitale. Una cassetta degli attrezzi 4.0

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 158

È un punto d'arrivo perché sintesi di un lavoro plurale e collegiale che non risiede solo nelle competenze ed esperienze dei suoi autori. Infatti racconta il lavoro e l'impegno di molte altre persone: studiosi, dirigenti sindacali, esperti e docenti... Ma più di ogni altra cosa questo Manuale è la sintesi, certo ancora parziale e imperfetta, del lavoro di migliaia di delegate e delegati che hanno spostato dal piano teorico a quello contrattuale l'azione della CGIL e del sindacato sui temi della digitalizzazione con risultati incoraggianti. Certo, di fronte alle sfide e alle incognite che le nuove tecnologie mettono in campo siamo consapevoli della parzialità di questi risultati. Per questo il Manuale è anche un punto di partenza. Non nasconde nessuna delle insidie e dei dubbi che i nuovi modelli tecnologici propongono, ma al netto di ciò, propone indirizzi di sperimentazione contrattuale, nella certezza che senza investimenti e innovazione non avremo mai un «buon lavoro» e neppure un «bel Paese». Fare questo per noi significa essere parte di un progetto che tenga insieme innovazione e tutela del lavoro, per dare al futuro un'accezione di speranza, sottraendolo agli untori delle paure del nostro tempo. Introduzione di Susanna Camusso.
14,00

Conversando con Vincenzo Boccia. Industria motore di sviluppo

di Enrico Marro

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 152

Il presidente di Confindustria racconta la sua storia, le sue convinzioni, i principi che guidano l'attività dell'imprenditore. E l'esperienza in Confindustria, fino al suo incarico di presidente. Vincenzo Boccia ripercorre i rapporti con i governi, da Berlusconi a Conte passando per Renzi. E quelli con i sindacati, dallo scontro sull'articolo 18 al Patto per la fabbrica. Ma affronta anche i problemi e le sfide che riguardano le imprese italiane, dal superamento del «piccolo è bello» all'innovazione dei processi produttivi e della governance aziendale. Sfide che mettono a dura prova le stesse associazioni di rappresentanza: l'uscita della Fiat da Confindustria, il ruolo delle aziende pubbliche, l'economia digitale sono alcuni dei delicati passaggi che l'organizzazione ha dovuto, deve e dovrà gestire. Reddito «di cittadinanza», «quota 100», il salario minimo orario per legge, la manovra di bilancio 2020 già ipotecata per 23 miliardi con le «clausole di salvaguardia» sull'IVA. Su tutti questi temi Confindustria dice la sua nella difficile interlocuzione col governo dopo gli anni della «disintermediazione». Boccia lancia la sfida del raglio del cuneo fiscale «tutto a favore dei lavoratori». La questione salariale comincia a diventare importante anche per gli imprenditori, ma non può essere disgiunta dalla produttività. Di qui la funzione della contrattazione, che, di nuovo, rimanda alle questioni della rappresentanza e del dumping salariale. Tutti temi che, secondo il presidente della Confindustria, vanno affrontati col metodo del confronto: col governo e con i sindacati.
13,00

Conversando con Luca Comodo e Nando Pagnoncelli. L'Italia dei sondaggi: tra realtà e percezione

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 107

Perché vince Salvini? Perché Salvini propone identità e comunità. È un modello difensivo, portato all'ennesima potenza, con lo slogan non nuovo ma efficacissimo di 'prima gli italiani'. Modello sul quale in fondo la Lega Nord è vissuta anche nel momento in cui era Lega Padana, proprio perché già allora, mentre la sinistra si globalizzava, continuava a proporre protezione sociale. Questo spiega i flussi di voto dalla sinistra alla Lega, che vedevamo già alla fine degli anni Novanta. Perché? Perché appunto gli operai, i ceti deboli, hanno cercato difese, hanno cercato protezione, e non l'hanno più trovata nella sinistra.
13,00

Mi ricordo e canto

di Giulia Giannini

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 255

All'inizio della terza edizione di "Ci ragiono e canto", registrata nel 1973 dalla Rai, Dario Fo spiega che le canzoni popolari che parlano del lavoro derivano direttamente, in tempi, lunghezze dei versi e delle strofe, dinamiche e ritmi, dalle operazioni del lavoro. Accompagnavano l'attività lavorativa mentre la si svolgeva e su di essa erano misurate. Ma non tutte le canzoni di lavoro sono inquadrabili in questa prima definizione, come ci avverte Roberto Leydi. Il mondo del canto popolare ispirato al lavoro è molto più ampio e variegato. Giulia Giannini ci offre in questo volume, evocativo fin dal titolo, "Mi ricordo e canto", un panorama più ricco, sia dal punto di vista storico che da quello tematico, delle canzoni legate al lavoro. Nella sua esposizione si può seguire l'evolversi del tema del lavoro nelle varie condizioni economiche e sociali, influenzate anche dalla nascita di un movimento operaio organizzato. In origine prevale la denuncia delle condizioni di lavoro «nei campi e nelle officine». Dello sfruttamento, in termini di orari e fatica e di rischi per la salute e per la vita. Successivamente le canzoni di lavoro diventano canti di emancipazione e di lotta, in cui alle difficili condizioni individuali si affiancano i richiami alla battaglia dei lavoratori o le proteste per le tragedie collettive. Prefazione di Janna Carioli. Postfazione di Gaetano Sateriale.
16,00

Uomini che pagano le donne. Dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo

di Giorgia Serughetti

Libro

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 362

Perché gli uomini pagano per il sesso? Il mercato del sesso del nuovo millennio rivela l'esistenza di una domanda crescente, formata da numeri impressionanti di uomini in tutti i paesi occidentali. Colpire questa domanda per contrastare la proliferazione dei mercati sessuali è oggi, dopo secoli di silenzio e di rimozione della responsabilità dei clienti, l'idea guida dell'intervento pubblico anti-prostituzione. Ma gli scandali sessuali che travolgono uomini di potere, come Silvio Berlusconi e Dominique Strauss-Kahn, mostrano che le pratiche maschili di scambio sesso-denaro arrivano a insinuarsi anche nelle stanze della politica. Questo libro è un percorso di esplorazione nel territorio pieno di ombre e di silenzi degli uomini che pagano le donne, fino ad oggi in Italia poco studiati e meno ancora compresi. Analizzando e criticando gli approcci che fanno del sesso a pagamento una patologia di pochi, offre invece uno sguardo ampio sulla cultura contemporanea, che dal mondo del lavoro alla pubblicità produce la commercializzazione della vita intima e della sessualità. E in questa cultura cerca le radici di potere e impotenza maschile, desiderio e repulsione verso la prostituzione, apertura di spazi virtuali e vessazione delle sex worker migranti. Il cliente emerge così come la figura maschile che interpreta nei suoi esiti più radicali e contraddittori l'ingiunzione contemporanea al consumo sessuale. Prefazione di Maria Rosa Cutrufelli. Postfazione alla seconda edizione di Tamar Pitch.
18,00

Relazioni industriali e contrattazione collettiva nel settore del commercio

di Maria Concetta Ambra

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 229

Il volume si basa sui risultati della ricerca internazionale Decoba condotta in cinque paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Germania e Belgio. A partire dalla ricerca Decoba, l'opera approfondisce il caso italiano esaminando i rapidi e crescenti cambiamenti che nel corso dell'ultimo decennio hanno interessato il commercio. Lo studio ricostruisce le sfide affrontate in Italia negli ultimi dieci anni dalle organizzazioni di rappresentanza sindacale e datoriale nel settore del commercio mettendone in evidenza processi decisionali, azioni collettive intraprese ed esiti ottenuti. Emerge un quadro nel quale, se da una parte il commercio conferma le proprie specificità settoriali, dall'altra si presenta come un settore in cui le trasformazioni in atto, anche per effetto di dinamiche sovranazionali, pongono agli attori collettivi (inclusi i governi) ulteriori sfide, più difficilmente gestibili a livello nazionale. Prefazione di Massimo Carrieri.
14,00

Agostino Marianetti. Un socialista della CGIL

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 337

Agostino Marianetti conobbe subito il «bastone della fabbrica», prima per il licenziamento del padre per motivi politici e sindacali e poi personalmente come giovane operaio sedicenne. Una vera esperienza di lavoro che, seppure non necessaria, è comunque decisiva per chi, a vari livelli, svolge attività sindacale. Un'esperienza che lo accosta a Giuseppe Di Vittorio e a concezioni di riformismo concreto e non velleitario. Altra esperienza formativa del sindacalista sarà quella della convinta partecipazione al fervore ideale e progettuale del riformismo socialista ai tempi del primo centrosinistra. Esperienze che furono decisive e che egli trasmise con grande coerenza in tutta la sua intensa attività, come emerge dalla lettura degli scritti qui raccolti. Contrattazione e democrazia sindacale, democrazia industriale ed economica, democrazia sociale e politica sono per lui strettamente connesse. I rapporti convintamente unitari in CGIL e con le altre organizzazioni confederali pur nel franco confronto delle opinioni, la visione internazionalista e confederale contro ogni forma di chiusura nazionale e pretesa centralità di categoria, autonomia ma non indifferenza nei confronti della politica e soprattutto delle forze progressiste e di sinistra, chiamate ad un rapporto unitario, sono i punti fermi di Marianetti che succederà a Fernando Santi e a Piero Boni come segretario generale aggiunto della CGIL, a fianco del suo grande amico Luciano Lama. Una lezione di straordinaria attualità, comprese le delusioni patite soprattutto nella sua esperienza di partito e della sua deriva plebiscitaria, come francamente le analizzerà nel suo ultimo scritto autobiografico. Il volume riporta inoltre una sintesi della sua attività di parlamentare per tre legislature, alcune testimonianze sulla persona e le impegnate prefazioni di Giorgio Ruffolo e di Vittorio Emiliani a due suoi libri.
16,00

Annali Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Il lavoro e l'attività della nuova Fondazione Giuseppe Di Vittorio

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 410

Dopo l'Annale 2016 dedicato all'attività dei principali istituti sindacali europei, l'Annale 2017, il secondo dopo la costituzione della nuova Fondazione Di Vittorio, vuole documentare il core business dell'attività della Fondazione. A questo fine è stata effettuata una drastica selezione dei temi affrontati dall'istituto nel corso del 2017 (uno fra tutti quello dell'immigrazione che ha visto una specifica pubblicazione del rapporto biennale), scegliendo un solo argomento fra i diversi che ogni operatore ha sviluppato. Nonostante questo lavoro di selezione l'Annale ha una dimensione molto ampia e alcuni settori non sono ricompresi, dalla sezione Educazione al lavoro della Biblioteca, della sezione Attività europee e della sezione Comunicazione, alle tante pubblicazioni ideate e curate. La scelta dei temi contenuti nell'Annale è stata così ricondotta a tre delle principali sezioni dell'istituto: Storia, Formazione e Ricerca, con l'elaborazione di quindici contributi distribuiti fra le tre sezioni. Molti dei contributi non riguardano solo la sfera nazionale, ma anche quella europea, per il riferimento non solo ai progetti europei ai quali l'Istituto partecipa, ma anche all'intreccio, sempre più evidente, che esiste fra le due realtà. L'Europa è il futuro e una buona Europa è l'obiettivo al quale anche la Fondazione Di Vittorio vuole contribuire con la sua attività specifica.
20,00

Giorgio Benvenuto. Una vita per il lavoro e l'unità sindacale

di Elisabetta Scavo

Libro: Copertina morbida

editore: EDIESSE

anno edizione: 2019

pagine: 123

«Non vivo di ricordi, vivo con i ricordi. Penso che ho fatto una vita importante, ho visto tante cose, tanti cambiamenti. Tanti miglioramenti. Mi piace il quadro di Pellizza da Volpedo, non c'è una bandiera. Ci sono loro. Le donne sono scalze, come quelle che vedevo io nel dopoguerra, nelle manifestazioni bracciantili degli anni Cinquanta. A Messina quando ero ragazzo vedevo la gente assalire la distribuzione degli aiuti americani per prendere il pane... però il paese è andato avanti. Nella mia visione io penso che non ti devi mai rassegnare, che le cose si possono migliorare. Ho fiducia nelle persone. Sono convinto che il sindacato che ha attraversato questa crisi tornerà centrale: sono troppo forti le diseguaglianze. Non so come, non so quando, il sindacato farà il suo mestiere. Non ho rimpianti. Nel sindacato, più che dire ho sbagliato, uno dice: ho perso. Ma abbiamo anche vinto tanto. La storia non si replica ma non si deve ignorare. Le battaglie che fai non coincidono con la tua, vita, hanno un'altra prospettiva. Tocca ai giovani. Non ho rimpianti. La cosa difficile è che tu ti rendi conto che sei di passaggio. Questa consapevolezza è mitigata dall'idea che gli altri continuano. Una visione che guardi avanti nel tempo. Ho avuto la fortuna di vivere questa fase in cui c'era amicizia, rispetto. E un orizzonte, un'idea di progresso sociale.» (Dall'intervista di Giorgio Benvenuto)
13,00

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