Editore Edizioni SEB27 - Ultime novità

Edizioni SEB27

Scrivere e raccontare ai ragazzi. Appunti sul teatro di narrazione

di Guido Castiglia

Libro

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2021

pagine: 240

I preadolescenti e gli adolescenti vivono, secondo la definizione della pediatra e psicoanalista francese Françoise Dolto, la sindrome della mutazione dell'aragosta, il periodo nel quale la vecchia corazza è abbandonata (l'infanzia) per formarne una nuova (l'identità adulta); questo tempo di mutazione è un tempo di vulnerabilità ed è governato da una grande fragilità emotiva nella quale ogni gesto, ogni parola, ogni comportamento a loro rivolto può segnarne profondamente, positivamente o negativamente, la sensibilità. È facile comprendere quindi che scrivere e raccontare ai ragazzi sia una questione delicata e che richiede attenzione e competenza. La lunga esperienza teatrale dell'autore (come attore, drammaturgo e formatore) ha trovato sintesi in questo libro, offrendo un metodo teorico e pratico per capire e praticare la scrittura drammaturgica e la narrazione rivolta ai ragazzi, ma questa sintesi abbraccia altresì un più ampio respiro nella riflessione su un teatro capace di porre al centro della sua drammaturgia la Relazione. Un testo rivolto a tutti coloro che con i ragazzi lavorano, siano essi attori, autori o registi, insegnanti o educatori. Prefazione di Carlo Lucarelli.
16,00

Incarnazioni dell'odio. Razzismi, sessismi, crudeltà quotidiane

Libro

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 120

La psicoanalisi ci insegna che l'odio è una passione ineliminabile dall'esperienza umana, inestricabilmente legata all'amore, tanto da far coniare a Jacques Lacan il neologismo hainamoration ("odioamoramento"). Tuttavia, se l'odio non è assunto come ciò che anzitutto riguarda la dimensione di estraneità che abita ciascun essere parlante, rendendolo non trasparente a se stesso, non potrà che riversarsi sull'altro, manifestandosi nella forma dell'intolleranza, del razzismo, dell'espulsione di ciò che appare come non conforme. L'impoverirsi della dimensione della parola, che fonda il legame sociale, lascia sempre meno spazio alla possibilità di trattare le differenze e le divergenze sul piano simbolico. L'insulto, l'azione violenta, la segregazione fisica o sociale, il tecnicismo che riduce gli umani a numeri da contabilizzare e gestire, divengono risposte di fronte all'insopportabile che l'incontro con l'alterità porta con sé. È attraverso la parola e la conversazione che si possono contrastare le diverse derive dell'odio, mantenendo viva un'interrogazione, senza cancellare un sapere inventivo, una parola poetica.
15,00

Il momento di concludere. Il tempo in Freud, in Lacan e nell'epoca degli algoritmi

Libro: Copertina rigida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 284

La conclusione di una cura, la conclusione di una vita, la formazione dello psicoanalista e il suo rapporto con una pratica che, per sua natura, è "terminabile e interminabile" sono alcune delle tematiche affrontate in questo volume. Freud si era interrogato sugli effetti di un'analisi perché la sua esperienza gli aveva insegnato che, al di là della volontà e della consapevolezza, c'è sempre qualcosa che si oppone all'avanzamento di un'analisi e alla sua completa risoluzione nella guarigione. Possiamo dire che la stessa interrogazione ha mosso Jacques Lacan. Il riferimento stesso alla Topologia rappresenta il suo tentativo di rendere conto della struttura dell'atto analitico e di formalizzare le operazioni che riguardano la direzione di una cura. La radicale singolarità di un'analisi fa sì che anche la sua conclusione non sia standardizzabile ma non per questo priva di principi che la orientano. In particolare, il principio che la psicoanalisi dipende dal reale, da quello che emerge in un percorso di analisi o da quello che proviene dalla società, fa sì che gli psicoanalisti si interroghino anche sul posto dell'inconscio nell'epoca dell'intelligenza artificiale.
18,00

Lingua madre Duemilaventi. Racconti di donne straniere in Italia

Libro: Copertina rigida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 304

Storie uniche ma universali. Vite agli opposti che si incontrano. Dialoghi tra generazioni. Immagini nitide e luminose della terra di origine evocano madri reali e simboliche. Le radici si confondono con la modernità dei voli aerei. Fedoua è figlia di mondi infiniti, Berivan delle scelte della famiglia. Lillibell arriva al riconoscimento consapevole della propria omosessualità, mentre Maria Felicita a quello dell'irrinunciabile necessità di amare, nonostante tutto. La speranza accompagna Sayra nel passaggio dal buio della violenza alla luce del ritorno alla vita, che si riprende il proprio posto. E a volte il cibo può essere più potente delle parole e sostituire tutti i baci mai ricevuti, come testimonia il profondo legame che unisce Corina a sua madre. Identità in movimento eppure così solide. I racconti di questa antologia narrano di donne figlie di una lingua che le ha messe al mondo, e che sono diventate adulte, talvolta madri, in una lingua altra che le mette alla prova, quotidianamente. Con sguardo lucido e critico attraversano il dipanarsi di vite che non si rassegnano ai pregiudizi e alle discriminazioni. Nella leggerezza e trasparenza dello stile, sfiorano delicatamente i più vari aspetti: la maternità, l'emigrazione, le origini, la neutralità del linguaggio, le violenze. A vincere è la forza delle donne che ne sono protagoniste.
15,00

Poteri, massa, resistenze singolari

Libro

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 120

Tutti i legami sociali impongono qualcosa in nome di un principio che cambia con la struttura del legame. Quel che il legame impone condiziona i soggetti e ciascun soggetto risponde a ciò che si impone. Ogni tipo di legame ha un'etica che ha la sua ragione politica. Quella del legame contemporaneo capitalista, appoggiato alle tecnoscienze, è l'etica dei beni. Definita da Lacan "la via americana", si coniuga col potere di suggestione delle masse. Ciascun essere umano quando si sente senza risorse, si rivolge a un altro che suppone saper fare in quella contingenza. Si stabilisce così un legame che annoda il sapere al potere. Con la psicoanalisi si scopre che si può non alimentare la suggestione se, chi è supposto sapere, non usa il potere accordato dal transfert, sapendo per esperienza che si tratta di un potere del reale del sintomo, che intralcia i poteri variamente incarnati. Inoltre il potere legato alla supposizione di sapere non è il medesimo accordato alla macchina, come mostrano per esempio la robotica e l'intelligenza artificiale, aprendo nuovi scenari da esplorare. Nei testi della Conversazione, qui raccolti, si esplora l'incidenza di tali tematiche nella vita quotidiana, nella politica, nel sociale, nell'etica, nella scienza, nell'educazione, sui soggetti nella contemporaneità.
15,00

L'inconscio, una svista

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 312

Sigmund Freud, a partire dai sintomi delle nevrosi, ipotizza l'inconscio. L'inconscio freudiano è inedito, altro rispetto all'inconscio della filosofia e della psicologia. Un inconscio con regole proprie, la cui realtà è sessuale; un'altra scena nella quale si svolge la verità del soggetto, a sua insaputa, e che si manifesta nelle eclissi del soggetto. Un inconscio molto vicino al corpo, che vi lavora in silenzio. Une-bévue, una svista, è il modo con cui Lacan "traduce" l'unbewusst, l'inconscio freudiano. La svista consente di far risuonare gli equivoci delle parole che hanno toccato il corpo, sino a poterne fare motto di spirito e perché no poesia. Lacan fa così un passo oltre l'inconscio decifrazione e per compierlo si serve della topologia, in particolare della figura del toro. Da una parte il buco e dall'altra il sapere, una forma singolare di sapere, un sapere in atto. Lacan conclude così uno dei suoi ultimi seminari sull'invenzione di un significante nuovo, un significante che non avrebbe alcun senso, che apre al reale e che risveglia.
18,00

La malapena. Sulla crisi della giustizia al tempo dei centri di trattenimento degli stranieri

di Maurizio Veglio

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 104

Non è un carcere, ma per chi lo subisce è anche peggio. La detenzione amministrativa dello straniero nei centri dedicati dai nomi mutevoli (Cpt, Cie, Cpr) è una pratica di segregazione e privazione della libertà individuale; apartheid che avvalla la "mortificazione della dignità umana", come ha scritto la Corte Costituzionale (n. 105/2001). Anche dopo soggiorni ultradecennali e il compiuto radicamento in Italia, le persone trattenute sperimentano il fallimento del proprio progetto migratorio, mentre subiscono il potere statale nella sua forma più invasiva e feroce. Nel vuoto quotidiano del recluso deflagra una violenza a grappolo contro il diritto, che vede giudici "di pace" non professionisti convalidare la detenzione di persone che non hanno commesso alcun reato. È una violenza che si ripercuote contro i corpi, esposti alla tentazione dell'autolesionismo, e contro i luoghi stessi, bersaglio della rabbia dei segregati e di un continuo maquillage giuridico e materiale. A questo si aggiunge il paradosso dell'inefficienza: nonostante le ingenti voci di spesa, appena il 50% delle persone trattenute viene rimpatriato. Cosa attende gli stranieri dopo il trattenimento? Cosa può nascere dal rifiuto e dal risentimento? In quale pace può sperare una società che, in nome di un'astratta sicurezza, sacrifica la libertà e il diritto dei più vulnerabili? Attraverso le voci dei trattenuti nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, l'autore denuncia le contraddizioni di un'istituzione statale esclusiva degli stranieri, ferita della legalità e delle garanzie civili, obbrobrio giuridico del nuovo millennio. Prefazione di Emma Bonino.
15,00

Islamofobia e razzismo. Media, discorsi pubblici e immaginario nella decostruzione dell'altro

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2020

pagine: 208

L'islam è un universo composito come lo sono la cristianità o l'ebraismo. Eppure verso gli eredi dell'impero arabo immigrati nel nostro paese si sono diffuse e consolidate in questi anni convinzioni collettive che alimentano l'islamofobia, a partire dal combinare automaticamente la provenienza con un credo religioso. I musulmani si demonizzano in modo indifferenziato quando si attribuiscono loro caratteristiche e comportamenti che sono appannaggio di individui o singoli raggruppamenti: sarebbero terroristi o complici di essi, barbari e incivili, incapaci di amalgamarsi nella società italiana e di rispettarne le leggi, oppressori se uomini, succubi del potere maschile e prive di autonomo pensiero se donne. Loro e noi, comunità fittizie che i discorsi pubblici evocano in supposta contrapposizione. Gli autori del libro analizzano questo immaginario deformante, così come si è imposto in diversi campi, letteratura, cinema, economia, psicoanalisi, diritto internazionale, studi di genere, e cercano proprio con argomenti e strumenti che attengono a queste diverse discipline di confutare gli stereotipi prodotti dall'islamofobia in Italia. Prefazione Federico Faloppa.
16,00

Con la Resistenza. Intelligence e missioni alleate sulla costa ligure

di Sergio Favretto

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2019

pagine: 139

La missione italo-americana Youngstown dell'Office of Strategic Service sbarcò in Ligura nel febbraio 1944 e venne paracaduta in Piemonte nel novembre 1944. Operò fino alla Liberazione, sulla costa ligure, nel Monferrato e a Torino. Il presente saggio ricostruisce l'attività della missione proprio in Liguria, con i ruoli di Giancarlo Ratti, di Carlo Braschi, di Giansandro Menghi e di Alfredo Ferrato. Vengono illustrari, con documenti e notizie inediti, i rapporti fra le organizzazioni di intelligence alleate e le formazioni partigiane. Viene inoltre presentata la mappatura, con schizzi e grafici, dell'intera ricognizione fatta dalla missione Youngstown per inventariare le postazioni e gli armamenti tedeschi, località per località, lungo tutta la costa ligure. Prefazione di Luciano Boccalatte.
15,00

Prima del silenzio

di Giuseppe Ricuperati

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2019

pagine: 216

Uno storico scrive di se stesso, indaga con onestà la propria vita, immersa negli accadimenti della storia di quasi un secolo, come se fosse l'ennesimo documento - politico quanto esistenziale - della sua insaziabile fame di ricerca, che ha sortito svariate opere soprattutto biografiche. «La parte sciamanica dello storico è quella di far resuscitare i morti», scrive Ricuperati che ha ridato vita a grandi pensatori più e meno conosciuti come Bernardo Andrea Lama, Pietro Giannone, Baruch Spinoza, Pierre Bayle, ma che ha anche lavorato instancabilmente per il rinnovamento della scuola e dell'università, perché l'istruzione fosse motore di reale emancipazione civile. Da laico e studioso del pensiero illuministico sa che la sopravvivenza di ognuno sta non solo nel lavoro degli storici, ma anche nel ricordo che di sé si lascia a coloro con i quali si è condiviso amore e amicizia, «il più vago e insieme potente sentimento, forse il più umano e religioso dei nostri dispositivi mentali».
15,00

Confini. Scienza, storia e cronache tra limiti, mutamenti e migrazioni

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2019

pagine: 160

Un 'antologia di narrazioni s cientifiche che spaziano dall'antropologia, alla biologia, l'astrofisica, la storia e le cronache contemporanee. Autori diversi affrontano il tema della "migrazione", intesa come attraversamento, cammino, spostamento, superamento o raggiungimento di qualunque limite o confine; e in ogni sua accezione: pratica, astratta, positiva o negativa. Concorrono all'eterogeneità dello sguardo: Adriano Favole, "La fine dell'umanità? Apocalissi, disinteresse, vie di fuga"; Gianfranco Biondi, "Quale confine per la nazione? Le radici razziste del colonialismo italiano in Africa"; Olga Rickards, "Ominini: l'umanità senza confini"; Valerio Calzolaio, "Confini della specie meticcia: i confini del pianeta, degli ecosistemi, degli Stati fra cambiamenti climatici e migrazioni forzate"; Giovanni Boano, "Rondoni: una patria senza confini"; Paola Bonfante, "Dalle piante di Darwin a quelle del futuro"; Elisa Nichelli, "Viaggio ai confini dell'Universo"; Renzo Fracalossi, "Ai confini del confine. Il Brennero"?; Francesco Scalfari, "Evoluzione umana e società oltre i limiti della natura e i confini della terra"?; Antonella Romeo, "Trasgredire il confine: l'impegno per i diritti umani nelle migrazioni in atto dal Mediterraneo ai valichi alpini".
15,00

Ipotesi sulla nozione di teatro

di Gian Renzo Morteo

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni SEB27

anno edizione: 2019

pagine: 133

Questo libro ha di fatto rappresentato per almeno un paio di generazioni di suoi allievi l'incontro "della vita" con il proprio maestro. Circolato con discrezione sin dai primi anni Settanta del secolo scorso, nelle timide vesti pastello delle dispense universitarie, viene oggi riproposto, a trent'anni dalla scomparsa del suo autore, arricchito da una prefazione di quello che fu il suo interlocutore sodale di sempre, Giovanni Moretti. In queste pagine Gian Renzo Morteo ha intessuto quella che si può considerare la sintesi del suo pensiero di teorico, storico, traduttore, docente; quella certa idea di teatro che si è andata delineando nel corso del suo magistero, declinandosi via via come una certa idea di: teatro e scuola, teatro e università, teatro e territorio, teatro e drammaturgia. Un modo di essere "in punta di piedi" che è già tutto nel termine ipotesi del titolo, ma anche una decisa proposta vitale di "fare a pezzi il teatro" per indagarne l'essenza multiforme, percorrerne le radici più intime quanto le possibili prospettive future.
15,00

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