Editore Fandango Libri - Ultime novità | P. 4

Fandango Libri

Stiamo abbastanza bene

di Francesco Spiedo

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 304

Andrea Lanzetta ha 25 anni, una laurea in Matematica, due genitori apprensivi e un futuro incerto: ha abbandonato Napoli in fretta e furia per rifugiarsi a Milano, ma nonostante sia lì da mesi non ha ancora disfatto le valigie. Nella capitale del Nord, accetta i lavoretti che solo un ragazzo del Sud può fare bene - sostituto portiere, addetto alla sicurezza notturna in un supermercato, cameriere -, cercando di dribblare le insistenti telefonate della madre che vuole andarlo a trovare, vuole sapere se mangia, in sostanza vuole che torni a casa. Andrea però è fuggito da un amore che è finito di botto, un giorno, e a Milano cerca di cambiare pelle, per quanto per cambiare pelle dovrebbe prima capire che cosa vuole diventare. In questa incertezza da cui non riesce a salvarlo neanche la fissazione dei numeri, Andrea ricostruisce una versione di se stesso a nuove latitudini, aiutato da un improbabile portinaio che ricorda Lello Arena, da uno zio d'America che è il vero Tony Pagoda e da una donna che sa tenere a bada i suoi mostri. Quando tutto sembra aver trovato un posto, le conseguenze delle sue nonscelte e il calendario chiedono pegno: Natale, è tempo di tornare a casa e fare i conti con il passato. Diviso tra una Milano metropolitana e il richiamo di una Napoli pericolante, Andrea rappresenta una generazione in fuga dalle responsabilità e indolente, che sta abbastanza bene da non potersi lamentare, ma non bene abbastanza da essere felice. Spiedo rilegge il cliché del meridionale emigrato in un esordio dolceamaro, tenero e malinconico che tra le risate vi lascerà nel cuore un piccolo grumo colore del mare di Napoli.
18,50

La scienza in tribunale 2. La vendetta. Omeopatia, diete miracolose, api friulane e altri disastri

di Luca Simonetti

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

Eventi come la recente epidemia di coronavirus non fanno che rafforzare l'impressione che molti disastri (normativi, giudiziari, politici e comunicativi) potrebbero essere evitati se non si pretendessero dalla scienza e dagli scienziati risposte che non possono dare, e se per converso si facesse tesoro di quelle che sono in grado di dare. E i disastri non mancano davvero. Per esempio, Ilaria Capua, fra le più influenti scienziate e virologhe che ci hanno accompagnato in questi mesi di pandemia, è stata vittima illustre di un'inchiesta raffazzonata, anticipata con tanto di copertina scandalistica dell'Espresso ("Trafficanti di Virus") nell'ormai lontano 3 aprile 2014. Le indagini si sono protratte per anni senza che gli indagati venissero mai ascoltati. Inutile dire che alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto: nessun traffico di virus, nessuna epidemia dolosa - e anche nessuno che chiedesse scusa agli indagati. Un caso eclatante di sciatteria e ricerca di capri espiatori. Questo è solo uno dei casi raccontati nel secondo volume di "La scienza in tribunale", insieme alle diete miracolose di Adriano Panzironi che promettono di far vivere fino a 120 anni (né più né meno), l'omeopatia, la misteriosa scomparsa delle api friulane, l'editing genomico, i vaccini in Parlamento e vecchie conoscenze come Stamina, Xylella (arrivata finalmente a un'archiviazione tutto sommato inaspettata) e il caso del terremoto dell'Aquila, rivisitato in modo peculiare da uno dei suoi protagonisti.
18,00

Quelli che Spezzano. Gli arbëreshë fra municipalismo libertario e anarchia

di Tiziana Barillà

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 224

Gli arbëreshë, ossia gli albanesi d'Italia, sono una minoranza linguistica e culturale presente nella parte meridionale e insulare d'Italia. Di questa antica comunità fanno parte circa 100mila persone e tra queste, almeno l'80% parla o comprende la propria variante locale dell'arbëreshë, la lingua del gruppo. Gli italo-albanesi sono diffusi a macchia di leopardo in diverse regioni: Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e, soprattutto, Calabria, che ospita la comunità più numerosa, con oltre 58.000 persone, molte delle quali abitano a Spezzano Albanese, provincia di Cosenza. Da qui parte il viaggio di Tiziana Barillà alla scoperta di una comunità perfettamente integrata nel tessuto culturale calabrese con una forte connotazione anarchica che porta avanti da anni un esperimento di municipalismo libertario grazie alla Federazione Municipale di Base. Facendo capo alle teorie libertarie Spezzano oggi ha saputo essere una città del popolo, un'esperienza di un forte contropotere, di un controllo popolare e di un federalismo dal basso. A partire dalla nascita di comitati di lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati, di quartiere che hanno ridato voce a Piazza Matteotti, storica piazza dei comizi e delle manifestazioni politiche e sociali della comunità e che sono riusciti, in forma assembleare, a incidere sul governo della città. Dopo Riace, Barillà torna a raccontare un mondo possibile che non è soltanto un sogno ma una solida realtà dove la politica torna a essere lo strumento con il quale si migliora la vita dei cittadini all'insegna della giustizia sociale, dell'accoglienza e della libertà.
15,00

Pazza d'amore

di Adèle Hugo

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 128

A partire dal 1863, Adèle Hugo, secondogenita del grande scrittore, e che aveva allora trentatré anni, divenne nella sua famiglia quella di cui si parlava a bassa voce e di cui si evitata di pronunciare il nome davanti a chiunque. Era partita, furtivamente, per Halifax, in Nuova Scozia, per raggiungere il giovane tenente Albert Pinson che desiderava ardentemente sposare e che non ne voleva sapere di lei. Eppure, l'aveva sedotta, anni prima, nella terrazza a strapiombo sul mare e nelle sale buie della dimora paterna dall'isola di Guernsey dove Victor, in esilio e addolorato per la morte della sua primogenita Leopoldine organizzava abitualmente sedute spiritiche; eppure era stata la sua amante. Il bel tenente però non l'ama più e a nulla serve il consenso a sposarlo che Adèle ha finalmente strappato dal padre, così come si rivelano inutili, anzi dannosi, i sotterfugi e le menzogne cui la ragazza ricorre per riconquistare l'uomo che ama. Adèle annuncia ai suoi il matrimonio che non c'è mai stato e al quale gli Hugo avevano inizialmente creduto. Quando scoprono che Adèle ha mentito, la ferita è inguaribile e suo padre non riesce a dominare il risentimento: per quanto libero dai pregiudizi, restava in lui affilata, esigente, una certa idea di rispettabilità borghese e di "onore" familiare che Adèle aveva, ai suoi occhi, intaccato.
12,00

Quello che è stato

di Mimmo Rafele

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 315

1 maggio 1947, Portella della Ginestra. Lucio ha 15 anni e con i genitori sta celebrando la festa del lavoro. In un attimo la folla viene crivellata di colpi, Lucio si ritrova coperto dal sangue della madre, accanto a lui anche il padre muore sotto i suoi occhi, tenendo ancora stretta la bandiera rossa. Lucio rapido la raccoglie e scappa. A compiere la strage, scoprirà subito dopo, è stato il bandito Giuliano, d'accordo con dei signori ben vestiti che il ragazzo non conosce. Ormai orfano, Lucio si imbarca clandestino su una nave, dove conoscerà Calogero Frangipane, ambiguo avvocato palermitano che lo prende sotto la sua protezione. Ed è a Napoli che, grazie a Frangipane, Lucio entra in strani giri, quello dei femminielli e dei piccoli delinquenti che cercano di sopravvivere, quello dei ricchi e dei malavitosi, di Lucky Luciano, degli americani e della destra eversiva del secondo dopoguerra. Ma è sempre a Napoli che Lucio si avvicina ai comunisti di Napolitano e Amendola, è a Napoli che scopre l'amore e compie la sua prima spedizione punitiva, tessendo un pericoloso doppio gioco tra le due parti - i neri e i rossi - impegnate in una sotterranea e violentissima guerra civile. A guidarlo il desiderio di vendetta contro tutti coloro che hanno causato la morte dei suoi genitori. Mimmo Rafele tesse il romanzo di formazione di una spia nell'Italia delle macerie postbelliche, ripercorrendo le tappe di un conflitto armato in cui il nostro Paese è stato una pedina in quella sanguinosa partita a scacchi che sarebbe diventata la Guerra Fredda.
18,00

Disperanza

di Giulio Cavalli

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 128

I disperanti sono uomini e donne del nostro tempo, giovani che non si aspettano niente, che credono nell'occasione e non nell'opportunità, adulti che hanno reso le armi ma non possono permettersi di abbandonare la lotta, cittadini sempre in transito di una società che ci spinge a essere inevitabilmente ottimisti, positivi e performanti. Disperante è Giulio Cavalli, che a partire dalla propria esperienza personale, affronta a cuore aperto un fenomeno unico del nostro tempo. È possibile individuare il momento in cui abbiamo perso la speranza? Quali sono i motivi, lavorativi, personali, di salute, politici che ce l'hanno fatta smarrire? Oggi si possono ancora dichiarare senza vergogna le nostre fragilità contro la retorica del superomismo? Una riflessione coraggiosa che si arricchisce delle storie dei lettori che l'autore ha chiamato a raccolta sui suoi social, con un'unica domanda: Quando avete perso la speranza? Una cassetta degli attrezzi per continuare a sperare.
12,00

L'arte di uccidere un uomo

di Giaime Alonge

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 340

Alla fine del ventesimo secolo, in un mondo orfano della Guerra Fredda, l'ex colonnello dell'Armata Rossa Sergej Orlov, eroe dell'Afghanistan, si è reinventato lavorando come mercenario per una delle tante società di sicurezza privata sorte in Russia dopo il crollo dell'Urss. Un nuovo contratto porta Orlov nell'Iraq ancora governato da Saddam Hussein, insieme al compagno Peter Jennings, un ufficiale inglese passato ai sovietici alla fine degli anni Settanta. Il committente è un capo-mafia che ha messo sotto contratto la loro squadra per assassinare il fratello e assumere il controllo del clan, in un villaggio sperduto sulle montagne del Nord del paese. Apparentemente si tratta di una missione di routine, ma le cose prendono subito una strana piega, e i mercenari saranno costretti a mettere a frutto le molte esperienze di guerra della loro vita in un territorio sconosciuto. Vicino a "I mastini della guerra" di Frederick Forsyth e "Sulle ali delle aquile" di Ken Follet, "L'arte di uccidere un uomo" riscrive l'Anabasi di Senofonte in chiave moderna, con la Guerra Fredda al posto della guerra del Peloponneso e al posto degli opliti greci i soldati del disciolto Patto di Varsavia, uomini che, alla caduta del Muro, non hanno avuto altra possibilità che quella di continuare a praticare il mestiere delle armi, perché di tutte le arti quella di uccidere un uomo è la più semplice. Un romanzo di storia, guerra, e sopravvivenza, al cui centro brillano gli ultimi bagliori del '900.
18,00

La rosa più rossa si schiude

di Liv Strömquist

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

Come mai Leonardo DiCaprio ha avuto relazioni con fantastiche modelle senza mai innamorarsi di nessuna di loro? Questo punto di partenza conduce la graffiante autrice e fumettista Liv Strömquist alla seguente ipotesi: innamorarsi è sempre più raro. Siamo un po' tutti, in fondo, dei Leonardo DiCaprio. Perché? Liv Strömquist ci illustra con l'immagine e con la parola, e con sagace ironia, le principali teorie avanzate dai numerosi psicologi, sociologi e filosofi che hanno riflettuto sul tema: colpa del nostro estremo narcisismo; delle nostre infinite scelte razionali; del nostro distacco emotivo (ormai non più soltanto maschile) che porta al nostro bisogno imprescindibile di autonomia, al voler a ogni costo sfuggire dalla sofferenza delle relazioni amorose. Per illustrare queste teorie che conducono tutte, secondo lei, al disfacimento o addirittura all'estinzione dell'amore, Liv Strömquist mette in scena in una colorata rappresentazione teatrale una folla di personaggi d'ogni tempo, da Socrate a Samantha di Sex and the City, dal Piccolo Principe a Beyoncé, da Teseo a Marsilio Ficino, fino alla poetessa americana Hilda Doolittle, autrice della poesia "La rosa più rossa si schiude". Eccoci dunque di fronte al formidabile condensato dei nostri spesso contraddittori comportamenti e dei nostri inesauribili dubbi sul discorso amoroso: pene d'amore, slanci, impegno o fuga, palpiti, tradimenti e amori multipli... tutti temi scandagliati con intelligenza e umorismo. Una vera e propria guida negli affari di cuore.
19,50

L'amore ai tempi del petrolio

di Nawal Al-Sa'dawi

Libro

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 176

In un paese africano senza nome una donna è partita e non è mai più tornata. Era un'archeologa e aveva una passione per la ricerca delle mummie, non indossava il velo, amava il suo lavoro, era emancipata. Perché è sparita? Qualcuno l'ha costretta o è stata una libera scelta? È davvero scomparsa? "L'amore ai tempi del petrolio" di Nawal al- Sa'dawi, uscito in Egitto nel 2011, è un giallo che racconta la condizione femminile non solo nei paesi autoritari ma in ogni società. Forse proprio questo ha spinto l'autrice a non utilizzare nomi, ma solo categorie - donne e uomini - affinché l'immedesimazione potesse essere totale. Donne sottomesse al lavoro, donne che lavorano anche più degli uomini ma senza uno stipendio, che viene invece pagato all'uomo con cui condividono il letto e la casa, a cui sono costrette a dire sempre di sì. Donne omologate. Donne dominate socialmente, economicamente e culturalmente. In questa terra di tirannia le relazioni sociali sono influenzate dal petrolio e dalla sua potenza, che riduce l'intero paese in schiavitù, dipendente da una forza esterna onnipresente. Critica feroce a Mubarak allora saldamente al potere e al suo governo fortemente condizionato da ingerenze esterne, duro attacco alle donne e alla loro paura di andare contro quel che ritengono un destino già scritto e immodificabile, questo romanzo è un'invettiva contro chi tenta di cancellare la storia, non a caso le statue che rappresentano divinità femminili vengono trasformate in divinità maschili... Ma è anche un viaggio onirico: l'archeologa alterna momenti di veglia al sogno, proprio per non essere assorbita dalla vischiosa e torbida monarchia del petrolio, e il lettore la segue incantato rifugiandosi nel suo mondo immaginario fatto di infiniti tentativi di fuga.
17,00

Stupidi e contagiosi

di Giovanni Za

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 304

Com'era avere quasi diciotto anni alla metà degli anni '90, quando non c'erano i cellulari e la musica era quella delle band scalcagnate degli amici, quando per conquistare una ragazza si preparavano le compilation in cassetta e il primo viaggio da soli era l'Interrail? Giovanni Za ci racconta le avventure tragicomiche di un gruppo di liceali prossimi alla maturità, un gruppo in cui i ragazzi sono cervellotici e irrisolti, le ragazze rock, la politica un gioco di ruolo, il sesso un doloroso trapasso. C'è Carlo Gustavo, il romantico inutilmente colto che capisce meglio Leopardi dei suoi coetanei, Mastarna che legge nudo Dylan Dog e ha una piccola fissazione per Cittadino B., Moya che non potendo avere Gamla Fru cerca la propria kundalini, Gamla Fru che adora Moya ma sempre e solo come amico, Ariel Nata con le Ali che nonostante sia sempre sballata pare quella più consapevole dei propri obiettivi, Alexander che rischia di diventare un grande tennista ma si vergogna di dirlo agli amici, Kazu Makino che sembra eterea ma sostiene che Spice Girls e Marylin Manson siano la stessa cosa: schifoso mercato... Tra occupazioni scritte rigorosamente con la k, feste alcoliche, elezioni scolastiche, l'ultima gita e tutte le loro prime volte, questo gruppo di adolescenti complessati affronta senza epica la più grande delle sfide: scegliere che pelle mettersi da adulti, capire quale destino li aspetti oltre le porte della maturità, anche se tutto pare confuso e loro privi di mezzi. Giovanni Za ci racconta la vera storia di Come te nessuno mai, il lato B di un'epopea studentesca e dell'ultima generazione cresciuta nel secolo scorso.
18,00

Il corpo è una chimera

di Wendy Delorme

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 224

"Il corpo è una chimera" è un romanzo corale: sette personaggi in cerca di loro stessi ragionano sull'amore, il desiderio, la maternità, la famiglia. Nel Prologo la morte inspiegabile di una donna: lacrime e corone di edera e rose. Il sipario svela a poco a poco tutti gli attori che entrano in scena: Philippe che piange Isabelle; l'ha persa, nonostante il suo amore fosse assoluta adorazione. Marion, la figlia, che vive con Elise e i loro tre figli: l'amore che la lega a loro è totale, ha accettato tutti i sacrifici che hanno dovuto fare per poter diventare la famiglia che sono e ha imparato ad amare anche il suo corpo che si è disfatto con il peso delle gravidanze, della fatica, dell'età. Camille è un'utopista che vuole cambiare il mondo lavorando per i migranti a Calais, ma non può. La sua compagna Ashanta è immigrata e combatte quotidianamente contro il pregiudizio della gente. Maya è una prostituta che un giorno incontra un cliente diverso da tutti gli altri, il Signor R., dolce, introverso, delicato, che le fa indossare non una guêpière ma un abito innocente di cotone blu chiaro, e poi mentre lei si gira per cercare la borsa dove teneva le forcine, lo vede seduto sulla sedia, con le spalle ricurve, i pugni serrati, piangere in silenzio; Jo ha voluto entrare nella polizia contro il parere di tutti e nasconde un animo delicato sotto l'apparente durezza. "Il corpo è una chimera" è una fisiologia del mondo contemporaneo, un romanzo di una verità sconvolgente, che insidia gli stereotipi, le passioni, la sessualità, le parentele e la coppia.
18,00

Caccia all'omo. Viaggio nel paese dell'omofobia

di Simone Alliva

Libro: Copertina morbida

editore: Fandango Libri

anno edizione: 2020

pagine: 208

A Torino un ragazzo gay viene picchiato dai vicini di casa, è una spedizione punitiva: "Sei gay, ti uccidiamo". Intanto la Capitale brucia: con un pugno sferrato in pieno volto muore Umberto Ranieri l'artista 53enne di origini abruzzesi, noto col nome d'arte di Nniet Brovdi. A Cagliari un gruppo di ragazzi insulta e aggredisce un 17enne e una sua amica, "frocio di merda" e giù botte. Il pestaggio viene filmato e caricato online, per divertimento. A Domodossola, una ragazza è obbligata a 15 anni ad avviare un percorso di teorie riparative: è lesbica dunque malata, per i genitori va curata. Le cronache delle aggressioni a gay, lesbiche e trans raccontano di un paese intossicato dall'odio. Soprattutto dopo le ultime elezioni politiche, quelle dell'Italia del cambiamento. Quelle del "prima gli italiani". Con le elezioni del 4 marzo 2018 le lancette della vita civile nel nostro paese hanno cominciato a girare al contrario e non si sono più fermate: l'Italia si è consegnata nelle mani di chi prometteva di abolire le unioni civili, di cacciare il "gender" dalle scuole, di curare gli omosessuali, in ogni modo. E da allora i casi di aggressioni, minacce, bullismo sono diventati sempre più frequenti, nell'indifferenza generale. Come se il vaso di Pandora fosse stato scoperchiato. Simone Alliva ha viaggiato da Nord a Sud per raccogliere le storie di chi ha provato e prova sulla propria pelle gli effetti di un continuo incitamento all'odio, della continua negazione della propria esistenza. Un'inchiesta accurata, la prima nel suo genere, con numeri alla mano e l'analisi approfondita delle ragioni e delle conseguenze di un tale inasprimento dei toni del dibattito, che ci consegna un importante monito: si è aperta la caccia ai "diversi", e quando le mani sono armate nessuno può considerarsi al sicuro. La prima inchiesta che indaga la violenza omotransfobica in Italia.
16,00

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