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Giannini

Architettura della morte. Viaggio asistematico nel tempo e nello spazio del dolore

di Saverio Ciarcia

Libro: Libro in brossura

editore: Giannini

anno edizione: 2015

pagine: 64

Il pensiero della morte domina la vita di ogni uomo: a quel triste e ineluttabile destino, che Atropo indifferente distribuisce a tutto il genere umano, è da sempre subordinato ogni atteggiamento, ogni azione, ogni speranza di sopravvivenza. Se non nel corpo, almeno nel ricordo dei nostri simili. È per questo che, sin dagli albori della civiltà, un ruolo centrale ha sempre rivestito nelle più varie culture umane il momento commemorativo e celebrativo dei defunti e l'elemento che ne rappresenta fisicamente e materialmente le istanze più profonde: il monumento funerario appunto. Il testo opera una rapida disamina delle tradizioni funerarie che si sono succedute nella storia dell'umanità e che hanno dato luogo a interpretazioni a volte molto diverse del rapporto con la morte. In esse l'architettura funeraria finisce per essere l'unico ponte riconoscibile e dunque efficace tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l'unica concreta illusione di eternità.
25,00

Diacronie. Arendt, Celan, Lévinas, Bloch

di Paolo Amodio

Libro

editore: Giannini

anno edizione: 2003

pagine: 168

Che cosa significa pensare Auschwitz? È possibile dire di un evento che ha polverizzato tutti i criteri di giudizio filosofico, morale, politico, teologico della nostra tradizione? Quali prospettive sono oggi a nostra disposizione dopo il cortocircuito etico e filosofico provocato dall'universo concentrazionario? Può l'etica avere ancora uno spazio nell'orizzonte contemporaneo? Quali, insomma, le possibilità etiche, filosofiche e politiche che ci restano? I saggi di Paolo Amodio qui presentati non hanno ovviamente la pretesa di offrire una risposta, si limitano piuttosto - riattraversando alcuni temi elaborati dal pensiero filosofico, etico e politico più recente a mettere in luce talune possibilità offerte da pensatori quali Hannah Arendt, Emmanuel Lévinas, Ernst Bloch, o poeti come Paul Celan.
10,33

La regina delle galere. Storia e storie del carcere di Procida

di Franca Assante

Libro: Copertina morbida

editore: Giannini

anno edizione: 2019

pagine: 188

Il libro racconta la storia della trasformazione del palazzo d'Avalos in Casa di pena, ma anche le tante storie narrate da protagonisti e spettatori, allo stesso tempo, della vita all'interno di quelle pareti. L'una e le altre illuminano gli aspetti nascosti e non della politica carceraria 'moderna', per la quale la monarchia borbonica aveva mostrato interesse ed entusiasmo; nonché gli errori commessi e la mancanza di risultati significativi. E non solo. Le carenze della burocrazia, la sua proverbiale lentezza e "la prava natura delle nostre istituzioni", come scriverà il duca Sigismondo Castromediano, 'ospite' illustre di quella prigione. Infine, l'imperversare della corruzione a tutti i livelli; la capillare infiltrazione della camorra, che esigeva il pagamento del pizzo, specie nell'approvvigionamento dei viveri; ma, anche pronta a "guadagnar[e] un posto" dopo aver allargato "la borsa ai custodi"; Comandanti cinici e avidi, amici dei camorristi e di chiunque avesse consentito di concludere "affari". Di qui l'entrata di armi proibite, i frequenti casi di 'sferrramento', eclatanti evasioni e altro ancora.
15,00
20,00

La guerra in classe. Il secondo conflitto mondiale vissuto nelle scuole di Napoli

di Erminio De Biase

Libro: Copertina rigida

editore: Giannini

anno edizione: 2018

pagine: 272

Quando giunge la notizia che l'Italia è in guerra contro le tanto odiate plutocrazie occidentali, nelle scuole del regno l'evento è accolto con esaltanti manifestazioni di giubilo: l'anno scolastico 1940/41 è inaugurato con infiammati Eja-Eja-Alalà ed impetuosi discorsi di capi d'istituto che accendono gli animi di insegnanti e alunni. Tutti, ovviamente, in camicia nera... Ben presto, però, la realtà si fa pesante per la popolazione scolastica sulla quale si riflettono tutte le difficoltà della guerra: il razionamento dei generi di prima necessità che condiziona pesantemente la frequenza degli alunni, la morsa della povertà che attanaglia sempre più le famiglie, gli edifici scolastici requisiti dai militari, fino alle bombe che colpiscono le aule come le case, le navi, i treni e tutto il resto... Malgrado ciò, la certezza di "vittoria" resta, apparentemente, ben salda nei docenti e nei loro allievi: "Balilla" e "Piccole Italiane". Almeno fino al dicembre del 1942 quando, dopo il primo, bestiale bombardamento americano, viene sospesa ogni attività didattica: un vero e proprio Si salvi chi può! Le scuole resteranno chiuse fino al febbraio 1944. Riapriranno in ambienti disastrati, tra fame, sporcizia, infezioni e, soprattutto, miseria, una condizione che alimenta drammaticamente il degrado morale e materiale di gran parte della popolazione. E, tragica ironia della sorte, si tornerà a scuola sotto il controllo degli ex nemici fino ad allora detestati ed odiati, verso i quali, ora, un tanto compiaciuto quanto camaleontico consenso comincerà ad emergere dalle righe dei nuovi registri...I registri, infatti, i documenti in cui, giorno per giorno, veniva annotato ogni avvenimento ed ai quali, fino ad ora, mai si era attinto, sono la fonte di questo libro. Gli accadimenti che si collocano in un arco temporale esattamente sovrapponibile alla durata dei fatti bellici: dall'inizio dell'anno scolastico 1940/41 alla fine dell'anno scolastico 1944/45, sono stati in esso riportati assemblando ed armonizzando parole, frasi ed espressioni trascritte nei diari di classe dagli insegnanti di diverse scuole di Napoli che, durante il periodo fascista, erano tenuti a compilare ampi resoconti quotidiani di un vissuto che mai avrebbero immaginato potesse, dopo decenni, essere riletto con occhi stupiti dai loro posteri.
20,00

Le parole del castello. Nomenclatura castellana

Libro: Copertina morbida

editore: Giannini

anno edizione: 2018

pagine: 96

Questa pubblicazione si inserisce nel solco degli studi compiti nel corso degli ultimi dall'Istituto Italiano dei Castelli e contribuisce alla conoscenza di queste architetture con una serie di saggi relativi ad alcuni elementi caratteristici dell'architettura fortificata e un glossario dove viene specificato il significato dei principali vocaboli utilizzati per la sua descrizione. Il tema particolare della nomenclatura che viene qui trattato è di estrema importanza in ogni disciplina in quanto costituisce il fondamento di qualsiasi discorso scientifico. La necessità di individuare univocamente gli elementi dell'architettura militare è infatti sempre stata riconosciuta necessaria sia ai fini della corretta progettazione e costruzione delle fortificazioni, sia per lo studio delle stesse, come si evince chiaramente dai contributi di Flavio Conti e di Marino Viganò. Come nota quest'ultimo, è in particolare dall'inizio del XIX secolo che gli studi sulle fortificazioni assumono una maggiore valenza di natura storica e culturale.
15,00
22,00

«Diario napoletano» (1940-1961). Voci, volti, musiche ed ambienti di una città antica

di Arturo Didier

Libro: Libro in brossura

editore: Giannini

anno edizione: 2018

pagine: 144

"Alla base di questo "Diario" non c'è soltanto il proposito di raccontare i fatti della mia vita, che probabilmente non interessano nessuno, ma c'è bensì la fervida aspirazione di servirsi di questi fatti, realmente accaduti, per delineare una suggestiva immagine di Napoli, città che ha un fascino particolare, riposto nella sua storia, nel suo incantevole aspetto paesistico, nello splendido tessuto urbano, nelle sue tradizioni e nel carattere peculiare della sua gente. Lo scritto è costellato di brani di canzoni napoletane di ogni tempo, che da sempre accompagnano le vicende umane del popolo napoletano, brani che sono altamente significativi nel contesto della narrazione. Spaziando lungo un arco di tempo che va dal 1940 al 1961, praticamente dalla mia fanciullezza alla gioventù inoltrata, e narrando una seria infinita di vicende riguardanti la mia formazione umana, culturale e spirituale, il mio "Diario" si presenta come un concatenamento di brevi osservazioni, una successione di flash composti di getto, sul filo emozionante del ricordo. Ma, nel comporre quest'opera, spesso mi sono chiesto: come si fa a narrare adesso fatti e situazioni che mi sono accaduti tanto tempo fa? È possibile tutto ciò? Risposta: no, non è possibile. In effetti, ciò che narriamo non sono i fatti realmente accaduti, ma l'interpretazione che noi oggi diamo di quei fatti, interpretazione che indubbiamente presenta dei tranelli, che sono, ad esempio, l'idealizzazione, la banalizzazione, l'adattamento, fino a incorrere nella trasfigurazione. Ma ciò è inevitabile. La storia, diceva Benedetto Croce, è sempre contemporanea, cioè è sempre ricostruzione attuale del passato. Perciò, nella stesura di un diario risulta inevitabile un gioco di specchi tra passato e presente. Ma il fascino di un diario è forse riposto proprio in questa rievocazione emotiva."
20,00

Michelangelo architetto e la «Compagnia di Gesù». Riflessioni fra Roma e Napoli

di Gregorio E. Rubino

Libro: Copertina morbida

editore: Giannini

anno edizione: 2018

pagine: 212

La collaborazione fra Michelangelo e la Compagnia di Gesù ci è nota solo da alcuni frammenti di lettere di Sant'Ignazio e relativi ad un primo progetto per la chiesa del Gesù di Roma (1554) - mai realizzato, né mai esplicitato nei contenuti dalla storiografia gesuita - cui segue la condanna di eresia per i criteri di rappresentazione del Giudizio della Sistina, comparsa su "La Civiltà Cattolica" nel 1992. Episodio contraddittorio sembra invece a Napoli la trasformazione del quattrocentesco palazzo Sanseverino di Salerno nella basilica del "Gesù Nuovo", di evidente stampo michelangiolesco, ma sempre accreditata dalla Compagnia come opera di maniera del 1584 di un architetto interno all'Ordine, semplice imitatore di Michelangelo, mentre un documento dell'archivio Sanseverino, confermato oggi da numerosi altri indizi a corredo, testimonierebbe il passaggio della proprietà del palazzo nelle mani dei gesuiti già nel 1551.
12,00

Italia e mondo tedesco nell'epoca di Adenauer. Il problema sudtirolesee la politica di Antonio Segni

di Federico Scarano

Libro

editore: Giannini

anno edizione: 2018

pagine: 112

Questa pubblicazione affronta due temi importanti, ma poco conosciuti del rapporto tra l'Italia e il mondo tedesco e cioè l'atteggiamento di Bonn verso il problema sudtirolese e i rapporti tra il cancelliere e Antonio Segni che dal 1955 al 1964 fu a più riprese presidente del Consiglio, ministro degli Esteri ed infine presidente della Repubblica. L'arco temporale è quello dal 1948 agli anni '60, periodo che fu dominato in Germania dalla personalità di Konrad Adenauer, cancelliere dal 1949 al 1963, ma già molto attivo nella politica della zona di occupazione britannica in Germania dal 1945 e nel settembre 1948 presidente del Consiglio parlamentare che avrebbe redatto la legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania.
9,00

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