Editore Guerini e Associati - Ultime novità | P. 13

Guerini e Associati

La stella e la mezzaluna. Breve storia degli ebrei nei domini dell'Islam

di Vittorio Robiati Bendaud

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 243

Due ricostruzioni storiche si fronteggiano circa i complessi, difficili e spesso ambigui rapporti tra ebrei e musulmani. Da un lato viene celebrata, venata da miti, la coesistenza andalusa medievale, stemperando le serie criticità che la strutturarono e attraversarono. Per converso, esiste una ricostruzione storica alternativa, riducente il rapporto tra ebraismo e Islam soltanto a incomprensione e odio. La ricchissima storia degli ebrei dimoranti nei domini islamici, che per secoli è stata «decisiva» per il plasmarsi dell'ebraismo che conosciamo, è la storia per lo più negletta o ignorata, affascinante e sofferta, che questo libro tenta di restituire sino agli albori del XX secolo. Nota introduttiva di Antonia Arslan.
18,50

Il governo della città complessa. Verso una nuova formazione

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 128

Come si guarda e si interpreta oggi la città di fronte ai suoi problemi di gestione tecnica e amministrativa? In un tempo di incertezza politica, di frammentazione istituzionale e di dispersione urbana, sempre più le amministrazioni pubbliche sono chiamate a confrontarsi con molte questioni di management che riguardano le città in relazione a temi socio-economici, di mobilità e di abitabilità urbana. Il volume, promosso dalla Fondazione Dioguardi ed esito delle attività di un gruppo di ricerca del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani e del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, indaga diversi aspetti dei problemi e delle sfide della gestione urbana e rappresenta un'occasione per sviluppare un ragionamento sulle competenze che gli enti locali dispiegano nelle politiche urbane; al tempo stesso emerge dall'indagine la necessità di sviluppare nuovi percorsi formativi di urban management, ancora inediti in ambito europeo e internazionale, finalizzali a ripensare la città, in risposta ai dilemmi transcalari posti dallo spazio urbano contemporaneo: dal degrado delle periferie, alla sostenibilità sociale e ambientale, ai nuovi stili di vita. Premessa di Alessandro Balducci, Introduzione di Gianfranco Dioguardi.
16,00

Imparare dallo spazio. Il museo di arte contemporanea come luogo di apprendimento. EDDES/3

di Roberto Gigliotti

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 125

Questo volume documenta una parte del progetto di ricerca "EDDES Educare attraverso/con il design: stimolare l'apprendimento creativo in contesti museali e scolastici", progetto di ricerca triennale interfacoltà (Facoltà di Design e Arti e Facoltà di Scienze della Formazione) condotto presso la Libera Università di Bolzano nel periodo 2014-2017 e si orienta verso lo spazio e l'esperienza di questo come momento di comprensione e apprendimento. L'obiettivo è quello di concentrarsi sullo spazio, inteso soprattutto come veicolo di contenuti e non solo come contenitore di processi. Ci siamo chiesti che cosa significhi imparare dall'esperienza diretta dello spazio così come indicano non solo i testi pedagogici di matrice costruttivista, ma come si trova anche nei libri di architettura, in particolare quelli che si soffermano sull'esperienza corporea dello spazio come aspetto fondamentale nell'acquisizione di conoscenze. Abbiamo messo la nostra esperienza di progettisti a confronto con il contributo di esperti nel campo della mediazione dell'arte nel museo di arte contemporanea che quotidianamente si accostano, attraverso il loro lavoro, ai processi di apprendimento. In particolare l'attenzione si rivolge a un tema e a un luogo: l'esperienza dello spazio come momento di apprendimento e il museo di arte contemporanea come luogo in cui la relazione tra spazio, oggetto e visitatore è parte integrante dell'esperienza fatta al suo interno. Pensiamo a uno spazio attivato dalla presenza corporea e in grado di stimolare processi creativi e così, da diversi punti di vista, tutti i testi contenuti nella pubblicazione si occupano del significato dello spazio nelle varie fasi dell'apprendimento. Prefazione di Giorgio Camuffo.
14,50

Inseparabili. Due gemelli nel Caucaso

di Anatolij Pristavkin

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 278

Saska e Kol'ka Kuz'min si assomigliano come due gocce d'acqua e approfittano della loro somiglianza per prendersi gioco di tutti. Il fine delle loro invenzioni è sempre lo stesso: il bisogno perenne di placare i morsi della fame. Il trasferimento dallo squallido orfanotrofio della periferia di Mosca nella terra fertile del Caucaso si prospetta agli occhi dei due ragazzini come un viaggio in una terra meravigliosa, zeppa di stanze del pane dove mangiare a sazietà. Tuttavia la terra promessa rivela ben presto il suo lato oscuro. Tutto è coperto di fiori nel Caucaso, ma in giro non si vede nessuno, regna un silenzio profondo, interrotto di tanto in tanto dall'eco di spari e di esplosioni. I gemelli Kuz'min, inconsapevoli usurpatori di terre altrui, si ritrovano coinvolti nelle tragiche vicende conseguenti alla deportazione forzata dei ceceni accusati di tradimento e collaborazionismo con il nemico, qui raffigurata in tutta la sua drammaticità. Alla descrizione dei luttuosi e complessi eventi, individuali e sociali, legati agli armi della Seconda Guerra Mondiale, viene contrapposta la rappresentazione del mondo radioso creato dalla propaganda sovietica, dove risuonano i canti patriottici e celebrativi dedicati al compagno Stalin e le canzoni riprese dalle commedie musicali in voga, che i due gemelli, insieme ai loro coetanei, cantano a squarciagola. Il contrasto tra il mondo scintillante e luminoso, promosso dalla propaganda staliniana, e le condizioni di vita reali dei due Kuz'min e degli altri orfani, trattati con indifferenza, salvo rare eccezioni, e considerati semplici pedine da utilizzare per la realizzazione di progetti inimmaginabili, disorienta e lascia sconcertati. Attraverso le dolorose esperienze che segnano i piccoli protagonisti del romanzo, Pristavkin invita a riflettere sull'insensatezza della guerra e della violenza e sull'importanza del confronto e del dialogo per una coesistenza pacifica tra i popoli. Postfazione di Patrizia Deotto.
19,50

Scienza è democrazia. Come funziona il mondo della ricerca

di Maria Luisa Villa

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 159

Affermare che la scienza non sia democratica è un esercizio tanto comune quanto profondamente errato, perché fraintende la natura della ricerca e ne ignora la storia. La scienza moderna, affermatasi in Europa con la rivoluzione del 1600, affonda le sue radici nelle polis della Grecia antica, dove emersero le condizioni di libertà intellettuale che l'hanno resa possibile. La rivoluzione dell'età barocca, impostando la ricerca come processo aperto, fondato sulla comunicazione pubblica dei risultati, diede avvio alla formazione di una rete informale tra pari, che negli anni si arricchì di prestigio e funzioni e prese il nome di comunità scientifica. Il consenso della comunità dei pari è l'arbitro ultimo del valore di una ricerca, perché la scienza richiede l'evidenza dei fatti, ma è la decisione collettiva della comunità a stabilire se questa evidenza è sufficiente per far accettare una nuova ipotesi. Chi vuole fare scienza deve rispettare questi principi: chi non li rispetta se ne mette fuori. L'ethos internamente democratico della scienza è stato violato più volte ma ha saputo auto-correggersi e si conserverà fino a che i risultati rimarranno pubblici e gli scienziati potranno continuare a giudicarli apertamente. Postfazione di Pietro Greco.
17,50

Jihadisti d'Italia. La radicalizzazione islamica nel nostro Paese

di Renzo Guolo

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 157

La radicalizzazione di matrice islamista investe anche l'Italia, coinvolgendo sempre più cittadini e residenti. Un fenomeno relativamente nuovo, di cui è urgente e fondamentale una dettagliata conoscenza. Chi sono gli jihadisti italiani? Quali sono le motivazioni politiche, culturali e sociali che li inducono a compiere una simile scelta? E come si sta strutturando, con il loro emergere, il campo del jihad nel nostro Paese? Il libro ripercorre la genesi della presenza radicale in Italia a partire dall'insediamento, negli anni Novanta, di gruppi egiziani e algerini che facevano del Paese un retroterra logistico del jihad in patria. Con il nuovo secolo fanno la loro comparsa immigrati di seconda generazione e convertiti, italiani o italofoni, uomini e donne che, dopo l'avvento del jihad globale, considerano il Paese in cui sono nati o vivono un fronte interno. La ricognizione si svolge nei luoghi sociali e geografici nei quali i processi di radicalizzazione si sviluppano con più forza: la rete, le moschee radicali, le scuole e le carceri, le aree urbane e i piccoli paesi di provincia, le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud. Molteplici fattori hanno ostacolato finora il diffondersi, in misura ancora più massiccia, del fenomeno, dando origine, così, a uno specifico «caso italiano». I rapidi mutamenti in atto nella scena nazionale e internazionale fanno, però, temere che questo gap possa essere drammaticamente colmato nei prossimi anni se non si interverrà tempestivamente, oltre che sul terreno della sicurezza, anche su quello della prevenzione culturale e dell'integrazione sociale.
17,50

Senti chi fuma. La «spinta gentile» verso la cessazione

di Fabio Beatrice, Johann Rossi Mason

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 221

Il fumatore nervoso, quello rassegnato, l'ex tabagista di successo, l'indeciso, il pentito. Esistono tante categorie di fumatori, quasi tutte accomunate dalla fatidica domanda che a un certo punto emerge inevitabile: «E se smettessi? Sì, ma come?». Mentre sono molti i libri che hanno affrontato il come dire addio alle sigarette, attraverso consigli di medici, psicologi e altri specialisti, nessuno si era ancora preso la briga di ascoltare i diretti interessati, le loro richieste, le motivazioni e i bisogni. Lo hanno fatto gli autori di «Senti chi fuma», da anni impegnati nella divulgazione dei temi più "brucianti" del tabagismo. Lo hanno fatto utilizzando le più moderne tecniche di storytelling, una branca della medicina narrativa, utilizzando interviste semi-strutturate ad oltre venti persone che hanno affrontato il percorso di cessazione. Ne sono emersi due elementi fondamentali che devono orientare le politiche antifumo dei prossimi anni: solo i fumatori possono essere autori del percorso di cessazione, ma per ottenere risultati significativi, occorre che siano seguiti e sostenuti da una classe di medici formati a formulare proposte individuali e «ricevibili». Perché un fumatore, pur sapendo tutto dei danni procurati dalle sigarette, continua a fumare, anche in seguito a gravi problemi di salute? La risposta risiede anche nella psicologia cognitiva e nelle scienze comportamentali, in particolare nel concetto di «nudge», ovvero qualsiasi aspetto in grado di alterare il comportamento delle persone in modo prevedibile senza proibizioni. Una specie di «spintarella» nella direzione della scelta che si desidera ottenere. Prefazione di Valerio Fabio Alberti e introduzione di Stefania Polvani.
19,50

Che fine ha fatto il '68? Fu vera gloria?

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 223

"Che fine ha fatto il '68" raccoglie ventitré brevi autobiografie di ragazzi del '68, ne racconta gli ultimi cinquant'anni, percorsi a passo leggero nel solco di giorni pieni e appassionati. L'arco temporale, da cui il caso o il destino ha scoccato la freccia di ciascuna delle vite qui raccontate, è teso tra la fine degli anni Trenta e quella degli anni Cinquanta. Nel decennio 1968/1978 i fili di queste generazioni si sono intrecciati. Su quel telaio esse hanno tessuto eventi e fatto storia. Da allora non hanno più smesso. Ora stanno abbandonando lentamente la scena, non per volontà propria, ma perché spinte dalle severe leggi biologiche. Il libro muove, senza confessarlo, anche da questa malinconica e realistica consapevolezza. Di qui la voglia di raccontare, per consegnare il testimone a chi sta davanti, nella staffetta delle generazioni. Senza la pretesa che qualcuno lo afferri. Perché il futuro che attendiamo noi è solo il futuro del nostro passato. A chi corre davanti a noi ne viene incontro un altro.
21,50

Transizioni urbane. Regionalizzazione dell'urbano in Toscana tra storia, innovazione e auto-organizzazione

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 190

Esistono ancora le città nel modo in cui sono state tradizionalmente definite? Quale forma assumono i processi di urbanizzazione a scala regionale e globale? Quali progetti, strumenti e politiche di governo è possibile disegnare per i territori in transizione? Come garantire diritto alla città, giustizia spaziale e ricostruzione dei luoghi nel processo di trasformazione dei sistemi insediativi? Gli autori si confrontano con queste domande, soffermandosi sulle questioni caratterizzanti i processi di regionalizzazione dell'urbano in generale e in Toscana. Il libro esplora la dimensione dialettica delle transizioni urbane (spaziali, politiche, sociali) per una nuova idea di città e regione, indaga il ruolo dei margini mettendo in discussione i concetti di suburbano e post-urbano, individua le tendenze all'innovazione con riferimento alla pianificazione e alle politiche urbane, discute e misura le nuove forme di urbanizzazione regionale poli-nucleare in Toscana esplorando il ruolo della densità e della diversità, racconta le nuove pratiche trasformative di auto-organizzazione e di produzione sociale della città e, infine, suggerisce una strada per ripensare le città contemporanee e disegnare le città del futuro.
24,00

Un capitalismo per tutti. La Montedison di Mario Schimberni e il sogno di una public company

di Germano Maifreda

Libro: Copertina rigida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 352

L'ascesa e il declino della Montedison di Mario Schimberni. Enorme conglomerato di oltre 100.000 dipendenti da sempre al centro di brame politiche e finanziarie nazionali e internazionali, negli anni Ottanta l'impresa andò incontro a una pesantissima ristrutturazione che la riportò all'utile. Dopo uno storico accordo con l'ENI per la divisione fra chimica pubblica e privata, si svilupparono costruttive relazioni con i sindacati, si rilanciò la ricerca scientifica, si riprogettarono le attività industriali (Himont) e terziarie: supermercati, banca e finanza. Le quotazioni a Wall Street e le clamorose acquisizioni di Bi-Invest e la Fondiaria minacciarono di sconvolgere il panorama del capitalismo italiano, da sempre improntato alle logiche del «salotto buono» di Mediobanca. Fino alla scalala di Raul Gardini, che pose fine al sogno di Schimberni e del suo top management di fare della Montedison la prima public company italiana. Utilizzando ampia documentazione inedita (verbali del Consiglio di amministrazione e degli organi direttivi, lettere, testimonianze dirette dei tanti protagonisti aziendali dell'epoca e un memoriale segreto di Schimberni stesso, che in prima persona commenta - non senza colpi di scena - il suo rapporto con Enrico Cuccia), il volume ripropone all'attualità un progetto imprenditoriale di respiro mondiale. Come argomenta il saggio introduttivo di Giulio Sapelli, se Montedison fosse diventata una public company oggi l'Italia sarebbe un Paese diverso.
25,00

Il viaggio dell'ingegner Terrone. Il pericoloso percorso di un coraggioso imprenditore del sud

di Aldo Forbice

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 157

La lega di Matteo Salvini, come confermato dalle elezioni politiche del 2018, non è più quella di Umberto Bossi. Questo movimento sta cercando di diventare sempre più un partito nazionale, che ha lasciato alle spalle ogni rivendicazione dell'indipendenza della Padania. Sta sicuramente cambiando pelle e ha perso per strada la parola «Nord», anche se le radici rimangono quelle padane. Si può dire, a questo punto, che la xenofobia nei confronti dei meridionali sia stata superata, mentre rimane viva quella nei confronti degli immigrati extracomunitari? È difficile ancora affermarlo con certezza, perché il cambiamento accelerato che Salvini ha impresso all'ex Lega Nord è solo iniziato. È certo però che il movimento di Bossi e dei suoi seguaci alimentava il razzismo nei confronti degli immigrati che negli anni Novanta arrivavano dalle regioni del sud in cerca di lavoro. Un caso esemplare è stato quello dell'ingegnere salernitano Francesco Terrone. Giunto a Lecco in cerca di un'occupazione, è stato vittima dell'atteggiamento ostile e vessatorio di alcuni imprenditori, impressionati non dalla capacità di lavoro e dalla preparazione universitaria e professionale, ma dal cognome: Terrone, che in lombardo si legge terùn. L'ingegnere, amareggiato, abbandona il Nord e ritorna nella sua terra, dove, con altri giovani ingegneri, dà vita a una azienda di servizi, formazione e controlli per la sicurezza sul lavoro, che oggi ha sedi in molte regioni italiane. Il libro racconta le vicende di questa sfida imprenditoriale, sullo scenario dello storico divario Sud-Nord (la questione meridionale) e della criminalità organizzata, ancora forte, ma non più considerata invincibile.
17,50

Il concetto di «relazione» nell'opera di Severino a partire da «La struttura originaria»

di Aldo Stella

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2018

pagine: 479

Ne "La struttura originaria" si configura la più compiuta presentazione dell'essenza del fondamento e Stella intende dimostrare che quella struttura, di cui Severino afferma il valore originario, è la relazione, la quale può venire intesa sia come costrutto mono-diadico sia come l'intrinseco riferirsi dei termini. In Severino sono presenti entrambe queste accezioni, ma la seconda non viene compiutamente fatta valere, cioè non viene portata alle sue naturali e necessarie conseguenze; ciò forse è dovuto al fatto che le due accezioni sono a tal punto teoreticamente divergenti, che risultano addirittura incompatibili. Intendere l'originario nella forma di una struttura, e dunque di una relazione, ha conseguenze rilevantissime su tutto l'impianto teoretico del pensiero di Severino e, nello scritto di Stella, vengono individuate alcune di queste conseguenze, quelle che risultano più significative. La ricerca viene suddivisa in due scritti. Nel presente, sono trattati i temi fondamentali che emergono da quella parte de La struttura originaria che introduce alla «manifestazione dell'intero» e alla «metafisica originaria». Nel successivo, l'attenzione si concentrerà proprio su questi due temi, che costituiscono la parte finale dell'opera.
38,00

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