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Il Saggiatore

Interviste sull'arte

di Robert Storr

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 487

L'arte di un grande intervistatore è fatta di ricerca, ascolto e sintonia; ha in comune con la pittura l'importanza dello studio preparatorio e la necessità di cogliere dal vivo una repentina sfumatura. Richiede la capacità di instaurare un rapporto con il proprio interlocutore e l'intimità che può accendersi solo grazie alla condivisione di esperienze essenziali. Se gli artisti che prestano la loro voce a "Interviste sull'arte" finiscono per aprire le porte dei loro atelier a Robert Storr, confidandogli visioni e ricordi, è perché il loro ospite non è solo uno dei critici e curatori contemporanei più noti e influenti, ma è a sua volta un artista: conosce la sensazione della pittura sulle mani, l'intrecciarsi dell'arte con il tempo e le sollecitazioni più sottili del colore, dello spazio e della luce. Ecco allora che dalle sue domande nascono indimenticabili risposte e fulminanti memorie. Dallo sguardo d'infinita tristezza di Ezra Pound che cade in fondo al cuore di Letizia Battaglia alla lotta e successiva riconciliazione di Louise Bourgeois con i materiali della scultura; da Félix González-Torres che mette in opera la scomparsa del proprio compagno a Richard Serra che cattura nelle sue installazioni la metamorfosi delle forme. Questo volume di interviste, completate da un ricco inserto di immagini, è una mappa dell'arte contemporanea disegnata da un cartografo d'eccezione. I nomi che vi compaiono sono quelli di alcuni fra i maggiori artisti della nostra epoca, che raccontandosi a Robert Storr finiscono per regalarci ventisei autoritratti magistrali in forma di dialogo.
38,00

Oltre abita il silenzio. Tradurre la letteratura

di Enrico Terrinoni

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 220

Saggio eretico di teoria della traduzione, avventura donchisciottesca nelle infinite possibilità del linguaggio, atto d'amore per la letteratura di lingua inglese, James Joyce in primis: "Oltre abita il silenzio" è il distillato alchemico di decenni passati a strettissimo contatto - amicale, amoroso, doveroso - con l'opera del dublinese per eccellenza, che Enrico Terrinoni conosce come pochissimi altri in Italia. Tradurre Joyce significa spingersi dove nessun traduttore si è mai spinto, alle estreme propaggini della parola, dove la lingua corteggia un silenzio che non è afasia, bensì infinita potenza creativa. D'altronde, in inglese, fra word e world non c'è che una lettera di differenza, una lettera per nulla morta; e lì si gioca la partita. Da questa esperienza nasce una considerazione che, pur nella sua apparente semplicità, è rivoluzionaria: siamo esseri traducenti, tutto in noi è traduzione. Traduciamo il mondo nella nostra mente e noi stessi nel mondo, traduciamo sentimenti in idee e idee in parole, traduciamo persino, a volte, prigionieri da un carcere all'altro. E se il linguaggio è una gabbia che ci arresta, solo traducendo possiamo forzarne le sbarre ed essere liberi. Ne fuoriesce un'idea nuova della letteratura, la quale corrisponde non a quanto avviene sulla pagina, nel rincorrersi delle parole di inchiostro, bensì all'energia creatrice che si libra, e si libera, dalla pagina per balzare al di là, oltre, dove abita il silenzio. Per inseguire questa idea di traduzione e di letteratura, Enrico Terrinoni sublima la forma saggio e ne fa svaporare ogni rigidità: labirintico e rocambolesco, "Oltre abita il silenzio richiede una lettura a perdifiato, in caduta libera, come Alice quando capitombola nel mondo del Bianconiglio. Lasciate ogni preconcetto o voi ch'intrate: in queste pagine non c'è rispetto che non sia irriverente. Il lettore che sta al gioco - play, in inglese, è giocare ma anche creare, come dimostrano i plays di William Shakespeare - non troverà più nulla di innocente nell'atto di aprire un libro e iniziare a leggere: un gesto semplice, quotidiano, automatico, eppure magico, potente: un gesto elettrico, un gesto-lampo che - come nel Frankenstein di Mary Shelley - dà vita dove prima non c'era che materia inerte.
24,00

Matrimonio e parentela

di James George Frazer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 352

«Frazer prende lo spunto dall'episodio relativo alle nozze di Giacobbe. Giacobbe, secondo quanto racconta la Genesi, sposò in successione le sue due cugine Rachele e Lia che erano figlie di Labano, fratello di sua madre Sara. Ma, partito da Giacobbe, Frazer lo abbandona subito per avventurarsi nel mondo dei primitivi. Di qui l'avvio per uno dei contributi più originali dell'intera opera di Frazer, questa volta dedicata all'analisi dei meccanismi di una struttura fondamentale della società: il matrimonio. Noi europei ci troviamo dinnanzi a un problema che scavalca il nostro orizzonte mentale e ci costringe a scoprire quanto relativamente isolato sia il nostro sistema matrimoniale. Come nota nella sua postfazione Maurizio Bettini, "sposare la cugina" è uno di quegli elementi distintivi che marca con forza il confine tra il "noi" europeo e gli "altri"; la tradizione europea infatti, a partire dal mondo romano, interdì vigorosamente questo tipo di matrimonio, e successivamente la Chiesa si preoccupò di estendere ancora più ampiamente la barriera matrimoniale endogamica. "La cugina" scrive Bettini "è una donna troppo vicina perché ci si possa permettere di sposarla, ma non lo è abbastanza perché ci si possa impedire di amarla." Non è un semplice caso di evoluzione della morale sessuale: Frazer avverte che il matrimonio endogamico ha a che fare con i meccanismi culturali profondi di società molto lontane dalla nostra; così il problema dell'endogamia viene da lui, correttamente, collocato sul piano della cultura, non su quello della natura. Il tabù dell'incesto è dunque, per Frazer, il prodotto di una struttura sociale, che determina come conseguenza secondaria la creazione di una barriera psicologica: "la proibizione opposta al rapporto sessuale tra cugini paralleli dev'essere stata in vigore per tanto tempo che rispettarla è divenuto una sorta di istinto".» (Giulio Guidorizzi). Postfazione di Maurizio Bettini.
34,00

Arruina

di Francesco Iannone

Libro

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

20,00

A love supreme. Storia del capolavoro di John Coltrane

di Ashley Kahn

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 380

John Coltrane siede sullo sgabello di un pianoforte a coda e aspira il fumo di una pipa bianca. È il 10 dicembre 1964, e lo studio del tecnico del suono Rudy Van Gelder, a Englewood Cliffs, nel New Jersey, è immerso in un'atmosfera religiosamente soffusa, silenziosa, anestetica. Le volute prodotte da Coltrane si addensano in un'aria adamantina: quella stanza è il tempio in cui è appena accaduto qualcosa di prodigioso, e il sacerdote giace esausto nell'angolo, prende fiato e medita. Nei timpani risuonano ancora gli accordi di McCoy Tyner, i colpi sulla cassa di Elvin Jones, le linee di basso di Jimmy Garrison. Gli assoli di Trane che fino a poche ore prima avvolgevano gli altri in un gorgo vorticoso e sfrenato. Fu quella, la notte: l'America nera esplodeva nell'America bianca. John Coltrane esplodeva nell'America e dava vita e fiato all'album che cambiò per sempre il modo di fare jazz: 'A Love Supreme'. Etereo e sovversivo, realizzato nell'arco di una sola, trascinante session, 'A Love Supreme' è il testamento di un'intera epoca, della quale Coltrane ha saputo interpretare tutte le tonalità emotive e sonore: la poliritmia africana propulsiva e catartica, i tempi dilatati del jazz modale, la litania meditabonda del folk orientale, le vampe del free jazz, il calore intimo del blues e la redenzione orgasmica del gospel. Il risultato è un magma incandescente e liturgico, in chiave minore, vertiginosamente preciso, sincronizzato, ma sempre sull'orlo dell'improvvisazione, dell'ignoto. È il jazz spirituale di Coltrane, il suo grido assoluto, una preghiera purissima di amore supremo verso Dio che ha stravolto con la musica le regole e i sentimenti delle generazioni successive, caricandoli di un'inaudita religiosità. Il Saggiatore torna a pubblicare la grande storia di 'A Love Supreme' raccontata da Ashley Kahn, arricchita da un testo inedito - scritto appositamente per questa edizione - e accompagnata dagli schizzi di Coltrane con i primi abbozzi del suo capolavoro. Kahn rievoca le vicende che hanno portato alla realizzazione del disco, in un'opera densa di interviste ai protagonisti, testimonianze di produttori, amici e colleghi, memorie intime e immagini che compongono la scenografia di un viaggio mitico nella vita dell'immortale sassofonista.
35,00

Contro i bambini. Memorie di una brava maestra

di Rosalba Santoro

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 109

Rosalba Santoro è la tipica maestra benvoluta da tutti, bambini e genitori. Paziente e sensibile con i suoi alunni, appassionata del suo mestiere e divoratrice di romanzi e libri di poesia, è nata e cresciuta in Abruzzo durante la Seconda guerra mondiale e ha poi intrapreso la carriera scolastica. Cinque anni dopo la sua morte, durante i lavori di ristrutturazione della sua vecchia casa, la nipote ha trovato in un cassetto della camera decine di pagine, manoscritte e sigillate con la ceralacca, dal contenuto inaspettato. Sul frontespizio, la scritta "Contro i bambini". Si tratta di riflessioni catturate negli ultimi anni e stralci dei diari che la maestra Rosalba teneva quando insegnava; vi si trova una retrospettiva commossa della sua vita, ma anche lunghi e inverecondi sfoghi in cui Rosalba Santoro si rivela insospettabilmente cinica e risentita nei confronti degli allievi. "Contro i bambini" è un'opera grezza e radicale, l'ombra di una donna che pur amando l'insegnamento si è sempre rifiutata di diventare madre, e una fotografia intima di una delle esperienze più importanti della nostra vita: l'inspiegabile e, per l'autrice, insensato desiderio di mettere al mondo dei figli.
14,00

Ai limiti dell'impossibile. Forme tragiche in letteratura

di Joyce Carol Oates

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 236

Buio in sala, va in scena la tragedia. Anche dopo la morte degli dèi, abbiamo continuato a rappresentare sul palco le debolezze, le ossessioni e le paure del genere umano. Che si trattasse di gloriosi condottieri romani spezzati tra il senso dell'onore e l'umiliazione amorosa, di compositori in affari con il diavolo per inseguire i desideri più oscuri o dell'ultimo individuo rimasto in una città in cui tutti si vanno trasformando in rinoceronti, nei secoli abbiamo ideato travestimenti sempre più complessi per raccontare il caos dell'esistenza. Ed è proprio scavando in quelle battute, in quei monologhi, in quegli scambi drammatici che è possibile accedere a una verità più scomoda - e tanto più preziosa sulla nostra libertà e sulla nostra finitezza. "Ai limiti dell'impossibile" di Joyce Carol Oates è un'indagine degli abissi umani attraverso le forme del tragico, condotta da una delle voci più visionarie e penetranti della narrativa americana contemporanea. Oates si contrappone alle lamentazioni in morte della tragedia levate dai critici e perlustra le strade della letteratura alla ricerca delle caratteristiche del genere, scoprendo non solo prospettive originali su figure celebri come Ivàn Karamazov e le «tre sorelle» di Cechov, ma anche e soprattutto i limiti tragici dell'umanità. Il suo è un viaggio con la scrittura nella scrittura, tra violenza e passione, isolamento e perdita dell'io, per arrivare a svelare, al di là delle maschere e dei personaggi che ci siamo creati, chi siamo realmente. Per provare a dire cos'è la sofferenza, cosa il nulla e il vuoto di senso, cosa la morte. Joyce Carol Oates affila la fredda lama della sua prosa sulla mola dei testi del passato - dallo shakespeariano "Troilo e Cressida" ai romanzi di Melville, dalla poesia di W.B.Yeats al teatro dell'assurdo di Beckett e Ionesco - per arrivare a rivelare, con tagli chirurgici e precisi, la tenebra e le ossessioni del nostro mondo. A metà tra saggio critico ed esplorazione letteraria, "Ai limiti dell'impossibile" è un'opera catacombale; un tavolo di obitorio sul quale il volto degli eroi tragici si trasfigura in incubi che solo la scrittura sa partorire.
24,00

Morire. Una vita

di Taylor Cory

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 151

«Quando stai morendo, può capitarti di provare una sorta di tenerezza perfino per i tuoi ricordi più infelici, come se la gioia non fosse confinata solo ai momenti più belli ma fosse intrecciata ai tuoi giorni come un filo d'oro.» Nel 2005, poco prima del suo cinquantesimo compleanno, i medici le tolgono un neo dalla gamba destra. Melanoma, quarto stadio. Poi le metastasi, l'intervento al cervello, la diagnosi fatale. Cory Taylor ha sessant'anni e ormai pesa meno di un cane: sta morendo di cancro. Ma mentre il suo corpo svanisce Cory riesce nel più arduo dei compiti: descrivere l'esperienza del morire, l'esperienza di sapere che presto la propria vita avrà fine. Composto in poche settimane, "Morire" è il libretto aureo che contiene tutto ciò che la morte può insegnare alla vita. È una riflessione sull'esistenza, il ricordo di un vissuto, una meditazione sul nulla ma anche, anzi soprattutto, un grandioso tributo alla vita.
20,00

Una vocazione controcorrente. Dialogo sulla spiritualità e sulla dignità degli ultimi

di Virginio Colmegna

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 171

Questo libro è un coro. Le voci che lo compongono appartengono a un sacerdote che da decenni combatte la povertà nelle periferie di Milano; a uno studioso di origini ebraiche, non credente e di estrema sinistra; a una suora che ha dedicato la propria vita alla spiritualità e alla preghiera. Per fare un coro, però, non bastano tre voci: bisogna trovare un'armonia nella diversità; e se storie così lontane ci sono riuscite è stato grazie a un dialogo serrato. In "Una vocazione controcorrente", don Virginio Colmegna, suor Chiara Francesca Lacchini ed Enrico Finzi prendono spunto dalle loro ricche esperienze personali per andare alla ricerca di un terreno comune. Lo trovano nell'impegno sociale che unisce un laico come Finzi a un sacerdote in prima linea come don Colmegna; nella scelta della disobbedienza civile e della fedeltà alla Costituzione mentre la barbarie imperante si accanisce sui più fragili: i poveri e i migranti. Lo trovano, nuovamente, nella figura di san Francesco, in cui si coniugano l'anima mistica della Chiesa e la sua missione di camminare al fianco degli ultimi. In questo testo eclettico e appassionato, scritto in occasione dei cinquant'anni di sacerdozio di don Virginio Colmegna, si incontrano personalità emblematiche come Jorge Mario Bergoglio e Carlo Maria Martini. Guidati dal loro esempio, fatto di attenzione alla marginalità e insieme di forte autorità spirituale, le tre voci che qui si intrecciano articolano il dialogo attorno a una tensione costante fra il cielo e la terra, tra la felicità e il bisogno, tra la necessità di un forte rinnovamento culturale e le urgenze politiche e umanitarie del nostro tempo. Fino a scoprire che la vera vocazione controcorrente è la caparbia ricerca di una strada da condividere.
18,00

Achille e la tartaruga. Il paradosso del moto da Zenone a Einstein

di Joseph Mazur

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 266

Intorno a noi, ogni cosa è in movimento: l'Universo in espansione fin dal remoto istante del Big Bang e le sfere celesti in fuga per le loro orbite ellittiche; gli oceani agitati dai venti e gli aerei nel loro frenetico andirivieni; la lava che cola lungo le pendici di un vulcano e il cuore che con il suo battito accompagna ogni istante della nostra vita. Eppure, la natura profonda del moto è da sempre inafferrabile. Duemilacinquecento anni fa, il crudele Zenone (così lo definì Paul Valéry) elaborò uno dei suoi celebri paradossi secondo cui, spezzettando il tempo e lo spazio infinite volte, Achille piè veloce non raggiungerebbe mai la lenta tartaruga. Il suo pensiero non cessa di porci domande dall'ardua risposta: il tempo e lo spazio sono continui, come li percepiamo intuitivamente? O sono il risultato di unità discrete, simili a un filo di perle, come li restituiscono gli strumenti di misurazione? Zenone, un po' come la tartaruga, era in anticipo sul suo tempo. Da allora, filosofi e scienziati si interrogano su spazio, tempo e movimento, fenomeni familiari e insieme sfuggenti. Da Galileo a Einstein, dalla fisica quantistica all'iperspazio, non si contano i tentativi di colmare il divario tra i modelli matematici e la tessitura della realtà. Col suo tocco nitido ed elegante, ricco di aneddoti, dimostrazioni scientifiche e suggestioni letterarie, Joseph Mazur traccia in questo volume una vera e propria storia del moto. Leggendolo ci imbattiamo in un Newton pensoso che, seduto all'ombra di un melo, comprende che i pianeti attraggono le mele quanto le mele attraggono i pianeti; viaggiamo alla velocità della luce nei meandri del calcolo infinitesimale, della teoria delle stringhe, del dualismo onda-particella. E scopriamo gli aspetti più misteriosi di un fenomeno che abita tanto i microspazi degli atomi quanto le ampie architetture del cosmo: il movimento.
22,00

Nessun cielo

di Demarty Pierre

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 137

«Come il mare, in quell'immagine di un bambino con la maglietta rossa che resta immobile sulla spiaggia, nemmeno lui si muove di un millimetro. In fondo a lui ci sono delle cose che scorrono, cose che non si vedono, che dentro di lui devastano tutto.» Parigi, l'estate di un anno come tanti. Un uomo perbene, onesto, padre di famiglia, esce di casa, accompagna i figli a scuola, entra in ufficio, accende lo schermo del computer. L'immagine è lì, lo aspetta. L'immagine di un bambino su una spiaggia. Nessun cielo a sovrastarlo. Il mare fermo, immobile. Il corpo fermo, immobile. Il bambino non si muove. A muoversi sono gli sguardi di chi lo osserva, e tutti, nel mondo, quel giorno di un anno come tanti, lo osservano. Per l'uomo è l'inizio di un'ordalia silenziosa, uno scavo che ha i contorni della rivelazione: perché quell'immagine - così simile a un'altra che aveva già incontrato, qualche tempo prima, nel buio di una sala cinematografica - lo contagia, lo infesta, finché l'uomo non riesce a pensare ad altro, a lavorare, a dormire. È un'apocalisse, quell'immagine, scatenata su una vita comune e - come ogni apocalisse - trasformerà l'uomo, lo farà nuovo, svelandolo a se stesso.
21,00

Il discorso del potere. Il premio Nobel per l'economia tra scienza, ideologia e politica

di Emiliano Brancaccio

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 235

Il prestigioso premio Nobel è universalmente riconosciuto come la più alta onorificenza scientifica e culturale del nostro tempo. Ma il «premio per l'Economia in memoria di Alfred Nobel», nato successivamente su iniziativa della Banca di Svezia, fin dall'inizio ha suscitato polemiche e contestazioni, persino tra gli stessi vincitori. Con questo premio aggiuntivo, infatti, la scienza economica è stata collocata sullo stesso piano della fisica, della chimica e della medicina, ossia di quegli ambiti della ricerca che Alfred Nobel reputava «i maggiori servizi resi all'umanità». È lecita questa equiparazione? E soprattutto: perché nella scelta dei vincitori l'Accademia delle scienze di Svezia finora ha premiato quasi soltanto la teoria neoclassica dominante, che da decenni plasma il linguaggio della politica e orienta le scelte economiche dei governi? Emiliano Brancaccio e Giacomo Bracci si pongono un obiettivo ambizioso: analizzare e smontare questo «discorso del potere». Ripercorrendo la storia dei vincitori del Nobel per l'Economia dall'inizio del secolo a oggi, portano alla luce tutti i limiti di un premio che sembra orientato a sostenere un unico paradigma teorico e politico anche quando viene seccamente smentito dalla realtà dei fatti. Alla fine di questo percorso gli autori sollevano una domanda maliziosa: per il bene del progresso scientifico e umano, sarà forse il caso di abolire il premio Nobel per l'Economia? "Il discorso del potere" è una critica documentata dei rapporti tra la scienza, l'ideologia e la politica economica che dominano il nostro tempo, e ci insegna che un approccio più rigoroso e più realistico ai problemi economici è possibile. Anzi, necessario.
19,00

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