Editore Il Saggiatore - Ultime novità | P. 9

Il Saggiatore

L'anno del pensiero magico

di Joan Didion

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 240

È la sera del 30 dicembre 2003 quando John Gregory Dunne, sposato da quarant'anni con Joan Didion, muore all'improvviso. Da quella data inizia per la scrittrice l'anno del pensiero magico, in cui lutto e sogno sovrascrivono la vita, e l'impossibile addio all'uomo amato si trasforma lentamente in un profondo colloquio con la morte, durante il quale tutto viene riconsiderato: la malattia, la cecità della fortuna, le parole non dette dell'amore, l'essenza sfuggente e ingannevole della memoria, la consapevolezza di dover fare prima o poi i conti con la fine. Il pensiero magico disseziona la perdita, illude Joan Didion di poter fermare, per incanto o sortilegio, chi se ne è andato per sempre. Ma i ricordi che la legano a lui, chiusi in un abbraccio troppo stretto, tramutano in polvere. "L'anno del pensiero magico", l'opera più famosa e apprezzata di Joan Didion, è racconto del parossismo e della rinascita, memoriale dell'intimità violata, indagine giornalistica sulla solitudine e saggio sul destino e la speranza umana; è l'opera che meglio ha saputo raccontare il lutto e il dolore, toccando ferite ancora pulsanti, aprendone di nuove sulla pagina. È il prezzo pagato da Joan Didion per prendere coscienza che, se anche tutto intorno a lei sembra essere crollato, occorre liberare dalla presa dei ricordi coloro che l'hanno lasciata, e vivere le possibilità del presente senza rifugiarsi nei rimpianti del passato.
19,00

Blue nights

di Joan Didion

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 204

Sono passati sette anni da quando Joan Didion e John Gregory Dunne festeggiavano il matrimonio della figlia Quintana Roo. Joan Didion siede alla scrivania, sfoglia vecchi album e rivive quel giorno, i gelsomini del Madagascar nei capelli della figlia, il fiore di frangipani tatuato sulla spalla. Affiorano istantanee degli anni passati con Quintana in California: Malibù, la scuola di Holmby Hills, le stagioni «che arrivano in modo così teatrale da sembrare colpi di un destino inatteso». I ricordi spingono Joan Didion a interrogarsi sul suo essere madre, ora che la figlia è morta. A rileggere ogni evento della vita di Quintana in cerca di segni che forse non aveva voluto vedere. A fare i conti con il tempo che scorre, con la malattia e la vecchiaia. "Blue Nights" sono le ore lunghe e luminose della sera che a New York preannunciano il solstizio d'estate - «l'opposto della morte del fulgore, ma anche il suo annuncio» - e che Joan Didion passa a riflettere sulla fine della promessa, sull'inevitabilità della dissolvenza. Joan Didion con "Blue Nights" eviscera ed esorcizza la sofferenza personale attraverso la scrittura; trasforma il dolore che la assilla in un racconto universale sulla perdita e sul tormento.
19,00

La terra chiama. Il nostro futuro lontano dalle città

di Valentina Boschetto Doorly

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 304

Si stanno muovendo a decine, a centinaia, a migliaia: caricano tutto ciò che hanno sulla macchina e si trasferiscono per sempre in cima a un monte, in mezzo a una vallata, al margine di un bosco, in un borgo solitario. Alle spalle si lasciano le grandi città con le loro mille luci e i loro mille rumori, le strade congestionate da un traffico senza inizio né fine, l'aria condizionata degli uffici, gli avocado toast, i miniappartamenti dai prezzi insostenibili. è il grande ritorno collettivo verso la terra; e sta avvenendo proprio qui, ogni giorno, sotto i nostri occhi. Valentina Doorly esplora la migrazione dalle città verso le campagne, le montagne e i borghi isolati che sta interessando il nostro contemporaneo. Un movimento non strutturato nato come reazione alla sempre più soffocante vita metropolitana e alle problematiche ambientali che essa comporta: dai Nuovi Coloni, che uniscono l'agricoltura sostenibile all'innovazione tecnologica e vivono tra serre idroponiche e urban farming, ai Nuovi Highlander, che hanno trovato casa sulle Alpi, a oltre mille metri di altezza; da chi dopo anni di lavoro in città ha scoperto il proprio futuro in un paesino da ripopolare, fino ai Turisti Verticali, che rifuggono il turismo mordi e fuggi nelle mete da cartolina e si dedicano a un viaggiare lento, attento alla cultura locale, ai luoghi marginali, agli incontri lungo la via; fino ai Woofers, che vanno in villeggiatura partecipando al lavoro della comunità ospitante. "La terra chiama" è un'affascinante fotografia delle pratiche di rottura con lo stile di vita urbanocentrico e insieme un invito all'azione, con proposte operative per attuare il cambiamento. Un modo per ricordarci che un'esistenza diversa è una possibilità più che concreta; e che, in certi momenti, l'unico modo per andare avanti è tornare alle proprie radici.
22,00

La Vita Nova di Dante

di Antonio Moresco

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 264

Cosa sarebbe successo se Dante subito dopo aver scritto la Vita nova si fosse fermato? Come avremmo guardato a «questo libro rivoluzionario, questo libro ineffabile, questo libro patologico, questo libro di fantasmi, questo libro di sangue, questo libro di luce» se non fosse stato schiacciato dal gigante della Commedia? È una delle domande che si pone Antonio Moresco, che per la prima volta decide di risolvere i suoi conti personali con il romanzo d'amore e morte di Dante, rileggendolo in un corpo a corpo intimo e letterario. La Vita nova di Dante è un'opera unica, in due parti: nella prima si alternano brani del testo dantesco e riflessioni di Moresco, il quale proietta il racconto nel presente di un ragazzo che, nel breve arco di un'adolescenza, incontra l'amore senza riuscire a coronarlo, ne soffre disperatamente e si trova addirittura a fronteggiare la scomparsa dell'amata, rinascendo infine a «nuova vita»; nella seconda invece è presentata la Vita nova nella sua forma pura e originaria, così che il lettore possa apprezzarla e goderne senza intermediazioni e senza filtri. Un'operazione letteraria che espone la ferita ancora insanguinata del classico dantesco allo sguardo di eterno lettore di uno dei massimi autori contemporanei.
19,00

Jazz cosmopolita ad Accra. Cinque anni di musica in Ghana

di Steven Feld

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 480

Nel 2005 Steven Feld, antropologo appassionato ed esperto di jazz, atterra per la prima volta ad Accra, capitale del Ghana. Al suo arrivo non sa che ci tornerà regolarmente per cinque anni, dopo l'incontro con gli artisti locali e la scoperta di radici musicali comuni, né sa che quell'incontro porterà a conversazioni, session, spettacoli, progetti discografici che destruttureranno completamente le sue certezze sul jazz. Feld si ritrova a disimparare, quindi imparare daccapo, una musica che era certo di conoscere bene, quel jazz che ha accompagnato la sua vita fin dall'adolescenza e che lì, davanti ai suoi occhi, viene decostruito e ricostruito nell'interazione con le voci dell'Africa; viene rinvigorito da storie e metodi africani d'ascolto; viene riconfigurato dalle diverse maniere africane di collocare il jazz nel solco di storie globali di razza e razzismo, lotte di liberazione, politica e spiritualità. Nasce così "Jazz cosmopolita ad Accra", il racconto della storia jazz afroamericana attraverso i volti dei suoi protagonisti: Ghanaba, celebre batterista ghanese vittima dell'America razzista degli anni cinquanta e amico di Charlie Parker, Max Roach e Thelonious Monk; Nii Noi Nortey, scultore e musicista sperimentale ispirato dalle avanguardie degli anni sessanta e settanta e dalla filosofia panafricana; Nii Otoo Annan, percussionista rivolto al suono di Elvin Jones e di Rashied Ali; un sindacato di autisti di pullman e camion che, con i loro clacson, i por por, rendono omaggio alle esequie dei colleghi e degli appartenenti alla loro comunità. Sullo sfondo, il connubio tra l'eredità di John Coltrane e la tradizione musicale e culturale africana. Steven Feld dà vita a un progetto dal respiro internazionale, racconta nuove storie «acustemologiche» e si lascia meravigliare insieme a noi da come il jazz di Accra rappresenti tanti mondi musicali cosmopoliti: un'indagine sulla somiglianza delle tradizioni da una sponda all'altra dell'oceano Atlantico, sull'afrocentrismo e sull'assenza di confini.
40,00

Trieste. O del nessun luogo

di Jan Morris

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 224

I palazzi bianchi, qua e là l'arancione ambrato dei tetti, Trieste scende con maestosa lentezza incontro al suo mare. Non è facile riconoscere i segni del suo passato, gli emblemi, le cicatrici. Il viandante tende a infondere nelle facciate, nelle piazze e nei vicoli il proprio stato d'animo. E se fossero gli elementi urbani ad avere un proprio umore? Un viaggio non è mai entusiasmo o noia, piuttosto un insieme di sensazioni che dialogano o combattono con la realtà esteriore. Per addentrarsi in un luogo bisogna anzitutto scrutare dentro di sé, specialmente con una città che ostenta la sua dichiarazione di non appartenenza: con questo insegnamento si è congedata Jan Morris. Per lei, Trieste è stata più di una patria: è diventata rifugio. Ne ha osservato i cambiamenti impressi dal Novecento, interrogandosi sul senso della sua storia. Porto, frontiera, gemma dell'impero asburgico, protagonista delle due guerre mondiali, asilo per intelligenze europee, cristiane o ebree che fossero. Al soffio della bora, Jan Morris ha avvertito i molteplici spiriti della città agitarsi: fiera e ambigua, squallida e aristocratica, ospitale e razzista, latina e slava, occidentale e orientale, maschile e femminile. Trieste è come lei, contiene la moltitudine senza temerne le contraddizioni. Dalla gloria all'esilio, dall'opulenza all'abbandono, "Trieste o del nessun luogo" racconta i trionfi e le avversità della città come fossero le vicende di un vecchio e amato amico - con affetto, rispetto e una spensierata accettazione delle piccole manie personali. E mentre mette a fuoco ogni dettaglio, la memoria prende il sopravvento e rievoca navi a vapore, teatri, caffè viennesi, drappi della nobiltà e altre glorie passate; al racconto immersivo del presente risponde il controcanto nostalgico del mondo che fu.
17,00

Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati

di Eric Salerno

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 232

Una pista nel deserto, una traccia effimera ma affidabile percorsa nei millenni da viaggiatori berberi, tuareg, occidentali. Una carretera accidentata che dai templi maya porta a un'Acapulco dalle spiagge affollatissime. Un sentiero di giovani pellegrini alla ricerca di se stessi che si snoda fra le montagne dell'Afghanistan e Katmandu attraverso il mitico passo Khyber. Rotte che oggi non si possono più percorrere: il Sahel e il Sahara sono costellati di avamposti militari impegnati in una vana lotta ai trafficanti di esseri umani, le carreteras del Centroamerica sono autostrade contese dai narcos, scollinare il Khyber vuol dire consegnarsi ai sequestratori. Questi orizzonti sono perduti. Eppure ci sono anche orizzonti ritrovati. Il Sud asiatico non puzza più di napalm. Sul delta del Mekong le canoe dei turisti procedono incolonnate. Le immagini del tempio di Angkor sono punteggiate dai colori delle magliette dei visitatori - ma attenzione a non uscire dai percorsi segnalati: il rischio di saltare in aria per le mine antiuomo disseminate da vent'anni di guerre americane non è una leggenda. Le sponde orientali del Mar Rosso, inaccessibili fino a non molto tempo fa, sono una lunga striscia di stabilimenti balneari - forse l'esempio più eclatante del turismo mordi e fuggi, volutamente ignaro delle violenze che si compiono a pochi chilometri di distanza. Eric Salerno consegna a "Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati" le proprie riflessioni sul viaggio. Cacciato con i genitori dal Bronx maccartista e approdato alle colonne romane di Paese Sera, ha scelto il giornalismo per osservare con i propri occhi quello che succedeva, vicino e lontano. Dall'amato Sahara solcato a bordo di una scalcagnata Fiat Campagnola alle isole Bikini, pattumiera delle scorie dei test nucleari, dalla Palestina dell'intifada alla Cina convertita al capitalismo, Salerno ha incominciato presto a girare il mondo e l'ha visto trasformarsi. E oggi non nega la propria preoccupazione: lo stiamo distruggendo, con le nostre guerre, la nostra avidità, la nostra incuria. Il suo augurio è affidato a un cartello piantato alle pendici dell'Uluru, la montagna sacra degli aborigeni australiani: «Questo è un posto speciale. Siate consapevoli. Camminate tranquillamente. Calpestate con leggerezza».
22,00

Camminare il mondo. Vita e avventure di Leonardo Fioravanti, medico del Cinquecento

di Piero Camporesi

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 384

«Cupido di danaro ma ancor più di fama, avidissimo di conoscenze e di esperienze, spinto da una inesauribile curiosità di vedere, apprendere, fare e provare, aveva lasciato la "dolce patria" per esercitare la professione di medico vagabondo ed errante. Se dobbiamo credere alle sue numerose pagine autobiografiche, si trattò di una scelta soprattutto culturale. Fosse sincero o no, fosse ardore di conoscenza o più semplicemente bisogno di lavorare per sbarcare il lunario, la sua è una singolare autobiografia, unica nella storia medica e culturale italiana.» Partito da Bologna, Leonardo Fioravanti attraversa regni, principati, repubbliche; affina il mestiere guardando lavorare i colleghi, come pure i contadini e i pastori che curano i loro animali e gli animali che curano se stessi. Non si lascia inibire dai pregiudizi scolastici e dagli intoccabili canoni dettati dai luminari, ma crea una pratica medica nuova, basata sull'esperienza. A volte fa centro; spesso invece no. E soprattutto si attira le antipatie delle venerabili auctoritates della «cirugia». Forse proprio questa è la ragione del suo vagabondare: lo vediamo dunque a Tropea mentre assiste due barbieri che riattaccano un naso; a Palermo mentre asporta la milza della donna più bella della città; sulle coste mediterranee dell'Africa a salvare i soldati di Carlo V da un'epidemia mortale grazie ai bagni nel mare. Sempre inseguito da accuse di inettitudine e ciarlataneria; ma «la buona sorte sorrideva a questo bolognese che con il suo eloquio fluente e rassicurante, con la sua prosopopea teatrale condita da una spruzzata di saccenteria istrionica, sapeva conquistare la fiducia di malati d'ogni genere e di ogni ceto». Il Saggiatore prosegue la ripubblicazione del corpus delle opere di Piero Camporesi con "Camminare il mondo", narrazione dei viaggi rocamboleschi di Fioravanti. Avido lettore di ogni documento del passato, Camporesi restituisce al lettore moderno la biografia non di un medico, ma del mondo che calpesta, il gran secolo del Rinascimento; e lo fa con tutta la maestria che gli conosciamo: l'abilità nell'attraversare saperi, nel disgregarli e riassembrarli in nuove forme, dando loro la matericità delle «cose basse» e dando alle «cose basse» la sublime leggerezza della conoscenza.
27,00

Metropolis. Storia della città, la più grande invenzione della specie umana

di Ben Wilson

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 568

Che cos'è una città? È un luogo fisico fatto di strade, edifici e quartieri? Oppure è un'idea, un'invenzione rivoluzionaria che, da quando siamo diventati una specie stanziale, è un po' il nostro marchio di fabbrica su tutto il pianeta? Le città raccontate da Ben Wilson non sono nomi sparpagliati su una mappa o negli annali, ma organismi vivi e pulsanti che nascono, crescono, muoiono e risorgono; organismi il cui tessuto connettivo è costituito dalle attività, dai conflitti e dalle aspirazioni dei loro abitanti. Sono i primi insediamenti della Mezzaluna fertile dove dimorano insieme uomini e divinità, come a Uruk, resa immortale dall'Epopea di Gilgames. Sono le piazze delle poleis greche e i mercati di Baghdad, dove si mescolano persone di ogni classe e viaggiatori di terre lontane, insieme a conoscenze e merci di ogni genere. Sono città magnifiche ma pericolose come Babilonia, diventata (un po' ingiustamente) simbolo di tutti i piaceri e di tutte le tentazioni della vita urbana; o come New York, sotto la cui skyline l'individuo rischia di scomparire, inghiottito dall'anonimia della folla. Sono i porti della Lega anseatica, di Lisbona e di Malacca, che dominano i mari e fanno la storia del commercio mondiale. Sono gli inferni industriali di Manchester e Chicago, in cui gli operai vivono in condizioni spaventose, ma dove si gettano le basi per movimenti sindacali rivoluzionari. Sono le macerie fumanti di Varsavia, di Tokyo e di tutti i luoghi cancellati dalla guerra e poi rinati. Sono gli agglomerati di sobborghi americani che si irradiano da un centro sempre più vuoto. Sono le ambizioni degli urbanisti che vedono in una diversa forma di pianificazione la cura per le nostre società. Sono il caos disorganizzato, vibrante e creativo delle nuove megalopoli come Lagos. "Metropolis" è la storia naturale del paesaggio urbano che ci ha accompagnato nei secoli e che nel 2050 ospiterà due terzi dell'umanità; è il racconto del modo in cui le città ci hanno plasmato e al tempo stesso di come noi le abbiamo rese nostre attraverso la musica, il cibo, il tempo libero, l'incessante chiacchiericcio della vita di strada o l'ozioso piacere del flâneur. È la storia della nostra storia.
34,00

Per pura rabbia. Fare a pugni con D.H. Lawrence

di Geoff Dyer

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 256

Questo non è un libro di critica letteraria. Non è una biografia. Non è un romanzo. Non un reportage di viaggio e nemmeno un omaggio a D.H. Lawrence. O meglio: non è niente di tutto questo ed è tutto questo contemporaneamente. È il risultato di anni di preparazione e impegno, anni che Geoff Dyer ha passato a studiare, prendere appunti e girare il mondo in pellegrinaggio nei luoghi di Lawrence, cercando di dar corpo al ritratto di uno dei suoi autori di culto. L'esito è un elogio e insieme un lamento sulla procrastinazione, il male oscuro che quotidianamente fagocita i nostri progetti, e che Dyer qui eleva a forma d'arte. A Roma lo vediamo barcamenarsi tra il caldo torrido che opprime la città e la difficoltà a trovare il giusto cornetto integrale. In Grecia è vittima di un incidente mentre sfreccia in motorino sui tornanti di Alonissos. In Sicilia, cercando la villa di Lawrence a Taormina, non riesce a capire il motivo per cui i frutti di mare sono così apprezzati. Ogni minimo passo in avanti nella ricerca su Lawrence diventa l'occasione per una digressione - letteraria e biografica - che lo allontana dall'obiettivo e regala a noi questo oggetto non identificabile e non incasellabile che è "Per pura rabbia". "Per pura rabbia" è dunque un fallimento - il fallimento nel portare a termine un «sobrio saggio accademico» -; ma il frutto dell'insuccesso si rivela, come in un fortunato esperimento alchemico, qualcosa che supera ogni aspettativa: un'opera straripante che racconta il cortocircuito prodotto dallo scontro tra ambizione e realizzazione; la fusione perfetta di arte e vita; la manifestazione del più esemplare ossimoro letterario: un libro sull'impossibilità di scrivere un libro.
25,00

Allo zoo con papà. Il mondo disegnato da un bambino

di Tom Curtis

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 144

Dom e suo fratello Al adorano disegnare tutte le cose che vedono. Il loro papà Tom li accompagna a visitare lo zoo. I tre ammirano gli animali della savana africana, dei ghiacci polari, dei deserti australiani, le creature che nuotano nel mare o che pascolano nella campagna. Armati di matite colorate, Al e Dom li ritraggono tutti, ma proprio tutti. E se il mondo visto attraverso i loro occhi fosse quello più vero? Mosso da questa domanda, Tom decide di trasformare i disegni dei figli in fotografie realistiche, dando loro vita come ad animali in carne, ossa, pelo, piume e squame. Lo zoo si tramuta così in un universo parallelo in cui tutto è esattamente come è stato disegnato: ci sono la giraffa cilindrica, il rinoceronte dai piedi tondi, il lemure con gli occhi tutti dallo stesso lato e il panda con troppe zampe. Popolato da una fauna bizzarra e irresistibilmente comica, il mondo scaturito dall'immaginazione di Al e Dom è un tripudio di colori e forme impossibili. È il mondo visto da un bambino, che riporta in vita la magia e la spensieratezza dell'infanzia di tutti noi.
14,90

Tanti cari saluti. Cartoline dall'Italia. Storia trash delle nostre vacanze

di Lorenzo Marchionni

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 96

«Una valanga di saluti.» «Baci dalla Riviera!» «Amore mio mi manchi...» Quante volte abbiamo scritto queste frasi su cartoline grottesche e sconvenienti, spedite dalle nostre vacanze estive ad Alberobello o dalla settimana bianca a Folgarida? "Tanti cari saluti" è un invito al viaggio attraverso le cartoline che ci siamo mandati. Ma è anche ufficio postale privato: ogni cartolina può essere staccata e il retro usato per inviare un messaggio, un augurio, un pensiero ad amori, amici e famiglia, proprio come si faceva una volta.
12,90

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