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Il Saggiatore

Bajkonur, Terra. Il deserto a un passo dal cosmo. Storia di una missione spaziale

di Eliseo Acanfora

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 211

Ogni cosa punta verso il cielo. I sogni e le paure, i dolori e le gioie. Per quanto la Terra ci attragga non c'è essere umano che non abbia pensato, almeno una volta, a cosa succede sopra la nostra testa. Chi vive in quel continente sterminato che chiamiamo universo? Cosa accade nell'oscurità dello spazio? Sarà lì che un giorno costruiremo le nostre case? Domande che sembravano destinate a vivere solo nelle speculazioni dei filosofi e nelle fantasie degli artisti. Fino a quando, un giorno, nel luogo più inospitale del pianeta, il nostro sogno ha iniziato a prendere forma. Questo viaggio inizia in una terra che per secoli solo pochi mercanti hanno avuto il coraggio di attraversare, con timore, a cavallo o in groppa a un cammello; un oceano di erba secca, sabbia e detriti, troppo arido per costruirci qualcosa, troppo povero per essere conteso da qualcuno: è il deserto del Kazakistan, il luogo dimenticato da Dio che l'essere umano ha fatto diventare il suo trampolino di lancio per l'eternità. Nel 1953, infatti, un pezzo senza nome di quel deserto, sulle rive del fiume Syr Darya, venne invaso da un manipolo di alieni, di cui tutti avevano sentito parlare, ma che nessuno aveva mai visto: i russi. Furono loro a intravedere in quell'arsura, lontana da tutto ma vicina al cielo, il luogo più adatto a ospitare la «città delle stelle», il primo passo verso una straordinaria corsa allo spazio. "Bajkonur, Terra" - esordio letterario di Eliseo Acanfora, sceneggiatore dell'omonimo film documentario presentato al Vancouver International Film Festival e realizzato dal Saggiatore in partnership con Rai Cinema, Lux e The Piranesi Experience - racconta questa storia, fotografa i luoghi proibiti, dà voce agli abitanti del posto. Una narrazione costruita per tempeste di sabbia, bandiere sovietiche, reliquie di scienziati, immagini marziane e ultrasuoni, attraverso i quali l'autore immortala la più antica e argonautica delle ambizioni: conquistare l'universo, rendere abitabile l'infinito.
21,00

Scritti in mostra. L'avanguardia come zona 1958-2008

di Fabio Mauri

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 402

Il corpo di Pier Paolo Pasolini usato come schermo per la proiezione del Vangelo secondo Matteo; una giovane donna con la stella di David tatuata sul petto, che si taglia i capelli e li usa per formare lo stesso segno su uno specchio; un muro di vecchie valigie che racchiude ogni muro, ogni storia insanguinata del Novecento; la sagoma di un monitor che preme sotto una tela, reclamando la sua ingombrante presenza. Sono sufficienti poche opere a testimoniare la varietà e l'ampiezza semantica della produzione di Fabio Mauri, uno dei più grandi maestri dell'avanguardia italiana. All'origine della sua arte tragica ed eretica - eppure segnata da una vena di malinconia che raggiunge lo spettatore come una carezza -, le esperienze esistenziali e politiche dei suoi primi diciotto anni di vita: la guerra, la conversione, gli amici ebrei mai più ritornati, la follia e l'internamento. Esperienze indagate e rimodulate attraverso i linguaggi e i materiali più diversi: dagli schermi degli anni cinquanta - ad attestare la precoce consapevolezza che quell'oggetto sta diventando la principale forma simbolica del mondo -, fino alle più recenti installazioni degli anni zero; e ancora, dall'objet trouvé alla performance, dalle proiezioni alla scrittura. Scrittura che è centrale nella sua pratica artistica, come evidenzia il contributo alla fondazione delle riviste Il Setaccio (con Pasolini), Quindici (con Eco, Sanguineti, Pagliarani, Balestrini, Porta, Arbasino, Manganelli), La città di Riga (con Kounellis). Scritti in mostra testimonia il cruciale rapporto tra un artista e la sua curatrice. I testi che lo compongono hanno accompagnato il percorso estetico di Fabio Mauri per cinquant'anni, fino a quando, grazie all'iniziativa di Francesca Alfano Miglietti, sono stati raccolti in un unico volume. Alcuni sono nati come parte integrante di una mostra o come analisi di un'opera o di un autore, altri sono appunti in qualche modo autobiografici: istanti privati che diventano drammaticamente pubblici. Se questo avviene è grazie a una voce che rompe l'omogeneità a cui ci ha abituati gran parte dell'arte contemporanea, raccontando, attraverso una critica serrata all'ideologia, un secolo della nostra storia.
35,00

Preghiera orientale. Testo francese a fronte

di Victor Segalen

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 205

Cime irraggiungibili, disumani silenzi e vertigini solari. Sono questi i luoghi della poesia di Victor Segalen: preghiere dedicate al Vuoto e all'Altezza, all'Infinito e al Diverso, raggrumate nelle sue due uniche raccolte in versi, Odes e Thibet, e consegnate ora per la prima volta al lettore italiano. Medico della Marina francese, viaggiatore e archeologo, Segalen è stato il naturale successore dei suoi connazionali e maestri Charles Baudelaire e Arthur Rimbaud, con i quali condivide l'immaginario lirico e metrico e le mappe interiori di un voyage da consumarsi sublimemente tra le geografie ignote della propria fantasia. Spirito inquieto - si spinse dalla Francia agli Stati Uniti, dal Giappone all'Africa, dalla Manciuria alla Polinesia -, Segalen viaggiava più per ossessione che per piacere, più per inerzia che per diletto: marinaio, odiava il mare; storico dell'arte, era convinto che la bellezza risiedesse nell'immaginazione e non nelle tracce dell'essere umano sulla Terra. Anche per questa sua smisurata e apolide sensibilità, arrivato in Cina, dove le due raccolte sono ambientate, ciò che lo coinvolse non furono le miserie e lo splendore dell'Impero, ma la sottile, invisibile soglia che separa il regno degli uomini da quello degli spiriti, di cui si odono canti nascosti tra le rocce che il poeta è convocato ad ascoltare. Con la traduzione e la cura di Federico Pietrobelli e un illuminante scritto di Giorgio Agamben, "Preghiera orientale" è l'ultimo lascito di una delle voci più importanti della poesia moderna, e un invito commovente al silenzio e alla meditazione.
23,00

La pioggia gialla

di Julio Llamazares

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 163

Non è rimasto nessuno ad Ainielle. Se ne sono andati gli uomini e le donne, i pastori e i contadini, i giovani, i vecchi, gli animali. Rimangono i serpenti, nascosti sotto le rovine delle case. E rimane Andrés. Erano lui e sua moglie, prima, poi Sabina si è impiccata nel mulino abbandonato e ora, a fargli compagnia, non rimane che una cagna macilenta. Anche i villaggi vicini si stanno svuotando, dissanguati dalla guerra e da un progresso senza nome e senza pietà. Ma Andrés non ha intenzione di andarsene, nemmeno quando la pioggia gialla del tempo comincia a cadere e i fantasmi dei suoi morti tornano a visitarlo. Romanzo più per convenzione editoriale che per essenza, perché la sua natura è più vicina all'elegia e alla trenodia, di cui riprende l'ossessione per le anafore e le ripetizioni, "La pioggia gialla" è - nelle parole di Andrea Gentile, dalla postfazione che chiude il libro - romanzo della pura morte, poiché tutto, nella vicenda di Andrés, è fine, ma anche romanzo della pura vita, perché è il suo respiro, costante, affannato, a imprimere alle pagine il ritmo slavinante di un postremo testamento che è, insieme, un inno all'umana resistenza.
20,00

L'età della tigre

di Ivan Carozzi

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 219

La gigantografia di un individuo in pelliccia sintetica rosa appare un mattino sui muri di Milano. Il suo nome è Sfera Ebbasta, la sua voce soffia dal ventre dell'Auto-Tune, le sue gengive ospitano denti dorati. Chi è quella creatura fluorescente in agguato ovunque, fra i mezzanini della metropolitana e nelle piazze scintillanti del centro? Perché la trap e i suoi eroi di plastica si sono insinuati nei nostri discorsi e nei nostri sogni? Cosa ci dicono di noi? A chiederselo è uno scrittore smarrito, che per rispondere deve scoprire il vuoto tra la sua generazione e quella di chi oggi ha vent'anni. Provando ad abitare quel vuoto con la scrittura, finisce però per interrogare in modo sempre più intimo se stesso e il suo tempo; per vagare a caccia di un incontro rivelatore in una città doppiata dai social network, tra quartieri che sembrano rendering in cui pullulano figure a una dimensione e mercati multietnici simili a una delirante V?r?nas?. "L'età della tigre" è una narrazione asimmetrica e randagia; il toccante resoconto di un tempo esausto e dei suoi inconsapevoli desideri.
19,00

Trans-Atlantico

di Witold Gombrowicz

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 205

«Salpate, navigate, Compatriotti, verso la Nazione vostra! Affinché con il Martirio suo martirizzi voi, i Figli vostri e le mogli, fino alla Morte, all'Agonia, affinché lei stessa agonizzando nell'agonia della propria Demenza vi renda Dementi e Indemoniati.» Gombrowicz salpa con il transatlantico Chrobry e dalla Polonia approda a Buenos Aires. Scoppia la Seconda guerra mondiale e lui decide di non tornare in patria, di non arruolarsi e andare a morire al fronte insieme alla gioventù polacca. Inizia a frequentare la comunità dei suoi compatrioti, ma quando deve scegliere se schierarsi con loro o con gli argentini, con i padri o con i figli, con il vecchio o con il nuovo, con la patria d'origine o quella di adozione opta per quest'ultima, mandando a gambe all'aria tradizioni e appartenenza. "Trans-Atlantico" è, nelle parole di Gombrowicz stesso, «l'opera più coraggiosa che io abbia mai scritto»; è «una nave corsara che contrabbanda un forte carico di dinamite» e vuole far saltare in aria i sentimenti nazionali, vivi nel XX come nel XXI secolo, è «un tentativo di psicoanalisi nazionale», la richiesta di una revisione profonda del rapporto tra uomo e patria. Di più, Trans-Atlantico è un attacco irridente e feroce alla mentalità conservatrice, al perbenismo, agli stereotipi e alle convenzioni, insomma a tutte le zavorre che opprimono i giovani e chiunque propugni rinnovamento e libertà. È un romanzo che è satira, critica, trattato, divertimento, assurdità, dramma e resa dei conti finale. È l'opera più ironica e iconoclasta di uno degli autori più geniali ed eterodossi che il Novecento abbia conosciuto. Postfazione di Francesco M. Cataluccio.
24,00

Calcionomia. Economia, segreti e curiosità del calcio mondiale

di Simon Kuper, Stefan Szymanski

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 499

Gli stipendi dei calciatori sono uno scandaloso spreco di risorse? Ospitare i Mondiali fa bene all'economia di un paese? Quale è la nazione che investe di più nel calcio? Quale è il modo migliore di comprare un giocatore? E il peggior modo di scegliere un allenatore? Il calcio è lo sport più diffuso del pianeta, fatto di emozioni, s de indimenticabili e tifosi entusiasti. Un mondo che sembrerebbe avere poco a che fare con numeri e statistiche. E invece Simon Kuper e Stefan Szymanski ci dimostrano che dati e cifre possono rivelarne i segreti più nascosti e affascinanti. Scopriamo così che il calcio non è mai stato un buon affare, nonostante la quantità di denaro che muove. Ci accorgiamo che la figura quasi mitologica dell'allenatore, dal quale sembra dipendere il corso di qualsiasi campionato, va forse ridimensionata, insieme agli antichi rituali legati alla sua nomina. E che se esistono ancora i tifosi «monogami», quelli che non cambieranno mai squadra, sta però nascendo una nuova generazione di appassionati, meno fedeli ma pronti a seguire chiunque offra uno spettacolo sportivo di alto livello. Troviamo che, dati alla mano, il calcio allunga la vita, visto che ospitare i Mondiali o un altro campionato aumenta il tasso di felicità di una nazione e riduce sensibilmente il numero dei suicidi. Ma dobbiamo anche accettare che le disparità politiche ed economiche tra le nazioni si riflettono nei risultati sportivi e che raramente i Davide trionfano contro i Golia. Kuper e Szymanski usano le leggi della scienza economica per tracciare una mappa unica e dettagliata del calcio, che rivela così tutta la sua complessità e i suoi legami con la storia e il carattere dei singoli paesi. Calcionomia è la guida definitiva per scoprire gli ingranaggi del nostro sport preferito.
28,00

Manifesto per la verità

di Giuliana Sgrena

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 260

Per papa Francesco Eva è stata vittima di una fake news uscita dalla bocca del serpente. A quanto pare, da allora le bufale non hanno smesso di rovinare le donne, visto che ancora oggi se una ha subito molestie si scrive che ci ha fatto carriera, mentre se uno ammazza la moglie per i giornali ha agito in preda a una rabbia momentanea. Ma le vittime di questi abusi dell'informazione non sono solo i corpi delle donne: quando si parla di migranti la verità si inabissa in fondo al mare, come un cadavere affogato. Per non dire delle notizie che giungono dai fronti di guerra, brandelli distorti dei fatti, piegati e manipolati secondo il tornaconto dei governi. Ora le bufale si sono trasformate in un esercito di ben più pericolose fake news, moltiplicate e amplificate dai social e arruolate dagli stati per combattere la guerra contro la verità. E quelli che della verità dovrebbero essere i paladini, i giornalisti, sono ormai servitori dei potenti senza più alcuna credibilità. Ma, come diceva Camus, là dove prolifera la menzogna prospera la tirannia; e a pagarne l'altissimo prezzo siamo proprio noi. Dopo "Dio odia le donne", Giuliana Sgrena torna a impugnare la penna in questo Manifesto per la verità. La sua scrittura graffiante smaschera le falsità che ci vengono quotidianamente propinate dalla carta stampata, da Internet e da tutti quelli che hanno interesse a farci credere che le cose non stiano come veramente stanno. Ne nasce un pamphlet ruvido e lucidissimo; un manifesto da cui partire per ricostruire quel che è stato distrutto, salvare quel che non è ancora andato perso e soprattutto riconquistare la nostra libertà di pensiero e di scelta.
15,00

Il pianoforte di Chopin. Alla ricerca dello strumento che ha rivoluzionato la musica

di Paul Kildea

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 391

Nel novembre 1838 da una cella della certosa abbandonata di Valldemossa, fra le montagne che circondano Palma di Maiorca, si diffondono le note di un «pianino». Non sono note qualsiasi: sono quelle che completeranno i ventiquattro Preludi di Frédéric Chopin, opera cardine del Romanticismo. Non è stato possibile trovare uno strumento migliore sull'isola, ma quel piccolo pianoforte, costruito da un artigiano locale, fatto di legno dolce, ferro, rame, feltro e avorio, avrà una grande vita. Abbandonato nella cella di Chopin per oltre settant'anni, acquistato nel 1913 da una donna intelligente e tenace - «una vecchia ebrea, pazza per la musica», come lei stessa si definiva -, la pianista e clavicembalista Wanda Landowska, il pianino viene confiscato dai nazisti, determinati ad appropriarsi del prestigio che Chopin e la sua musica rappresentano. Ma questa non è che una delle tante storie racchiuse nel Pianoforte di Chopin, insieme a quella di Chopin e George Sand, a quella di Wanda Landowska, a quella collettiva dell'Europa e degli Stati Uniti durante gli anni centrali del secolo scorso. Ma, soprattutto, insieme alla storia dei Preludi, narrata attraverso gli strumenti su cui sono stati eseguiti e i pianisti che li hanno interpretati. Paul Kildea ci racconta come quel modesto pianino abbia influenzato il suono anticonvenzionale e rivoluzionario dei Preludi, che non sfuggì a Schumann, a Liszt, ad Arthur Rubinstein, a Svjatoslav Richter. E che Kildea ci restituisce, pagina dopo pagina, nella più coinvolgente delle narrazioni.
42,00

America alla specchio. Lo sguardo di un'antropologa

di Margaret Mead

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 260

Per vincere una guerra occorre innanzitutto conoscere a fondo la propria identità culturale e sociale, e avere la certezza che la causa per cui si combatte sia giusta. Concepito tra il 1939 e il 1941, anno dell'attacco di Pearl Harbor che segnò l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, "America allo specchio" è il saggio che Margaret Mead dedica alla cultura del suo paese. L'antropologa si addentra nelle viscere del popolo americano e lo riconduce con estrema lucidità alla sua origine. Attraverso la comparazione con le società europee e alcune società primitive, rivela debolezze e punti di forza degli Stati Uniti tracciando un impressionante quadro di tradizioni e comportamenti. La smania di superare la condizione economica e sociale di partenza, la competizione inculcata in famiglia sin da bambini, lo sforzo e l'impegno come stili di vita, la ricompensa vista in termini di ricchezza e successo, l'ottimismo esasperato, l'audacia, la fiducia in sé e la fede nella propria missione civilizzatrice: questi sono i tratti fondanti il carattere della nazione, ieri come oggi. "America allo specchio" è un testo fondamentale per comprendere le radici della mentalità di un popolo la cui ideologia e le cui scelte politiche hanno dominato e tuttora dominano gli equilibri del nostro mondo.
17,00

La forma dello spazio profondo. La teoria delle stringhe e la geometria delle dimensioni nascoste dell'universo

di Shing-Tung Yau, Steve Nadis

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 496

Sembra impossibile che spazi più piccoli di quelli che si possono umanamente immaginare, spazi a sei dimensioni, un milione di milioni di milioni di volte più piccoli di un elettrone, siano in grado di esercitare un'influenza tanto profonda su ogni parte dell'Universo da diventarne un tratto distintivo e caratterizzante. Eppure è così. Per la teoria delle stringhe le dimensioni dell'Universo sono dieci: quattro sono le dimensioni spaziotemporali contemplate dalla teoria della relatività generale, le restanti sei (le cosiddette "dimensioni extra") danno forma alle varietà di Calabi-Yau. Nel 1976 Shing-Tung Yau ha conquistato la Medaglia Fields, il premio Nobel dei matematici, per aver dimostrato l'esistenza di queste forme complesse che portano il suo nome, spazi invisibili la cui geometria può essere la chiave definitiva per comprendere i più importanti fenomeni fisici. "La forma dello spazio profondo" ripercorre le tappe del percorso scientifico che ha portato Yau alla formulazione di una teoria rivoluzionaria, con una nuova possibile immagine dell'Universo. Troppo bello per essere vero: così, spesso, gli scettici hanno liquidato le astrazioni della nuova geometria. L'ipotesi delle dimensioni extra, che riguarda fisica, matematica e geometria, suggerisce non solo che i nuovi spazi possano essere veri, ma che la realtà, ancora una volta, è più affascinante dell'immaginazione.
24,00

Giovanna d'Arco

di Colette Beaune

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 474

La fanciulla inviata dal cielo per salvare il regno di Francia e scacciare gli invasori inglesi, l'eretica condannata a morte, il personaggio decisivo nella guerra dei Cent'anni, la donna che impugna le armi ribaltando i ruoli di genere: chi era Giovanna d'Arco? Colette Beaune ne ripercorre la vicenda in una biografia, che scardina preconcetti e interpretazioni rigide e interrogai suoi contemporanei per scoprire chi fosse veramente la Pulz ella più famosa della storia. Nata in un piccolo villaggio della Lorena da genitori contadini, Giovanna vive in un periodo di crisi profonda della Francia, divisa dalle lotte tra fazioni e provata dalla guerra contro gli invasori inglesi. Quando ha tredici anni le si manifestano voci divine che la convincono di essere la futura salvatrice del regno. Da quel momento la sua parabola diventa inarrestabile: incontra il Delfino, Carlo VII, e lo convince ad affidarle un esercito per rompere l'assedio inglese di Orléans ; poi si impegna in una serie di campagne militari che portano alla consacrazione di Carlo come legittimo sovrano. Giovanna diventa così un simbolo vivente, in cui convergono modelli riconosciuti - la profetessa, la vergine, la santa - insieme ad altri che mettono in crisi la società medievale: la fanciulla guerriera, la donna indipendente, che pretende di conoscere la volontà divina senza la mediazione della Chiesa. E quando viene catturata, è proprio sul suo scarto rispetto alla norma che si basa il processo che la condanna per eresia. In "Giovanna d'Arco" Colette Beaune ci racconta la Pulzella come un filtro privilegiato attraverso cui rileggere la storia della Francia: la storia di una società rigidamente stratificata, intrisa di religiosità ma influenzata anche da leggende e simbologie pagane. Un mondo vivido e complesso, in cui l'avventura di una giovane contadina diventa un mito riecheggiato nei secoli fino ai giorni nostri.
35,00

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