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Le Lettere

Fiorentinacci. Affresco di un popolo e della sua indole

di Pier Francesco Listri

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 100

Caro lettore, questo questo breve volume vuole abbracciare non la storia fiorentina, altrimenti ben nota, ma tracciare i capisaldi dell'indole del popolo fiorentini negli oltre mille anni della sua storia. Popolo fatto di nobili, di piccola borghesia, di plebe; civiltà senza il peso e il vanto industriale, ma piuttosto con l'eterno dialogo fra tanta arte e le mani di milioni di artigiani che qui fecero e fanno. Molte le cose omesse, ma sufficienti crediamo quelle raccontate per definire un ritratto di un popolo non migliore né peggiore degli altri ma certamente diverso.
11,50

L'Achille dei «Canti». Leopardi, «L'infinito», il poema del ritorno a casa

di Gilberto Lonardi

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 238

Un famoso titolo leopardiano, Idilli, come leggerlo, evitando, a proposito dell'Infinito, mistificazioni tuttora pronte a riproporsi? E in che senso la Saffo di una canzone di Leopardi è un'allieva di Achille? E a proposito delle Ricordanze: proviamoci a rileggere questo «poema lirico» del ritorno a casa non dimenticando la memoria leopardiana appunto del ritorno: un gran tema, secondo Giacomo, anzitutto della lirica delle origini, e dopo, subito dopo, dell'epos. E, mettiamo, Stesicoro, un antenato quasi muto per noi, perché c'entra parecchio con le suddette Ricordanze? O più in generale: come immagina, sente, pensa, canta il poeta dei Canti? Sono molte le domande cui si dà una risposta nuova e coraggiosa, in questo libro. Pescando sempre in profondo; incontrando di continuo i Greci, l'Inizio. E, d'altra parte, non pochi sono i personaggi della prima modernità narrativa che nel libro si danno convegno: da Rousseau a Werther, a Chateaubriand. Ma è ad Achille che Leopardi guarda di continuo. E noi siamo invitati a farlo con lui. Diceva Hölderlin che Achille è l'enfant gâté della Natura. Giacomo, l'escluso, invece, come la sua Saffo, dalla Natura, non può appassionarsi a quella figura che conosce egualmente l'affetto, l'amore e la ferocia, se non dall'infinita distanza del desdichado. Eppure non cessa di rispecchiarsi in «quella singolarità», che, come Napoleone coi francesi, «c'innamora». In quella morte giovane e, splendido nodo, nella consapevolezza che l'accompagna: da, ha detto Goethe, «uomo compiuto». Tra gli eroi di Omero, per esempio, un ascolto significativo spetta, nei Canti, pure a Odisseo-Ulisse. Però, per tracce inequivocabili, dall'Infinito all'Ultimo canto di Saffo, da A Silvia alle Ricordanze, ad A se stesso e oltre, Leopardi torna e ritorna soprattutto ad Achille. E a coloro che si commuovono per lui, o, in un'avvolgente coralità epica, dialogano con lui: Teti, la madre divina, o Patroclo, Ettore, Fenice, o i suoi cavalli. Segue il controcanto (privilegiati gli anni 1750-1840 circa) di sedici immagini, per la maggior parte legate al tema-Achille.
20,00

Viaggio al termine della scrittura: Calvino Pasolini Bazlen Parise Cattafi

di Diego Bertelli

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 175

«Il problema puramente letterario del finale - scrive Jurij Lotman - ha un analogo nella realtà nel problema della morte». Nessun secolo come il Novecento ha saputo nutrire meglio questa analogia, ritualizzando la scrittura ed esorcizzando la sua fine a tal punto da mettere in crisi la relazione tradizionale fra opera e testo. Discutendo autori fra loro distanti per impostazione e indirizzi, questo studio analizza un campione eterogeneo di testi in un periodo specifico della letteratura italiana che va dal 1973 al 1979. In forme e modi tra loro diversi, Calvino, Pasolini, Bazlen, Parise e Cattafi (cui sono dedicati i cinque saggi che compongono il volume) si pongono al limite tra ciò che è e non è ancora un'opera, dove la vita del testo e quella di chi scrive si avvicinano senza mai toccarsi, attraverso un movimento asintotico che offre la possibilità di una definizione nuova di quel processo incolmabile che è la scrittura.
18,00

Sulle assunzioni

di Alexius Meinong

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 336

La seconda edizione di "Sulle assunzioni" (1910), di cui si presenta ora la prima traduzione in italiano, costituisce non solo la principale opera di psicologia di Alexius Meinong, ma anche un ampliamento delle ricerche psicologiche nella direzione inaugurata dalla teoria dell'oggetto. Modificando la teoria brentaniana dell'intenzionalità, Meinong individua tra rappresentazioni e giudizi un ambito di vissuti "intermedi", quale l'ambito dell'assunzione, definita come un pensare senza credere, un giudicare privo di convinzione. Nel discorso ipotetico, così come nel processo motivazionale del desiderio o nella produzione e fruizione di opere di fantasia, è l'assunzione a garantire il riferimento intenzionale all'oggetto non-esistente. Attraverso la mediazione del vissuto assuntivo, si chiariscono il ruolo dell'immaginazione nell'attività conoscitiva e la connessione sussistente tra vissuti intellettuali ed emozionali. Sulle assunzioni trovò interlocutori e critici illustri, tra cui Bertrand Russell, Christian von Ehrenfels, Edmund Husserl.
37,00

Carteggio Gentile-Casati

di Giovanni Gentile, Alessandro Casati

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 301

Il carteggio fra Giovanni Gentile e Alessandro Casati si apre nel febbraio 1914, a pochi mesi dalla polemica di Benedetto Croce sulla «Voce» contro l'attualismo gentiliano, e si interrompe bruscamente, alla fine del 1925, in seguito alla rottura del sodalizio fra Croce e Gentile. L'amicizia nasce dalla comune vicinanza al filosofo napoletano, ma si trasforma in collaborazione intellettuale e politica nella complessa attuazione della riforma scolastica gentiliana. L'introduzione del curatore ne ripercorre le vicende fino alla successione di Casati a Gentile come ministro della Pubblica Istruzione dopo il delitto Matteotti. Le dimissioni dal governo Mussolini, all'indomani del 3 gennaio 1925, e il ritiro dall'Enciclopedia Italiana segnano la fine del loro rapporto: nei decenni successivi Casati sarebbe rimasto il più stretto confidente di Croce nel mondo del liberalismo antifascista.
30,00

Giuseppe Rensi. Filosofo della storia

di Dario Gurashi

Libro: Libro in brossura

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 211

Alla luce del primo conflitto mondiale, assunto come esperienza metafisica, Giuseppe Rensi matura una filosofia scettica e approda alla storia. La guerra diviene in tal senso simbolo di una consapevolezza tragica, rivelando al pensiero che la ragione è incapace di afferrare l'essenza degli eventi umani. Accertata la scissione tra ragione e storia, Rensi intraprende un'esplorazione metodologica, andando a rintracciare quei contributi filosofici che motivano la razionalità dei processi storici. Il confronto critico con Benedetto Croce e Giovanni Gentile diviene dunque un passaggio inevitabile per ritornare a Hegel, rispetto al quale Rensi intende formulare una propria teoria della storia. Pensatori come Schopenhauer, Renan, Taine, Zeller, Dilthey, Simmel abitano allora la meditazione sul significato della storia e forniscono al filosofo veronese una grammatica dei concetti adatta a favorire una comprensione dei fatti alternativa allo storicismo hegeliano. Collocandosi in una continuità di pensiero, Rensi apre così la sua vicenda intellettuale a una dimensione europea, alimentando però nel paradosso la radicalità dell'approccio: confutare la metodologia idealistica servendosi della dialettica hegeliana. L'esito del percorso teorico è dei più imprevedibili, poiché fonda la decifrabilità della storia su una scelta decisiva: scetticismo o pessimismo.
18,00

Il plinto. Testo spagnolo a fronte

di David Rosenmann-Taub

Libro: Libro in brossura

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 245

Il poeta cileno David Rosenmann-Taub, nato a Santiago del Cile nel 1927 e attualmente residente negli Stati Uniti, è autore di una vasta opera accolta dalla critica fin dall'inizio come una rivelazione. Il suo primo libro, pubblicato nel 1949, si presenta oggi al lettore italiano con il nuovo titolo voluto dall'autore: El Zócalo, in italiano Il Plinto. E già in quest'opera, come nel resto della sua produzione, egli propone un linguaggio poetico di rinnovata impostazione linguistica e di profonda riflessione filosofica. La strada aperta da lui sta già dando frutti, sia nella ricchissima critica che ha generato, sia nell'attrazione che esercita sui giovani scrittori. La sua poesia poi, per quanto molto elaborata, affascina i lettori, in particolare i giovani, probabilmente perché, se da una parte esprime l'angoscia esistenziale, dall'altra è insieme un'elegia vitale e un canto alla fratellanza, al di là delle divisioni razziali o religiose.
16,00

Giordano Bruno e la filosofia moderna. Linguaggio e metafisica

di Salvatore Carannante

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 400

«Qua Giordano parla per volgare, nomina liberamente, dona il proprio nome a chi la natura dona il proprio essere»: aprendo lo Spaccio de la bestia trionfante, Giordano Bruno afferma a chiare lettere l'intenzione di impiegare un linguaggio aderente alla realtà delle cose, ponendo fine alla frattura tra res e verba che ha trascinato il mondo nel caos e nella decadenza. Il messaggio rinnovatore di cui il Nolano si sente portatore implica quindi la necessità di plasmare una lingua nuova, capace di esprimere l'infinita ricchezza di una natura divina e in perenne mutamento. Frutto di un'indagine a tutto campo sull'intero corpus bruniano e sulle sue fonti - antiche, medievali, rinascimentali - le pagine che seguono si propongono di ripercorrere, attraverso venti voci concepite come veri e propri saggi monografici, i concetti cardine dell'indagine filosofica bruniana, consentendo al contempo di illuminare il ruolo decisivo che la Musa Nolana occupa nella nascita del lessico metafisico moderno.
38,00

Collectanea Manutiana. Studi critici su Aldo Manuzio

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 205

Nel 2015 la comunità scientifica ha celebrato il cinquecentenario della morte di Aldo Manuzio il Vecchio, il cui genio perfezionò l'arte della stampa quale strumento efficace di diffusione del sapere e, attraverso un'opera indefessa di ricerca intellettuale, seppe esaltarne la portata rivoluzionaria. L'ossimorico detto «Festina lente», figurato nell'icastica marca tipografica dell'ancora e del delfino, compendia appieno lo spirito della renovatio culturale promossa da Aldo. Per contribuire al succitato cinquecentenario manuziano Pier Davide Accendere e Stefano U. Baldassarri hanno allestito una raccolta di sei studi critici firmati da eminenti studiosi del celebre stampatore-umanista: Lorenzo Baldacchini, Edoardo Barbieri, Robert Black, Giancarlo Petrella, Brian Richardson e Piero Scapecchi.
36,00

Sulle tracce del Fiore

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 312

Affrontare la lettera del testo del "Fiore", la sua interpretazione e la sua collocazione culturale senza muovere necessariamente dal quesito solo in apparenza ineludibile se Dante ne sia l'autore. È stato questo l'impegno e la sfida che hanno guidato gli studi racconti su un poema che vanta le prerogative per richiamare l'attenzione degli studiosi. Che sono state qui rivolte alla sua veste testuale, metrica e linguistica; alle dottrine filosofiche ed economiche che convoglia; alla sua collocazione cronologica; ai suoi rapporti con la fonte francese e con la sua lingua così come con la poesia comica del Duecento italiano. Non mancano peraltro ipotesi e indagini sulla sua paternità.
30,00

Per Cristoforo Landino lettore di Dante. Il contesto civile e culturale, la storia tipografica e la fortuna del «Comento sopra la Comedia»

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 222

"Quando, un paio d'anni or sono, Lorenz Böninger venne a trovarmi a Villa I Tatti con la proposta di un convegno sul Comento sopra la Comedia di Cristoforo Landino, la mia reazione fu subito favorevole. La prima stampa fiorentina della Commedia di Dante, la famosa edizione del 30 agosto 1481 con le tavole disegnate da Sandro Botticelli e il commento landiniano ispirato da Marsilio Ficino, è uno dei grandi monumenti della storia del libro, della fortuna di Dante e della cultura rinascimentale, ma, benché notissimo e molto studiato, esso presenta, o presentava, delle zone d'ombra che la ricerca non era ancora riuscita a illuminare. Ora il dottor Böninger aveva grosse novità in proposito. Negli archivi della corte del Podestà di Firenze aveva reperito nientemeno che una copia del contratto, stipulato la vigilia di Natale del 1480, per la stampa delle «tre Comedie di Dante chol chomento nuovamente composto» di Cristoforo Landino. Dopo Foligno, Mantova, Venezia, Napoli e Milano, anche Firenze avrebbe avuto il suo Dante, anzi ne avrebbe avuto ben 1125 copie a stampa, quant'erano appunto le copie promesse dal contratto." (Dalla Premessa)
28,00

L'uomo, il filosofo, le passioni

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2017

pagine: 332

Il volume "L'uomo, il filosofo, le passioni" raccoglie gli atti di un convegno internazionale tenutosi a Roma nel maggio 2014 per iniziativa del gruppo di ricerche sul cartesianismo della "Sapienza". Nel Seicento e nel Settecento la riflessione filosofica sulle passioni introduce una forte discontinuità rispetto al discorso morale tradizionale. La rappresentazione che gli uomini danno di sé, delle motivazioni che li spingono ad agire, del rapporto che essi hanno con le emozioni, viene sostituita con lo studio scientifico del meccanismo delle passioni e del rapporto mente-corpo. All'origine di questa svolta c'è la neurofisiologia cartesiana degli spiriti animali, che trasforma lo sguardo del filosofo che tratta delle passioni in quello di un 'fisico' che ne ricerca i fondamenti scientifici al di fuori di ogni retorica del dovere. Su questa base si costruisce un nuovo discorso sulle passioni, che indaga il funzionamento della macchina-corpo, se ne serve per descrivere e interpretare la fisionomia dei personaggi letterari e teatrali, studia i rapporti tra medicina e morale. Ma contemporaneamente ridefinisce i termini della riflessione sulla dimensione sociale e l'uso delle passioni, ponendole al centro di un'innovativa trattatistica politica, di inconsuete prospettive di indagine della storia, della formazione del sé e dell'educazione alla vita associata. Un discorso nuovo che entra negli spazi del confronto intellettuale, mettendo a nudo le passioni che hanno animato importanti dispute filosofiche, alimentato scetticismo e apologetica, aperto prospettive a un'etica naturalistica.
32,00

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