Mondadori Bruno

Giovanni Botero

di Alice Raviola Blythe

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 226

A seguito delle recenti riedizioni delle maggiori opere boteriane, "Delle cause della grandezza delle città" (1588), "Della ragioni di Stato" (1589), "Le relazioni universali" (1591), il volume approfondisce alcuni aspetti della biografia intellettuale di Giovanni Botero, esaminando gli snodi centrali della sua carriera con particolare attenzione agli ambiti milanese, spagnolo e sabaudo entro cui essa si sviluppò. Nel contempo, grazie alle suggestioni provenienti da diversi approcci storiografici (dai Court Studies alla Global History), i vari capitoli si concentrano pure sulla proiezione universale dei suoi scritti, che travalicarono i confini peninsulari per divenire testi di riferimento per le dinastie e l'élite europee. Un'Appendice restituirà infine due scritti meno frequentati, entrambi apparsi nel 1598 a corredo della Ragion di Stato: "La Relazione del mare" e il "Discorso della reputazione del prencipe". Lavori che, come il resto della produzione di Botero, oscillano fra meraviglia per la natura e severa esperienza politica della vita di corte.
18,00

Il marchese e le città: le signorie di Oberto Pelavicino

di Maddalena Moglia

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 256

Le esperienze signorili del Duecento italiano hanno riscosso minore attenzione rispetto a quelle dei secoli successivi. Questo libro si propone di colmare almeno in parte tale lacuna, analizzando il vasto dominio signorile costituito - tra il 1249 e il 1266 - da Oberto Pelavicino lungo l'asse del Po, nei suoi aspetti politici, istituzionali ed economici.
18,00

Istituzioni della moda. Interventi tra pubblico e privato in Italia e Francia (1945-1965)

di Gianluigi Di Giangirolamo

Libro

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 176

Il volume analizza Io sviluppo delle istituzioni della moda dal Secondo dopoguerra fino alla metà degli anni Sessanta. In particolare, l'autore ricostruisce il piano d'interventi pubblici e privati per il coordinamento e la promozione del sistema moda in Italia e in Francia attraverso la ricerca storica e mediante l'uso di fonti e documenti inediti (tratti dall'Archivio Storico della Camera Nazionale della Moda Italiana e dal Centre des Archives Economique et Financiers del Ministero delle Finanze e dell'Economia francese). Uno studio che, allo stato attuale della storiografia italiana sul tema della moda, fornisce un contributo importante al dibattito sulla definizione del sistema della moda in Europa.
16,00

Moda e cinema in Italia. Dal muto ai giorni nostri

di Eugenia Paulicelli

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 200

Il cinema ha lanciato la moda e lo stile italiano nel mondo. Sebbene la moda italiana abbia una lunga storia che risale alle botteghe medievali, bisognerà aspettare la fine della seconda Guerra mondiale per quello che diventò una delle rivelazioni della moderna couture. Il cinema italiano ha fatto conoscere al mondo il Made in Italy. Il costume nel cinema ha ispirato e continua ad ispirare la produzione di collezioni. Il "fashion film" è diventato un genere diffuso di storytelling per le marche del lusso come Ferragamo, Fendi, Gucci, Prada tra le altre. Il libro si conclude con una riflessione su questo genere e dei suoi rapporti sia con la contemporaneità, che con la storia del cinema degli esordi. Con un'analisi dettagliata del cinema d'autore attraverso la lente della moda e del costume, il volume propone una storia culturale di questa interazione e si avvicina al cinema per rivelare il processo di fare cinema. Questo rapporto sinergetico tra cinema, moda, e costume, ha contribuito e ancora contribuisce a creare un'immagine attraente e sperimentale dello stile italiano e a dare un valore aggiunto alla moda come bene culturale e farne parte integrante della formazione del tessuto identitario della nazione, proprio come il cinema. Da qui è possibile valutare come queste interconnessioni contribuiscono a riflettere sulle questioni storiografiche, proponendo nuovi percorsi di scrittura della storia attraverso il rapporto tra moda e cinema. Questo libro intende contribuire all'evolversi e allo sviluppo di questo campo di indagine e di studio, fornendo uno strumento per continuare la ricerca.
16,00

I luoghi delle parole. Geografie letterarie dopo l'Unità

di Gianni Oliva

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 246

Ci sono luoghi in letteratura che esistono perché la parola li fa vivere ben oltre la loro esistenza concreta. Sono i luoghi delle parole. Le entità geografiche materiali molto spesso condizionano la storia stessa in nome di quel binomio spazio-tempo ritenuto indissolubile per la ricostruzione di qualsivoglia vicenda. I saggi raccolti in questo volume testimoniano la fedeltà di uno studioso alla dinamica geo-storica, la coerenza verso un'idea e un metodo di lavoro praticato negli anni con rigore e con passione, nella certezza che sia legittimo dubitare della struttura unitaria della vecchia Italia, stando alle vicende storiche pre-risorgimentali e, in un certo qual modo, anche post-risorgimentali. Si vuol dire che lo sforzo compiuto da De Sanctis a suo tempo, per quanto legittimo e giustificabile sul versante dell'aspirazione patriottica e dell'idealismo sincretico, poteva essere messo in discussione, come avevano già dimostrato prima Croce e poi Carlo Dionisotti. Dalla Milano di Verga a quella di Manzoni, dalla Firenze di Capuana e del leonardismo primo-novecentesco, alla Sicilia del Gattopardo e alla Calabria di Alvaro, non senza itinerari di comparatistica con il Borgese in America e i Rossetti d'oltre Manica, Oliva ruota ancora una volta attorno al concetto di spazio letterario nella sua dimensione culturale e antropologica. Come a ribadire che la letteratura non è qualcosa di astratto, che vola a mezz'aria o sulle teste degli uomini, ma prende corpo nei luoghi dove nasce; gli autori stessi si rapportano ai contesti in cui agiscono, si formano, si muovono. La letteratura, inoltre, è qui rivendicata come disciplina formativa della persona, capace magari di andare anche un passo oltre la storia in quanto magazzino di sensibilità e di sentimenti umani. Essa è pronta al riscatto in una società sempre più dominata dal materialismo economico della contemporaneità.
21,00

Da Pietroburgo a New Haven. Sei saggi su M.I. Rostovtzeff

di Pier Giuseppe Michelotto

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2020

pagine: 369

I sei saggi presenti in questo volume si propongono di illustrare la varietà di tematiche e di aspetti peculiari della sterminata produzione scientifica di M.I. Rostovtzeff (1870-1952), che indiscutibilmente è da annoverarsi tra i più grandi antichisti del primo Novecento per vastità di interessi e per competenze pluridisciplinari, dall'archeologia all'epigrafia, dalla filologia alla papirologia. Fuggito dalla Russia in seguito alla Rivoluzione d'ottobre, che incise profondamente nella sua suggestiva interpretazione del tramonto della civiltà classica e che lo rafforzò nella convinzione della presenza di significative analogie tra mondo antico e mondo moderno, Rostovtzeff approdò negli Stati Uniti, dove insegnò nelle Università di Madison e di Yale. E da Yale diresse con indefessa energia, dal 1928 al 1937, gli scavi di Dura-Europos sull'Eufrate. L'opera di Rostovtzeff culminò nella composizione e nella tormentata revisione delle due monumentali storie economiche e sociali dell'impero romano e del mondo ellenistico. Indagando pervicacemente sull'eziologia delle fasi di ascesa e di declino, Rostovtzeff mai mancò di sottolineare, accanto ai fattori politici ed economici, l'importanza nei processi storici dei fenomeni religiosi e di psicologia collettiva, a conferma di un radicato e convinto antimaterialismo.
22,00

La fattoria terapeutica. Interventi di psicoterapia residenziale

di Giovanni Giusto

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 214

L'idea alla base della Fattoria Terapeutica nasce dal confronto tra la cultura del mondo contadino con l'ideologia alla base dell'attività terapeutica residenziale in Comunità. Non si tratta quindi né di una fattoria didattica né di una fattoria sociale e tantomeno di un agriturismo. Trova la sua radice e fondamento scientifico nel trattamento psicodinamico e psicosociale delle psicosi e dei disturbi gravi di personalità. L'idea prevede il coinvolgimento attivo, anche nelle funzioni direttive, di un veterinario che si occupi di terapia assistita con gli animali insieme agli psicoterapeuti, e di un agronomo, che si occupi insieme agli operatori degli elementi fondamentali legati alla terra e alle stagioni.
18,00

La città multietnica nel mondo mediterraneo. Porti, cantieri, minoranze. Relazioni presentate al Convegno internazionale dell'AISU (Genova, 4-5 giugno 2018). Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 272

Questo libro raccoglie una parte degli interventi presentati al Convegno Internazionale Multiethnic cities in the mediterranean world. History, culture, patronage-La città multietnica nel mondo mediterraneo. Storia, cultura, patrimonio, organizzato dall'Associazione Italiana di Storia Urbana a Genova il 4-5 giugno 2018: un'iniziativa che si inseriva in una tradizione abbastanza consolidata per l'AISU, che da vari anni - nell'anno in cui tace il congresso internazionale che costituisce l'appuntamento di maggior richiamo per i membri dell'associazione - organizza a rotazione nelle proprie sedi un convegno su un tema di carattere monografico. Data la "vocazione mediterranea" della città di Genova e della sua università, ci è parso naturale incentrare il convegno del 2018 sul tema appunto delle città del Mediterraneo, e più in particolare su uno dei fattori che le hanno soprattutto contraddistinte nel corso della storia, ossia la loro dimensione multietnica.
24,00

Innovazione sociale. Città, politiche e forme di ricostruzione del mercato

di Maurizio Busacca

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 182

In meno di dieci anni l'innovazione sociale si è affermata come un pilastro delle politiche pubbliche in Europa. Il mondo della ricerca, accademica e non, ha dato un contributo fondamentale al consolidamento di una simile posizione e questo ruolo è testimoniato dal numero via via crescente di pubblicazioni, programmi di ricerca, master e insegnamenti. Malgrado ciò, la locuzione "innovazione sociale" continua a essere un termine vago, utilizzato per descrivere fenomeni sociali tra di loro molto diversi. La sua vaghezza teorica la rende un concetto che può essere impiegato per delineare sia forme collaborative e radicali di protagonismo sociale, sia la sostanziale privatizzazione dei sistemi di welfare di impronta neoliberale. Il principale obiettivo di questo volume è quello di formulare e proporre una solida concettualizzazione dell'innovazione sociale, nel tentativo di colmare quelle lacune che permangono più evidenti e problematiche. Attraverso una review sistematica della letteratura scientifica prodotta sull'argomento, l'analisi di dati secondari e lo sviluppo di un significativo numero di casi studio realizzati mediante osservazioni dirette e interviste ai protagonisti del mondo dell'innovazione sociale e delle politiche pubbliche ad essa dedicate, il testo cerca di rispondere ad alcune domande: come e perché l'innovazione sociale ha trovato nelle politiche europee un terreno fertile? Quali sono gli attori e le forme organizzative maggiormente implicati nelle sue iniziative? Quale relazione esiste tra le attività di innovazione sociale e la governance urbana? Il saggio presenta tre caratteristiche che lo rendono utile per studiosi e policy maker: organizza per ambiti disciplinari la letteratura prodotta sull'argomento; ricostruisce il modo in cui l'innovazione sociale si è affermata come idea di politiche sociali; inquadra l'innovazione sociale come esito di processi di governo urbano caratterizzati da approcci collaborativi.
18,00

L'arte ansiosa. Perché non ci sono più né artisti né arte

di Aldo Marroni

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 205

L'affermazione dell'artista tedesco Anselm Kiefer secondo cui "l'art survivra à ses ruines", prima ancora di esprimere una speranza, rappresenta l'indice di un malessere e una inquietudine da tempo vigente nell'arte contemporanea. Infatti, la fine di ogni riferimento normativo sicuro e la conseguente condizione di incertezza hanno generato una profonda ansia derivata dall'anomala situazione in cui si sono trovate sia l'arte che l'artista. Quest'ultimo è un soggetto ansioso perché non sa se la sua è un'opera d'arte oppure soltanto una geniale trovata a cui la critica attribuisce valore artistico. Si può considerare dunque un artista anche se è legittimato unicamente da quel sistema mediatico-pubblicitario chiamato "mondo dell'arte"? Egli mantiene ben nascosta questa sua condizione patologica. Il suo farmaco è la glorificazione che gli deriva dall'élite culturale mentre la sua presunta guarigione coincide con il successo commerciale. Questa impossibilità di stabilire cosa è arte e cosa no apre la strada a esperienze estetiche le quali vanno a collocarsi oltre l'arte stessa, mettendo così in crisi quel sistema che ha fatto della sacralizzazione dell'opera il suo ideale. L'autore, chiamando a testimoniare alcune delle figure più emblematiche dell'estetica e rileggendo i momenti più problematici dell'arte contemporanea, arriva ad accreditare la promesse de bonheur implicita nel kitsch, così da fissare una situazione in cui arte e artisti sembrano essersi volatilizzati per lasciare agire in piena libertà il puro godimento dell'oggetto estetico.
16,00

Evoluzione e tendenze evolutive: l'opinione dell'ameba

di Marco Vannini

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 120

Questo libro è rivolto a tutti i curiosi di biologia e scienze naturali: mette in discussione credenze difficili da sradicare e ci invita ad alzare la guardia di fronte a un antropocentrismo miope che purtroppo si rivela spesso irriducibile. Con tono divulgativo, Marco Vannini affronta temi come l'evoluzione, la complessità, l'intelligenza, la diversità, le nicchie ecologiche. In questo modo dimostra che la storia della vita è una storia di progressiva divergenza, dove l'apparire di forme complesse non comporta necessariamente il venir meno di quelle semplici.
12,00

I resti della città. Napoli e la metabolizzazione delle cose e dei luoghi (XIX e XX secolo)

di Roberto D'Arienzo

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 194

Le attuali preoccupazioni ambientali invitano a posare uno sguardo nuovo sull'esistente, per individuare utili risorse tra materie e luoghi scartati. Questo volume propone un'esplorazione sintetica della città attraverso lo studio dei suoi resti metabolici - inevitabili, ambigui, preziosi - ai quali viene riconosciuto un valore testimoniale essenziale. L'analisi di due cicli di funzionamento principali - la produzione/fruizione di risorse e beni di consumo e la costruzione/trasformazione dello spazio abitato - permette di evidenziare l'alternanza di operazioni di valorizzazione e/o rifiuto e di sottolineare il ruolo cruciale dei resti in esame, in tensione perenne tra problema ed opportunità. Il libro, incentrato sul caso paradigmatico della città di Napoli, persegue il triplice obiettivo di ricostruire l'evoluzione dei resti metabolici in seno all'ecosistema urbano, di restituire il ruolo dei "resti architettonici" nella formazione di quel che è venuto configurandosi quale vero e proprio palinsesto stratificato, di fondare un confronto pertinente tra i due fenomeni, richiamando il lavoro pioniere di Kevin Lynch sulla dissipazione "delle cose e dei luoghi". Il racconto restituisce la lunga evoluzione che parte dalla rivoluzione batteriologica e dalla costruzione della città sanitaria, quando il funzionamento urbano è fortemente strutturato attraverso un attento bilancio di materie ed elementi e su un utilizzo scrupoloso di rovine e aree dismesse, e giunge agli anni del governo fascista, quando una vera e propria "guerra contro gli sprechi" sembra ispirare molteplici strategie di ottimizzazione di risorse. Prima di concludere con uno sguardo alla situazione recente, caratterizzata da due crisi nevralgiche - dei rifiuti e della dismissione - e dall'approvazione di due documenti cardine - zero-waste e zero-ettari -, il saggio effettua una breve escursione nel periodo 1950-1980, caratterizzato dall'introduzione di nuovi modelli di consumo che non poche conseguenze hanno avuto al contempo in materia di gestione dei rifiuti urbani e di progetto del territorio, traducendosi in quel fenomeno di spreco metabolico ed edilizio che le nostre città diffusamente testimoniano.
15,00

Iscriviti alla nostra newsletter

Per restare aggiornato sulle novità in uscita, ricevere anteprime, contenuti aggiuntivi e promozioni

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.