Editore Ombre Corte - Ultime novità | P. 4

Ombre Corte

Il rischio di «fare pasticci». Un'analisi dei metaloghi di Gregory Bateson

di Viola Brancatella

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 119

I metaloghi di Gregory Bateson sono dialoghi tra un padre e una figlia immaginaria, per alcuni aspetti ispirati ai celebri dialoghi socratici, dove assume un particolare valore il modo in cui le idee sono connesse tra loro. Sono spazi di apprendimento, ragionamento e confronto con i quali l'autore spiega la sua complessa epistemologia, procedendo con un incedere vago e al contempo rigoroso. Nel metalogo ciò che conta non è soltanto il contenuto della conversazione, ma anche e soprattutto la struttura e l'andamento del dialogo, il modo di ragionare e la continua messa in discussione dei presupposti. Il metalogo è ricorsivo, si espande e torna su se stesso sempre in modo diverso, arricchito da nuove parentesi che si aprono, da aneddoti, esempi, punti di domanda sospesi... Questo libro, partendo proprio dai sette metaloghí pubblicati in Verso un'ecologia della mente, attraversa in modo circolare tutti i temi cari a Bateson: l'epistemologia, la cibernetica, il costruttivismo, l'antropologia, il linguaggio metaforico ed eco-logico, la comunicazione, la teoria dei tipi logici, il paradosso, il sogno, l'estetica, il sacro, la religione. "Direi che, con naturalezza, e senza forzature programmatiche, questa studiosa scrive di Bateson nello stile di pensiero - se non di scrittura - di Bateson. Del resto l'essenza delle opere di Bateson, il suo contenuto, non è scindibile dalla forma" (Dalla Prefazione di Rosalba Conserva).
10,00

Diritti e comunità plurali. Clinica transculturale e società dell'inclusione

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 172

I saggi raccolti in questo volume mirano a rispondere a un interrogativo preciso: quali politiche per l'inclusione adottare con lo scopo di promuovere la realizzazione di una nuova società? L'Italia è diventata un paese multiculturale sin dalla fine degli anni Settanta, ma non ha ancora definito con chiarezza se e quali politiche multiculturali intenda assumere. In tale contesto gli scritti di questo volume si propongono di affrontare i nodi teorici e i risvolti operativi delle politiche italiane in materia di migrazione nella prospettiva della clinica transculturale. I saggi analizzano infatti il significato dei concetti fondamentali che sono o dovrebbero essere alla base delle politiche migratorie: il multiculturalismo tra universalismo e relativismo, l'integrazione o l'assimilazione, la multidimensionalità degli interventi (l'aspetto intrapsichico, la dimensione intersoggettiva e quella trans-soggettiva), la percezione del sistema dei diritti da parte delle persone migranti, la loro volontà o il loro rifiuto di integrarsi. La prospettiva etno-psichiatrica ed etno-psicoanalitica guida la lettura di questi processi articolandosi in modo complementare con altre prospettive interpretative, come quella giuridica e quella istituzionale, per tentare di comprendere la complessità delle politiche e dei processi che stiamo attualmente vivendo. Sulla base di queste premesse gli autori del volume mirano a riconsiderare l'organizzazione delle nostre forme di inclusione e di organizzazione dei servizi e a ripensare le modalità dei fondamentali processi di formazione dei funzionari pubblici, degli insegnanti e degli operatori dei servizi. Contributi di Erika Agresti, Patrizia Brunori, Filomena Cullo, Gustavo Gozzi, Nadia Hadjeb, Arezki Hamidi, Danila Indirli, Alessandra Inglese, Carmela Italiano, Susanna Liberatore, Renata Alexandre Lins, Ali Tanveer, Nazzarena Zorzella.
15,00

Orizzonti di transito. L'opera di Jhumpa Lahiri tra l'Italia e gli Stati Uniti

di Raffaella Malandrino

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 135

Questo libro intende fornire un aggiornamento critico sull'opera di Jhumpa Lahiri, autrice statunitense di origine indiana e una delle maggiori voci letterarie americane contemporanee, la cui recente traiettoria creativa si arricchisce dell'esperienza di apprendimento della lingua italiana e dal contatto con la realtà vissuta dell'Italia, nonché da un crescente impegno intellettuale teso a rivitalizzare il repertorio culturale statunitense attraverso le dinamiche della traduzione. Snodandosi da un percorso di apprendistato volto a mobilitare una più libera e svincolata dimensione creativa rispetto a quella indiana-americana della narrativa precedente, le opere italofone si consustanziano nell'esercizio della scrittura e dei trapassi linguistici, dando vita a un soggetto autobiografico o pseudoautobiografico femminile il cui estraniamento e sradicamento, sia a livello intra-narrativo che meta-testuale, getta luci e ombre sullo scenario culturale e letterario globale. Attraverso 'analisi della struttura e del ritmo compositivo dei racconti e dei romanzi diasporici e della produzione narrativa italiana di Jhumpa Lahiri - ricchissima di riverberi letterari colti sia dalla formazione statunitense che dalla tradizione filosofica indiana - si offre una lettura sottile e articolata, tesa a relazionarsi quanto più responsabilmente alla dimensione estetico-politica delle sue opere: alle coordinate spaziali e culturali della diaspora indiana-americana e alle questioni identitarie della seconda generazione; al modo in cui queste sono declinate in termini di gender e sessualità; agli orizzonti della traduzione e del dialogo transculturale che sottoscrivono la migrazione dei suoi testi.
13,00

L'Io come meccanismo di difesa. Soggettività e «opposizione eccessiva»

di Milosh Filippo Fascetti

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 174

Questo volume, ispirato da alcune importanti e in parte inedite riflessioni di Mario Perniola sul pensiero di Nietzsche e, in particolare, su quello di Freud, sostiene, anche se molto cautamente, come la razionalità sia da rivalutare in una differente prospettiva, la quale si rivela come una difesa adattiva contro le forze e i pericoli naturali. E di come ciò conduca, infine, a una considerazione tragica del mondo. Lo sfondo è la naturalezza o l'essere originario - come l'inconscio -, che sta in un rapporto di conflittualità "eccessiva" con l'identità, e in cui vengono meno i pilastri della logica corrispettiva. Al principio d'identità succede la relazione, al principio causale succede il principio di sovradeterminazione inconscio, alla clinica e alla scienza medica succede l'ermeneutica, e al posto dell'unicità dell'origine succede infine un policentrismo sincronico. Su questo presupposto, mutuando il titolo da un famoso libro di Anna Freud, l'autore sviluppa un'argomentazione originale e suggestiva, che evidenzia la natura limitata della soggettività e dei suoi prodotti, e che si rivela uno strumento assai utile per comprendere anche il nostro presente. Fiammella di luce nel buio, bisbigliante promessa alla deriva nell'etere, ogni gratificazione si riduce a una momentanea luminescenza, compresa l'arte, e l'azione si abbevera dalla fonte avvelenata di un complesso di menomazione originario. Ma tutto questo, lungi da essere un pensiero negativo, può ribaltarsi anche nel suo contrario: partendo dal presupposto della consuetudine dell'insensatezza, la verità è contenuta in quell'impulso di ragione al quale siamo avvinghiati, sudario di vita, almanacco della salvazione, breviario della sempre incombente fine.
15,00

Il diritto di Antigone. Appunti per una filosofia politica: a partire dai corpi migranti

di Gian Andrea Franchi

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 128

Il diritto di Antigone è il tentativo di elaborare alcuni spunti per un pensiero politico militante a partire dall'esperienza immediata con i migranti della cosiddetta rotta balcanica. L'autore ritiene che la tradizione ispirata principalmente all'elaborazione teorica dei movimenti della sinistra radicale degli anni Sessanta e Settanta, di cui è stato e si sente partecipe, abbia avuto un forte carattere "deduttivo", che ha portato a una lettura spesso ideologica e riduttiva della drammatica complessità dell'esperienza politica, in particolare per ciò che riguarda il rapporto fra le dinamiche collettive e le singolarità individuali. Questo aspetto rimane il non pensato nella necessaria ricerca pratica e teorica di costruzione di forme sociali alternative a quella dominante, che oggi giunge a mettere in pericolo la stessa riproduzione della vita sulla terra. L'intento di Franchi è quindi di proporre un metodo "induttivo", che parte dall'incontro solidale con i "corpi di dolore" dei migranti. Su questa esperienza, intesa in senso benjaminiano, che racchiude e manifesta nella maniera più concreta un aspetto fondamentale della condizione e delle dinamiche in atto nel mondo, cerca di articolare un percorso, dotato anche di spessore teorico, senza rinnegare la ricchezza di una tradizione, ma accettando di addentrarsi in una selva oscura, esistenziale e politica, in cui il capitalismo appare come l'ultima ossessione storica del rifiuto della condizione mortale dell'essere umano.
10,00

The evolution of virtual identity in american literature. From the telegraph to the internet

di Beatrice Melodia Festa

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 181

What is the origin of virtual identity? Can we trace its evolution in American literature? This book seeks to respond to these inquiries by exploring those narratives that between the end of the 19th century and the present have illustrated redefinitions of American identity through the virtual context engendered by the development of telecommunications. The study opens with an overview of the relationship between the real and virtual self in modern thought and then focuses on the relevance of identity in American culture. Sweeping in its scope, the book proceeds to explore the origin of virtual identity through the telegraph, following its evolution with the telephone and ultimately delving into the digital age to shed light on the computer, the Internet, and virtual reality. In this way, the second section of the volume moves on to tackle the process of exchange between personal construction and narrative technological development. As such, the texts examined are Wired Love: A Romance of Dots and Dashes (1879) by Ella Cheever-Thayer, A Connecticut Yankee in King Arthur's Court (1889) by Mark Twain, The Broom of the System (1987) by David Foster Wallace, Chronic City (2009) by Jonathan Lethem, and A Visit from the Goon Squad (2010) by Jennifer Egan. Opening new vistas on the narratives, the book shows how American literature has traced the profile of a new, essentially virtual, identity defined by the intersection between real and artificial and by performance as a means to represent the self.
17,00

Macchina Capitale. Genesi e struttura dello sfruttamento

di Margherita Pascucci

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 391

Questo nuovo lavoro di Margherita Pascucci è una riflessione sul capitale come "metafisica", in quanto sistema produttivo che "si presuppone", e come meccanismo di sfruttamento, in quanto la sua forma di produzione è appropriazione della capacità produttiva altrui. L'analisi muove dalla formazione del denaro e della prima metafisica nell'antica Grecia per poi passare alla struttura teorica del capitale ai suoi esordi, alle sue prime definizioni nel Medioevo come "ragione seminale di lucro", di cui rintraccia la genesi nelle "ragioni seminali" in Agostino e nella metafisica medievale. Le ragioni seminali indicano la capacità della materia di autoprodursi ed è proprio questa capacità, di cui il capitale si appropria, che viene investigata. Seguendo lo svilupparsi di questa seminalità, con una attualizzazione tematica che ne percorre alcune espressioni storiche - l'usura, le prime leggi sulla povertà, la formazione dei Monti di pietà -, si affronta poi la lettura che nel Novecento Alfred Sohn-Rethel prima, e Gilles Deleuze e Félix Guattari poi, hanno dato del capitale come meccanismo di sfruttamento e "presupposto". L'infrastruttura del meccanismo di sfruttamento che caratterizza il capitale come sistema produttivo viene mostrata anche nella struttura della conoscenza astratta e della formazione della soggettività. A fronte di questa analisi, l'autrice propone alcuni dispositivi di affrancamento dal meccanismo di sfruttamento stesso: un "coefficiente di produzione della disuguaglianza" - che sviluppa il concetto del saggio di sfruttamento in Marx - come l'impronta della produzione di povertà da parte del capitale, e una nuova figura teorica di segno affermativo, il "più di essere", ossia un plusvalore che torna sul lavoratore.
29,00

Immagini che vivono. Politica e fotografia in Tano D'Amico

di Viviana Vacca

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 118

Che cosa pretendono, da noi, le immagini? Il capovolgimento rappresentato da questa domanda ci pone di fronte ad alcune questioni nevralgiche riguardanti i rapporti tra il mondo contemporaneo e le immagini artistiche: la presa di posizione politica delle immagini, la specificità dell'immagine fotografica, le immagini come operatrici di dignità, il fotografo che, alla pari di antichi indovini, è in grado di scoprire e rivelare colpe e colpevoli. In dialogo con numerosi riferimenti teorici importanti - da Benjamin a Barthes, da Deleuze a Georges Didi Huberman - la portata innovativa della straordinaria esperienza artistica di Tano D'Amico acquista il risalto che merita in direzione di una presa di posizione teorica di maggior respiro rispetto alla storia delle immagini del contemporaneo. Le singolarità emergenti grazie allo sguardo del fotografo - i volti, i gesti delle donne, dei bambini, dei lavoratori e dei poveri in quanto corpi nelle lotte sociali - permettono alle immagini di vivere, e non soltanto di sopravvivere. Le belle immagini, quelle che vivono, sono, per Tano D'Amico, immagini astratte e liberate dalla funzione ancillare nei confronti delle parole, affermando gioiosamente la propria autonomia: immagini fatte della stessa materia di cui sono fatte le rivolte che non hanno bisogno di nessuna didascalia.
10,00

Sovvertire i confini. Traduzioni e media: lo sguardo dal sud del mondo

di Pier Paolo Frassinelli

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 191

Questo libro rivisita i concetti di confine e traduzione per esplorare la possibilità di creare e immaginare forme di collettività fondate sulla differenza e forgiate nella lotta contro regimi, dispositivi e istituzioni di confinamento. I confini recingono lo spazio sociale e geopolitico e dividono le persone che vi dimorano. La traduzione crea un ponte tra persone separate dalla differenza linguistica. Questa separazione può corrispondere a un confine territoriale o a un confine linguistico che divide le persone che si trovano in uno stesso luogo. Quando traduciamo, presupponiamo che le lingue coinvolte e coloro che le parlano costituiscano entità separate ed esterne l'una all'altra, da cui la necessità della traduzione. E se invece decostruissimo le norme che definiscono tali confini? Cosa dire delle collettività che attraversano e sono attraversate dalle loro linee di demarcazione? Sono possibili altre concezioni e rappresentazioni della traduzione? E se sì, che differenza fanno? I confini non corrispondono soltanto alle linee di demarcazione dei territori degli Stati sovrani. Sono dislocati su una molteplicità di frontiere e criteri di discriminazione. I confini che inscrivono lo spazio sociale non sono necessariamente fisici o visibili: sono luoghi di regolamentazione, controllo e conflitto non solo del movimento delle persone, ma anche di diverse modalità di inclusione ed esclusione. Queste linee di confine possono essere tracciate in modi differenti, a seconda dei discorsi e dei progetti sociali, politici e culturali a cui sono asservite. Inoltre, l'esperienza che se ne fa è diversa a seconda della posizione che viene assegnata o che si assume in termini di nazionalità, etnia, classe, genere, razza e altre divisioni e segni della nostra identità sociale.
18,00

Marxismo ed ecologia. Origine e sviluppo di un dibattito globale

di Jacopo Nicola Bergamo

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 206

Spesso si ritiene che il pensiero e la pratica ecologista non abbiano nulla a che fare con il marxismo, per lo più associato a una frettolosa lettura della sua teoria dello sviluppo delle forze produttive. Ebbene, il lavoro di Bergamo mostra non solo che il pensiero marxiano è compatibile con le istanze dei movimenti contro il cambiamento climatico, ma che è anche necessario per pensare a una trasformazione radicalmente "ecologica" della civiltà e del nostro essere nel mondo. Presentando per la prima volta in modo organico al lettore italiano gli autori principali dell'ecomarxismo - Paul Sweezy, Herbert Marcuse, Richard Levins, Richard Lewontin, Ted Benton, André Gorz, James O'Connor, Alfred Schmidt e Neil Smith -, il libro ripercorre la genealogia e le tappe dell'incontro tra ecologia e marxismo, tracciando le coordinate principali di un dibattito le cui radici affondano negli anni Sessanta. All'interno di questo dibattitto, un'attenzione particolare è rivolta a quattro dei suoi protagonisti fondamentali: John Bellamy Foster, con la sua rielaborazione della teoria della "frattura metabolica"; Paul Burkett, con sua "teoria ecologica del valore", Jason W. Moore, fondatore della teoria dell'ecologia-mondo; Andreas Malm, ideatore della "teoria del capitale fossile". La ricostruzione degli esiti contemporanei di questo dibattito evidenzia inoltre tre nodi tematici attorno ai quelli esso si sviluppa: l'ontologia, l'economia e l'Antropocene, che l'autore analizza puntualmente. Il volume si presenta dunque come una sorta di guida-critica al complesso universo dell'ecomarxismo, di cui ripercorre le origini e lo sviluppo, analizzando i nodi teorici e politici al centro di un confronto globale che, anche per i suoi riflessi pratici, meriterebbe di essere maggiormente seguito nel nostro paese.
18,00

Il soggetto collaborativo. Per una critica del capitalismo digitale

di Gilberto Pierazzuoli

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 254

Come scrive Cladio Kulesko nella sua prefazione, il lavoro di Pierazzuoli ripercorre le tracce delle nuove metafisiche digitali, individuandone costanti, nodi e articolazioni, definendo e descrivendo i riti e le liturgie della neoteologia tecnoscientifica. Attraverso un confronto serrato e costante tra le pratiche concrete del capitalismo digitale e alcune delle più recenti filosofie (quali il realismo speculativo, la teoria cyborg, le nuove ontologie, le metafisiche cannibali, l'accelerazionismo e la teoria queer), assistiamo a una vera e propria "messa sotto stress" della teoria, capace di rilevare limiti, vincoli e punti di forza. Quel che più conta, tuttavia, è che al centro di questo vortice vi siano le vicissitudini della materia, gli eventi e i processi generati dalle loro concatenazioni: la storia e le storie - piccole o grandi che siano, storie vere e storie inventate. All'interno della matassa elaborata dall'autore, il lettore non mancherà certo di scoprire trame, dettagli, sincronie e ricorrenze - come in una sorta di piccola simulazione, per uno o più giocatori. Dipanandosi lungo l'asse che collega il modo di produzione capitalista all'universo digitale, il lavoro restituisce una mappa interpretativa generata dall'intersezione di questi due dispositivi che esprimono tutta la potenza prometeica di condizionare le azioni di un soggetto atomizzato lasciando intravedere però una via di fuga verso quel soggetto collaborativo che la tecnologia digitale sembra permettere.
22,00

Eterotopie dell'umano. Metamorfosi antropologiche

di Ubaldo Fadini

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 195

In questo suo nuovo lavoro, Ubaldo Fadini rilancia le ragioni di una seria attenzione ad alcune delle più importanti tradizioni di pensiero novecentesche, a partire dall'antropologia filosofica moderna. Alcuni dei percorsi di ricerca più interessanti di quest'ultima, combinati con altre indagini di respiro più propriamente teorico-critico, possono consentire di valutare non soltanto negativamente gli intrecci dell'umano con il tecnologico, il tecnologico umano, ma di aprire a un loro possibile sviluppo nel segno della emancipazione/liberazione da quei vincoli, da quelle logiche di funzionamento della società contemporanea che portano a un approfondimento delle dinamiche di assoggettamento, di resa sempre più subordinata della nostra sensibilità e della nostra intelligenza, dei loro potenziali di sviluppo. È rispetto a tali virtualità che nel testo si fa strada una proposta teorica, di segno propriamente filosofico, che si può sintetizzare nella formula di un rinnovato umanesimo dell'attualità in grado di porsi all'altezza delle ragioni e delle cause delle metamorfosi antropologiche odierne.
15,00

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