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Otto/Novecento

Spagna

di Edmondo De Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2018

pagine: 378

Il libro è la rielaborazione delle corrispondenze inviate da De Amicis a «La Nazione» di Firenze in occasione di un suo viaggio in Spagna all'epoca della breve permanenza su quel trono di Amedeo Savoia-Aosta, figlio di Vittorio Emanuele II. Suddiviso in tredici capitoli, ciascuno è dedicato a una città, ossia a una tappa del viaggio. In ogni città, De Amicis gira liberamente alla stregua di un turista d'oggi, visitando monumenti, soffermandosi nei caffè, alloggiando in alberghi, assistendo a manifestazioni culturali e folkloristiche, passeggiando per le strade, intrecciando discorsi con la gente del luogo. Tutto ciò ci viene restituito con una prosa di gradevole lettura, in cui sono riconoscibili le doti più caratteristiche di De Amicis scrittore: una vena non profonda, ma facile, limpida e continua e una felice attitudine a un modo di narrare suggestivamente familiare e pacato. Barcellona, Saragozza, Burgos, Valladolid, Madrid, Toledo, Cordoba, Siviglia, Cadice, Malaga, Valencia sono tra le città descritte da De Amicis. Il volume è ricco di diverse scene e scenette - una specie di "cartoline illustrate" - che rendono la lettura scorrevole e piacevole, anche a quasi 150 anni di distanza.
20,00

Lagrime in morte di un gatto

di Domenico Balestrieri

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2018

pagine: 380

Questa rara antologia raccoglie poemi di Domenico Balestrieri - fecondo autore di versi italiani e dialettali - e altri 80 autori che aderirono alla sua iniziativa scherzosamente parodica ispirata alla morte del proprio gatto. Di fatto, si tratta della prima opera, nella nostra letteratura, dedicata esclusivamente a un felino.
20,00

Due ruote fa. L'Italia del '77 vista da un giro e in un racconto

di Ennio Cavalli

Libro

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2018

pagine: 107

Cronaca sportiva e anche un po' "civile" tra i raggi di un anno caldo, il 1977, protagonista un inviato al 60° Giro d'Italia. Accaddero molte cose fuori dal comune. Le ripropone questo libro diviso in due: diario giornalistico, da osservatore girovago al seguito della carovana, e racconto a misura di un'Italia unita dalle corse e lacerata dal terrorismo. Il volume, uscito nel 1997, torna aggiornato con una testimonianza, dal titolo "Hai sparato quel giorno? Gli anni di piombo 40 anni dopo", su protagonisti e vittime di un'epoca che non dimentica le sue ferite. Presentazione di Sergio Zavoli.
12,00

Gli sposi non promessi. Parafrasi a contrapposti dei Promessi sposi

di Cletto Arrighi

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2018

pagine: 87

A lungo ritenuto una semplice parodia dei "Promessi sposi", "Gli sposi non promessi. Parafrasi a contrapposti dei Promessi sposi" di Cletto Arrighi si ripresenta in questa riedizione nella loro realtà di strumento per una polemica operazione scrittoria avente come oggetto aspetti politici, culturali, ideologici e religiosi del suo tempo, intendendo contrapporsi a quanto aveva significato l'apparizione dei promessi sposi in un'età di marcato anticlericalismo, e rivendicando a sé ora quest'ultimo in un'epoca di forte rigurgito clericale. Di qui l'aspetto più interessante del testo, ricco di riferimenti assai più articolati di quanto possono essere a prima vista, e che si è cercato di enucleare nelle ricche note di commento. Certo, Arrighi opera anche sul piano del ribaltamento dei personaggi manzoniani, facendo di Renzo un contrabbandiere ubriacone, di Lucia «una specie di cocotte campagnola», della Signora di Monza «una Suora di Carità, spiritista convinta e medium potente» e così via. Ma a essi si accompagnano personaggi richiamanti il presente: come il cardinal Ferrari speculare a Carlo più che a Federico Borromeo, o Ferrer in cui rivede le autorità milanesi contemporanee. Sicché, se proprio si vuol tener presente l'ipotesi di un testo come questo di Arrighi a livello di parodia, più esatto sarà parlare allora, nella migliore delle ipotesi, di «parodia eversiva».
12,00

Prima morire

di Marchesa Colombi

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2014

pagine: 228

"Prima morire", curiosamente, nacque verso il 1868 come progetto di una collaborazione a quattro mani tra Eugenio Torelli Viollier e il suo intimo amico Igino Ugo Tarchetti, che però scomparve prematuramente nel 1869. Maria Antonietta, forse esortata dal marito, riprese con disinvoltura e non senza divertimento lo spunto per cimentarsi in una trama passionale, montando un romanzo epistolare (secondo la tradizione galante settecentesca) dove la vicenda è seguita da più sguardi, fra lettere che si intersecano, gonfie di sospiri, palpiti, propositi, giuramenti, minacce... Liaisons dangereuses... Dipende dal punto di vista. Certo è che tutto sembra seguire un copione alla moda, con "trasalimenti al piano, infervoramenti idillici presso il lago, contemplazioni di temporali, fuga adulterina a Lugano con immediato ritorno per il morbillo della bambina...".
16,00

Crevalcore

di Neera

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2009

pagine: 205

"Questa di "Crevalcore" è una strana storia, che a riassumersi risulta gratuita, un montaggio di motivi e di tempi già uditi, un impasto romanesco messo insieme a effetto, insomma una ben poco leggibile cosa. Eppure, entrandovi, la voglia che hanno i bambini quando si racconta loro una favola, sapere come va a finire, nasce anche nel lettore smaliziato. Ci sa fare la nostra romanziera milanese, sa come catturare l'attenzione di quel pubblico di cui si è dichiarata fedele ed è tanto preoccupata. Se rinascesse oggi, sarebbe un'autrice di best-seller, capace com'è prima di stuzzicare l'attenzione del lettore e poi, avutala, di permettersi persino di scrivere solo di ciò che le sta a cuore: la sensibilità femminile, i soprusi sociali, l'incommensurabile violenza che la realtà esercita su chi è devoto al sogno e alla fantasia." (dalla presentazione di Gina Lagorio)
16,00

Cronache dal Giro d'Italia (maggio-giugno 1947)

di Vasco Pratolini

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2009

pagine: 93

Nel 1947, al Giro d'Italia, Coppi e Bartali danno il via al primo grande duello che li vedrà amici e insieme rivali, comunque idoli del grande pubblico. Li segue un cronista d'eccezione, Vasco Pratolini, affermatosi come scrittore neorealista già agli inizi degli anni Quaranta. Polvere, solleone, strade impervie, mulattiere, paesi e città ancora pieni di macerie della guerra. Ma soprattutto una folla immensa che, ai lati delle strade applaude con entusiasmo, spesso impedendo il passaggio dei corridori. Un affresco dell'Italia della ricostruzione postbellica. (Introduzione di Goffredo Fofi, postfazione di Alberto Polverosi)
12,00

L'uomo dal fiore in bocca

di Luigi Pirandello

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2008

pagine: 51

Allestito per la prima volta al Teatro degli indipendenti di Roma, diretto da Anton Giulio Bragaglia, il 21 febbraio 1923, "L'uomo dal fiore in bocca" è titolo enigmatico che costringe lo spettatore a seguire con attenzione lo svolgimento dialogico attraverso il quale è portato a scoprire che si tratta di un dialogo sulla morte e non già come sembrerebbe, un dialogo sulla vita e sulla quotidianità. Atto unico, praticamente un monologo, "L'uomo dal fiore in bocca" è tratto dal racconto "Caffè notturno" , pubblicato nel 1918 e ristampato nel 1923 con il titolo definitivo di "La morte addosso".
7,00

Sfogliando un libro. Letture novecentesche

di Ermanno Paccagnini

Libro

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2019

Con contributi di Claudio Magris e Salvatore Silvano Nigro. Introduzione di Pierantonio Frare.
45,00

Gozzano ospite di Puccini (e viceversa)

di Andrea Rocca

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2017

pagine: 150

Debitore nei confronti di una circostanza tanto "localizzata" quanto felicemente "ibrida" (un incontro, promosso a Lucca nel dicembre 2016 dalla «Fondazione Giacomo Puccini» e dall'«Associazione Culturale Amici del "Machiavelli"», in occasione della stampa di "Tutte le poesie" di Guido Gozzano, curate dallo stesso Rocca per Mondadori; e tuttavia inteso a dar voce a entrambi gli artisti rappresentati a titolo), il volume per un verso recepisce la relazione inaugurale di quella giornata, e per un altro si incarica di esplicitare il reticolo di indagini (d'ordine letterario, musicologico e, più specificamente, "librettistico") ad essa sotteso. Donde la necessità di affiancare a un testo di per sé suggestivo, ma pur sempre "colloquiale", un ampio supplemento di annotazioni, vòlte a illuminare, traendo spunto da una missiva nella quale Gozzano confessava di aver posto mano a un «libretto» espressamente concepito per la musica di Puccini, e da una serie di rilievi "bifronti" dovuti all'intuito critico di Montale, consanguineità e analogie (psicologiche, prima ancora che estetiche) vigenti tra due «artisti di ieri» pur distanti fra loro per prerogative anagrafiche oltre che ambientali. Ciò non senza coinvolgere una nutrita schiera di letterati (Serra, De Robertis, Debenedetti, Sereni, Sanguineti), e di musicologi-musicisti (Barilli, Pizzetti, Bastianelli, Torrefranca, Gavazzeni). All'interno della quale figura, inatteso, anche il giovane Proust, al cui Eloge de la mauvaise musique (1896) è da ricondursi l'origine del moti tali ano culto della «musica impura», ovvero del "paradigma operistico" (insieme nutrito di «umorismo e commozione», secondo quanto dallo stesso Puccini osservato in merito alla prediletta Bohème), caratterizzante le prove migliori del poeta subalpino così come del musicista lucchese. Presentazione di Massimo Marsili.
12,00

Poesie sparse

di Guido Gozzano

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2017

pagine: 160

Guido Gozzano è considerato uno dei più importanti poeti del primo Novecento. La sua arte appare quasi rivoluzionaria, in quanto riesce, attraverso un'apparente imitazione, a superare e a capovolgere la tradizione letteraria del passato. Dice bene a questo proposito Eugenio Montale: «Gozzano fu il primo dei poeti del Novecento che riuscisse ad "attraversare D'Annunzio" per approdare a un territorio suo». Gozzano riesce a fare propria la poetica di D'Annunzio, ma la rielabora in modo critico e personale, fino ad arrivare al punto di superarla e perfino capovolgerla.
12,00

Le due Marianne. In appendice: I coniugi Spazzoletti

di Emilio De Marchi

Libro: Copertina morbida

editore: Otto/Novecento

anno edizione: 2017

pagine: 100

Questo testo data presumibilmente 1896, anno della sua rappresentazione presso il teatrino "familiare" di Paderno Dugnano, luogo di villeggiatura dei De Marchi. La messinscena fu dello stesso autore che ebbe un ruolo nella recitazione accanto ad altri attori dilettanti. L'intera commedia prende le mosse da un fortuito scambio di mogli dallo stesso nome, le due Marianne del titolo, verificatosi in una stazione ferroviaria al momento della partenza di un treno. L'equivoco innesta subito il confronto comico, e fra i quattro protagonisti si propone un felice contrasto, sia per la differenza di età, sia per la diversa estrazione sociale. Ciò che attrae il lettore, tuttavia, non è soltanto la "fabula", ma i vari registri linguistici e stilistici con cui De Marchi compone il suo testo, rivelatori non solo della maestria dell'autore, ma insieme specchio e simbolo di una realtà sociale che l'autore è sempre incline a misurare e interpretare.
12,00

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