Editore PASSIGLI - Ultime novità

PASSIGLI

La melodia di Beethoven

di W. Richard Wagner

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 160

Quando un grande scrive su un grande, è difficile dire quale dei due ne risulti più illuminato. In questa raccolta di scritti, databili fra il 1846 e il 1870, emerge chiaramente come il confronto che Wagner ebbe con Beethoven durò per tutta la sua vita. Wagner, attraverso un'attenta indagine dell'essenza della musica di Beethoven, tenta di dimostrarsi suo legittimo erede sulla base di una supposta intuizione beethoveniana del 'dramma' - quale poi Wagner lo avrebbe realizzato - e della specifica 'germanicità' del genio di Bonn, in contrapposizione alle scuole italiana e francese.
16,00

Sopra il cielo sotto la terra

di Ales Steger

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 144

«... "Il mistero è la nascita", afferma Ales Steger nel suo Libro dei corpi. Per il poeta moderno il ventre della balena può essere una caffetteria, la sala di lettura di una biblioteca, uno scompartimento della metropolitana che sfreccia sotto le città di Parigi, di Berlino o di New York, il gate di un aeroporto nella luce del tramonto. Steger ha trascorso molto tempo negli aeroporti, è un poeta incessantemente in viaggio. "La mia gente era piuttosto statica" ci dice, facendo la parte della pecora nera di famiglia, comune alla quasi totalità dei poeti. Può darsi che questo poeta sogni di essere trasportato attraverso città e paesi dentro il ventre della balena, nelle acque degli oceani. (...) Vorrei celebrare un poeta i cui lavori, da tempo e come pochi altri della sua generazione, mi illuminano. Ales Steger ha arricchito sin dagli anni giovanili la poesia europea del nostro tempo, fornendole un paio di nuovi modelli. Ed è molto, è più di quanto avremmo potuto aspettarci...». (Dallo scritto di Durs Grünbein)
18,50

Morfina

di Michail Bulgakov

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 80

Il racconto "Morfina", che si ispira ad un'esperienza personale dello stesso Michail Bulgakov, apparve per la prima volta nel 1927, sulla rivista «Il lavoratore medico». Dopo aver assunto la morfina al fine di calmare una forte allergia, Bulgakov aveva infatti potuto sperimentare sulla propria pelle la tragica dipendenza dal farmaco, arrivando a farsi sino a due punture al giorno. Il racconto servì dunque allo scrittore anche per esorcizzare definitivamente quella penosa esperienza. Fatto sta che Bulgakov teneva tantissimo a questa sua opera, che, come è stato detto, forse mascherava anche i suoi sentimenti nei confronti della Rivoluzione d'Ottobre; e che, certamente, rappresenta uno dei racconti più perfetti del grande scrittore.
8,50

La condanna

di Fëdor Dostoevskij

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 96

Il presente volume si compone di una serie di articoli compresi nel Diario di uno scrittore e scritti (pur inframezzati ad altri di diversa ispirazione) dall'ottobre al dicembre del 1876, e dunque a ridosso del grande lavoro per l'ultimo dei capolavori di Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov. All'origine di questi testi stanno due temi principali: quello del suicidio giovanile - in apparenza privo di vere motivazioni, ma che Dostoevskij scandaglia con la consueta profondità - e quello del caso giudiziario di Ekaterina Kornilova, la quale, alcuni mesi prima, aveva gettato da una finestra la sua figliastra di soli sei anni, rimasta poi miracolosamente illesa. I due temi si intrecciano e si allargano in una riflessione più generale che investe tutta l'etica dostoevskijana. Come scrive Marilena Rea nella prefazione: «Chi si suicida ha giocato fino in fondo la sua partita tra bene e male, la stessa che ricorre in tutti i romanzi di Dostoevskij. Nella visione profondamente spirituale che l'autore ha della vita, le pedine di questa partita si chiamano libertà, ragione, anima e Dio: l'uomo, in virtù della libertà di cui Dio lo ha dotato, è chiamato a scegliere il bene o il male, ed è proprio questo assunto a fargli correre il pericolo più grande, cioè perdere la dimensione spirituale della vita da cui discende la sua stessa libertà...».
10,00

La verità sul caso di M. Valdemar. Tre racconti mesmerici

di Edgar Allan Poe

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 80

L'opera di Edgar Allan Poe (1809-1849), per quanto continuamente frequentata da tantissimi lettori di tutto il mondo, rappresenta ancora oggi una miniera inesauribile di sorprese e rivelazioni. In questo nostro volume abbiamo raccolto tre racconti tutti incentrati su un tema tanto misterioso quanto affascinante, quello del mesmerismo. La fortuna delle teorie del medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815) era stata grande tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, e all'epoca di Poe era ancora vivissima, anche grazie ai suoi allievi, che approfondivano via via gli studi e le pratiche del magnetismo animale e, soprattutto, del cosiddetto "sonnambulismo artificiale", che prevedeva l'induzione da parte del medico di stati di coscienza alterati (e che era in qualche maniera una sorta di "ipnosi" ante litteram). Tali teorie non potevano non affascinare Edgar Allan Poe, e i racconti qui riuniti - La verità sul caso di M. Valdemar (1845), Una storia delle Ragged Mountains (1844) e Rivelazione mesmerica (1844) - ne sono una bellissima testimonianza, in particolare nel tentativo di indagare i confini tra la vita e la morte, attraverso le appassionanti storie dei personaggi narrati. Completa il volume un commento dello stesso Poe intorno al dibattito suscitato da due dei racconti qui riuniti, apparso nel marzo 1848 nei suoi Marginalia.
9,00

Il racconto di Koni. La prima «Resurrezione»

di Lev Tolstoj

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 152

"Il racconto di Koni" rappresenta la prima stesura di "Resurrezione", il grande romanzo cui Tolstoj lavorò per molti anni fino alla versione finale apparsa nel 1899. "Il racconto di Koni" costituisce così la trama essenziale dell'opera definitiva, ma si può leggerlo anche come romanzo a sé, sia per lo stile rapido e conciso che lo caratterizza, sia perché il finale di questa prima narrazione è differente da quello del romanzo nella sua forma definitiva: qui l'interesse di Tolstoj si appunta quasi esclusivamente sul rapporto tra i due protagonisti, Nechljudov e Katuska, rapporto che si conclude con il loro matrimonio e con l'uomo che segue la moglie in Siberia, fino al finale trasferimento a Londra. Come scrive Mario Pomilio nella prefazione, «la Katuska di questa prima stesura... non ha bisogno d'attendere gli sviluppi e le amplificazioni cui verrà assoggettata al momento della stesura definitiva di Resurrezione per meritare di collocarsi a non grande distanza dalle maggiori creazioni femminili di Tolstoj, come Anna Karenina e la Natasa di "Guerra e pace"». Prefazione di Mario Pomilio.
16,00

La tela del ragno

di Joseph Roth

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 160

Il romanzo "La tela di ragno" uscì a puntate dal 7 ottobre al 6 novembre 1923 sul quotidiano socialista viennese «Arbeiterzeitung». Soltanto due giorni dopo la sua interruzione - l'opera doveva infatti rimanere incompiuta - Adolf Hitler tentava il suo primo, fallito colpo di stato, il famoso putsch di Monaco, e questo può spiegare senz'altro meglio di ogni altra circostanza il quadro storico da cui scaturisce la figura del protagonista di questa straordinaria narrazione, Theodor Lhose, un mediocre ufficiale tedesco della grande guerra roso dall'invidia e assetato di potere che, come ha scritto Claudio Magris, «percorre tutte le tappe dell'abiezione personale e politica, sullo sfondo di una Germania insanguinata dalle squadre di Ludendorff». Accanto a lui sfilano gli altri personaggi, dal 'detective' Klitsche al dottor Trebitsch, dal principe Heinrich a Benjamin Lenz, vero 'alter ego' di Theodor, «ebreo di Lodz, assoldato come spia da un centro d'informazioni e spionaggio durante la guerra». Uomini devastati dalla loro stessa pochezza umana, frutti famelici di un'epoca che sta sempre più sprofondando nella violenza cieca. Un romanzo davvero impressionante per lucidità e intensità, e - insieme - un'agghiacciante preconizzazione degli orrori del nazismo.
14,50

Viaggiator curioso. Conversazione con Maria Pia Simonetti

di Fosco Maraini, Maria Pia Simonetti

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 105

Fosco Maraini (Firenze, 1912-2004) è stato certamente fra quei protagonisti della nostra vita culturale che più sfuggono ad una classificazione precisa. Antropologo, fotografo, orientalista, scrittore, grande viaggiatore, Maraini è stato soprattutto la felice incarnazione di un'idea di uomo che stenta a sopravvivere in un'epoca come la nostra, dove sembra che non si possa essere nessuno se non si possiede una collocazione precisa, un proprio biglietto da visita esistenziale. E forse questa è la ragione principale per cui Maraini resta, in fondo, e nonostante il fatto che sia facile anche oggi imbattersi nei suoi libri, nei suoi articoli, nelle sue fotografie, un personaggio ancora sconosciuto. Anche per questo motivo, venti anni fa avevamo chiesto a Maria Pia Simonetti di realizzare un libro-conversazione con Fosco Maraini, che allora si avvicinava ai 90 anni; ci interessava infatti mettere in luce anche gli aspetti meno noti di questo grande personaggio, alla scoperta di un'avventura umana che lo ha portato, a diverse riprese, ad avvicinare e a confrontarsi con mondi e culture profondamente diversi dai nostri. Ne era nato, dunque, questo "Viaggiator curioso", un libro che negli anni ha avuto un notevole successo anche di pubblico e che ora ripresentiamo arricchito dalla prefazione della figlia Dacia e da un ricordo della stessa Maria Pia Simonetti: Maraini «viaggiator curioso» ci offre l'incantevole ritratto di un uomo che non ha mai voluto accontentarsi dell'apparenza delle cose o della testimonianza di seconda mano, perché il suo principio fondamentale è sempre stato quello di "andare a vedere", vivere con i "vicini" di tutto il mondo, imparare la loro lingua, condividere le loro speranze e i loro problemi di ogni giorno. Prefazione di Dacia Maraini.
10,00

Appunti sulla melodia delle cose

di Rainer Maria Rilke

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 86

Tra le pagine meno note dell'opera di Rilke figurano queste intense meditazioni scritte in forma di appunti, frammenti, e brevi racconti autobiografici, tra il 1898 e il 1919. Sul filo di una prosa intensa e immaginifica, solitudine e ricordi confluiscono in un desiderio di intimità con la voce delle cose. Una voce che, come un vento leggero, giunge da lontano nel presente dell'esistenza e si fa epifania, esperienza (Erlebnis) di una realtà che travalica, per fuggevoli istanti, il tempo e lo spazio del mondo 'visibile'. È la «melodia delle cose» che, come nella pittura dei primi maestri del Trecento, si apre sullo sfondo luminoso di una storia di cui noi siamo solo dei «titoli in ombra». Dalla prossimità di un pensiero che interroga arte e vita al tempo stesso, affiorano immagini, ricordi, enigmatiche figure: giovani solitari, un vecchio rannicchiato su una barca, uno sguardo che accarezza le cose, ma che si situa ormai «dall'altra parte della natura», e infine il tentativo visionario di dar voce al suono arcano e impossibile della morte...
10,00

Il violinista pazzo

di Fernando Pessoa

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 1156

Le poesie inglesi raccolte sotto il titolo di The Mad Fiddler (Il violinista pazzo) offrono un'ulteriore testimonianza del 'bilinguismo' letterario di Fernando Pessoa, che, se da un lato dichiarava essere la sua patria la lingua portoghese, dall'altro, proprio in lingua inglese, ha lasciato alcuni importantissimi cicli di poesie, dall'Epithalamium all'Antinous, dai Trentacinque sonetti alle tante composizioni del suo 'eteronimo' Alexander Search. È certamente il Pessoa dei nove anni di permanenza a Durban in Sudafrica (1896-1905) - il giovane Pessoa studente modello del liceo locale, vorace lettore di classici e romantici inglesi e americani come Shakespeare, Milton, Byron, Shelley, Keats, Poe - che sta alla base della scelta linguistica e di non pochi motivi di queste poesie; ma non va neppure dimenticato che gli anni di composizione di questa raccolta, alla quale il poeta si accinge dopo il suo rientro a Lisbona, sono quelli dei più rivoluzionari movimenti d'avanguardia dell'epoca, gli anni dei due numeri della rivista «Orpheu», il secondo diretto proprio da Pessoa e dal suo amico Mário Sá-Carneiro. Le poesie de "Il violinista pazzo" scaturiscono proprio da questa doppia ispirazione del suo autore, che - come scrive Amina di Munno nella prefazione - è senza dubbio un grande «innovatore, ma è altresì il cultore di principi che trascendono le categorie del tempo, è il modernista e il seguace della tradizione in quel che di mitico ed enigmatico essa racchiude». ?
10,00

Memoriale di Isla Negra. Testo spagnolo a fronte

di Pablo Neruda

Libro: Copertina rigida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 557

Il Memoriale di Isla Negra, apparso per la prima volta nel 1964, si compone di cinque libri - Dove nasce la pioggia, La luna nel labirinto, Il fuoco crudele, Il cacciatore di radici, Sonata critica - che sono altrettante tappe della 'confessione' nerudiana, del bilancio cioè che il poeta fa della propria esistenza. Come scrive, infatti, Giuseppe Bellini nella prefazione, «la nota autobiografica è parte essenziale nell'opera di Neruda», ed in essa si riflette non solo la vicenda spirituale e materiale del poeta «ma anche quella dell'uomo... tutta la condizione umana del nostro tempo, le angosce e le aspirazioni di un mondo che il poeta sente profondamente e alle cui vicende partecipa senza riserve». Si può dunque affermare che questo Memoriale, mentre da un lato rappresenta la 'summa' del Neruda più intimo (divenendo così il necessario complemento di raccolte quali I versi del Capitano, Cento sonetti d'amore, Venti poesie d'amore e una canzone disperata, Stravagario), dall'altro lato va ad integrare quell'immagine di poeta 'civile', resa celebre in tutto il mondo dal Canto generale, ricostruendo così nella sua unità, pur tanto molteplice, la voce di uno dei più grandi poeti della nostra epoca. ?
24,00

Viaggi in Italia. 1840-1845

di John Ruskin

Libro: Copertina rigida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 256

Ultimo dei grandi viaggiatori inglesi a compiere nella prima metà dell'Ottocento il Grand Tour del 'Bel Paese', John Ruskin ha scritto alcune delle pagine che meglio illustrano le bellezze dell'Italia e dei suoi tesori d'arte, lo stato delle sue città e le condizioni di vita della sua gente. Questo libro è dedicato ai primi due viaggi di Ruskin nel 1840 e nel 1845, quelli maggiormente formativi della sua sensibilità artistica. Attraverso i suoi appunti di viaggio, le lettere al padre, e soprattutto i meravigliosi schizzi e acquerelli viene illustrata un'Italia alla vigilia del suo Risorgimento, ma anche alla vigilia del suo profondo cambiamento. Un libro dunque che ci consente di riprendere possesso di un'Italia perduta.
45,00

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