Editore Passigli - Ultime novità

Passigli

Il paradiso all'ombra delle spade

di Andrea Margiotta

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 176

"Il paradiso all'ombra delle spade" è un libro «dai colori autunnali: un libro purgatoriale», secondo la definizione che ne dà l'autore stesso nella sua nota finale. Il colore dominante parrebbe essere quello della madreperla o del pavone, e tuttavia prende avvio con una sezione, Regina della notte, che se subito fa pensare a Mozart e al Flauto magico, ha forse il suo più proprio riferimento nel surrealismo erotico del regista polacco Walerian Borowczyk e nel suo ultimo film, omonimo nella versione italiana; ma con una differenza importante, perché nel regista polacco non si avverte la tensione cristiana del flâneur - o «botanico del marciapiede» (Walter Benjamin) - che guarda il mondo con gli occhi di un lettore, profondo quanto disincantato, di Baudelaire. Il titolo del libro viene invece da un primo progetto originale di un altro grande regista, Valerio Zurlini, nonché da uno dei suoi film più ammirati, La prima notte di quiete (1972); mentre, sul piano strutturale, la raccolta riprende l'idea del Pasolini di "Poesia in forma di rosa" (1964), non solo per un certo vitalismo di fondo, ma anche nell'accostamento di materiali eterogenei per stile, registro ecc. Gli accostamenti, i riferimenti agli autori amati, potrebbero essere tantissimi: "Il paradiso all'ombra delle spade" è un libro di poesia colto e appassionato, che riesce a unire lirica ed epica, e che, nelle sue epifanie e sparizioni di figure femminili, sa proporsi anche come un percorso d'amore, all'interno di una continua interrogazione sulla bellezza: non quella patinata, fredda e fine a se stessa della civiltà dell'immagine, ma la bellezza che, secondo Platone, è splendore del vero, e che, osserva ancora Margiotta nella sua nota, «è tale solo quando sia anche comunicazione di senso, per la persona, per noi...».
18,50

Industria dei cavi sottomarini. Tendenze di mercato e geopolitica

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 116

La dura lezione degli avvenimenti di questi ultimi tempi ha mostrato a tutti quanto l'Europa e l'Italia, in un mondo in rapido cambiamento geopolitico e geoeconomico, siano esposte a rischi tragici: non solo al rischio di perdere competitività economica, protagonismo sui mercati finanziari, livelli di benessere economico-sociale acquisiti, ma anche a rischi per la sicurezza, per le libertà dei cittadini, per la stessa democrazia. Uno dei principali terreni di questo confronto, anche se non l'unico, è quello dell'ecosistema digitale. L'ecosistema digitale è un ambiente molto complesso, nel quale tecnologie, mercati, strategie d'impresa, politiche pubbliche sono in continua evoluzione, interagendo tra loro. Il Laboratorio sull'Ecosistema Digitale di Astrid ha da alcuni anni iniziato ad esplorare questa complessità, mediante ricerche alle quali partecipano molti dei maggiori esperti del settore, ma anche attraverso agili seminari dedicati a specifici mercati digitali. Come nella tradizione di Astrid, il metodo è interdisciplinare, sia perché coinvolge esperti di diverse discipline scientifiche (economia, diritto, tecnologia), sia per l'interazione tra studiosi e manager (sia pubblici che privati). La prospettiva è inevitabilmente proiettata verso la fine del decennio, in linea con le strategie per il digitale promosse dall'Unione Europea. Una nota introduttiva predisposta dai ricercatori di Astrid fornisce una cornice di riferimento per il dibattito. Il primo di questi seminari è dedicato all'industria dei cavi sottomarini di telecomunicazione, la cui importanza va oltre la sua rilevanza economica: contribuisce a definire gli scenari geopolitici venturi, investe i problemi dell'autonomia strategica e della sicurezza dell'Europa e dell'Italia. In linea con la tradizione di Astrid, gli atti del seminario non forniscono solo un'analisi aggiornata del mercato dei cavi sottomarini, ma definiscono proposte e linee guida per i policy maker.
16,00

Seconda nascita

di Boris Pasternak

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 160

«... La raccolta 'Seconda nascita', composta in breve tempo, tra il 1930 e il 1931, ruota tutta, salvo il poemetto d'apertura, attorno all'anno 1930, prendendo l'avvio dagli eventi destinali di quella stagione. Un'estate che muterà alla radice la vita familiare di Pasternak, non dissimile da quella "naturale e preistorica come nell'Apocalisse" che aveva scosso la Russia zarista e di cui scriverà in una ideale lettera postuma a Rilke. Sono trascorsi circa dieci anni dall'uscita del dittico 'Mia sorella, la vita' e 'Temi e variazioni' (1922, 1923) - vertice del lirismo di Pasternak, quello che lo ha reso unico e vertiginoso, capace di sedurre l'orecchio indiscutibile di Marina Cvetaeva che alla sua poesia ha dedicato saggi fin qui insuperati. Dieci anni di altre prove, incursioni nell'epos, la scelta di misurare il ritmo della Storia con i poemi 'L'anno 1905', 'Il luogotenente Schmidt', il 'romanzo in versi' Spektòrskij... Con 'Seconda nascita' si afferma l'intenzione di interpretare l'esigenza del nuovo secolo, corrispondere all'attesa di un nuovo pubblico di lettori, districando la complessa sintassi delle prime raccolte, l'esasperazione fonetica di certe quartine, l'uso intensivo dei "nidi di parole" che lo apparentano alla maniera di Cvetaeva. Un particolare ritorno alla lirica, percepita come non necessaria al 'mandato' dell'epoca che a malapena la tollera, valutandola "extraterritoriale"... Una 'Seconda nascita' insieme all'amata, scriverà Pasternak a Zinaìda Nejgauz, condensando nel titolo lo slancio a nuova vita, il tema dell'oblio e della morte che la precedono e insieme il progetto di una rinnovata poetica, la dichiarata "semplicità inaudita"...» (Dalla prefazione di Caterina Graziadei)
19,50

La guerra dei vaccini. Cosa può insegnare la vicenda di Albert B. Sabin

di Paolo Leoncini, Paolo Neri

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 168

La resistenza ai vaccini non è un fenomeno nuovo: come oggi nei confronti di quello contro il Covid-19, così anche nei confronti di quello contro la poliomielite erano sorti, negli anni Cinquanta del secolo scorso, gli stessi sospetti e le stesse diffidenze. Questo libro ripercorre la vita di Albert Sabin, che della lotta alla poliomielite fu uno dei principali protagonisti, sulla base della sua stessa narrazione, delle sue lettere e dei ricordi degli autori, che con lui hanno collaborato. Nato da una famiglia ebrea, suddito dello Zar di tutte le Russie, a quindici anni, per sfuggire all'antisemitismo cattolico della rinata Polonia indipendente, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, di cui sceglierà di essere un patriottico cittadino. Pagina dopo pagina, si scoprono e apprezzano gli aspetti del carattere che lo sostennero nella strenua battaglia contro l'acerrimo rivale Jonas Salk per l'affermazione del suo vaccino. Quando sembrava che il suo lavoro fosse destinato a non vedere mai la luce, Sabin trovò una disponibilità incondizionata proprio nell'Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano, fondato a Siena dal professor Achille Sclavo. Quella del vaccino contro la poliomielite è una storia lunga e accidentata - terminata vittoriosamente con la sconfitta della malattia - e che può illuminare molti dei dubbi e delle controversie sollevate nell'opinione pubblica dalla recente pandemia. Così come è stato per la poliomielite, potranno i nuovi vaccini sconfiggere definitivamente anche il Covid-19 e le paure nei loro confronti?
16,50

I salotti di Parigi

di Marcel Proust

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 128

La vocazione letteraria di Marcel Proust (Parigi, 1871-1922) si è orientata e precisata a contatto con il mondo di signore e signori dell'alta società parigina che poté a lungo frequentare, quello stesso mondo che sarebbe arrivato a fornirgli personaggi, ambienti e storie dello straordinario ciclo romanzesco della Recherche. Questo volume riunisce tutti gli scritti dedicati ai salotti letterari di cui Proust - cronista mondano per «Le Figaro» - è stato uno dei protagonisti; al punto che André Gide, che avvertì sempre il rimorso di avere rifiutato la pubblicazione per la «Nouvelle Revue Française» del primo volume della Recherche, arriverà a scrivergli scusandosi: «Per me eravate rimasto quello che frequentava le signore X e Z... Vi credevo uno snob, un mondano dilettante». D'altra parte, se è vero che da questi resoconti giornalistici allo stile maturo della Recherche il salto è indubbiamente grande, non mancano già qui alcuni dei motivi che hanno fatto di Proust uno dei più grandi scrittori francesi di ogni tempo. Inoltre, le colorite descrizioni delle stanze, dei rituali e degli avventori di quel mondo affascinante e impenetrabile, le cui figure di spicco sono i membri della nobiltà parigina e i dandy della capitale francese - tra cui l'amico Robert de Montesquiou, di cui riportiamo in fondo al volume il bellissimo ritratto a tutto tondo -, conservano un valore anche documentario, a testimonianza di un mondo oggi quasi inverosimile, certamente irripetibile, che di lì a non molto sarebbe stato spazzato via dalla Prima guerra mondiale. ?
12,50

Arte degli uccelli. Testo spagnolo a fronte

di Pablo Neruda

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 192

Apparsa a Santiago de Chile nel 1966, la raccolta poetica "Arte de pájaros" è la testimonianza più emblematica, ma non certo l'unica, della grande passione che Neruda nutriva per il mondo degli uccelli. E infatti, come scrive Giuseppe Bellini, nell'ampio panorama naturale del Cile cui il poeta aderisce e che concorre a celebrare con la sua poesia, se hanno un posto particolare i boschi, le piante, i fiori, le acque dell'oceano e dei fiumi, uno non meno rilevante lo hanno gli animali e, fra questi, gli uccelli. Matilde Urrutia ha ricordato come Neruda amasse andare ad osservarli, per ore intere, anche a chilometri di distanza dalla loro casa di Isla Negra; e lo stesso poeta è ritornato più volte su questa sua passione, quasi una vera e propria devozione per la «vivente bellezza» di questi compagni alati. La presente edizione costituisce la prima traduzione integrale italiana di questa raccolta, che abbiamo voluto arricchire con alcune delle più belle tavole del pittore franco-americano John James Audubon (1785-1851), naturalista ed ornitologo, cui si devono le straordinarie illustrazioni apparse nei volumi di "The Birds of America".
18,00

Cuori e volti

di Emmanuel Bove

Libro

editore: Passigli

anno edizione: 2022

14,50

Bruciante segreto. Quattro storie dal paese dei bambini

di Stefan Zweig

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 176

I racconti della "Prima esperienza" (Erstes Erlebnis era appunto il titolo dell'edizione originale, apparsa nel 1913) rappresentano senza dubbio uno degli esiti più alti della narrativa di Stefan Zweig. Tutti e quattro i racconti hanno come tema il mondo dell'infanzia, colto proprio nel momento in cui qualcosa accade e determina il primo, faticoso, e spesso doloroso, passo verso la maturità, verso il mondo dei grandi. Forse nessuno scrittore prima di Zweig ha saputo penetrare come lui l'esigenza e insieme il dramma di questo trapasso, spesso legato all'ancora incerto ma già prepotente istinto erotico dei bambini. Si pensi al più celebre di questi racconti, "Bruciante segreto", in cui il giovanissimo protagonista assiste, senza rendersi conto di quanto avviene, e insieme spinto da una forza più grande di lui, agli approcci amorosi di un estraneo con la madre; un estraneo da cui era stato 'usato' proprio a quello scopo e che gli aveva fatto credere che lui stesso e non la madre fosse al centro dei suoi pensieri. Forse sta soprattutto in questo la grande profondità e originalità di questi racconti: non tanto, cioè, nel mistero che circonda la vita dei bambini, quanto nell'ipocrisia che determina l'atteggiamento degli adulti nei loro confronti, e che nel momento in cui si rivela comincia ad allontanarli, inevitabilmente, dal mondo dell'infanzia; oppure, come nel racconto iniziale "Storia nel crepuscolo", nella difficoltà di accettare una realtà diversa da quella a lungo carezzata, una realtà che si presenta come qualcosa di inaspettato e anche di ripugnante, e che potrà essere accettata soltanto lasciandosi alle spalle quel mondo che fino ad allora li aveva accompagnati.
22,00

Umberto Morra di Lavriano

di Alfonso Bellando

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 296

Consegnare alla memoria storica una delle figure più emblematiche e discrete della resistenza italiana al fascismo, questo l'obiettivo della biografia che Alfonso Bellando ha dedicato a Umberto Morra di Lavriano (1897-1981), aristocratico di fede repubblicana, cosmopolita e progressista, scrittore versatile e indolente, intellettuale engagé e appartato. Una 'resistenza', quella del Morra, della ragione e della morale ancor prima che politica, educata sugli alti esempi degli amici Gobetti, Rosselli, Salvemini; resistenza a un fascismo che va ben oltre la tragica ma contingente vicenda mussoliniana, per divenire una categoria generale: stupidità, arroganza, intolleranza, coercizione, violenza senza altri attributi. Bellando, che ha potuto conoscere Morra a fondo, anche in ragione dell'impegno comune nella Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale, ricostruisce con passione e rigore le alterne fasi della vita di questo 'cittadino del mondo'; una vita piena, vissuta in prima linea nella difesa e nel rispetto dei valori e delle idealità dell'uomo. Ma una vita vissuta anche in perenne e critica auscultazione di se stesso, nella sfera gelosa e riservata di una coscienza vigile e rigorosa, sempre insoddisfatta. È a persone come Umberto Morra di Lavriano, spesso sottratte alla nostra memoria proprio perché così difficilmente classificabili nella loro pienezza umana, e così defilate dai clamori della cronaca, che dobbiamo in primo luogo la sopravvivenza di una specie sempre minacciata: quella degli uomini liberi. Prefazione di Norberto Bobbio.
24,00

Filosofi e maschiette

di Francis Scott Fitzgerald

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 232

'Maschietta' è un termine ormai desueto, ma negli anni Venti designava le giovani dal taglio maschile dei capelli protagoniste della prima, vera rivoluzione femminile. Figlie di un'America uscita vittoriosa dalla Prima guerra mondiale e in pieno sviluppo economico e sociale, sono state soprattutto queste giovani donne a condurre la rivoluzione dei costumi in quella età del jazz e del proibizionismo che ha dato origine al moderno 'mito americano'. Assetate di libertà, emancipazione, edonismo, le 'maschiette' irrompono nella società mettendo in crisi i rapporti tra i sessi e dichiarando una guerra senza quartiere a un mondo maschile arroccato nel passato e nei suoi privilegi. Nessuno ha capito e ritratto quel mondo meglio di Scott Fitzgerald che, con la moglie Zelda, è divenuto il massimo interprete di quegli 'anni ruggenti', incarnandovisi fino alla dissoluzione personale. Prima raccolta di racconti pubblicata da Fitzgerald nel 1920, immediatamente dopo "Di qua dal paradiso", suo primo successo, "Filosofi e maschiette" contiene già la novità e il futuro dello scrittore americano più rappresentativo della prima metà del Novecento, che di lì a poco darà il meglio di sé in grandi romanzi quali "Tenera è la notte", "Il grande Gatsby", "Belli e dannati". Le protagoniste di queste storie - ragazze della buona società e ballerine di fila, abitanti della provincia o delle grandi città - tratteggiano una nuova visione della vita e si contrappongono al mondo maschile, composto per lo più da noiosi 'filosofi' portatori di una 'filosofia' ormai obsoleta. Vere e coraggiose paladine dei tempi nuovi, pur se talora confuse, esse esprimono la ricerca di una nuova leggerezza di vita e il riconoscimento dell'effimero come valore. Dichiara Ardita, protagonista del racconto "Il pirata": «Per me il coraggio significava farsi strada a fatica attraverso la spenta nebbia grigia che si posa sulla vita... non solo non prestare attenzione alla gente e alle circostanze, ma non prestare attenzione neppure allo squallore del vivere. Una specie di ostinazione al valore della vita e all'importanza delle cose effimere».
17,50

Il canzoniere

di Cristina Dotto Viglino

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 240

Una donna scrive ad un uomo, l'uomo risponde... Inizia in questo modo una fitta corrispondenza in poesia, la complicità di una trama che è amore ma insieme è racconto, affresco, dramma e commedia del vivere di ogni giorno, con l'avvicendarsi - fra i versi - di svariati altri temi, esistenziali, politici, filosofici. Come nota Luigi Surdich nella prefazione, se questo nuovo canzoniere fin dal titolo «richiede un appoggio alla tradizione letteraria», la sua originalità sta proprio nella peculiare genesi e nella struttura a due voci, che lo spinge ben oltre la dimensione lirica in direzione di una dialogata narratività. Le due voci, quella femminile e quella maschile, restano ben distinte, anche quando si inseguono nelle parole e fin nelle rime; paiono, a volte, volersi allineare su uno stesso piano espressivo, ma alla fine non possono che divergere nel differente modo di essere, di porsi di due caratteri. Così, alla leggerezza "classica" di lei va a contrapporsi la secchezza, quasi "espressionistica", di lui, in un gioco di incastri di vita e di stile che non mancherà di affascinare i lettori. Prefazione di Luigi Surdich.
24,00

La donna del sogno

di Wilkie Collins

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2022

pagine: 144

Apparso nel 1855, il lungo racconto "La donna del sogno" è fra le opere più celebri del narratore inglese Wilkie Collins (1824-1889), vero e proprio maestro e pioniere del genere 'noir' e poliziesco. Il racconto rappresenta un primo, perfetto esempio della predilezione dell'autore per una narrazione costruita da diversi punti di vista, che se da un lato lo apparenta ad alcuni dei più importanti scrittori della sua epoca - Stevenson, per esempio - dall'altro doveva altresì permettergli di costruire, in tutta la sua affascinante complessità, la sua opera oggi più famosa, "La pietra di luna", che è stata giustamente definita il primo romanzo poliziesco moderno. Oltre alla sua straordinaria capacità di creare una fortissima suspence narrativa, "La donna del sogno" rivela anche le doti di Collins come ironico descrittore di ambienti e personaggi tipici della società inglese del suo tempo. ?
8,50

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