Editore Quodlibet - Ultime novità

Quodlibet

Ciò che è nostro non ci sarà tolto mai. Carteggio 1918-1980

di Eugenio Montale, Sergio Solmi

Libro: Copertina rigida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 706

Con questa edizione viene reso pubblico per la prima volta uno dei carteggi più significativi ed estesi del Novecento: si tratta di 339 lettere inedite che Solmi e Montale si sono scambiati tra il febbraio del 1918 e il luglio del 1980. Tale scambio epistolare consente al lettore di assistere al formarsi dello stile poetico montaliano e di vederlo modellarsi grazie anche alle indicazioni del suo interlocutore; di scoprire risvolti nuovi circa la genesi della prima e della seconda edizione degli Ossi di seppia; di cogliere le ragioni ultime di alcuni conflitti letterari del tempo; di ricostruire la rete di relazioni fitte e articolate, formatasi via via attorno ai due corrispondenti; di ripercorrere le vicende cruciali di alcuni fra i più significativi periodici letterari del secolo trascorso. Il volume consta di un'ampia Introduzione, di un apparato di Note di commento, di Indici dettagliati, di una significativa Appendice contenente un cospicuo numero di articoli, recensioni e notiziari pubblicati, anonimi o con pseudonimo, da Montale in periodici o quotidiani del tempo.
60,00

Socialismo utopico, socialismo possibile

di Rino Genovese

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 137

La proposta teorica e politica di una società ancora sempre da costruire secondo la prospettiva di un "individualismo sociale": utopica riguardo agli obiettivi finali, pragmatica nelle decisioni collettivamente vincolanti e nelle scelte della vita di ogni giorno. Si può osservare oggi, in America come in Europa, un ritorno d'interesse per il socialismo, sia sul piano teorico sia su quello politico. La tesi del libro è che il socialismo non perde affatto in consistenza e rapporto con la realtà se il proprio statuto concettuale assume l'aspetto di un movimento dalla scienza all'utopia (in maniera inversa, quindi, a quello proposto da Engels nel suo L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza). Anzi, ci guadagna nella possibilità di un adeguamento alla realtà, per quanto catastroficamente disperante questa possa apparire, presentando se stesso, paradossalmente, come una prospettiva irrealizzabile nella sua integralità, ma che proprio per questo ha ricadute nel presente modificandolo. Messa da parte l'idea di un rovesciamento rivoluzionario - per il quale non s'intravede più il motore in una classe sociale come quella a suo tempo individuata da Marx -, una fuoriuscita dalla forma di vita capitalistica consisterebbe in un cammino a piccoli passi, nel progressivo avvicinamento a un orizzonte mobile, che nel libro è descritto come un processo federativo di gruppi e individui tra loro solidali all'interno di un conflitto sociale democraticamente dispiegato e capace di porsi di volta in volta obiettivi politici.
12,00

La speranza più grande

di Ilse Aichinger

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 264

Sullo sfondo di una città in guerra Ellen, una ragazzina per metà ebrea, fa amicizia con un gruppo di coetanei «con i nonni sbagliati». Tra giochi, paure, sogni, desiderio di fuga e addii, Ellen e i suoi compagni fanno esperienza della crudele realtà della persecuzione razziale e della minaccia costante della deportazione e della morte, affrontando un mondo assurdo e incomprensibile. La speranza iniziale di una fuga possibile, al di là dell'oceano, sembra destinata a svanire entro gli angusti e invalicabili confini della città assediata, ma si trasforma in una speranza più grande - forse meno terrena della prima, ma non per questo meno tangibile - che dischiude la possibilità di raggiungere la terra promessa, «dove tutto diventa azzurro». Un viaggio in dieci stazioni nelle pieghe profonde dell'esistenza e di una Vienna ferita, raccontato dalla voce corale dei perseguitati, sul crinale di una quotidianità che sconfina nella dimensione del sogno. Il romanzo di Ilse Aichinger è un coraggioso atto di resistenza al nulla esistenziale, un gesto di interrogazione del mondo e della lingua volto a restituire alla realtà devastata dalla guerra un senso nuovo, e a indicare, come fa la stella di David con Ellen, una strada da seguire.
20,00

Il giunto in architettura. Percezione, spazio e costruzione

di Andrea De Sanctis

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 140

Il giunto architettonico non può essere pensato solamente come mero congegno tecnico e costruttivo, ma più estensivamente come dispositivo estetico, che opera nella percezione e influisce sull'esperienza del soggetto nello spazio architettonico. Osservare un giunto nella sua singolarità significa interessarsi a quel margine di tolleranza in grado di assorbire la naturale imperfezione delle cose. Un margine in cui la ricchezza del reale si esprime, a volte silenziosamente, modificando lo spazio vissuto dell'architettura. D'altra parte, come sarebbe la nostra esperienza dello spazio se fosse del tutto priva di dettagli, da cosa trarrebbe la sua "qualità" estetica? Questo libro considera il progetto di architettura come un insieme eterogeneo di connessioni, le cui proprietà definiscono l'intonazione percettiva di uno spazio. L'intento è di sottoporre questo tema fondante dell'architettura a una nuova verifica, discutendone il ruolo e il significato progettuale.
18,00

Il normativo, il giuridico e i compiti del diritto

di Karl N. Llewellyn

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 152

C'è un sapere speciale che consente di porre riparo ai conflitti in un modo che nessun altro sapere saprebbe garantire: non la politica, non l'economia, non la filosofia, non la religione. Questo sapere è il diritto. Così Karl Llewellyn si fa cantore delle virtù ristoratrici del sapere giuridico, che conferiscono al diritto una ineguagliata capacità di assicurare la continuità della vita sociale. Nel suo saggio più compiuto e maturo, Il normativo, il giuridico e i compiti del diritto, pubblicato nel 1940, egli delinea una teoria che supera gli steccati disciplinari e presenta il diritto come l'ambito che si fa garante della vita sociale. Il diritto è una tecnica capace di porre riparo ai conflitti e che dalla risoluzione dei casi più complicati sa trarre un'energia e una capacità d'imporsi tali da assicurare una plastica resistenza agli urti. Un sapere rimediale, quindi, che però s'irradia via via su tutti quegli aspetti della vita umana in cui interessi divergenti e aspettative deluse potrebbero creare frizioni e strappi. Come tale - questa l'intuizione folgorante di Llewellyn - il diritto è un sapere ubiquo, su cui deve poter contare qualsiasi gruppo (da due persone in su) voglia resistere alle aggressioni del tempo e dei conflitti interni. A partire da questa innata diffusività, Llewellyn illustra come dal diritto interno ai numerosi gruppi compresenti nello stesso contesto geo-storico si arrivi alla creazione di un sistema giuridico più ampio, valido per tutti i gruppi. In tal modo, Llewellyn propone ben più che una teoria giuridica: il compito del diritto è nientemeno che assicurare la sussistenza dei gruppi sociali, permetterne la trasformazione interna e garantirne un'integrazione virtuosa con l'esterno.
16,00

Ellen West. Una vita indegna di essere vissuta

di Antonella Moscati

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 150

Nel gennaio del 1921 viene ricoverata nella clinica di Ludwig Binswanger, a Kreuzligen, una donna ebrea tedesca affetta da una grave forma di anoressia. La paziente, che aveva intrapreso in precedenza due brevi terapie psicoanalitiche - entrambe interrotte in maniera drammatica - si suicida nell'aprile successivo, all'età di trentaquattro anni. Più di vent'anni dopo, Binswanger si dedicherà alla scrittura del caso di questa donna, alla quale attribuirà il nome fittizio di Ellen West. Nel 2007 è stata pubblicata in Germania gran parte dei suoi scritti: poesie, diari e lettere che contengono pagine bellissime e coraggiose sulla sua sofferenza e sulla sua malattia, della quale sono state formulate le diagnosi più varie - melanconia, nevrosi ossessiva, schizofrenia - mai però quella di anoressia. A partire da questi scritti, Antonella Moscati ricostruisce, contro l'interpretazione di Binswanger, la figura inedita di questa "paziente-autrice", perseguendo un duplice obiettivo: cederle la parola per mostrarne la lucidità; e mettere in evidenza il torto subito da parte di una psicoanalisi alle prime armi e di terapie psichiatriche vaghe, all'interno di un universo tutto maschile che ha fatto ben poco per impedire un suicidio annunciato, sul quale non potevano non pesare gli atteggiamenti eugenetici che si venivano diffondendo in Europa negli anni immediatamente precedenti al nazismo.
15,00

Architetture nell'Italia della ricostruzione. Modernità versus modernizzazione 1945-1960

di Carlo Melograni

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 438

Il quindicennio della ricostruzione postbellica è stato segnato tra tanti avvenimenti, dalla rinascita dell'architettura e urbanistica italiane che, sebbene avessero prosperato anche tra i due conflitti mondiali, si arricchirono ulteriormente di nuove componenti e varianti grazie a un più libero confronto con le esperienze internazionali. Il testo di Carlo Melograni, testimone diretto di quegli avvenimenti, è quanto di più distante da uno stile manualistico o storicistico: è infatti un saggio, forse l'unica forma letteraria in grado di restituire quel crogiuolo unico di esperienze architettoniche senza precedenti, probabilmente irripetibili, del dopoguerra italiano che ha prodotto modelli fondamentali per l'edilizia sociale e industriale, la museografia, le infrastrutture e il restauro. Nel novero di tali esperienze vanno infatti annoverate anche le corpose riflessioni critiche e i commenti sollecitati e pubblicati dalle riviste di settore («Urbanistica» di Adriano Olivetti e Giovanni Astengo, «Metron» e «L'architettura. Cronache e storia» di Bruno Zevi, «La casa», «Zodiac» o la «Domus» di Gio Ponti e la «Casabella-Continuità» di Ernesto Nathan Rogers), nonché le polemiche culturali e politiche nella stampa generalista. Inoltre l'autore, nelle pieghe del suo discorso, periodicamente porta in primo piano alcune figure - che ha avuto modo di conoscere di persona grazie alle numerosissime occasioni di confronto pubblico, oggi ridottesi drasticamente -, donando così una serie di ritratti dal vero dei principali architetti protagonisti di quegli anni, da Franco Albini a Giovanni Michelucci, da Luigi Moretti a Gino Valle, da Giancarlo De Carlo a Carlo Aymonino, da Gio Ponti a Pier Luigi Nervi. Il volume si chiude con una riflessione sulla condizione attuale, distinguendo nettamente i concetti di modernizzazione da quello di modernità che è «l'unità nella diversità a cui esortava Gropius; unità di obiettivi comuni da raggiungere, diversità di soluzioni proposte da mettere a confronto. È la linea da seguire, anche se presenta l'inquietudine delle incertezze, mentre la modernizzazione ostenta sicurezza di sé. Dal confronto tra esperienze diverse, però ugualmente rivolte a perseguire obiettivi condivisi, si ricaveranno indicazioni che sarà possibile dare per scontate e sottintese, presupposti per formare una cultura progettuale comune fra coloro che fanno il mestiere di costruire. Al contrario dell'esibizionismo individuale, il lavoro di paziente ricerca collettiva è tipico della modernità».
28,00

Ulisse, o dell'amore. Lettura della poesia di Umberto Saba

di Carlo Londero

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 124

"Ulisse" è una tra le poesie più note di Umberto Saba (1883-1957): pubblicata in conclusione a "Mediterranee" (Mondadori, 1946), nel 2021 compie 75 anni. Nei versi la critica intravede la consueta ripresa del modello omerico e dantesco di Odisseo che si riversa semplicemente sull'io lirico. Ma perché suggellare "Mediterranee" (un libro intriso d'eros) e "Il Canzoniere" (fino all'edizione 1958, il libro di una vita) con una poesia memoriale e avventurosa? Sotto la patina odisseica, lo studio scorge in "Ulisse" il piano metaforico della 'navigatio vitae', declinata 'sub specie Amoris'. Ecco che l'io lirico non riesce a raggiungere «il porto» (figura di sicurezza, compimento, anche di morte) perché, oggi come nella «giovanezza», Eros lo «sospinge ancora», lo conduce capricciosamente «al largo» senza che possa scorgere una meta. È l'incessante innamoramento, la presenza costante di Amore, della passione amorosa mai sopita o completamente appagata, a turbare la navigatio dell'io. Lo studio vuole scostare "Ulisse" dalle precedenti letture, sostenute da poche supposizioni contenutistiche affioranti sulla superficie di una costruzione poetica insondata nelle sue profondità. Per farlo, Londero si avvale degli strumenti prìncipi della critica - filologia, stilistica, metrica - restituendo a "Ulisse" il suo spessore testuale e al pubblico una lettura dei versi capace di rendere l'intreccio delle funzioni molteplici che la poesia manda a effetto.
18,00

Storia naturale dei giganti

di Ermanno Cavazzoni

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 356

Una pazzoide storia d'amore e di gelosia che cresce via via, mentre il giovane studioso innamorato prende appunti per un trattato sui giganti dei poemi cavallereschi, i loro usi, costumi e la loro sgonfia attività sessuale, che li ha portati a degenerare e all'estinzione. Intanto degenera anche la gelosia: lo studioso spera che gli extraterrestri rapiscano chiunque abbia avuto contatti carnali con la sua bella e troppo emancipata signorina. Forse più che una speranza è una truffa, che lui nella sua passione ossessiva subisce. Il romanzo, rispetto alla prima edizione del 2007, è stato abbondantemente revisionato e riscritto dall'autore, con capitoli nuovi aggiunti.
18,00

Fior da fiore. Ritratti di essenze vegetali

di Angela Borghesi

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 311

Alberi e fiori parlano dalle pagine dei libri quanto i personaggi umani, aprono squarci di verità sulle opere e sul mondo. Una doppia antologia, botanica e letteraria. Sessanta ritratti di essenze vegetali - alberi arbusti fiori erbe, nelle loro posture e qualità, nei dettagli di forme e colori - accompagnati da riferimenti poetici: ogni varietà è còlta attraverso gli occhi e le parole di scrittori di età, culture, paesi diversi, dall'Europa alla Cina, dall'India alle Americhe, e dall'antichità ai giorni nostri. Troviamo così Virgilio e gli astri, Proust e i lillà, Jan Wagner e il faggio, Zanzotto e l'elleboro, le magnolie di Montale, il bambù di Po Chu-i; e ancora Maria di Francia e il caprifoglio, la digitale di Pascoli e l'aquilegia e Thomas Mann. La sensibilità per il verde richiede un rinnovamento dello sguardo e del linguaggio: si rispetta e si difende solo ciò che si conosce, e si conosce solo ciò che si è in grado di nominare. Ciò che queste pagine illustrano è soprattutto un rapporto diretto e vivo con il mondo vegetale, che la letteratura esalta per il suo carattere di concretezza e particolarità. Un modo di accostarsi all'ambiente e alle presenze naturali con curiosità, rispetto e empatia.
22,00

Il deserto della verità. Una posizione lacaniana

di Maurizio Mazzotti

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 71

"Il deserto della verità" è un titolo che indica una posizione della psicoanalisi che Lacan ha isolato per la prima volta. Per Freud la verità psicoanalitica è la verità del desiderio inconscio, imprigionata nei sintomi, mascherata nel fantasma. Non è mai una verità dei fatti, né una verità celestiale. Lacan inizialmente ha non solo fatto propria la posizione freudiana ma l'ha amplificata. In una conferenza è giunto a dire, in una Vienna tanto sbalordita quanto era stata distratta, che la verità nella psicoanalisi si annuncia con "Io, la verità, parlo", è lei che parla, in prima persona, nessuno se ne può fare il rappresentante. Era la radicalizzazione del legame tra la verità e la parola, la verità che dice all'insaputa del soggetto, che, rivelandosi in un lampo, sorprende ed in tal modo ha degli effetti. In attesa di venir riconosciuta dal buon intenditore psicoanalista. Poi in Lacan si è avviata una deflazione libidica della parola di verità, compiutasi nel 'non tutta' di un impossibile a dirla se non a metà. È una verità in un deserto in cui resiste a farsi recuperare 'tutta' dal senso. Ciò conduce, nell'esperienza analitica, alla verità che varia attorno a ciò che non cambia, il sintomo sottratto radicalmente all'Aufhebung del simbolico. E questo è ciò che ha portato Lacan, in fine, a siglare il suo destino definendola 'verità mendace'.
15,00

Antieroi e uomini liberi. Quattro passi fra Medioevo e letteratura

di Salvatore Ritrovato

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 121

Inforcando le lenti di un certo Novecento letterario - quello, fra gli altri, di Calvino, Guerra e Malerba -, il volume si propone di indagare nuovamente un Medioevo lontano e vicino, con i suoi sapidi racconti di contadini astuti e saggi e viaggiatori curiosi. I quattro saggi raccolti nel presente volume affrontano da diverse prospettive una pietra angolare dell'immaginario della letteratura moderna, quel Medioevo che non finisce mai di spiazzare nonostante la serqua di luoghi comuni in cui esso è stato spesso imbavagliato e non di rado travisato. Ecco, dunque, la figura di Bertoldo nelle cui tragicomiche vicende cogliamo i riflessi della millenaria cultura contadina; la saga anti-epica di "Millemosche" frutto di un lavoro a quattro mani di Tonino Guerra e Luigi Malerba; quindi la vasta ma ambigua fortuna - tra letteratura, cinema e televisione - del "Milione" di Marco Polo; infine, il sogno calviniano di quelle "città invisibili" che sopravvivono al racconto che le ha inventate. Passaggi esemplari in cui il Medioevo si affaccia alla memoria e alla fantasia di poeti, scrittori, cineasti, suscitando dubbi e domande, e invitando a nuove storie. Ma questo libro non si limita a rammentare l'urgenza del confronto con la storia, nella fattispecie quella definita come medioevale, per chiunque voglia snidare le stratificate contraddizioni del nostro immaginario; invita anche a guardare oltre le allettanti semplificazioni di quegli approcci che non entrano nel cuore della complessità che ogni cultura umana custodisce in sé e sprigiona in poesia e arte.
12,00

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