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RUBBETTINO

Feticismo e sentimenti

di Auguste Comte

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 96

In questo volume appare, per la prima volta in lingua italiana, la traduzione del secondo capitolo del III tomo del monumentale Sistema di politica positiva, che segna l'ultima fase dell'opera del sociologo e filosofo francese Auguste Comte (1798-1857). Ne è oggetto il feticismo, già specificamente tematizzato in una lezione, la 52a, del Corso di filosofia positiva. Rispetto a quest'ultima emergono novità sostanziali, tali da autorizzare a parlare, più in generale, di un nuovo e «ultimo» Comte: insospettabile precursore dello strutturalismo, come argomenta tra l'altro nel suo contributo, in particolare attraverso Claude Lévi-Strauss, Lorenzo Scillitani; «padre fondatore» della sociologia tra i più sensibili al tema delle emozioni, come argomenta nella sua introduzione Paolo lagulli, per il quale l'inedito primato del sentimento che caratterizza la nuova tematizzazione del feticismo è «solo» la spia della prospettiva sociologica generale del Comte più maturo. Chiudono il volume prospezioni e annotazioni di Roberto Righi.
12,00

Kurban. Il sacrificio

di Edi Rama

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 276

Una riflessione autobiografica-politica sugli undici anni che hanno visto Edi Rama sindaco di Tirana. Un testo scritto all'indomani della sua bruciante sconfitta per il rinnovo del mandato e all'avvio della campagna elettorale che lo ha portato ad essere primo ministro. Un racconto dell'Albania contemporanea da un particolare e privilegiato punto d'osservazione. Memoriale, proclama, strumento di lotta, manifesto politico, analisi storico-antropologica, questo libro è anche un "manuale di cittadinanza albanese post-comunista". Un testo chiave per meglio comprendere i fermenti di un Paese cerniera tra le spinte europeiste e le attrazioni islamiche, tra arcaicità e modernizzazione. Una lettura utile a comprendere l'importanza di buone relazioni politiche, diplomatiche ed economiche tra Italia e Albania. Prefazione di Daria Bignardi.
16,00

Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

di Guido Giarelli

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 620

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del '900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. È possibile un discorso scientifico sulla sofferenza a partire dalla consapevolezza della comune «condizione umana» che la globalizzazione induce? Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere, è così quella «dimensione del negativo» che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell'esistenza del «male», rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una «sociologia del negativo» critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata.
22,00

La nazione. Storia di un'idea

di Anthony D. Smith

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 123

Qual è la natura e l'origine storica delle nazioni? Le nazioni (e il nazionalismo) sono un fenomeno recente o antico? In un mondo dominato dall'economia transnazionale e dalla cultura globale di massa c'è ancora posto per le appartenenze e le identità nazionali? Nel corso degli ultimi trent'anni, intorno a queste domande si è sviluppato un intenso dibattito scientifico, che ha visto contrapporsi diverse scuole di pensiero: dai "modernisti" ai "perennisti", dai "primordialialisti" ai fautori dell'"etnosimbolismo". Il libro di Anthony D. Smith, uno dei principali protagonisti di questo dibattito, costituisce una rassegna critica, sintetica ma puntuale, delle diverse posizioni in campo. Al tempo stesso, offre un compendio efficace del paradigma teorico sviluppato nel corso degli anni da questo studioso. Secondo Smith, diversamente da ciò che sostengono le interpretazioni oggi dominanti in ambito accademico, per comprendere la natura delle nazioni (e del nazionalismo) occorre studiarne il radicamento storico-culturale di lungo periodo nelle strutture etniche del passato.
12,00

I demoni del Mezzogiorno. Follia, pregiudizio e marginalità nel manicomio di Girifalco (1881-1921)

di Oscar Greco

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 256

Durante il lento processo di formazione dell'identità nazionale, dall'Unità alla Grande guerra, i manicomi furono considerati luoghi idonei a segregare le persone non presentabili e non in grado di contribuire alla costruzione della nuova società: i folli, i derelitti e i soggetti marginali che non si integravano con i canoni etico-economici della società liberale ottocentesca. Nato in tale contesto politico e sociale, il manicomio di Girifalco, grazie a una psichiatria condizionata dal positivismo lombrosiano, innervato dalle dottrine della degenarazione e dell'atavismo, e all'influenza delle correnti culturali che spiegavano l'arretratezza del Meridione e dei suoi fenomeni criminali in un quadro di «irreversibile inferiorità biologica e morale» delle popolazioni del Sud, inevitabilmente è diventato, per alcuni, il luogo simbolo della costruzione «scientifica» dell'inferiorità psichica e del carattere criminale di un'intera popolazione. La ricerca sugli atti di archivio e sulle cartelle cliniche di quel periodo documenta una realtà più complessa. Quel manicomio di periferia era adeguatamente inserito nella società rurale che lo circondava e riusciva a cogliere le molteplici sfaccettature del disagio mentale di un ambiente economico-sociale povero e premoderno e a introdurre anche pratiche terapeutiche d'avanguardia, seppure in un contesto in cui era possibile riconoscere i segni premonitori della tendenza a fornire quella «rappresentazione caricaturale» delle popolazioni meridionali che tanto avrebbe influito sulle future politiche per il Mezzogiorno. Prefazione di Mary Gibson.
18,00

Alla ricerca di una «scienza politica nuova». Liberalismo e democrazia nel pensiero di Alexis De Tocqueville

di Roberto Giannetti

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 392

Il volume ricostruisce i tratti fondamentali del pensiero di Alexis de Tocqueville, la cui vita politica e intellettuale ruota intorno all'intuizione che la storia della modernità coincide con il movimento della società verso l'eguaglianza delle condizioni, cioè con la transizione dalla civiltà aristocratica alla civiltà democratica, ancora incerta e in divenire, fondata sullo "stato sociale democratico". In questa ricostruzione assume un rilievo centrale il rapporto tra liberalismo e democrazia. Per Tocqueville, se l'eguaglianza è un fatto, la libertà è il valore assoluto, e il compito dei liberali è quello di dare all'ineluttabile processo di democratizzazione quelle forme istituzionali che garantiscano a tutti la libertà.
19,00

Né smart né open, intanto città. Secondo rapporto sul rating pubblico dei Comuni: valutazione comparata della performance, trasparenza, anti-corruzione

di Paola Caporossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 221

La macchina amministrativa pubblica non funziona ed è un freno per lo sviluppo del Paese. Ma perché cambi non servono le continue critiche: per quanto malandata, quella macchina consente di aprire scuole, ospedali, tribunali, autostrade, ogni mattina e per tutti. Non servono neppure le grandi riforme, perché buone norme già esistono. Né servono nuove sanzioni per le inadempienze, che sono previste da tempo. Per riparare e innovare la macchina pubblica serve rendere conveniente il cambiamento, con un sistema di incentivi e disincentivi. Il primo incentivo è di tipo finanziario: i Comuni, le Regioni e tutte le PA devono ricevere risorse in base al merito, misurato su trasparenza e performance, per cui chi fa meglio, deve avere più soldi dallo Stato. Il secondo incentivo è di tipo reputazionale: la comparazione innesca una sana competizione tra i Comuni, con un ritorno di consenso e di fiducia dei cittadini verso gli amministratori più virtuosi. Per incentivare, però, serve prima valutare e per valutare serve prima conoscere: ad oggi, invece, nessuno ha la diagnosi completa degli oltre 8.000 Comuni e di tutte le altre PA. E non per mancanza di trasparenza: i dati pubblicati oggi sono molti, ma spesso incompleti, non aggiornati e disomogenei. Il rating pubblico è uno strumento concreto che permette di elaborare le informazioni disponibili e di tradurle in un indice sintetico immediatamente comprensibile per i cittadini: maggiore è il rating, migliore è la performance del Comune. La principale innovatività del rating pubblico sta nell'adottare il punto di vista degli stakeholder delle PA, e in particolare dei cittadini, che sono non solo utenti, ma anche "azionisti", tramite il prelievo fiscale. Hanno, pertanto, il diritto di conoscere non solo "quanto" spende il loro Comune, ma anche "come" e "per cosa". Per questo, il decreto trasparenza del 2013, modificato nel 2016, riconosce ai cittadini un ruolo di monitoraggio diffuso sull'utilizzo delle risorse pubbliche, da affiancare a quello di Anac. Trasparenza e performance devono diventare non più adempimenti burocratici, ma il fulcro su cui dirigenti e assessori devono essere valutati all'esterno. Questa è la città davvero open e smart: una città che funziona per il bene di tutti. Prefazione di Giovanni Vetritto.
18,00

Il male inutile. Dal Kosovo a Timor Est, dal Chiapas a Bali le testimonianze di un reporter di guerra

di Marco Lupis

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 247

"Il male inutile" raccoglie le testimonianze di guerra di un reporter "di lungo corso", inviato speciale e corrispondente in molte aree difficili del pianeta. Tragedie che troppo spesso, nel frenetico flusso mediatico dell'informazione, vengono rapidamente e colpevolmente archiviate, anche se si collocano dietro l'angolo dell'attualità e della storia. Guerre e massacri dimenticati trovano in questo libro una nuova attualità, nello sguardo lucido ma anche compassionevole e partecipe del giornalista-testimone, che pagherà anche un prezzo personale inevitabile ai drammi che deve raccontare. Prefazione di Janine Di Giovanni.
16,00

Il coccodrillo si è affogato

di Pietro Busetta

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

Il coccodrillo si è affogato. Il Paese è al bivio: abbandonare il Mezzogiorno al suo sottosviluppo e allo spopolamento, perdendo inevitabilmente dimensione demografica e peso internazionale, oppure rimettere il Sud al centro delle politiche di sviluppo, non con l'assistenzialismo, ma utilizzando le risorse dei mercati internazionali? Intervenendo per ripristinare le condizioni di Stato minimo: dalla perequazione infrastrutturale alla sicurezza, all'efficienza amministrativa ad alcuni vantaggi competitivi, per essere in condizioni di attrarre dall'esterno dell'area quegli investimenti indispensabili per dare allo zoppo la sua protesi e farlo tornare a gareggiare. Un approccio lineare, che individua le esigenze del territorio, effettuando confronti internazionali, sfatando una serie di luoghi comuni che caratterizzano il dibattito sul Mezzogiorno, proponendo soluzioni concrete e coerenti, con una chiara visione euro-mediterranea di sviluppo e di integrazione economica e sociale.
14,00

Il mondo senza fini. Lo spirito ha abbandonato l'Occidente

di Ivan Rizzi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

pagine: 292

André Malraux, riferendosi all'Europa, lanciò una profezia testamentaria: "Il secolo XXI sarà spirituale o non sarà affatto". La furia iconoclasta decostruttiva ha portato a termine il suo compito, ora però tutto sembra chiedere un'opera di ricostruzione. Lo chiede la necessità, la voce ineludibile del nostro scontento. Lo spirito è la "grande dissidenza", sempre latente, dissente da tutte le nuove forme di alienazione e reificazione. Dopo il dispiegamento di tanta intelligenza senza umiltà è possibile pensare una forza spirituale senza fede, qualcosa che resiste e ricostruisce? L'esistenza tiene nascosto alla mente tutta la sua grandezza, proprio in quanto incognita rivela che il suo stesso consistere non si esaurisce in ciò che sa di se stessa ma è cosa ulteriore. Annuncia che esiste un oltre. Non è inutile soffermarci su quell'abisso logico, poiché solo quando l'io ha cognizione del vuoto-nulla nel centro metafisico di tutto il discorso sull'essere può scoprire che il particolare della sua propria esistenza è esattamente l'universale del genere umano. Poiché proprio in ciò che è mistero sta ciò che ci unisce. L'umanità è una sassaia se è pensata come un automatismo efficace, come sembra essere; essa è invece quella misteriosa unità di immanenza e trascendenza che da sempre interroghiamo, come tutti intimamente sanno e che nessuno ascolta. Sul piano storico siamo solo spettatori in un mondo dato per definitivo; sul piano esistenziale siamo già spossessati da quell'insuperabile dispositivo planetario che è la tecnica. Fuori dalla luce zenitale del presente non sappiamo né vogliamo vedere. Vogliamo vivere senza idee.
18,00

Capitalismo in Sicilia. Grano, zucchero e seta nei secoli XV-XVII

di Antonio Morreale

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

Tra tardo medioevo e prima età moderna l'economia siciliana vive la transizione ad un modello economico capitalistico, il grano è al centro di tale passaggio. Nei quattro capitoli del volume si discutono le ragioni e i modi della rottura del modo di produzione feudale, si misurano i nuovi fenomeni dell'economia cerealicola, si analizzano i problemi della produzione, del commercio, del consumo, si descrivono i nuovi paesaggi agrari e l'impatto sull'ambiente. Il ciclo economico nuovo che si apre tra Quattro e Cinquecento e si sviluppa fino a metà del Seicento si chiude a fine secolo. Il "ritardo" siciliano che aveva allora il suo primo inizio non era l'ultimo lascito di un morente feudalesimo, ma il primo del nascente capitalismo "globale".
20,00

La guerra è l'unico pensiero che ci domina tutti. Bambine, bambini, adolescenti nella Grande guerra

di Patrizia Gabrielli

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2018

Negli anni della Grande guerra, una raffinata macchina di propaganda coinvolse militari e civili, tra questi ultimi non furono risparmiati bambini e adolescenti che ebbero un ruolo centrale nelle rappresentazioni e nelle pratiche della mobilitazione. Essi sono i protagonisti di questo volume che, saldando il genere alla categoria della guerra totale, analizza gli effetti della "cultura di guerra" nella sfera pubblica e privata, le ricadute sulla letteratura e sui giocattoli che, da strumento ludicoeducativo, si trasformano in simbolo dell'appartenenza alla nazione e dello sforzo bellico. Il conflitto si insinua nelle vite dei giovani testimoni e tra le pieghe della memoria, irrompe e spezza la quotidianità, genera conseguenze negative. Il grande evento è per molti portatore di separazioni, rottura di legami familiari e affettivi, ma le "scritture bambine" lasciano affiorare insieme alla materialità dell'esistenza, il loro coinvolgimento, la fascinazione provata. La soglia domestica è oltrepassata dalla forza degli eventi, dalla martellante propaganda capace di far vibrare le corde dell'emotività, di spronare la partecipazione, mentre rappresentazioni e realtà si intersecano restituendo una duplice versione del conflitto bellico: "alla guerra lontana", di cui parlano le maestre e i tanti giornalini, fa da contro altare la "guerra vicina", quella vissuta nel quotidiano, che è diverso a seconda dell'appartenenza sociale e di genere. Nella maggioranza dei casi, le due dimensioni, quella della rappresentazione e dell'autorappresentazione, si intrecciano e le prime entrano a far parte dell'esperienza individuale e collettiva, producono emozioni, condizionano giudizi, favoriscono scelte, stimolano l'impegno.
14,00

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