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RUBBETTINO

Banditi a Orgosolo. Il film di Vittorio De Seta

di Antioco Floris

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 260

"Banditi a Orgosolo" è un film girato in Barbagia, nel cuore della Sardegna agli inizi degli anni Sessanta. Un lavoro lontano dai moduli produttivi tradizionali, realizzato da una troupe ridottissima e interpretato da attori non professionisti. Premiato come miglior esordio al festival di Venezia nel 1961, da subito ottiene riconoscimenti in tutto il mondo: a New York (1962) viene premiato perché è «un'opera creativa di eccezionale valore nel campo della cinematografia documentaria» e a Boston il premio per la miglior regia gli viene attribuito «per la qualità del risultato nella ricerca creativa col mezzo cinematografico». Martin Scorsese molti anni dopo l'uscita lo definirà un capolavoro indiscusso, ma ancora nel 1963 il critico di una rivista della Cuba di Castro e Che Guevara, recensendo il film scrive: «Se mi chiedessero quale regista sarebbe più utile per Cuba io direi Vittorio De Seta perché dimostra che il cinema è un'arma importante nella lotta per il futuro dell'umanità». Questo libro, progettato con lo stesso Vittorio De Seta quando era vivo, raccoglie i materiali che documentano la realizzazione di Banditi a Orgosolo - appunti, fotografie, la sceneggiatura desunta - introdotti da un saggio che analizza la pellicola e ripercorre la genesi del film e la sua ricezione.
18,00

Dove inizia l'Italia. La Locride raccontata dai viaggiatori

di Enzo Romeo

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 226

Una storia d'Italia all'incontrario, come le carte geografiche dei Musei Vaticani, con il Sud per una volta al di sopra del Nord. Raccontata attraverso i diari e i resoconti dei viaggiatori che hanno attraversato la Locride, dove - come scrisse Plinio - ha inizio l'Italia. Una frangia estrema della Penisola, oscura forse ai suoi stessi abitanti. Un territorio da cui provengono i maggiori tesori della Magna Grecia, patria del grande legislatore Zaleuco e culla del monachesimo bizantino. Ma anche luogo di sottosviluppo e povertà atavici, dove l'arretratezza alimenta la 'ndrangheta. A chi vuol comprendere vengono in soccorso gli stranieri dei grand tour, e non solo, approdati sulla costa fonica compresa tra Capo Bruzzano e Punta Stilo. Nelle loro pagine si riconoscono vizi e virtù di questa parte di Calabria, rimasti simili nei secoli. Valgono le parole di Guido Piovene: «Nessuna parte della Calabria è più bella di questa, del tutto sconosciuta ai più».
18,00

Giovanni Amendola. Una vita in difesa della libertà

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

Nel volume viene ripercorsa la vita culturale e politica di Giovanni Amendola a partire dagli anni giovanili del periodo «romantico». Collaboratore del «Leonardo» e de «La Voce», combatté la battaglia antipositivista avvicinandosi a Croce che offriva a quella «gioventù ribelle» un sistema completo di teoria della conoscenza. Completata la sua formazione al contatto con la filosofia classica tedesca, si avvicinò all'idealismo immanente fino a sviluppare una morale autonoma mutuata da Nietzsche. Passato al giornalismo professionista divenne uno dei più autorevoli commentatori politici da Roma per «Resto del Carlino» prima e del «Corriere delle Sera» poi. Comportatosi valorosamente in guerra come ufficiale di artiglieria, nel 1919 abbracciò la vita politica. Deputato della Democrazia Liberale si batté per riportare la crisi politico-sociale del paese nel quadro di una rinnovata vita democratica. Sottosegretario alle Finanze nel 1920, nel 1922 fu ministro delle Colonie nell'ultimo governo liberale. Rappresentante della nuova frontiera della «democrazia italiana» s'impegnò nella lotta antifascista ponendosi a capo della secessione parlamentare dell'Aventino nel tentativo di contrastare l'armatura totalitaria impressa dal regime. Fondatore del partito dell'Unione nazionale delle forze liberali e democratiche combatté il fascismo in nome di quella tradizione del Risorgimento in cui l'affermazione delle libertà civili e politiche erano definite come diritti dell'uomo e del cittadino nel quadro di uno Stato di diritto che si basava sul sistema parlamentare a salvaguardia del diritto delle minoranze. Più volte vittima della violenza politica, aggredito una prima volta a Roma nel 1923, subì a Montecatini il 20 luglio del 1925 l'ennesimo attentato che gli provocò gravissime ferite causa della morte sopraggiunta in esilio, il 7 aprile del 1926, a Cannes.
20,00

Nel salotto di Matera. L'incredibile storia di Egoitaliano & C.

di Adriano Moraglio, Piero Stano

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 120

Diventare imprenditore a sessant'anni, dopo essere andato in pensione. E costruire un'azienda tutta nuova, perdipiù al Sud e in un settore che stava attraversando un periodo difficilissimo, come molti in Italia, quello della produzione di divani e poltrone. Poteva riuscire una scommessa del genere? La risposta è sì ed è la storia di Piero Stano, fondatore nel 2007 di un'impresa chiamata "Egoitaliano". Un'azienda che nel nome e nella sostanza fa del "made in Italy" (dalle materie prime allo stile fino alla produzione) il suo tratto distintivo e dell' essere attiva a Matera, capitale della cultura nel 2019, il suo orgoglio (con lo slogan "Proud to produce in Matera"). In solo poco più di dieci anni l'azienda ha bruciato le tappe sino ad aderire al programma Elite di Borsa Italiana. Oggi dà lavoro a una cinquantina di collaboratori stabili, si avvale di architetti di fama internazionale e conta su un indotto produttivo locale fondato su quasi una decina di laboratori che danno lavoro ad alcune centinaia di persone. Egoitaliano esporta gran parte dei suoi divani e poltrone e si contraddistingue per i suoi prodotti in pelle, innovativi e tecnologici. Una storia di avanguardia in un settore maturo come quello del mobile imbottito, un altro esempio di imprenditoria familiare italiana e un segno di speranza che giunge dal Sud d'Italia.
14,00

Demopatia. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico

di Luigi Di Gregorio

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 314

Cosa è successo alle nostre democrazie? Perché vivono una crisi di legittimità e di performance proprio quando sembravano indiscutibilmente vincenti? A partire da numerosi sintomi, diffusi in tutto l'Occidente, il volume giunge a una diagnosi a largo spettro e perviene alla conclusione che la democrazia è affetta da demopatìa. È malata perché è malato il demos. E il demos si è ammalato "inevitabilmente", per una sorta di patologia autoimmune e degenerativa, che è il prodotto di mutamenti fortemente voluti in tutto l'Occidente. Il malessere democratico è il derivato della lunga transizione alla postmodernità: individualizzazione, perdita di senso sociale, fine delle metanarrazioni, crisi del sapere, delle istituzioni e delle autorità cognitive, narcisismo, nuove percezioni e concezioni di tempo e spazio, trionfo della sindrome consumistica e della logica totalizzante dell'"usa e getta" che ormai si applica in ogni ambito esistenziale. I grandi motori di questo cambiamento sono i mass media e le innovazioni tecnologiche. Hanno accelerato la transizione postmoderna, incrementando le logiche della società dei consumi: istinti, istanti, immaginario, neoreale mediatico più rilevante del reale "empirico", politiche simboliche che dominano sulle politiche reali, verità "diffuse" e personalizzate. La democrazia che ne deriva, mediatizzata e psicologica, sembra una sondocrazia permanente, i cui leader assumono le caratteristiche dei follower (inseguitori dell'opinione pubblica) e in cui l'opinione si fa emozione pubblica, tanto è diventata volatile e volubile in una dinamica istantanea. Le terapie proposte fin qui, per uscire dalla crisi, sembrano spesso velleitarie. Non si salva la democrazia immaginando retromarce della storia, evocando il ritorno a una presunta età dell'oro o confidando in individui iper-razionali che non esistono. C'è una sola strada percorribile: fare i conti con noi stessi. Se non si parte dal demos, non esiste cura democratica.
18,00

Declino e tramonto della civiltà occidentale. Studi sulla caduta dell'idea di progresso nella cultura europea

di Giuseppe Bedeschi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 146

Per alcuni secoli la cultura occidentale ha nutrito, con poche eccezioni, una ferma fede nel progresso: cioè essa ha creduto che il cammino della nostra civiltà fosse un cammino ascendente e inarrestabile, che avrebbe accumulato conquiste (non solo scientifiche e tecniche, ma anche morali e politiche) sempre più elevate. Sarebbe sorto così un mondo sempre più degno dell'uomo. Nel Settecento l'idea di progresso si è imposta largamente nel modo di concepire la storia, grazie all'Illuminismo. Nella prima metà dell'Ottocento tale idea si è rafforzata, e ha finito per dominare quasi tutte le manifestazioni della cultura occidentale (basti pensare alle dottrine di Hegel, di Marx, di Saint-Simon, di Comte). Ma già nella seconda metà dell'Ottocento tale idea è entrata in crisi (per Burckhardt la storia non ha un fine né una meta), e tale crisi si è aggravata nel Novecento, il secolo che ha avuto due spaventose guerre mondiali e che ha visto la tragica parabola dei totalitarismi. Questo libro documenta la demolizione dell'idea di progresso fatta da pensatori del calibro di Max Weber, Freud, Pareto, Ortega y Gasset, Jaspers, Nietzsche, Spengler, Adorno e Horkheimer, per giungere a Benedetto Croce e a Raymond Aron. Ne esce un quadro di enorme interesse, nel quale si intrecciano motivi più che mai attuali per noi che viviamo nel XXI secolo, foriero di nuove tragedie e di nuove inquietudini.
15,00

Le rivoluzioni: miti e realtà

di Luciano Pellicani

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 210

Sono qui analizzate le radici ideologiche di quella che, per ben due secoli, è stata la Grande Illusione che ha dominato la scena mondiale alimentando formidabili passioni politiche e travolgenti movimenti di massa: la rivoluzione come potenza demiurgica capace di capovolgere il"mondo capovolto"e di creare "un Regno di Dio senza Dio" attraverso la purificazione della società borghese, corrotta e corruttrice.
15,00

Il paradosso di papa Francesco. La secolarizzazione tra boom religioso e crisi del cristianesimo

di Luca Diotallevi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 263

Come è possibile che il Papa abbia successo e la Chiesa cattolica sia in crisi? In questo suo ultimo libro, Luca Diotallevi affronta il problema da un punto di vista diverso da quello usuale: cosa sono diventati la società contemporanea, la religione contemporanea, la Chiesa contemporanea, il papato di oggi e il cattolicesimo di oggi? Perché quello che sembrava impossibile è invece divenuto reale? Perché il Papa ha successo e la Chiesa no? Per affrontare il "paradosso di Francesco" l'autore propone di liberarsi non della idea di "secolarizzazione", ma dei luoghi comuni che hanno caratterizzato il concetto classico (oppure: tradizionale) di secolarizzazione. Allora diventa comprensibile perché in una società più secolarizzata circola più religione (non meno), o perché la laicità non se la passa meglio delle vecchie confessioni religiose. Tutto questo avviene perché la società è oggi una "cosa" diversa da quella che aveva funzionato fino ai "lunghi anni '60" (del Novecento) e che ci si era illusi funzionasse anche nei decenni successivi. Così anche la religione è diventata una "cosa" diversa. Alcune possibilità si sono chiuse e molte altre si sono aperte. In questo spazio di cambiamento il paradosso di Francesco diventa meno enigmatico e meno enigmatiche le alternative.
15,00

Torino. Economia, governo e spazi urbani in una città in trasformazione

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 139

Nell'ultimo quarto di secolo Torino è profondamente cambiata, rispetto a quando era una città-fabbrica caratterizzata da modelli organizzativi rigidi e da una relativa semplicità della sua struttura socioeconomica interna. Questo volume si sofferma sui mutamenti a livello economico e occupazionale, ma anche sulle rilevanti trasformazioni urbanistiche, sui cambiamenti intervenuti nella geografia sociale, nelle forme di governance urbana e di partecipazione pubblica, nella sfera culturale. Le analisi su Torino vengono condotte sia a un livello quantitativo (anche attraverso frequenti comparazioni con altre città) sia a un livello qualitativo. La prospettiva analitica, inoltre, viene di frequente allargata alla "vera" metropoli torinese, quella cioè che include la cintura metropolitana, pur con approfondimenti - specie per taluni ambiti tematici - sul suo "cuore", ossia sul capoluogo.
14,00

Napoli. Persone, spazi e pratiche di innovazione

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 132

Tradizione e innovazione, locale e globale, particolare e universale: sono le dimensioni che guidano la lettura di Napoli presentata in questo volume. La porosità e la complessità di questa realtà urbana, difficilmente indagabili attraverso un'analisi lineare, spingono l'attenzione sul piano dei contrasti che ne segnano il profilo socio-culturale, economico e anche urbanistico. A Napoli il centro storico convive con i grattacieli del centro direzionale, così come il sacro e il profano, il passato e il presente, il legale e l'illegale, il morto e il vivo dividono gli stessi spazi. Concentrando l'attenzione sull'ultimo trentennio, il volume propone alcuni spaccati di questa complessità partendo dalle dinamiche socio-demografiche e dai principali eventi che hanno interessato la città in questi anni. I contrasti che ne segnano la storia recente vengono poi colti attraverso le pratiche e gli attori che popolano spazi diversi (il centro antico e la periferia urbana); attraverso l'evoluzione del rapporto tra famiglie camorriste e territorio; le forme tradizionali e innovative in cui il turismo punta al rilancio della città; le narrazioni, gli stereotipi e le rappresentazioni proposte dalla produzione artistica e culturale.
14,00

Milano. Città poliedrica tra innovazione e sostenibilità

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 139

Si vuole qui evidenziare, in una chiave sociologica, i tratti costitutivi della città di Milano. Da sempre la metropoli è nodo, porta di accesso dell'intero Paese all'economia globale, e la sua polisettorialità è diventata il tratto distintivo che le ha permesso di attrarre flussi di persone, merci e risorse dall'esterno. La città, tuttavia, vive una forte contraddizione. Da una parte, geograficamente e politicamente, Milano si colloca all'interno della dorsale di sviluppo urbano - la cosiddetta Blu Banana - che collega molte delle capitali dal sud al centro-nord dell'Europa, dall'altra, è una città relativamente piccola rispetto a molte altre capitali europee ed è comunque una second city, al pari di Birmingham, Barcellona, Lione con conseguenze soprattutto sulla capacità di egemonia politica. Nonostante questo rimane il fatto che, da sempre, Milano è riuscita continuamente a trasformarsi nel tempo come modello di innovazione, trasformazione e cambiamento, proponendo nel panorama italiano, negli ultimi decenni, il cosiddetto modello-Milano. Il libro presenta le modalità e le caratteristiche che questo modello propone e al contempo evidenzia quali possibili criticità e problematicità questo nuovo rinascimento urbano può creare.
14,00

Storia e cultura dei Brettii

di Pier Giovanni Guzzo

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2019

pagine: 275

Tra i Greci, che ne avevano fatto un fulcro della loro Magna Grecia, ed i Romani, che ne avevano sfruttato le risorse, i Brettii hanno svolto un ruolo storico terzo nella storia antica della Calabria. Hanno vissuto nelle selve che ricoprivano la regione vivendo di pastorizia e di rapine: fino a quando, ribellatisi ai Lucani dei quali erano servi, hanno preso nelle proprie mani la loro fortuna. Resisi autonomi e liberi, hanno combattuto contro Greci e Romani, hanno prestato servizio mercenario, hanno raccolto ricchi bottini in fortunate razzie. Ma la loro struttura interna era debole, divisa tra cantoni ognuno indipendente dagli altri, quando non in frizione reciproca. E non mancavano contrasti sociali interni, tra "ricchi" e "poveri". L'alleanza con Annibale dopo la battaglia combattuta a Canne e disastrosa per i Romani provocò la loro definitiva sconfitta da parte della spietata macchina da guerra che era la Repubblica Romana.
15,00

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