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SE

Piccolo galateo erotico per fanciulle

di Pierre Louÿs

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 89

Con uno scritto di Alberto Capatti.
13,00

Trattato sull'emendazione dell'intelletto-Principi della filosofia di Cartesio. Pensieri metafisici

di Baruch Spinoza

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

«Dopo che l'esperienza mi ebbe insegnato», così Spinoza apre il"Trattato sull'emendazione dell'intelletto", «che tutto ciò che spesso ci si presenta nella vita comune è vano e futile - e vedendo come tutto ciò che temevo direttamente o indirettamente non aveva in sé niente di buono né di cattivo se non in quanto l'animo ne veniva commosso, decisi infine di ricercare se ci fosse qualcosa di veramente buono e capace di comunicarsi e da cui solo, respinti tutti gli altri falsi beni, l'animo potesse venire affetto; meglio ancora, se ci fosse qualcosa tale che, trovatolo ed acquisitolo, potessi godere in eterno di continua e grandissima felicità». I tre scritti qui presentati sono le prime tappe di questa grandiosa ricerca di Spinoza, ispirata dall'«amore per una cosa eterna e infinita che nutre l'animo di sola letizia, priva di ogni tristezza». Due di essi furono editi dallo stesso Spinoza: i "Princìpi della filosofia cartesiana" vennero infatti pubblicati ad Amsterdam nel 1663, in un volume del quale facevano parte anche i Pensieri metafisici, presentati come appendice dello scritto precedente. Fu questa l'unica pubblicazione che uscì sotto il nome di Spinoza durante la vita dell'autore. L'altra opera edita durante la sua vita, il "Trattato teologico-politico" (1670), uscirà infatti anonima. Il terzo scritto qui tradotto, il "Trattato sull'emendazione dell'intelletto", venne pubblicato per la prima volta tra le "Opere postume" di Spinoza (Amsterdam 1677) dagli amici dell'autore, insieme con l'"Etica", il "Trattato politico", alcune lettere e una grammatica ebraica. Il breve, ma importantissimo scritto era rimasto incompiuto. Gli editori, nel presentarlo, invitavano il lettore a scusarne ciò che vi si sarebbe incontrato di non rifinito, di oscuro, di appena abbozzato. Malgrado questo, il "Trattato" rappresenta una delle vette del pensiero seicentesco. Prefazione di Ludovico Meyer.
24,00

La ribellione delle masse

di José Ortega y Gasset

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 248

"C'è un fatto che, bene o male che sia, è decisivo nella vita pubblica europea dell'ora presente. Questo fatto è l'avvento delle masse al pieno potere sociale. E poiché le masse, per definizione, non devono né possono dirigere la propria esistenza, né tanto meno governare la società, questo significa che l'Europa soffre attualmente la più grave crisi che popoli, nazioni, culture possano patire. Questa crisi si è verificata più d'una volta nella storia. La sua fisionomia e le sue conseguenze sono note. Se ne conosce anche il nome. Si chiama la ribellione delle masse". Il libro di Ortega y Gasset, "La ribellione delle masse", appartiene a quella categoria di opere nelle quali meglio viene riconosciuto lo sforzo che un'epoca compie nel desiderio di decifrarsi, di vedere in sé i segni del proprio destino.
25,00

Sguardi sul passato

di Vasilij Kandinskij

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 78

"Guardo spesso indietro nel mio passato e mi dispera il tempo che ho impiegato a trovare questa soluzione. Ho una sola consolazione: quella di dirmi che mai ho potuto usare forme procedenti da vie logiche, ma solo quelle che un interno impulso faceva nascere in me. Mai ho potuto 'combinare' una forma: ogni forma voluta mi ripugnava. Quelle di cui mi sono servito nascevano spontaneamente, mi si presentavano già pronte davanti agli occhi, non mi restava che copiarle; oppure si formavano mentre lavoravo e spesso avevano il potere di sorprendermi. Con gli anni appresi a guidare un poco questa forza creatrice. Mi sono esercitato a non lasciarmi, semplicemente andare, ma a dirigere e a frenare la forza che opera in me. Con gli anni ho imparato che il lavoro con il batticuore, un senso di oppressione al petto e di angoscia in tutto il corpo, con dolori intercostali, non basta. Può salvare l'artista ma non la sua opera. Il cavallo porta il cavaliere con forza e velocità, ma il cavaliere guida il cavallo. Il talento trascina l'artista con forza e rapidità verso grandi altezze, ma l'artista conduce il suo talento".
12,50

Milton. Testo inglese a fronte

di William Blake

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 187

21,00

Sguardo sulla mia vita

di Lou Andreas-Salomé

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 204

"'Cara Lou, tu 'sai e comprendi'; potessi per un secondo vedere con i tuoi occhi, come credo tu veda, essere l'Altro che riconosce', scriveva Rainer Maria Rilke da Parigi il 26 giugno 1914, auspicando per sé quanto il pensiero dell'amica praticava per virtù innata: quel movimento dall'Io all'Altro che ricongiunge l''Erlebnis', l'esperienza interiore, con una sua più vasta comprensione. Da un simile movimento deriva, a ben vedere, anche la peculiare difficoltà della sua scrittura che, sprezzando i confini dei generi letterari, muove dal registro teorico all'evocazione lirica, dalla prosa narrativa a quella saggistica, assecondando un'intertestualità che è innanzi tutto prassi ermeneutica, un infinito rilanciare l'atto della comprensione. Così, scrivere di sé significa, al contempo, scrivere dell'Altro; così, scrivere dell'Altro significa, al contempo, scrivere di sé, trasformando la distanza - cruciale parola nel lessico di Andreas-Salomé - in un'inedita vicinanza. Nel solco di un simile, periglioso movimento fra polarità opposte si dischiude lo 'sguardo sulla vita' di un'autobiografia dalla forma quanto mai insolita, a priori inconclusa, radicalmente sperimentale nel suo sforzo di attingere alla comprensione ovvero alla verità. Ciò che la scrittura di sé intraprende in queste pagine autobiografiche, scritte perlopiù fra il 1931 e il 1932, è dunque meno un viaggio a ritroso attraverso i ricordi personali, che non una rappresentazione dei medesimi affinché, nel loro disegno, si possa ricomporre una immagine fondamentale della Vita." (Amelia Valtolina)
22,00

Punto e linea nel piano. Contributo all'analisi degli elementi pittorici

di Vasilij Kandinskij

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 183

"Come un esploratore che si addentra in terre nuove e sconosciute, noi facciamo scoperte nella 'vita quotidiana', e l'ambiente che ci circonda, altrimenti muto, comincia a parlare una lingua sempre più chiara. I segni morti divengono così simboli vivi, e ciò che è morto acquista vita. Naturalmente anche la nuova scienza dell'arte può sorgere solo se i segni diventano simboli e l'occhio vigile e l'orecchio attento consentono il passaggio dal silenzio alla parola. Chi non è in grado di farlo, è meglio che lasci perdere l'arte, 'teorica' e 'pratica' - il suo impegno per l'arte non creerà mai un ponte, ma allargherà sempre più la frattura che oggi esiste tra l'uomo e l'arte. Proprio uomini simili oggi si adoperano per mettere un punto conclusivo dopo la parola 'arte'". Con uno scritto di Elena Pontiggia.
22,00

La filosofia del boudoir

di François de Sade

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 191

Roland Barthes ha fatto notare che si viaggia molto in certe opere di Sade: assolutamente statica è invece la scena in "La filosofia nel boudoir", dove il viaggio è respinto nell'antefatto. Il luogo impenetrabile della solitudine libertina, che è in tutte le opere di Sade, l'ambiente segreto del delitto e della trasgressione, non è qui la Fortezza, la Cella, il Sotterraneo, il Convento, l'Isola Inaccessibile, ma il "delizioso boudoir" di Madame de Saint-Ange trasformato in aula per le lezioni del precettore Dolmancé, maestro di lussuria e di crimine. Ai tre protagonisti si aggiungono manichini su cui "applicare" le lezioni teoriche, il cavaliere de Mirvel, i due domestici Augustin e La-pierre e Madame de Mistival.
21,00

Monsieur Teste

di Paul Valéry

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 116

"L'ascendenza cartesiana di Teste non ha bisogno di essere provata. Valéry stesso si riferisce più volte al suo eroe come al «mio cogito» [...]. L'operazione di Valéry è, però, ben più che una semplice ripresa dell'esperienza cartesiana del cogito. La ripresa che egli attua è, infatti, nello stesso tempo, una decostruzione, in virtù della quale ciò che era un principio e un fondamento diventa una finzione teatrale e un limite impossibile. Più volte Valéry insiste sull'aspetto funzionale e operazionale del suo «ego» contro ogni rischio di sostanzializzazione. Ciò che egli cerca - leggiamo in un passo che documenta la nascita stessa del sistema di Valéry - è «spingere all'estremo la funzione dell'Io, e non la sua personalizzazione» [...]. E allora evidente che il suo «ego» - a differenza di quello di Descartes, che si è «lasciato incantare dallo sguardo di Medusa del verbo Essere» - non può aprire alcun varco sull'essere. Al «penso, dunque sono» cartesiano, la testa oracolare che Valéry situa nell'isola immaginaria di Xiphos (che potrebbe ben essere la patria di Teste) oppone il suo: «io non sono; io penso»." (Dallo scritto di Giorgio Agamben)
19,00

Diario del seduttore

di Sören Kierkegaard

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 154

"Kierkegaard ha distinto tre momenti ideali nel ritmo del suo pensiero: lo stadio estetico, quello etico e quello religioso. "Il Diario del seduttore" appartiene agli scritti più tipici del momento estetico e costituisce insieme al geniale commento del "Don Giovanni" mozartiano - uno dei capitoli centrali di "Enten-Eller" (1843) o "Aut-Aut". Nello sviluppo della filosofia esistenziale kierkegaardiana, che è una filosofia della scelta tra diverse possibilità di vita, i primi due momenti vengono superati, sotto la spinta della noia, della malinconia, o dell'imperscrutabile fede, per sfociare nell'unico stadio che abbia validità assoluta: quello religioso. Kierkegaard ha infatti dichiarato che le sue opere estetiche non sono che una maschera, una scenografia letteraria che fa da sfondo a quella che è la sua vocazione dominante e unica di scrittore religioso. Dobbiamo credergli? Questa interpretazione coincide anche con l'immagine che la tradizione storica ha fissato di Kierkegaard, ma, pur nell'ipotesi che negli scritti estetici Kierkegaard si celi, con un'abile regia, dietro una maschera, vale la pena di chiedersi perché e come egli abbia indossato quella maschera. Nell'estetica di Kierkegaard non incontriamo teorie sul bello o sull'arte, bensì figure di gaudenti e di esteti che vogliono gustare dalla vita il massimo piacere, creando un'opera d'arte dalla loro stessa esistenza." (Dalla postfazione di Remo Cantoni)
20,00

Note del guanciale

di Sei Shõnagon

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 325

"Sei Shõnagon scrisse le "Note del guanciale" alla fine del X secolo: aveva circa trent'anni ed era dama di corte dell'imperatore Sadako. Fu quello il periodo di maggior fulgore per i Fujiwara e Sei Shõnagon, protetta dall'Imperatrice, poté manifestare il suo genio, gareggiando in talento, intelligenza, sensibilità e cultura con numerose altre argute, belle e sapienti dame. Nei trecentodiciassette capitoli delle "Note del guanciale", lunghe descrizioni sulla vita di corte si alternano a rappresentazioni di persone e di luoghi, a rievocazioni di amori appassionati, a celebrazioni della bellezza di eventi e di fenomeni naturali, e tutto viene filtrato dal vaglio dell'eccezionale sensibilità di Sei Shõnagon." (Yukio Mishima)
29,00

La ragazza di nome Giulio

di Milena Milani

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2017

pagine: 232

« Quel personaggio incandescente che era la ragazza Giulio» dice Milena Milani «mi faceva paura, perché sentivo che per molta gente sarebbe stato motivo di scandalo, e di vergogna. [...] Quella ragazza che portava un nome maschile, che aveva in sé un'insoddisfazione esistenziale, perché era una creatura incompleta, che ricercava Dio, che voleva sapere che cosa era il peccato, e che infine approdava alla solitudine, ora esisteva nelle trecento pagine del libro, e io timidamente lo consegnai all'editore». Si era nel 1962: La ragazza di nome Giulio apparve soltanto nell'aprile 1964, venne presto sequestrato e successivamente fu al centro di un clamoroso processo: «Ricordo quella mattina in cui il poeta Ungaretti, giunto a Milano, venne a testimoniare per me. Io, sul banco degli imputati, avevo una gonna troppo corta e il mio avvocato mi faceva segno ogni momento di coprire le ginocchia. [...] A Ungaretti fu chiesto com'ero io moralmente. Il vecchio poeta disse che gli risultava che non mi piacessero nemmeno le barzellette». L'autrice venne condannata «alla pena della reclusione per mesi sei e lire centomila di multa» per offesa al comune senso del pudore, e solo nel 1967, al processo di appello, fu assolta con formula piena. Il romanzo potè tornare in circolazione e per molti anni lettori e critici italiani si schierarono su due opposti versanti, mentre all'estero il valore del libro fu subito riconosciuto. « La ragazza di nome Giulio è di nuovo presente nelle librerie,» scrive Milena Milani nella Nota «e altri lettori, maschi e femmine, potranno amarla o detestarla, appassionarsi alle sue vicende esistenziali, oppure disprezzarla, rifiutarla. La società, oggi, dovrebbe capire un personaggio come la ragazza di nome Giulio, che ha precorso i tempi. Mi auguro che sappia accettare questa storia, i problemi del sesso e dell'anima, eterni come il mondo». Con uno scritto dell'autrice.
24,00

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