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Sellerio Editore Palermo

Coriolano della Floresta

di Luigi Natoli

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 1758

«La fucilata rimbombò nel silenzio della notte, echeggiò fra le rocce della montagna che sorgeva nera e massiccia nella purezza del cielo, dolcemente soffuso del chiarore lunare. «Era una notte di settembre. La luna, alta e piena, illuminava tutta quanta la chiostra delle montagne che recingono la Conca d'Oro palermitana, gettava un velo argenteo... ». Se c'è qualcuno che sa creare il clima dell'avventura e immergerlo nei colorati contrasti della Palermo storica, fino ad assorbirne tutti i dolori e le feste, questi è Luigi Natoli. "Coriolano della Floresta", pubblicato nel 1914, è il seguito dei "Beati Paoli": dopo il romanzo storico che aveva inventato la setta dei Giustizieri sulla cui verità immediatamente «il popolino» aveva proiettato la propria speranza di giustizia, ecco il romanzo popolare che alimentava la meraviglia dei lettori (e dei narratori orali che ripetevano la saga per chi non sapeva leggere). Ma se il favoloso per avere presa deve iniziare dal reale, così la raffigurazione storica sociale e psicologica, di ambienti individui e moltitudini, distingue questi romanzi da tutti gli altri prodotti della letteratura cosiddetta popolare. La trama si articola intorno all'amore contrastato tra Cesare Brancaleone e Giovanna Oxorio, discendenti da famiglie divise da un segreto che affonda nel passato. Protegge occultamente i due giovani Coriolano della Floresta, capo della setta tenebrosa degli Incappucciati, che nei decenni si è velato dietro false identità. Ma il tema del matrimonio negato è solo il filo che lega le innumerevoli avventure da giustiziere del capo dei Beati Paoli, che movimentano il romanzo avanti e indietro nel tempo. Ed è soprattutto su queste avventure che si concentra l'autore, riunendo l'agilità narrativa e il fervore storico. Luigi Natoli, con perfetta ambientazione di luoghi e grandi eventi, fa correre i suoi personaggi attraverso cinquant'anni, dal 1722 al 1773: epoca di guerre dinastiche e miserie popolari, in cui la Sicilia è il boccone di appetiti potenti. Ma è chiaro che nelle sopraffazioni e nelle rivolte che racconta egli voglia additare anche le miserie presenti dell'isola.
25,00

L'uomo che inventò i Beati Paoli

di Gabriello Montemagno

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 228

I Beati Paoli sono stati un fenomeno sociale prima che culturale: un prodotto letterario diventato la verità in cui un popolo identificava la propria storia. "L'uomo che invento i Beati Paoli" è la monografia (rielaborata e ampliata da un volume precedente) su Luigi Natoli detto William Galt, il fautore di tale impresa. La vita di un uomo che lavorò a 31 romanzi e 330 racconti storici, a una quindicina di testi teatrali, più poesie, saggi storici e critici; le finalità pedagogico-politiche di un idealista democratico e mazziniano; le fonti e la genesi delle sue trame storiche; il successo popolare accompagnato dall'insensibilità della cultura alta; la riscoperta; l'espansione dell'opera nei mezzi di massa e nell'immaginario comune.
13,00

Bianco tenebra. Giacomo Serpotta, il giorno e la notte

di Luca Scarlini

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 149

«Di bianco e oro sono le trame dei sogni di stucco, custoditi nei luoghi oscuri e riparati dalla pioggia e dal sole, perché le intemperie sono nemiche della materia. Bisogna salire scale e scenderne, entrare in vicoli stretti, in cui i panni schioccano al vento, per essere ricompensati dalla visione di creature ridenti e acrobatiche, che incorniciano fatti seri e drammatici, opere di fede e misericordia, battaglie di cristiani, turchi e pirati di Barberia, che alla marina si presentavano anche troppo spesso, nel Settecento, sulle coste di Sicilia, a predare persone, destinate alla schiavitù o alle complicate pratiche del riscatto».
12,00

Molti fuochi ardono sotto il suolo. Di terremoti, vulcani e statue

di Marcello Carapezza

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 321

Chimico e vulcanologo di rilievo internazionale, distingueva Marcello Carapezza (1925-1987) l'unire la natura di scienziato e di umanista. «Io e Marcello - così Andrea Camilleri ricorda l'antica amicizia - ci facevamo una grandissima simpatia ed avevamo una sorta di affinità elettiva sia per gusti pittorici che letterari; passavamo lunghe ore a camminare parlando di arte e di letteratura. Solo dopo ho saputo che gli interessi di studente di Marcello non erano di indirizzo letterario. Fu per me una rivelazione sapere che era studente in chimica». Questi scritti, che commemorano il trentennale: della morte, «spaziano dai commenti in occasione delle emergenze sismiche e vulcaniche, alle proposte concrete per tutelare i beni culturali e ambientali; dagli articoli sui risultati di ricerche originali, ai saggi di divulgazione scientifica e di storia della scienza - scrive Franco Foresta Martin nell'Introduzione. Risultano legati da un filo comune: la Sicilia».
14,00

La rete di protezione

di Andrea Camilleri

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 291

"Una quotidianità sventatamente rapinosa, da fiera o luna park, sconcia Vigàta. Il villaggio è diventato il set di una fiction prodotta da una televisione svedese. Per falsare il paesaggio urbano e riportarlo indietro, fino agli anni Cinquanta, i tecnici si sono ispirati ai filmini amatoriali recuperati dalle soffitte. La mascherata cinematografica prevede di coinvolgere persino il commissariato, messo a rischio di subire l'oltraggio di un'insegna che lo dichiara «Salone d'abballo». Un'eccitazione pruriginosa monta attorno alle attrici svedesi e minaccia gli equilibri coniugali. Durante il ricevimento per il gemellaggio tra Vigàta e la baltica Kalmar arriva anche il finger food. Montalbano ribolle d'insofferenza; gli appare «tutto fàvuso». Temperamentoso com'è, cerca luoghi solitari. E tiene testa alla situazione. Dalla polvere di scartoffie dimenticate sono emersi, durante la ricerca delle domestiche pellicole d'epoca, sei filmini datati che, per sei anni di seguito, sempre nello stesso giorno e nello stesso mese, riprendono con ossessione il biancore ottuso di un muro. Montalbano è sfidato a leggere dentro quello spazio vuoto e rituale la trama, il giallo che si dà e si cancella: angosciosamente schivo ed enigmatico; forse intollerabile. Diversamente peritosa è l'altra inchiesta che, attraverso un episodio di bullismo misteriosamente complicato da una incursione armata a scuola, porta Montalbano a misurarsi generosamente (lui non più giovane) con l'intensità sagace e luminosa di adolescenti che socializzano attraverso skype; e, con lo slancio fiducioso di nuovi argonauti, affidano la loro fragile tenerezza all'avventura della rete. Fra argute intemperanze e astuzie varie, Montalbano riafferma le sue qualità rabdomantiche che lo fanno archeologo di trame sepolte e di esistenze nascoste, oltre che sottile e lucido analista di quella «matassa 'ntricata che è l'anima dell'omo in quanto omo». Irritato dalla volgarità geometrica e aggressiva del falso, si prodiga per risolvere due casi delicatissimi collocati in quella plaga morale, labile e sfumata, che non rende mai del tutto colpevoli o del tutto innocenti ed esige indagini riguardose ed emozionalmente partecipi: tra 'protezione' e verità rivelata (ovvero scoperta e di nuovo velata, per non renderla insopportabile o sconvenientemente perniciosa). Non stupisce che Montalbano, in questo grande romanzo dell'introspezione, e del confronto pensoso con il disagio, si dichiari lettore e ammiratore della commedia di Jean Giraudoux, 'La guerra di Troia non si farà'; e citi la battuta con la quale Ulisse si congeda da Ettore, ricordando le rispettive mogli per rendere intimamente credibile la solidarietà data affinché la guerra non ci sia: non è questione di semplice 'noblesse', di generica nobiltà d'animo, dice; e tira fuori la carta segreta: 'Andromaca ha lo stesso battito di ciglia di Penelope'." (Salvatore Silvano Nigro)
14,00

Il morto in piazza

di Ben Pastor

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 410

Roma 1944, giugno. La Città eterna è liberata. Si ritirano le truppe della Wehrmacht. Il giovane tenente colonnello dell'Abwehr (il controspionaggio dell'esercito) Martin von Bora si avvia, non senza rimpianto per ciò che lascia, a raggiungere un comando operativo. Lo blocca il suo vecchio generale che gli affida una missione ad altissimo rischio. Si tratta di recuperare dei documenti brucianti, e i risultati dovrà riferirli solo al suo superiore e a nessun altro, a qualunque costo. Mussolini, subito prima di lasciare la prigionia di Campo Imperatore preso in custodia dai tedeschi, ha affidato a un confinato della zona, suo conoscente, una corrispondenza segretissima e compromettente per tutti. Sono delle lettere cui danno la caccia sia gli Inglesi sia il temibile servizio segreto delle SS. Martin deve precederli, pena conseguenze devastanti per l'Italia e distruttive anche per le dissidenze antinaziste interne all'esercito. Nel paesino di Faracruci, sul Gran Sasso, a poca distanza dall'ex prigionia del dittatore, egli rintraccia l'avvocato Borgonovo, un milanese, ex interventista, ex amico del capo del fascismo, poi divenuto influente esponente dell'antifascismo, perciò ristretto in montagna, al confino, da molti anni. Le pressioni crescenti su di lui non lo convincono a cedere il suo tesoro. Entrambi sanno che, qualunque sia l'esito, l'avvocato dovrà essere eliminato, eppure tra Bora e Borgonovo si stringe una sottile comunanza, di ironia, di umanità, di cultura, di onore. A distrarre il destino segnato, si intromette il cadavere di un giovane sconosciuto, trovato una mattina nella piazza del paese. Bora inizia a indagare, mentre le atmosfere e i segreti di un isolato paesino di montagna piombato nella guerra lo avvolgono come nebbia. Intuisce un legame con il suo incarico di intelligence. Con l'ufficiale tedesco, da lontano, senza parere, collabora a svelare il pericoloso enigma l'avvocato milanese. In lui si riflette, per la sua storia e per la sua cultura, quella borghesia italiana che si lasciò trascinare in buonafede per poi ribellarsi. Così come in Bora - soldato d'alta scuola, nobile integralmente europeo e autenticamente tedesco, diviso tra il disprezzo del nazismo e la fedeltà al giuramento - si raffigura l'aristocrazia militare tedesca irretita da Hitler che troppo tardi comprese l'orrore.
15,00

Angelica e le comete

di Fabio Stassi

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 136

Un libraio d'antiquariato nel quartiere di San Lorenzo a Roma che ricorda un vecchio angelo di Frank Capra. Un bibliotecario che soffre di uno strano malessere. Una lettera di Gesualdo Bufalino. E un libro magicamente ritrovato: il primo che Fabio Stassi avrebbe voluto scrivere, ma che ha sempre rimandato. Eppure sul frontespizio c'è il suo nome. Sotto a un titolo misterioso: Angelica e le comete. Vi si narra di una compagnia di marionette in viaggio che se ne va in giro lungo le coste della Sicilia su un carro zeppo di pupi, paladini e saraceni ma anche diavoli, ippogrifi, angeli, cinquanta attori di legno, tutti tenuti a lustro con scimitarre fiammanti ed elmi e pennacchi multicolori. Il padrone è Lo Spagnolo, scontroso ed esigente: conosce tante lingue ma non sa leggere. Lo aiuta Bruciavento, un gigante dal passato burrascoso. Ma la vera attrazione del teatro è una donnina dalle dimensioni di una marionetta, che le comari del suo paese pensavano fosse figlia del diavolo o della Luna. È «la sola Angelica in carne e ossa di tutto il Regno» e anche se il padrone la maltratta a lei basta ballare, mentre tutte le altre marionette la amano. Soprattutto una, un piccolo legno senza voce e senza armatura: Ardesio. Un giorno il carro dello Spagnolo arriva nel paese di Kalamet, proprio al tempo in cui un'altra carovana passa per l'Isola: Garibaldi e i suoi Mille. Questa storia ariostesca di donne cavalieri d'armi e d'amori, di cortesie e audaci imprese, è una favola triste, una pantomima di parole che sanno di infanzia e di tradizione, di malinconia e magia, quella che solo un teatro di marionette come l'opera dei pupi può dare. «In poco tempo, chi assisteva allo spettacolo non si sentì più in uno sconosciuto villaggio del Regno delle Due Sicilie, davanti all'opera dei pupi, ma si credette proprio lì, nei pressi dell'azione, a Roncisvalle, nei panni di un paladino».
12,00

Lettera agli ateniesi. Testo greco a fronte

di Giuliano l'Apostata

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 97

"Ha senso riproporre oggi l'opera dell'imperatore Giuliano dai cristiani detto «l'apostata »? Lo scritto di lui che qui presentiamo è il suo manifesto programmatico diramato al momento della presa del potere dopo che l'esercito aveva 'liquidata' il suo predecessore nonché congiunto, Costanzo II (autunno 361 d. C.). Nello spirito del suo vagheggiamento dell'antica cultura greca, Giuliano sceglie di indirizzarsi ad alcune città greche, simbolo di un glorioso passato remotissimo ma a suo modo tuttora vivente: Atene, Sparta, Corinto (Zosimo, III, 10, 4). Atene aveva ancora le sue istituzioni plurisecolari, «il Consiglio (Boulé) e l'assemblea popolare», che funzionavano senza avere più il senso e il peso che avevano secoli prima. Ma era pur sempre un luogo di cultura significativo: se, due secoli dopo Giuliano, Giustiniano sentirà il bisogno - nel suo rigido dogmatismo - di chiudere la scuola neoplatonica di Atene, ciò vuol dire che essa significava qualcosa, qualcosa di disturbante per il cristianissimo marito della non meno devota Teodora."(Luciano Canfora)
12,00

Appunti per un naufragio

di Davide Enia

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 211

Lampedusa, da lepas, lo scoglio eroso dalla furia degli elementi, che resiste nella vastità del mare aperto. Oppure Lampedusa da lampas, la fiaccola che risplende nel buio, che sconfigge l'oscurità. Su questa isola protesa a sud, tra Africa e Europa, Davide Enia guarda in faccia chi arriva e chi attende, e narra la storia di un naufragio individuale e collettivo. Da un lato una moltitudine in movimento, che attraversa intere nazioni e poi il Mar Mediterraneo, in condizioni al di là di ogni immaginazione. Dall'altro, a cercare di accoglierla, un pugno di uomini e donne sul confine di un'epoca e di un continente. Nel mezzo si è posto l'autore stesso, per raccontare la scoperta di ciò che accade davvero in mare e in terra, e il fallimento delle parole che si inabissano nel tentativo di comprendere i paradossi del presente. A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi, Enia dà voce ai volontari, agli amici d'infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull'isola. E mette a nudo le conseguenze emotive di questa realtà toccante e sconcertante, soprattutto nel rapporto con il padre, medico da poco in pensione, che accetta di recarsi con lui a Lampedusa. Ritrovarsi assieme a testimoniare il dolore pubblico di quelli che approdano e di coloro che li salvano dalla morte, accanto a quello privato della malattia dello zio, li spinge a reinventare un rapporto, a forgiare un nuovo e inedito dialogo che si sostituisce ai silenzi del passato. «Ho frequentato Lampedusa per anni. Ho visto sbarcarvi qualche migliaio di persone, ho incontrato il personale medico e gli uomini della Guardia Costiera, ho mangiato a casa dei residenti, sono uscito in barca con i pescatori, ho ascoltato ragazzi sopravvissuti alla traversata e ho dialogato con i testimoni diretti». In "Appunti per un naufragio" emerge la vera storia di persone accomunate dall'esperienza della fragilità della vita, che come una rivelazione spinge ognuno verso un nuovo approdo, verso l' ascolto e la scoperta dell' altro.
15,00

Storia di Maria Antonietta

di Edmond de Goncourt, Jules de Goncourt

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 430

«Una donna, una donna del diciottesimo secolo che ama la vita, i divertimenti, le distrazioni, come li ama e li ha sempre amati la gioventù della bellezza. Una donna un po' vivace, un po' pazzerella, un po' beffarda, un po' sventata, ma una donna onesta, pura, che non ha mai avuto - secondo l'espressione del principe di Ligne - che "una civetteria di Regina di piacere a tutti"». Poco amata, spesso vituperata, per lo più considerata frivola, gli storici non sono stati teneri con Maria Antonietta. Invece, i Goncourt hanno il grande merito di radicare la sua vita nel secolo in cui visse. La storia, per i due fratelli del naturalismo francese, deve scendere dal suo piedistallo di razionalità o di disegno della provvidenza. La raccontano dall'interno, dai sentimenti: essa diventa «inchiesta sull'uomo» e curiosità per i ritratti illustri. Rovistando nella immensa quantità di cronache e di vicende, per ricostruire il documento preciso di una esistenza. Così con Maria Antonietta, la giovane moglie di Luigi XVI, morta nel 1793 sulla ghigliottina, dopo il marito: ma mentre il re fu mandato al patibolo in carrozza coperta e a mani libere, lei vi fu trasportata sulla carretta con i capelli rozzamente tagliati e le mani legate. E oltre il giudizio sulla controversa sovrana - che è di piena assoluzione, tanto da conquistarle la simpatia immediata del lettore - ciò che conta per i due infaticabili eruditi dell'Ancien Régime è di entrare dentro le stanze e gli ambienti, nei momenti intimi di una corte decadente e feroce. «Cerchiamo di mostrare i caratteri, le abitudini, il modo di vivere dei principi e delle principesse coi quali ella deve vivere, le simpatie e le antipatie che necessariamente incontra. Questo quadro è importante per la giustizia storica».
20,00

Odiare la poesia

di Ben Lerner

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 83

Nessuna forma d'arte è stata denigrata quanto la poesia. Gli stessi poeti sono i suoi primi critici, e sembra esistere una sorta di condivisa sprezzatura, come di fastidio per la sua presuntuosa inutilità. «Io stesso» ha ammesso Ben Lerner «la detesto pur avendo organizzato la mia vita sulla poesia. Non considero questo una contraddizione perché la poesia e l'odio per la poesia sono fusi insieme ed è questo che voglio arrivare a spiegare». Ben Lerner scruta i sentimenti che abbiamo per la poesia come punto di partenza per una difesa del mondo dell'arte. Parla di coloro che hanno disapprovato la poesia, a partire da Platone, analizza poeti grandi e meno grandi ricorrendo a esempi concreti che attraversano le opere di Keats, Dickinson, Whitman, McGonagall (secondo Wikipedia il peggior poeta di tutti i tempi) e molti altri. Il suo tentativo è quello di spiegare la nobile arte del fallimento alla base di ogni poema, che sia riuscito o meno, e la sua è un'analisi personale e altamente originale di una vocazione essenziale quanto inattuabile. Esistono innumerevoli tipi di poeti, e per ognuno di loro la poesia può significare cose diverse. Lerner cerca di sondare e comprendere le aspettative che le persone nutrono verso di essa, e capire come la parola «poesia» sia utilizzata per dare un nome a un tipo di richiesta impossibile da esaudire: il desiderio di fare qualcosa con le parole che le parole in realtà non possono fare, ossia unire le persone oltre quelle che sono le loro differenze, plasmare ciò che gli esseri umani condividono - la natura dei sentimenti, l'espressione del linguaggio - per costruire un mondo nuovo, a cui tutti sentiamo di appartenere. E in questa presunta universalità si cela una logica crudele, quella che fa dire «siamo tutti poeti», «siamo poeti senza neanche saperlo». Eppure non siamo tutti pianisti, o scultori, o ballerini, e in questa illusione, o speranza, risiede il luminoso e tragico paradosso dell'arte della parola.
12,00

Viaggiare in giallo

di AAVV

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2017

pagine: 302

"Senza movente, senza indiziati, senza una logica apparente". Questo commento dell'ispettrice Petra Delicado, nel racconto di Alicia Giménez-Bartlett, potrebbe funzionare da presentazione generale di questa antologia. Il delitto di viaggio è un classico della letteratura poliziesca, che ha sempre sfidato l'inventiva degli scrittori. Senza un luogo stabile e ripetute abitudini, fuori da strade e case conosciute, lontano da vicini invadenti, l'investigatore deve sfoderare tutta la sua astratta capacità razionale e la più pura intuizione per trovare il filo della matassa. Però, la novità è che oggi viaggiano tutti, il viaggio è di massa e quotidiano, non ci sono solo Orient Express e giri alle Piramidi in cui annidare degli eleganti misteri. Gli enigmi dell'indagine sono complicati, movimentati, resi anche più ironici, dall'estrema varietà capricciosa delle nostre offerte turistiche. E questa raccolta ne copre le più diverse tipologie. Ci sono crociere a prezzo stracciato, come quella in cui sono implicati i vecchietti del BarLume di Marco Malvaldi. Pullman di studenti pendolari in cui ritrovare cadaveri a pezzi, com'è il caso raccontato da Alicia Giménez-Bartlett. Gite in una Brianza sorprendentemente appartata, dove si avventurano i detective per caso di Alessandro Robecchi. Per seguire l'ultimo mistero della Casa di Ringhiera, Francesco Recami destina il piccolo Enrico al più avventuroso dei viaggi. Gaetano Savatteri trasferisce il suo "disoccupato di successo" da San Vito Lo Capo alla Praga d'oro, dentro un intrigo internazionale post Cary Grant. L'inspiegabile rapina da camera chiusa nel Frecciarossa su cui sale il Rocco Schiavone di Antonio Manzini, forse è quello che più si avvicina al classico. Così il viaggio, in questa nuova antologia di racconti, non è più la cornice che adorna di esotismo gli intrecci ma diventa la nuova situazione in cui impegnare i detective contemporanei creati da alcune delle più apprezzate penne del poliziesco.
14,00

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