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Sellerio Editore Palermo

La notte della svastica

di Katharine Burdekin

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 323

Il Nazismo ha trionfato. Settecento anni dopo il pianeta si trova diviso in due soli potenti domini: l'impero tedesco e l'impero giapponese. E nella parte tedesca si trova aggiogato a un'assurda religione, imposta dall'abolizione della memoria e nata dall'oblio di ogni scienza e tecnologia, arte, letteratura e filosofia. Il nuovo Credo ha deificato Hitler, trasformato in un dio mitologico, «non nato da grembo di donna, ma esploso dalla testa del padre suo, Dio del Tuono». Un mondo brutalizzato e brutale, ritornato a una specie di feudalesimo mistico, di cui le prime vittime, che non si possono del tutto eliminare, sono le donne. Eppure qualcuno, nella lunga notte dei secoli, è riuscito a custodire un barlume della memoria (un libro, una fotografia), estremo antidoto, ultimo riparo contro l'annichilimento dell'umano. "La notte della svastica" fu scritto, incredibilmente, nel 1937, cioè prima della Seconda guerra mondiale e prima dell'alleanza bellica tra il Giappone e la Germania. Immagina e prevede l'una e l'altra. E comprende del Nazismo un carattere che verrà rilevato decenni dopo: il legame strutturale tra il totalitarismo e il misticismo irrazionale. Ma è forse il tema del rapporto tra biologia e potere, tra violenza e sessualità, quello che emerge in modo più inquietante dalle pagine di questa scrittrice: la riduzione della donna ad una macchina finalizzata a procreare soldati, il disprezzo misogino, la distruzione di memoria e identità personali anticipano e piantano le radici della futura fantascienza femminista (alla Atwood, per esempio). Dietro le sue spalle ci sono Wells, Huxley e le altre ucronie e distopie. E prima del "1984" di George Orwell (che uscirà nel 1948) inscena gli effetti di una società in cui la Storia è stata abolita.
15,00

Prima di noi

di Giorgio Fontana

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 886

Una famiglia del Nord Italia, tra l'inizio di un secolo e l'avvento di un altro, una metamorfosi continua tra esodo e deriva, dalle montagne alla pianura, dal borgo alla periferia, dai campi alle fabbriche. Il tempo che scorre, il passato che tesse il destino, la nebbia che sale dal futuro; in mezzo un presente che sembra durare per sempre e che è l'unico orizzonte visibile, teatro delle possibilità e gabbia dei desideri. E questo il paesaggio in cui vivono e muoiono i personaggi di Giorgio Fontana, i Sartori, da quando il primo di loro fugge dall'esercito dopo la ritirata di Caporetto e incontra una ragazza in un casale di campagna. Poi un figlio perduto in Nordafrica, due uomini sopravvissuti e le loro nuove famiglie, per arrivare ai giorni nostri: quelli di una giovane donna che visita la tomba del bisnonno, quasi a chiudere un cerchio. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea affrontando due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione, la cattedra in una scuola e la scrivania di una multinazionale. È circa un secolo, che mai diventa breve: per i Sartori contiene tutto, la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio. Sempre lo scontro e quasi mai la calma, o la sensazione definitiva della felicità. Ma i Sartori non ne hanno bisogno, e forse nella felicità neppure credono. Perché se in ogni posto del mondo bisogna battersi e lottare allora è meglio imparare ad accettare le proprie inquietudini, e stare lì dove la vita ci manda il racconto dei Sartori affronta il fardello di un passato che sembra aver lasciato in eredità solo fatica e complessità, persino nei più limpidi gesti d'amore. Se gli errori e le sfortune dei padri ricadono sui figli, come liberarsene? Esiste una forza originaria capace di condannare un'intera famiglia all'irrequietezza? Come redimere se stessi e la propria stirpe? La risposta a queste domande è nella voce di un tempo nuovo, nello sguardo di chi si accinge a viverlo, nelle parole di uno scrittore di neppure quarant'anni che ha voluto affrontare con le armi della letteratura la povertà e il riscatto, la fede e la politica, il coraggio dei deboli e la violenza dei forti.
22,00

L'arpa e l'ombra

di Alejo Carpentier

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 247

Cristoforo Colombo confessa la sua storia; spiega perché s'è lanciato nell'impresa; racconta le sue avventure e la vita, trascorsa per lo più senza accecanti bagliori di grandezza, con l'eccezione forse dell'amore grande per la regina Isabella (alla quale, però, solo con uno stratagemma riuscì a strappare il consenso e i soldi per il viaggio oltre l'Oceano). Alejo Carpentier ha sempre rivendicato nei suoi romanzi storici il diritto dei latinoamericani ad avere una storia propria, una precisa identità, che non fosse semplice riflesso di quella europea. Come narratore di vicende quasi sempre a cavallo dell'Oceano, è stato forse il primo a ribaltare il cliché di una «America povera di storia quanto ricca di colori locali tutti in superficie» (come scriveva Angelo Morino nella Nota riproposta in questa nuova edizione di un classico). Nell'"Arpa e l'ombra" Colombo dice la verità su se stesso, fin dall'ispirazione per la «scoperta» che gli venne proprio dall'apprendere che l'America era stata già «scoperta»: «oscuro marinaio, allevato tra i formaggi e i vini d'una taverna», in un suo viaggio al Nord venne a conoscere il «gran libro di Adamo di Brema» dov'era svelato come gli antichi vichinghi avessero spinto le navi verso Ovest fino a una Terra del vino, una Terra delle selve. Da quel momento, il tarlo dell'idea che navigando con il Sole si incontra una terra ferma, lo mette in moto e gli accende l'ambizione. A soddisfare la quale dedica innumerevoli peripezie in giro per l'Europa dell'intera esistenza. E così come il suo non è un salto audace verso l'ignoto, un ignoto che già prevedeva, allo stesso modo non è il desiderio di evangelizzare che lo motiva bensì obiettivi più terra terra. Per quanto «verosimile» e non vera questa Vita di Cristoforo Colombo, l'autore non inventa; la costruisce sul la base delle carte e dei diari. La scelta è quella del «primo personaggio in transito fra Europa e America» (Morino), allo scopo di riumanizzarne il mito, di toglierlo dalla sfera dei fini superiori di una storia tutta europea. Ed anche l'espediente narrativo da cui tutto comincia è storicamente fondato: il papa Pio IX che vorrebbe beatificare colui che aprì alla fede cristiana il mondo nuovo. E allora Cristoforo inizia a confessarsi, perché non è all'altezza dell'aureola.
14,00

Felici di crescere

di Lorenzo Mondo

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 160

Tempo di guerra. Dopo la fuga dal collegio che lo ospitava, Guido, ragazzo di Torino, deve raggiungere la madre nel paesino dove è sfollata. Già lungo la strada, respira un clima di avventura e di libertà. Ma è nella nuova comunità che lo accoglie con naturalezza, che gli sembrerà di conoscere una nuova vita, quasi plasmata sulla sua misura spirituale. «Qui gli tocca crescere e maturare, tra queste colline che scopre misteriosamente materne». Mentre vive una fresca storia d'amore tra adolescenti, diventa testimone partecipe delle spietate rappresaglie nazifasciste e della guerriglia partigiana. I luoghi e le atmosfere, sicura mente autobiografiche, in cui Lorenzo Mondo (1931, scrittore, giornalista e critico letterario) soavemente conduce il lettore, sono quelli di Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, dei quali è cultore e studioso.
13,00

Sei valigie

di Maxim Biller

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 161

Chi ha tradito il nonno Schmil, capostipite della famiglia Biller? Forse uno dei suoi affascinanti e talentuosi figli, o la sua ambiziosa nuora, oppure è stato lui stesso causa della sua morte, per i continui traffici al mercato nero. Nella primavera del 1960 Schmil viene arrestato all'aeroporto di Mosca per contrabbando di valuta e giustiziato di lì a poco. Qualcuno deve averlo denunciato al KGB, Schmil non è nuovo a tali commerci, e nella cerchia familiare cominciano a circolare sospetti su chi di loro possa essere stato l'autore, volontario o involontario, della delazione. Maxim Biller sublima in tensione narrativa l'atmosfera di totale insicurezza e di reciproca diffidenza che si genera in ogni regime totalitario, dove l'individuo è alla mercé di qualunque voce o supposizione. Attorno all'evento cruciale si confrontano sei punti di vista differenti e divergenti, alternati e mescolati alle esperienze personali dell'autore, che è nipote di Schmil. Sullo sfondo il confronto Est-Ovest durante la Guerra Fredda, l'antisemitismo dilagante, la disperata disgregazione dei rapporti umani alla prova di uno stato di polizia. I personaggi, smarriti tra i grandi avvenimenti della storia e le piccole miserie della quotidianità, sono esposti alla devastante violenza degli eventi, i dubbi si acuiscono puntandosi sull'uno o sull'altro componente della famiglia, le rivelazioni alimentano l'ambiguità, sembrano suggerire l'intercambiabilità delle possibili motivazioni, rafforzando ogni incertezza e scarto di prospettiva, disfacendo il tessuto degli affetti e della fiducia reciproca. Per salvare la propria vita si può essere costretti a scelte drammatiche e crudeli, si può tradire o diventare eroi. Ma i personaggi di Biller sono solo uomini e donne impegnati a vivere e sopravvivere, mentre attorno a loro scorre la storia d'Europa del secondo dopoguerra con le sue contraddizioni e le sue speranze, che proiettano in controcampo un racconto delle lacerazioni che ancora dilaniano il nostro mondo.
15,00

Ah l'amore l'amore

di Antonio Manzini

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2020

pagine: 335

Rocco Schiavone, vicequestore ad Aosta, è ricoverato in ospedale. Un proiettile lo ha colpito in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi, meno inquieto. Negli stessi giorni, durante un intervento chirurgico analogo a quello da lui subito, un altro paziente ha perso la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. Un errore imperdonabile, uno scandalo clamoroso. La vedova e il figlio di Sirchia, lei una scialba arricchita, lui, molto ambizioso, ma del tutto privo della energia del padre, puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. Sente inoltre una profonda gratitudine verso chi sarebbe il responsabile numero uno dell'errore, cioè il primario dottor Negri; gli sembra una brava persona, un uomo malinconico e disincantato come lui. Nello stile brusco e dissacrante che è parte della sua identità, il vicequestore comincia a guidare l'indagine dai corridoi dell'ospedale che clandestinamente riempie di fumo di vario tipo. Se si tratta di delitto, deve esserci un movente, e va ricercato fuori dall'ospedale, nelle pieghe della vita della vittima. Dentro i riti ospedalieri, gli odori, il cibo immangiabile, i vicini molesti, Schiavone si sente come un leone in gabbia. Ma è un leone ferito: risulta faticoso raccogliere gli indizi, difficile dirigere a distanza i suoi uomini, non può che affidarsi all'intuito, alle impressioni sulle persone, ai dati sul funzionamento della macchina sanitaria. E l'autore concede molto spazio alla psicologia e alle atmosfere. Rocco Schiavone ha quasi cinquant'anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un'ombra, di quell'oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.
15,00

L'età dei Florio

di Romualdo Giuffrida, Rosario Lentini

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 287

Sul finire del XVIII secolo una famiglia di commercianti calabresi si insedia a Palermo aprendo una modesta drogheria. Trascorsi alcuni decenni, divenuta nel frattempo la protagonista assoluta della vita economica siciliana, costituisce insieme alla sua dirimpettaia genovese, la famiglia Rubattino, la più grande società di navigazione del Paese. Agli inizi del '900 il mito dei Florio raggiunge il suo culmine. L'architetto Basile progetta le loro sontuose dimore, il famoso mobilificio Ducrot arreda le loro navi. Grazie ai Florio Palermo diviene una delle capitali del liberty : ma più ancora di uno stile di vita. Imparentati con i più bei nomi dell'aristocrazia siciliana, i pronipoti dei droghieri calabresi ricevono a casa re Vittorio Emanuele, il Kaiser, il fior fiore del Gotha internazionale, sono amici di D'Annunzio, Boldini, Leoncavallo, Enrico Caruso, di Robert de Montesquiou, testimone immancabile nel tramonto della Belle Epoque. È un "tramonto dorato" che vede dissolversi in breve tempo anche le fortune dei Florio : non solo, come vorrebbe una diffusa opinione, per la prodigalità e le minori capacità imprenditoriali degli ultimi discendenti della dinastia, ma soprattutto, se così si può dire, per una "colpa geografica". L'Italia si avvia a divenire un paese industriale, che non può avere due opposti poli di sviluppo. Così finisce l'età dei Florio, mentre alla Sicilia resta la speranza di un futuro post-industriale. È un'altra storia emblematica, come quelle dei Buddenbrook e dei Krupp, che da trent'anni aspetta il suo Thomas Mann o il suo Luchino Visconti; come potrà constatare chi saprà leggere le immagini e le parole di questo libro. Un'edizione illustrata che contiene 123 illustrazioni in bianco e nero e 116 tavole a colori fuori testo.
34,00

Pezzi da museo. Ventidue collezioni straordinarie nel racconto di grandi scrittori

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 264

Lasciarsi accompagnare in un museo, ascoltare il racconto di una visita, appassionarsi a un'opera d'arte, condividere la bellezza e l'emozione di un luogo inaspettato. È quanto accade in questa originale celebrazione dei musei del mondo nelle parole di scrittrici e scrittori, attraversando il Prado di Madrid, il Musée Rodin a Parigi, la Frick Collection di New York, sino ai più insoliti e meno conosciuti come il cottage di William Wordsworth in Gran Bretagna o il museo degli ABBA a Stoccolma. Questi saggi personali e narrativi offrono le testimonianze di oltre venti autori e il loro tour nei musei che li hanno ispirati, ossessionati, intimoriti. Il risultato è uno sguardo nella storia, nell'arte, nella letteratura, nella relazione tra gli artisti e la società che li circonda. Julian Barnes e il mistero della casa del silenzio di Sibelius a Järvenpää; Roddy Doyle e il «museo della gente comune» di New York, nei caseggiati del Lower East Side dove vivevano gli immigrati giunti in America dalla fine dell'Ottocento. E poi Ali Smith a Capri, nella Villa San Michele, Aminatta Forna e il Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria, dove si espongono gli oggetti personali donati da ex amanti e il racconto delle loro storie. E ancora il Musée de la Poupée a Parigi, quello della Letteratura a Odessa: ognuna di queste visite è anche una riflessione sul significato del museo come spazio di rappresentazione del mondo. Da alcuni anni l'istituzione museale è al centro di una rilettura critica e storiografica che ne celebra l'utopia della conoscenza, della conservazione del passato, il segno democratico di condivisione del sapere, o al contrario ne denuncia l'impianto elitario e autoritario che trasforma i musei in cattedrali aristocratiche che congelano la storia delle idee e della libertà artistica. La sensibilità letteraria degli scrittori raccolti in queste pagine sembra suscitare ulteriori riflessioni, ed esaltare il ruolo dell'immaginazione e della memoria; è un invito a mettersi in viaggio, a visitare sale e gallerie, ad aprirsi ancora una volta alla scoperta del mondo. Introduzione di Nicholas Serota.
16,00

Amori nel fragore della metropoli

di Furio Scarpelli

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 159

Tutti ricordano i film di cui Furio Scarpelli (assieme al socio Age o da solo) è stato sceneggiatore. Molti dei migliori titoli della Commedia all'italiana e di quell'epoca in cui in questa confluiva il Neorealismo, da La Grande Guerra a L'armata Brancaleone, da I soliti ignoti a C'eravamo tanto amati a Il postino, portano la sua firma. A differenza di altri paesi, in Italia lo sceneggiatore è anche il più delle volte lo scrittore della storia si chiama «trattamento» - che diventerà pellicola. Dunque Scarpelli era naturalmente uno scrittore, ma era in più un narratore per vocazione e per scelta in racconti che non sarebbero stati destinati al cinema ma erano letteratura pura. Così è in questi tre racconti. Ivano, geometra nullafacente, tanto amato dalla madre e dalle sorelle e dalla concorrente fidanzata; Bastiano, il pescivendolo burino, buono e arricchito, che rivela una ferocia beffarda quando viene gabbato; Anna e i due compari balordi e suonati delle notti romane: sono tutti personaggi su cui istintivamente sovrapponiamo il volto degli attori che fecero grande il cinema italiano. Ma dopo un poco leggendo, dalla piega malinconica dalla sonda psicologica dall'attenzione verso le ironie della vita, capiamo che appartengono a un umorismo colto e popolare, sensibile socialmente e divertito, empatico verso i tipi umani e un po' pessimista, che affonda in una grande tradizione tutta letteraria.
13,00

Ispettore Morse: Niente vacanze per l'ispettore Morse-L' ispettore Morse e le morti di Jericho-Il mistero del terzo miglio (L'). Vol. 2

di Colin Dexter

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 767

L'ultimo ingegnoso esponente del giallo classico di scuola inglese. Senza leziosità di riunioni finali chiarificatrici, senza cervellotici stratagemmi per omicidi impossibili, con tanta fatidica ironia, Colin Dexter ha scritto polizieschi regolati da strutture logiche lineari e conseguenti, anche se da scoprire. La più notevole originalità degli intrecci è che essi seguono tante strade indiziarie, tutte convincenti e quasi tutte senza sbocco, fino all'unica possibile che porta alla soluzione. Contraddittorio, burbero, dalla battuta spietata, sfortunato in amore, che sbaglia spesso e volentieri, intelligentissimo, l'ispettore capo E. Morse (mai chiamato per nome) della Thames Valley Police è un uomo buono e malinconico. Il suo vice Lewis nutre per lui una tenerezza e un'ammirazione sconfinate e rappresenta in fondo in questi affetti i sentimenti del lettore. Il volume contiene: "Niente vacanze per l'ispettore Morse": C'è un clima sensuale e ipocrita che circonda la canonica di St Frideswide a Oxford. Fedi tiepide, interessi economici, adulteri, invidie. La serie dei delitti in apparenza scollegati sembra promanare da un magnetismo dell'ambiente stesso che muove i personaggi. E il miscuglio di grettezza provinciale e prestigio accademico internazionale alimenta la suspense mentre l'enigma della mancanza totale di moventi lega l'intuizione di Morse; "L'ispettore Morse e le morti di Jericho": Una sera a un ricevimento Morse incontra una signora bella e libera, dotata di spirito e di grazia. Sembra che la sua testarda solitudine stia per cedere ma un misto di indolenza e pessimismo porta l'ispettore a non concludere. Sei mesi dopo, nel quartiere di Jericho a nord di Oxford, scopre della bella signora la fine desolata. Suicidio sembra. Ma pieno di tristezza Morse non può rassegnarsi alle apparenze e comincia a battere a tappeto l'ambiente di lei, tutte le persone e tutte le occasioni legate alla fine di Anne Scott. Quante persone qualsiasi potrebbero avere un buon motivo per uccidere una persona così amabile!; "Il mistero del terzo miglio": Un cadavere senza testa galleggia nel canale di Oxford. Un professore dell'Università è scomparso. Un clima di vendetta aleggia per un atto di viltà di cinquant'anni prima e una batteria di morti si riversa su un gruppo di accademici dominato da «un odio inflessibile e un'ambizione quasi folle».
22,00

Delitti del BarLume: La carta più alta-Il telefono senza fili-La battaglia navale (I). Vol. 2

di Marco Malvaldi

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 429

Una formidabile macchina da indagine: il pettegolezzo. Questa scoperta Marco Malvaldi la applica a un brodo primordiale particolarmente fertile. Un bar sulla costa tra Pisa e Livorno. Quattro anziani dalla battuta pronta, spesso indecente, e dalla morbosa curiosità che sanno tutto dei loro dintorni e delle loro tradizioni (civili, folcloriche, di cronaca). Un sagace «barrista» paziente a sufficienza per trasformare i vaneggiamenti dei vecchietti in intuizioni investigative. Una folla di tipici «attori» dalla Toscana profonda riadattati a un turismo invadente. Infine, tanti misteri criminali puramente paesani.
18,00

Commissario Montalbano: Il campo del vasaio-L'età del dubbio-La danza del gabbiano (Il). Vol. 5

di Andrea Camilleri

Libro: Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 580

Una delle invenzioni di Andrea Camilleri, che fanno amare di più Salvo Montalbano, è il fatto che questi invecchia, che anche per lui il tempo passa come per tutte le persone vive. Nei tre romanzi qui proposti (scritti tra il 2008 e il 2009), il commissario è un po' più abbattuto, un po' più angosciato, forse è l'età, forse la crudeltà dei delitti. "Il campo del vasaio": In un campo argilloso, un «campo del vasaio» come quello dove Giuda andò a impiccarsi, viene ritrovato un cadavere tagliato in trenta pezzi, quanti furono i denari per tradire Gesù, È un cadavere vecchio, dissotterrato da una pioggia decisamente intensa. Sarà l'analogia con il Vangelo ad aiutare il commissario, che dovrà anche tirare fuori Mimì Augello da una trappola amorosa. "L'età del dubbio": Il dubbio attanaglia Montalbano. È un dubbio che attiene alla sfera amorosa, perché un'altra donna si è affacciata alla sua vita. Ma è anche il dubbio che incalza una difficile inchiesta su un traffico internazionale. Un cadavere sfigurato, uno yacht dei misteri, lo zampino - forse - dei servizi segreti. "La danza del gabbiano": È un'alba di insonnia inquieta sulla spiaggia quando il commissario Montalbano assiste all'agonia di un gabbiano: una disperata danza circolare che assomiglia a una cupa profezia, a una sinistra prefigurazione. Tornato in ufficio si accorge che l'ispettore Fazio è scomparso. Lo hanno visto alle cave, un cimitero mafioso, e con Mimì Augello e tutti gli altri lo danno per morto. Accade che in quel luogo emergano altri cadaveri: con fatica e cattivo umore il commissario, tra squallidi amori e abitudini voyeristiche, può collegarli a carichi di armi proibite.
20,00

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