Editore Skira - Ultime novità | P. 3

Skira

Lucio Dalla. Anche se il tempo passa

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 240

A dieci anni dalla scomparsa, un sincero ricordo, diffuso e articolato, di un artista eclettico e geniale animato da moltissimi interessi e grandi passioni "Mi piace la vita, mi piace giocare, ridere, scherzare ma anche lottare. Quindi lotterò sempre davanti all'intolleranza, ai pregiudizi, davanti a tutti quelli che sono i meccanismi di autoconservazione della borghesia, che io personalmente non sopporto." Lucio Dalla Realizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla a corredo della grande mostra itinerante - la prima mai realizzata sull'artista - che, dopo Bologna, toccherà le più importanti città del nostro Paese, questa monografia nasce dall'intento di esplorare la dimensione umana e artistica di Dalla (1943-2012) in tutte le sue espressioni ed emozioni anche più intime, personali e meno note al grande pubblico. Il lungo percorso di ricerca, raccolta e analisi di materiali e testimonianze che ha portato alla costruzione di una narrazione emozionante e suggestiva è stato anche l'occasione per una riflessione e per un riesame complessivo del grande patrimonio informativo legato a Lucio Dalla e alla sua vita. Poeta della canzone, talento poliedrico, Dalla ha segnato in modo assolutamente unico e innovativo la storia della musica italiana; non solo cantante e compositore, ma anche regista teatrale, showman televisivo, attore cinematografico, scrittore e gallerista: passioni queste che pur nella loro diversità esprimono e ci raccontano un uomo dotato di rara sensibilità. Pubblicato in occasione del decennale della morte, il volume vuole rinnovare il ricordo dell'uomo e dell'artista, del suo spirito libero e geniale, del suo talento, dei suoi interessi e delle sue passioni, attraverso un "racconto" composito, corale, esito di una viva progettualità che si alimenta dell'energia che Lucio Dalla ha lasciato dietro di sé e del grande affetto che ne accompagna il ricordo. Attraverso foto, cimeli, abiti di scena, i suoi famosi cappelli e le sue molteplici e diversificate passioni, "Lucio Dalla. Anche se il tempo passa" porta il lettore a immergersi nel mondo di questo straordinario artista, avvolto nelle emozioni delle sue canzoni che fanno da sottofondo al libro.
39,00

Monet e gli impressionisti in Normandia

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 208

I legami tra la Normandia e il movimento impressionista Attraverso un corpus di settantacinque opere provenienti dalla Collezione Peindre en Normandie (una delle collezioni più rappresentative del periodo impressionista), dal Musée de Vernon, dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondazione Bemberg di Tolosa, il volume ripercorre le tappe salienti del movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia. Sul palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet colgono l'immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell'acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell'Impressionismo. Opere come Falesie a Dieppe (1834) di Delacroix, La spiaggia a Trouville (1865) di Courbet, Camille sulla spiaggia (1870) e Barche sulla spiaggia di Étretat (1883) di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell'epoca che, immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti, hanno conferito alla Normandia l'immagine emblematica della felicità del dipingere. Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori francesi: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l'esperienza visiva. Luoghi come Dieppe, l'estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista.
30,00

Joaquin Sorolla. Pittore di luce

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 208

Un omaggio al pittore spagnolo della luce, protagonista della svolta modernista dell'arte iberica tra Otto e Novecento Joaquín Sorolla y Bastida (Valencia, 1863 - Cercedilla, 1923) è stato uno dei massimi rappresentanti della moderna pittura iberica a cavallo tra Ottocento e Novecento, indiscusso maestro della luce, che nei suoi quadri ha l'intensità e il calore che risplende sui mari e nei cieli spagnoli. Grazie al suo virtuosismo cromatico, emergono dalla sua opera lampi di modernità che hanno innovato la pittura spagnola, aprendola alle nuove temperie artistiche affermatesi tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Tra gli artisti più amati e apprezzati del suo tempo sia per la straordinaria qualità tecnica che per la piacevolezza dei suoi temi, Joaquín Sorolla viene acclamato nel 1908 come "il più grande pittore vivente al mondo", ottenendo una fama che travalica ben presto i confini nazionali. Realizzata in collaborazione con il Museo e la Fundación Sorolla di Madrid e con altre importanti istituzioni culturali straniere, la monografia racconta la straordinaria evoluzione stilistica di questo pittore ambizioso e determinato, che ha fatto dell'arte la sua ragione di vita. Quella di Sorolla è un'esperienza artistica magnifica e appassionante, fatta di gioie e di sofferenze, di soddisfazioni e di ricerca, nella quale lo studio della luce, colta rigorosamente dal vero e en plein air, rappresenta la via maestra del rinnovamento pittorico verso l'elaborazione di un linguaggio immediato, spontaneo e raffinato. Joaquín Sorolla. Pittore di luce esamina la figura e l'opera del pittore nel fondamentale contesto artistico e culturale spagnolo, fornendo così un ritratto completo dell'artista e del suo tempo.
35,00

Tiziano e l'immagine della donna nel Cinquecento veneziano

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 376

Un volume che parla della donna dipinta da Tiziano e dai suoi contemporanei: di bellezza, eleganza e sensualità, e del ruolo tutto particolare che la loro rappresentazione acquistò nella Venezia del Cinquecento A Venezia nel Cinquecento l'immagine femminile acquista un'importanza forse mai vista prima nella storia della pittura. Questo è dovuto a vari fattori, quali la presenza di Tiziano e di altri artisti operanti sia a Venezia che in terraferma, particolarmente interessati alla bellezza muliebre, ma anche, parallelamente, al particolare status che le donne avevano nella società veneziana. Bellezza, amore e poesia sono i temi centrali dei ritratti femminili di Tiziano e dei suoi contemporanei e successori nella Venezia del Cinquecento, tra cui Paris Bordon, Lorenzo Lotto, Jacopo Tintoretto, Palma il Vecchio e Paolo Veronese. Si va dai ritratti di rappresentanza alle immagini a mezza figura delle "belle veneziane", dalle coppie di amanti alle eroine e sante, dalle letterate e poetesse alle affascinanti figure mitologiche e allegoriche. Tra eros e ambiguità, virtù e voluttà, eroismo e seduzione, il potere delle donne emerge in tutta l'ambiguità dei gesti grazie alla loro bellezza, alla loro forza e al loro ruolo centrale negli eventi universali del mondo. Realizzato in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna e pubblicato in occasione della straordinaria esposizione milanese, il volume affronta un argomento eternamente valido ma anche completamente nuovo, presentando l'immagine femminile attraverso tutto l'ampio spettro delle tematiche possibili e, parallelamente, mettendo a confronto gli approcci artistici individuali tra Tiziano e gli altri pittori del tempo, dando così vita a un affresco opulento attraverso eccezionali opere provenienti dalla Pinacoteca del Kunsthistorisches Museum e dai più importanti musei internazionali.
42,00

Shahriar Ahmadi

di Marco Meneguzzo

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 352

Una monografia dedicata a una delle principali figure del panorama artistico contemporaneo iraniano Shahriar Ahmadi è uno degli esponenti più importanti della nuova arte iraniana. Poco più che quarantenne, ha saputo elaborare una pittura che anche visivamente è l'incrocio tra Oriente e Occidente, nel più puro spirito della tradizione persiana. La filosofia Sufi di Rumi insieme alla filosofia esistenzialista occidentale si incontrano sulle grandi tele che Ahmadi dipinge dalla metà degli anni Novanta: grandi cicli pittorici, di un espressionismo figurativo sanno mescolare l'immaginario persiano con i simboli e i significati di un mondo globalizzato. Shahriar Ahmadi è nato nel 1978 nel Kurdistan iraniano. Trasferitosi a Tehran, ha studiato la pittura moderna occidentale e le correnti filosofiche legate al sufismo. La sua prima mostra personale risale al 2000 presso la Barg Gallery a Tehran. La sua affermazione come artista a livello internazionale è stata sugellata dalla partecipazione alle mostre svoltesi alla AB Gallery di Lucerna nel 2014, alla Etemad Gallery di Dubai ed è culminata con la presenza al padiglione iraniano alla 56a edizione della Biennale di Venezia nel 2015. Marco Meneguzzo è professore di Storia dell'Arte Contemporanea e di Museologia e gestione dei sistemi espositivi presso l'Accademia di Brera di Milano. È critico e curatore indipendente, e collaboratore di "Artforum". A partire dal nuovo Millennio si è interessato ai problemi della globalizzazione in arte: nel 2012 è uscito un suo volume Breve storia della globalizzazione in arte edito da Johan e Levi, nel 2015 è stato commissario per il Padiglione iraniano alla 56a Biennale Internazionale di Venezia.
65,00

Cima da Conegliano. Madonna con il bambino

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 80

Riunite in un confronto ravvicinato due grandi opere di Cima da Conegliano La serie di mostre "L'Ospite illustre" riunisce in questa occasione due capolavori del pittore Giovanni Battista Cima da Conegliano, detto più semplicemente "Cima": opere che danno piena misura del suo genio. Si tratta di due Madonne col Bambino, custodite rispettivamente alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e al Musée du Petit Palais di Parigi. Nessun altro tema esprime al meglio l'arte di Giovanni Battista Cima da Conegliano di quello della Madonna col Bambino, rappresentato al centro delle sue grandi sacre conversazioni o nei suoi dipinti devozionali di dimensioni più modeste. Le innumerevoli Madonne dipinte dall'artista fra il 1489 e l'inizio del secondo decennio del Cinquecento sono un segno del successo conseguito a Venezia, dove si afferma come stimato maestro a capo di una bottega molto produttiva. Se l'opera bolognese è la più antica (fu probabilmente dipinta intorno al 1495) la Madonna col Bambino del Petit Palais è, in assoluto, fra gli esempi più belli nell'ambito del genere.
15,00

Enrico Della Torre. Catalogo ragionato dell'opera pittorica 1953-2020. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 480

Enrico Della Torre è uno dei più raffinati autori dell'arte italiana dal secondo Novecento. La sua indagine sulle forme, il colore, la linea e la composizione ha prodotto, nel corso di oltre sessant'anni di attività, una multiforme congerie di soluzioni originali, in costante mutazione, che hanno attraversato le vicende dell'arte dal secondo dopoguerra a oggi, con un'impronta fortemente personale. Sempre teso al risultato sintetico nella costruzione delle soluzioni pittoriche, nella sua pittura permane un dialogo fra immagine (nei vari periodi paesaggistica, zoomorfa, architettonica) e autonomia del segno-colore. Il catalogo delle opere pittoriche di Enrico Della Torre è curato da Francesco Tedeschi e si inserisce fra le iniziative avviate dal Centro di Ricerca sull'Astrattismo in Italia (CRA.IT), attivo presso il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell'Arte dell'Università Cattolica. Hanno collaborato alla ricerca riguardante lo studio delle opere e alla realizzazione del loro catalogo Federica Boragina, Bianca Trevisan e Margherita Mauri. Un contributo sulla fortuna critica è fornito da Luca Pietro Nicoletti. Il catalogo presenta le circa 1500 opere pittoriche realizzate da Enrico Della Torre in un percorso cronologico, organizzato tenendo conto anche dei caratteri tematici che caratterizzano i diversi momenti della sua produzione, dalla fase iniziale, dei primi anni cinquanta, quando, dopo la frequentazione dell'Accademia di Brera, muove da una pittura di carattere tonalista, per passare presto a forme di sintesi del paesaggio, che si rapportano alle ricerche del "naturalismo informale", e sviluppare in seguito una semplificazione materica che fa emergere il valore segnico di filamenti, allusioni organiche che generano presenze metamorfiche, alla fine degli anni sessanta. In seguito, la sua pittura va definendo una più decisa volontà strutturale, in una fase di maggiore affinità con le forme dell'astrazione, fino a istituire rapporti di carattere "architettonico" tra forma e colore. In ogni momento della sua attività, però, Della Torre ha saputo lavorare sulla variazione più che sull'iterazione del segno, dando vita a composizioni anche molto diversificate. Il riconoscimento critico che la sua opera ha ottenuto è oggetto di attenzione, in un libro che intende dare il carattere complessivo dell'opera dell'artista.
150,00

Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti

di Enrico Maria Dal Pozzolo

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 620

Uno strumento unico e aggiornato sui dipinti attribuiti al maestro, analizzati sulla base di un regesto documentario completo e con un ricchissimo apparato illustrativo Su Lorenzo Lotto negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli studi, anche in virtù di un'intensa offerta espositiva, culminata di recente nella mostra dedicata ai suoi Ritratti dal Museo del Prado di Madrid e della National Gallery di Londra (2018-19). Tuttavia gli ultimi cataloghi completi ragionati dei suoi dipinti sono quelli confezionati nel 1975 da Rodolfo Pallucchini e Giordana Mariani Canova (per la collana "Classici dell'arte Rizzoli": L'opera completa del Lotto) e da Flavio Caroli (Lorenzo Lotto, Edizioni d'Arte Il Fiorino, Firenze; riedito nel 1980 con il titolo Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna, Fabbri, Milano). Nel frattempo la bibliografia sull'artista è letteralmente esplosa, ci si è avvalsi di nuove tecniche e di nuovi metodi interpretativi e sono riemerse opere, anche importanti, fino ad allora sconosciute o dimenticate. Il volume offre, nella forma canonica dei Catalogues raisonnées, uno strumento aggiornato sui dipinti attribuiti al maestro (ripartiti in varie sezioni: autografi, dubbi, di bottega, espunti, perduti, nonché copie da originali perduti), che vengono analizzati anche sulla base di un regesto documentario completo e con un ricchissimo apparato illustrativo. L'impresa è stata realizzata da Enrico Maria Dal Pozzolo - autore di vari studi sul maestro, nonché curatore delle ultime mostre a lui dedicate - con la collaborazione di Raffaella Poltronieri e Marta Paraventi.
95,00

Wilhelm Senoner. Ediz. italiana, inglese e tedesca

di Philippe Daverio

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 192

Quando lo scrittore svizzero Gottfried Keller scrisse la sua novella ironica Kleider machen Leute (sono le vesti che fanno le persone) avrebbe già potuto anticipare gran parte del lavoro scultoreo di Wilhelm Senoner. Sapeva egli che forma e sostanza non sono la medesima cosa, ma che possono generare facili illusioni. Ora l'arte è proprio una di queste. Wilhelm Senoner intende infatti illudere, le sue vesti fanno persone e personaggi, quelli delle sue sculture... Con gli anni ha creato tutto un mondo di esseri diversi, fra di loro apparentati, fra di loro in dialogo. Donne e uomini che deambulano non più solo nel suo immaginario, ma sono presenti nelle quotidianità della nostra vita terrena. Ovviamente purché si sappia, oltre che vedere, guardare con l'occhio pronto alla sorpresa.
60,00

Casa Verdi e i suoi tesori

di Biancamaria Longoni

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 128

L'opera mia più bella - come disse Giuseppe Verdi all'amico Giulio Monteverde, scultore genovese - è la casa di riposo da lui costruita per ospitare gli anziani addetti all'arte musicale, i quali per motivi diversi ad un certo punto della loro vita non hanno più la possibilità di mantenersi da soli. Per realizzare questo importante progetto, acquistò un terreno sito nella periferia della città di Milano e affidò il progetto di costruzione all'architetto Camillo Boito, fratello di Arrigo, librettista e grande amico suo. La casa venne costruita e finita secondo i programmi verso la fine del XIX secolo. Fu tuttavia aperta solo dopo la morte del fondatore per sua espressa volontà. La Casa è tuttora funzionante, dopo aver vissuto a lungo con gli introiti dei diritti d'autore che il Maestro le lasciò e con i frutti dei loro investimenti effettuati nel corso dei decenni, rafforzati periodicamente da lasciti e donazioni di persone che nella funzione della Casa continuano a credere. La sua funzione fondamentale è ancora quella di ospitare musicisti che si trovano nelle condizioni ipotizzate dal fondatore; accanto a tale funzione, essa ne svolge un'altra ovvero valorizzare e consentire al numeroso pubblico di visitatori di ammirare larga parte dei cimeli verdiani. Tali cimeli sono sparsi un po' in tutta la Casa e i più importanti di essi sono stati recentemente sistemati in un piccolo, ma interessante spazio espositivo che, insieme alla cosiddetta sala araba, al salone d'onore dove si svolgono i concerti, alla cappella con le sue belle vetrate e, ultima in ordine di elencazione ma non di importanza, alla cripta dove giacciono le salme di Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi, rappresenta un patrimonio di grandissimo valore, ristrutturato anche per essere meglio apprezzato dal pubblico. I principali elementi di questo patrimonio sono stati raccolti, illustrati e descritti nel volume.
24,00

Toni Zuccheri alla Venini

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 260

Nato a San Vito al Tagliamento (Pordenone), ma veneziano d'adozione, Toni Zuccheri (1936-2008) si forma alla scuola del padre Luigi, pittore animalista, frequentando poi l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia dove si laurea nel 1968. Ancora studente alla fine del 1961 giunge alla Venini - in sostituzione del padre - per la progettazione di un bestiario in vetro che Ludovico de Santillana voleva realizzare dando corso a un'idea di Paolo Venini, cui egli era succeduto nella direzione dell'azienda. Inizia così in modo quasi fortuito una collaborazione destinata a protrarsi nel tempo seppur in maniera discontinua. In una fase "iniziale", anche con l'appoggio di Ginette Gignous Venini, vedova di Paolo, Toni Zuccheri ha la possibilità di prendere confidenza con il vetro muranese, materia che lo affascinerà tutta la vita. Artista di grande curiosità e inventiva, egli si dedica con passione alla ricerca e alle sperimentazioni acquisendo nel tempo una notevole dimestichezza sia con le tecniche di lavorazione a caldo sia con quelle a freddo, instaurando rapporti proficui con i vari reparti della vetreria (fornace e moleria). Nascono così serie di vetro come quelle esposte alla Biennale di Venezia del 1964, dove è evidente una prima riflessione sulla trasparenza e sul colore (Crepuscoli e Giade). Accanto ad esse vengono esposte le anatre in vetro policromo insieme a inediti animali da cortile di in vetro e bronzo (tacchino e faraone) in breve pubblicati sulle pagine di "Domus", insieme alla celebre upupa, dalle innumerevoli penne eseguite a caldo e dalla valenza scultorea. Questo stesso periodo è segnato anche dalla collaborazione tra Gio Ponti e la vetreria, alla quale l'architetto milanese si era rivolto per la realizzazione di vetrate con lastre di grosso spessore.
55,00

Tapio Wirkkala alla Venini

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2022

pagine: 268

Tra i maggiori protagonisti del vetro finlandese, Tapio Wirkkala (1915-1985) giunse a Murano nel 1965 chiamato a collaborare con la vetreria Venini dal suo giovane direttore, l'architetto Ludovico de Santillana, che al design nordico guardava con un certo interesse anche in un'ottica di rilancio della produzione a livello internazionale, in linea con l'operare del suocero Paolo Venini, a cui era succeduto. Attivo alla Karhula Iittala dal 1947, Wirkkala si era affermato, in particolare, con una produzione in cristallo di grosso spessore dalle caratteristiche forme organiche che, tra l'altro, aveva ricevuto ampi consensi alle Triennali di Milano del 1951 e del 1954. Quando Wirkkala ha disegnato i suoi primi oggetti per VENINI, a metà degli anni '60, era già una figura di fama mondiale, con progetti di spicco nei vari settori del design. Particolarmente interessato al vetro veneziano e alle sue tecniche di lavorazione, che permettevano possibilità espressive del tutto diverse rispetto a quelle del cristallo nordico, Wirkkala affrontò l'esperienza muranese con entusiasmo, potendo contare anche sulla grande abilità delle maestranze con cui riuscì a stabilire una straordinaria intesa. Questo lavoro intende documentare l'intera opera vetraria di Tapio Wirkkala alla Venini, frutto della contaminazione tra realtà apparentemente antitetiche, un'opera che innestandosi nella tradizione dell'azienda è stata in grado di attualizzarne la produzione con ampie ricadute anche sulla contemporanea vetraria muranese.
55,00

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