Editore Skira - Ultime novità | P. 5

Skira

Giovanni Gastel. The people I like. The book

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 208

Da Barack Obama a Marco Pannella, da Germano Celant a Ettore Sottsass, da Bebe Vio a Luciana Littizzetto, da Monica Bellucci a Miriam Leone, da Vasco Rossi a Tiziano Ferro e molti altri. Al MAXXI, in prima assoluta, oltre 200 "ritratti dell'anima" del maestro fotografo alle persone che più lo hanno colpito. Una mostra "inedita e, per la prima volta, esclusivamente di ritratti. Ritratti che all'inizio della sua carriera Giovanni non amava particolarmente. In questi ultimi anni, invece, sono diventati una parte importante del suo orizzonte fotografico" come spiega il curatore Umberto Frigerio nel volume. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, cuochi fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso, o un'appartenenza ad un determinato settore o categoria. Come lo stesso Gastel afferma: «The people I like racconta il mio mondo, le persone che mi hanno trasmesso qualcosa, insegnato, toccato l'anima».
45,00

Raffaello. L'invenzione del «divino pittore»

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 224

La mostra "Raffaello. L'invenzione del divino pittore" rinsalda il profondo legame tra Raffaello Sanzio e la città di Brescia nell'anno del cinquecentenario della morte del maestro di Urbino. Il progetto "Raffaello. L'invenzione del divino pittore" intende ragionare sul concetto di creazione ed elaborazione del Mito, sulla sua custodia e conservazione, e sugli aspetti che hanno determinato l'avvio dell'"industria culturale", a partire da una delle icone più rappresentative dell'Europa moderna, e puntando l'attenzione sull'eredità di Paolo Tosio e di Giuseppe Bossi e sul loro contributo al culto della memoria raffaellesca. La mostra e il catalogo danno la possibilità di valorizzare le maestose collezioni grafiche bresciane che attestano l'ininterrotta fortuna dei modelli raffaelleschi nelle arti e presso i collezionisti dal Cinquecento all'Ottocento, nonché la nascita di un vero e proprio 'mito del divino pittore', che raggiunge il suo massimo sviluppo nel XIX secolo, nel contesto della temperie culturale neoclassica e romantica. L'ininterrotta fortuna di Raffaello nell'arco di cinque secoli fu un fenomeno non solo pittorico e le stampe presentate costituirono l'ordito su cui andò tessendosi la trama di questo mito: alle incisioni infatti, prima ancora che alla diretta conoscenza degli originali, fu affidata la trasmissione della cultura figurativa raffaellesca. Nel volume i testi "Per omaggio al divino Raffaele e per incoraggiamento alle Belle Arti": cultura figurativa e gusto collezionistico a Brescia tra Sette e Ottocento di Roberta D'Adda; Faustino Anderloni, Pietro Anderloni e Giovita Garavaglia: l'incisione neoclassica di traduzione nella Raccolta Emilio Anderloni di Alberto Crespi; Inventario delle stampe raffaellesche del Gabinetto Disegni e Stampe dei Musei Civici di Brescia a cura di Chiara. Chiude la ricca bibliografia a cura di Giulia Paletti.
25,00

Collezionisti e valore dell'arte in italia

di AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 168

"Collezionisti e valore dell'arte in Italia" è la prima edizione di una serie di studi dedicati al mercato dell'arte promossi, da Intesa Sanpaolo Private Banking, banca del Gruppo Intesa Sanpaolo che da molti anni fa dell'arte e della cultura parte integrante del proprio modo di "fare banca". Il mercato dell'arte e dei beni da collezione è considerato, ormai da più di un decennio, un settore economico consolidato, oggetto di crescenti attenzioni da parte di analisti, studiosi, istituti di credito e investitori istituzionali. Se prima i collectables erano percepiti come "beni rifugio", sebbene pochi collezionisti acquistassero per investire, ora sono reputati strumenti finanziari e investimenti autonomi, alternativi - o per meglio dire complementari - a quelli più tradizionali, in rappresentanza di una distinta asset class. Il volume si divide in cinque capitoli, ciascuno dedicato a un argomento del collezionismo: con la prima indagine sui collezionisti tricolori, esemplata sulle principali ricerche condotte all'estero sul tema, Intesa Sanpaolo intende testare un metodo di rilevazione, ottenere dati affidabili e analizzare informazioni inedite riguardanti il collezionismo di arte moderna e contemporanea in Italia. Nel volume testi di: Guido Guerzoni, Università Bocconi; Flaminia Iacobucci, Studio DCAI; Alberto Fiz, Silvia Anna Barrilà, Eikonos Arte; Paola Musile Tanzi, SDA Bocconi e Università di Perugia; Francesca Bacis, Andrea de' Mozzi, Enrico Maria Mancuso, Federica Menga, Edoardo Pedersoli, Mattia Pivato, Pedersoli Studio Legale; Michele Coppola, Intesa Sanpaolo.
20,00

Mimmo Rotella. Catalogo ragionato. Ediz. italiana e inglese. Vol. 2: 1962-1973

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 720

Il secondo volume del Catalogo ragionato delle opere di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006), a cura di Germano Celant, è parte di un progetto più esteso di schedatura sistematica dell'intero corpus dell'artista. La pubblicazione è realizzata in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, costituito nel 2012 da Inna e Aghnessa Rotella e diretto da Antonella Soldaini, insieme con la Fondazione Mimmo Rotella, presieduta da Aghnessa Rotella. In questo volume l'analisi e la verifica scientifica sono condotte sui lavori realizzati nel periodo tra il 1962 e il 1973, quando l'artista consolida il linguaggio del décollage nel suo aspetto più grafico e pop e transita alle ricerche legate alle tecniche di riproduzione fotomeccanica dell'immagine. Utilizza il riporto fotografico e l'artypo, fino alla definizione di una prassi più automatica e immediata negli effaçages e nei frottages. Attraverso un percorso cronologico il Catalogo mette in luce le varie tappe evolutive che hanno caratterizzato il fare dell'artista, permettendo una lettura ampia e documentata delle opere di questo periodo. Partendo dall'immagine pubblicitaria, sia essa di realizzazioni cinematografiche o di prodotti di largo consumo, Rotella prosegue con le sue sperimentazioni sui décollages, ora non più informali, ma influenzati dalle nuove icone della società di massa. Parallelamente accresce il suo interesse per i processi di stampa: nascono prima i riporti fotografici - ottenuti proiettando l'immagine selezionata su una tela emulsionata -, e poi gli artypos, fogli utilizzati per la taratura delle macchine e scartati dalle tipografie, di cui Rotella si appropria per farne opere d'arte caratterizzate da sovrapposizioni iconografiche casuali.
320,00

Vallicelli Yacht Design. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 312

Quarant'anni di storia non solo della progettazione nautica, ma del mondo della nautica in generale. Andrea Vallicelli, il progettista di Azzurra della prima Coppa America italiana, trasferisce tutto ciò in un racconto avvincente, messo a punto con Valerio Paolo Mosco, che ci rende partecipi di una storia, quella della nautica, ancora in gran parte da scrivere. Vallicelli ci illustra non solo le barche del suo studio, come esse sono state concepite, realizzate e la loro fortuna, ma in generale come la ricerca nello yacht design da sempre si fonda su una continua tessitura tra innovazione e intuizioni del passato e come, proprio per questa ragione, essa ancor oggi rappresenta una delle massime espressioni del design. Il libro è suddiviso in varie sezioni, che raccolgono i progetti più rappresentativi, raggruppati per categoria: barche da regata, da crociera, di serie e a motore. Questo rende più facilmente leggibili i cambiamenti avvenuti nel tempo nei diversi ambiti. Il regesto raccoglie invece tutte le imbarcazioni realizzate, elencate in ordine cronologico. Il libro è dunque, anche, una preziosa raccolta di disegni, in gran parte inediti, che testimoniano l'evoluzione delle tecniche di rappresentazione del progetto: dalla matita ai software. Perché è una storia dei progetti dello studio "deve essere narrata soprattutto dai disegni, in special modo da quelli che serviti a trasmettere ai costruttori le informazioni necessarie alla realizzazione delle imbarcazioni."
70,00

Io Milano. Ediz. italiana e inglese

di Carlo Mari

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 192

Questo servizio fotografico di Carlo Mari ritrae la città di Milano nel momento della sua massima esposizione all'attacco di una minaccia invisibile quanto insidiosa, a cui tutti eravamo impreparati; il fotografo ha avuto il merito di portare alla ribalta una città nuova, per nulla livida o ferita. Piuttosto si evince un tempo che rallenta, non nell'efficienza ma nelle idee. Riflette, la città, e induce a pensare. L'obiettivo di Carlo Mari testimonia anche una presenza discreta, ma sempre presente, quella dei carabinieri, che in una fase così delicata, non hanno "controllato" la città ma l'hanno "accompagnata" in questo momento di difficoltà e dolore.
49,00

Gestozero istantanee 2020

di AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 80

19,00

Casa-Museo Boschi Di Stefano

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 175

Appena dietro una delle più note vie milanesi, il lungo corso Buenos Aires che unisce il centro di Milano a piazzale Loreto, si trova la Casa Museo Boschi Di Stefano. In questa residenza il Comune ha dato forma al sogno di perpetuare la memoria, ma sarebbe più corretto dire la vita, di due collezionisti che avevano costruito e infine donato alla città la loro straordinaria raccolta di arte moderna: Antonio Boschi e Marieda Di Stefano. Al secondo piano della palazzina progettata da Piero Portaluppi, arredato e presentato al pubblico quale esemplificazione del gusto dell'abitare della borghesia milanese del Novecento, sono esposte circa trecento delle oltre duemila opere da loro raccolte tra gli anni venti e gli anni settanta del secolo scorso. Una selezione di poche centinaia di pezzi a fronte di una collezione complessiva di oltre duemila tra dipinti, sculture e disegni, arricchita inoltre dalle altre passioni collezionistiche dei coniugi Boschi Di Stefano: quelle per tappeti, violini e oggetti di culture extraeuropee. La Casa Museo Boschi Di Stefano si propone così come protagonista e interprete di una stagione di cui narra aspetti intimi e domestici, ma soprattutto documenta e rappresenta il processo di definizione dei valori del Novecento; valori a cui i collezionisti hanno contribuito con la loro azione. Da tre anni è stata inoltre riaperta al piano terra del palazzo l'ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano, con le stesse funzioni di allora: spazio creativo e spazio espositivo dove proporre approfondimenti su artisti e situazioni presenti nella collezione.
15,00

Alberto Giacometti Grafica al confine fra arte e pensiero-Graphics on the border between arts and thought

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 368

Alberto Giacometti nasce nel 1901 in Val Bregaglia, nella Svizzera di lingua italiana. Figlio del noto pittore Giovanni Giacometti, viene avviato fin da giovinetto agli studi artistici. Dopo la frequentazione della scuola d'arte di Ginevra e alcuni viaggi di studio in Italia, elegge Parigi quale sua città di riferimento senza mai dimenticare Stampa, il luogo degli affetti familiari dove mantiene sempre un atelier, oltre a quello più noto di Rue Hippolyte-Maindron, vicino a Montparnasse. Si iscrive all'Académie de la Grande Chaumière, che frequenta tra il 1922 e il 1925. In questo periodo entra in contatto con l'arte neosumera, egizia, africana, precolombiana, con l'opera di Constantin Brancusi, Raymond Duchamp-Villon, Henri Laurens, Jacques Lipchitz, André Masson. Subisce il fascino del Cubismo per aderire poi al movimento surrealista con le sue libere associazioni erotico-poetiche. Nel 1930 espone con Jean Arp e Joan Miró nella galleria di Pierre Loeb a Parigi. Conosce intellettuali come Louis Aragon, Georges Bataille, Michel Leiris, Isaku Yanaihara. Giacometti torna poi a dare preminenza alla figura umana e sviluppa una ricerca quanto mai originale, che ha il suo perno nel concetto di apparenza, intesa come "nocciolo", come lui stesso afferma. L'esistente gli si manifesta con una violenza che trova nell'essere umano la sua espressione più chiara, determinando un rapporto inedito con spazio e tempo. Prossimo ma autonomo rispetto a personaggi di primo piano come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett, Giacometti continuerà incessantemente le sue ricerche, anche negli ultimi anni della vita. Nel 1962 otterrà il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia e tre anni dopo il Grand Prix des Arts a Parigi. Sempre nel 1965, il Museum of Modern Art di New York gli dedicherà una mostra antologica. L'anno successivo Giacometti verrà a mancare nella sua terra natia.
36,00

Venezia e lo Studio Glass americano. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 368

Dopo "Il vetro finlandese nella Collezione Bischofberger", "Il Vetro degli Architetti. Vienna 1900-1937, Ettore Sottsass". "Il vetro, Maurice Marinot" "Il vetro 1911-1934", questo nuovo volume è dedicato all'American Studio Glass Movement e ai rapporti di questo movimento con Venezia, indagando gli sviluppi internazionali del vetro nel XX secolo. Il progetto culturale pluriennale è promosso da Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung per lo studio e la valorizzazione dell'arte vetraria nel XX e XXI secolo. Pubblicato in occasione della mostra e curato da Tina Oldknow e William Warmus, già curatori di vetro moderno e contemporaneo al Corning Museum of Glass di New York, Venice and American Studio Glass mette in luce la varietà dell'arte e del design nel vetro americano contemporaneo, mostrando con nitida evidenza quello che accade quando due culture si incontrano e si influenzano reciprocamente. Con 155 eccezionali pezzi tra cui vasi, sculture e installazioni in vetro creati da 60 artisti, americani e veneziani, Venice and American Studio Glass è il primo studio che esamina nel dettaglio l'influenza che l'estetica e le tradizionali tecniche di lavorazione del vetro veneziano hanno avuto sullo Studio Glass americano dagli anni Sessanta ad oggi. Nel 1960 la soffiatura del vetro si era da tempo industrializzata negli Stati Uniti e molte abilità manuali erano andate perdute, così gli artisti dello Studio Glass avevano guardato all'Europa, e in particolare a Venezia e ai soffiatori di vetro di Murano, come guida. Ciò che ne seguì fu una "relazione amorosa" con la lavorazione del vetro veneziano che, alla fine degli anni Novanta, si era diffusa negli Stati Uniti e nel mondo. Venice and American Studio Glass dimostra l'eredità duratura e versatile della produzione di vetro veneziano in America, analizzando l'impatto che Venezia ha avuto sull'arte vetraria americana contemporanea; viene inoltre esaminato come gli artisti americani e veneziani hanno rinnovato la vivacità di un linguaggio storico artigianale e come lo hanno ulteriormente sviluppato per realizzare magnifiche opere d'arte.
65,00

Il viaggio in Italia di Goethe. Un omaggio a un paese mai esistito

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 384

Ogni anno, i turisti del nord Europa cercano di fuggire dalla loro vita quotidiana nel mondo apparentemente intatto a sud delle Alpi; fuggono verso il "dolce far niente", verso il sole eternamente splendente, verso la divertente vita da spiaggia. Per secoli, la comprensione dell'Italia è stata plasmata da idee stereotipate della vita mediterranea. Prendendo spunto dal Viaggio in Italia di Goethe, questo volume dimostra come già nel XVIII secolo ci fosse un abisso tra le aspettative e le idee sulla natura dell'Italia e la situazione spesso fosca di un Paese politicamente frammentato. Nell'autunno del 1786, il poeta tedesco parte per l'Italia, fuggendo dai confini del suo ufficio verso l'apparente libertà di una vita allegra e spensierata; il viaggio si configura quasi come una fuga e segna un passaggio decisivo per la vita e l'ispirazione del poeta. Nel "paese dei limoni", l'Italia classica del meridione e, più ancora, a Roma, Goethe trova realizzata quella sintesi di natura e arte, passato e presente, spiritualità e sensualità verso cui era proteso, e sente rifiorire tutte le aspirazioni poetiche che il decennio attivistico di Weimar aveva in buona parte represso. Il suo libro "Viaggio in Italia", scritto molto tempo dopo il viaggio, non è un reportage o un diario di viaggio, ma un'opera letteraria e una testimonianza senza tempo del desiderio di un mondo ideale. Un'apposita sezione del volume è infine dedicata alle difficoltà legate a un elaborato e complesso viaggio verso sud nell'era della diligenza. "Viaggio in Italia" (Italienische Reise) è un'opera che Johann Wolfgang von Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e pubblicò in due volumi, il primo dei quali uscì nel 1816 e il secondo nel 1817. I due volumi contengono il resoconto di un Grand Tour che l'autore compì in Italia tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788. A essi se ne aggiunse un terzo, pubblicato nel 1829, ma inferiore ai primi due, sulla sua seconda visita a Roma.
30,00

Architettura in quarantena

di Pierluigi Nicolin

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 48

Una riflessione sul futuro dell'architettura dopo il periodo di quaratena. «In questo diario dei giorni della quarantena ho descritto alcuni fatti nuovi e imprevisti che di certo ci indurranno a fare delle riflessioni approfondite sulle prospettive dell'architettura e, uscendo da questa reclusione forzata, a chiederci perché sembra che il normale diventi straordinario. Il clamoroso evento di piazza San Pietro - la preghiera solitaria di papa Francesco sul sagrato della basilica - ha imposto una riconsiderazione sui luoghi altri, luoghi investiti da una particolare inversione dei rapporti usuali, le cosiddette "eterotopie" che, si dice, sarebbero il frutto di un pensiero sin troppo intellettualistico. La nozione di eterotopia formulata negli anni sessanta e considerata sinora come una semplice distorsione postmoderna della città, in effetti, si è imposta in una maniera del tutto imprevista come una nozione generale.» (l'autore)
9,90

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