Editore Skira - Ultime novità | P. 7

Skira

Futurismo

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 207

Il 20 febbraio 1909, accompagnato da un clamore internazionale, usciva su "Le Figaro", a Parigi, il manifesto di fondazione del Futurismo, stilato da F.T. Marinetti, poeta, letterato e geniale comunicatore. Con quello scritto programmatico Marinetti inaugurava una modalità di comunicazione dirompente e inedita per la cultura, poiché i manifesti futuristi sarebbero poi stati distribuiti con mezzi "popolari" come volantini stampati in centinaia di migliaia di copie, oppure pubblicati su organi d'informazione non specialistici, o declamati nelle affollatissime serate futuriste, aperte a tutti. D'allora in poi il Futurismo avrebbe adottato questa pratica comunicativa per ognuno dei molti ambiti in cui si avventurò - poesia, pittura, scultura, architettura, danza, teatro, arti decorative, grafica, pubblicità e molto altro -, nel suo sogno di saldare l'arte e la vita, ridisegnando l'intero orizzonte umano. E poiché in ognuno di quegli scritti si proclamavano le basi teoriche cui attenersi nella pratica artistica, per comporre questa mostra ci siamo affidati ai manifesti stesi dagli artisti visivi - da Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, a Depero, Prampolini e agli aeropittori degli anni Trenta - esponendo le opere che meglio e più puntualmente illustrano i princìpi teorici esposti in ognuno. Perché, quelle che potrebbero apparire come invenzioni brillanti e curiose, sono in realtà la trascrizione di un vero sistema di pensiero.
35,00

Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 407

Noto come il massimo esponente della scultura neoclassica e sommerso di commissioni artistiche, Antonio Canova si ispirò ai principi dell'arte classica e fu autore di capolavori che ridefinirono i canoni estetici della sua epoca, consacrandoli in una forma immortale che pochi altri suoi contemporanei riuscirono ad eguagliare. Canova fu capace di creare figure levigate caratterizzate da una purezza ed armonia assolute, venendo per questo celebrato in vita addirittura come "il nuovo Fidia" ed esaltato da intellettuali coevi come Pietro Giordani (1774-1848) che per lui compose "Panegirico per Antonio Canova". Pubblicato in occasione della mostra di Milano nata dalla collaborazione tra le Gallerie d'Italia e il Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo, il volume si propone di mettere a confronto il genio di Canova con quello dell'altro grandissimo scultore neoclassico, Bertel Thorvaldsen, che dalla natia Danimarca si trasferì a Roma dove le antichità classiche divennero per lui fonte di ispirazione, e dove l'attività febbrile di Antonio Canova lo stimolò a creazioni sempre più pregevoli. Spesso paragonato con Canova, sebbene contraddistinto da uno stile comunque diverso, Thorvaldsen spiccò anch'egli al punto di ricevere commissioni importanti come per esempio da parte di Papa Pio VII e la Casa Reale danese, oltre che realizzare il fregio per il Salone d'Onore del Palazzo del Quirinale in onore dell'ingresso (peraltro mai avvenuto) di Napoleone a Roma. Il volume offre l'occasione di scoprire capolavori del neoclassicismo, una stagione artistica dove la scultura raggiunse vette altissime grazie proprio alla presenza di Canova e Thorvaldsen, e permette di mettere a confronto due diverse interpretazioni dell'ideale estetico neoclassico.
42,00

Il Rinascimento di Pordenone con Giorgione, Tiziano, Lotto, Correggio, Bassano, Tintoretto

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 335

Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone (1583/84-1539) è stato non solo il maggior artista friulano del Rinascimento, ma anche - in assoluto - uno dei più importanti "frescanti" italiani della prima metà Cinquecento. La mostra si è posta l'ambizioso obiettivo di far dialogare le sue opere, scelte tra le più significative o non esposte prima, con quelle di altri "grandi" del suo tempo: da Giorgione, Tiziano e Lotto a Romanino, Savoldo e Correggio. Inoltre vuole mettere in evidenza da un lato il ruolo svolto da Giovanni Antonio nella precoce introduzione in ambito veneto di stilemi tosco-romani, dall'altro l'influsso esercitato, oltre che nella propria terra d'origine (dove, dopo la sua morte, s'impone il genero e allievo Pomponio Amalteo), su artisti veneziani della più giovane generazione, come Giulio Licinio, Tintoretto, Bassano e Demio. Senza dimenticare che, secondo Vasari (1568), avrebbe insegnato "il buon modo di dipingere ai Cremonesi".
35,00

Giulio Romano a Mantova. «Con nuova e stravagante maniera»

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 278

«La mostra "Con nuova e stravagante maniera: Giulio Romano a Mantova" è il frutto di un partenariato eccezionale che unisce il musée du Louvre e il Palazzo Ducale di Mantova. Questo accordo permette di presentare nelle sale di Palazzo Ducale settantadue disegni di Giulio Romano scelti all'interno del ricco fondo di disegni dell'artista conservato al Louvre, il più importante oggi noto. Un po' più della metà di questo insieme proviene dall'acquisto, nel 1671, per le collezioni reali di Luigi XIV, della prestigiosa raccolta riunita dal banchiere di origine tedesca Everhard labacn (1618-1695), all'epoca considerata come una delle più belle in Europa. Il fondo di disegni di Giulio Romano del Louvre venne quindi arricchito nel corso dei secoli. Di eccezionale qualità fin dagli inizi, esso rivela la grandezza di un artista che fu certamente un pittore degno di nota, ma soprattutto un disegnatore straordinario. La presentazione dei disegni del Louvre, accompagnati da una quarantina di opere provenienti da altre istituzioni, offre al pubblico la possibilità di percorrere tutta la carriera di Giulio Romano, l'allievo di Raffaello che più di tutti fu influenzato dal suo stile e dal suo modo di lavorare. Entrato giovanissimo nella bottega del maestro, Giulio, alla scomparsa di Raffaello nel 1520, assunse la direzione di tutti i grandi cantieri di cui il Sanzio era responsabile. Poi, nel 1524 si trasferì alla corte di Federico II Gonzaga a Mantova, luogo in cui, con la benevolenza del marchese, riuscì a esprimere al meglio la propria creatività. Rapidamente, Giulio assunse la direzione di tutte le opere di architettura e decorazione, creando così numerosi capolavori come Palazzo Te visto fare da Raffaello a Roma, Giulio seppe onorare le numerose richieste del marchese riservandosi l'esclusività dei progetti grafici e posizionandosi alla testa di una bottega capace di tradurre a stucco e a fresco i suoi disegni. Questa mostra, presentando al pubblico i disegni del Louvre preparatori all'apparato decorativo di Palazzo Ducale, si propone di ricreare oggi i legami tra le opere e i luoghi. Eccezionalmente, questi fogli verranno esposti accanto alle opere finite per illustrare le relazioni che all' epoca esistevano sui cantieri gonzagheschi tra il maestro, i collaboratori e gli allievi: tra questi pensiamo a Fermo Ghisoni, Anselmo Guazzi e in particolare a Giovan Battista Bertani, colui che gli succederà in quanto "prefetto delle fabriche" del duca di Mantova a partire dal 1549. Vari disegni della mano di questo artista verranno presentati nell'ultima parte della mostra dedicata all'eredità di Giulio Romano in seno al Palazzo Ducale e nel territorio mantovano. In questa sezione il pubblico potrà in particolare ammirare alcuni disegni inediti delle collezioni del Louvre preparatori alle decorazioni dell'appartamento della Rustica eseguiti alla "maniera del maestro" sotto la direzione di Bertani.» (Xavier Salmon)
35,00

Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera

di Ettore Modigliani

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 320

Le "Memorie" di Ettore Modigliani (1873-1947) rappresentano un'eccezionale testimonianza di una vita davvero "movimentata", intensa e a tratti autenticamente avventurosa, che venne interamente spesa al servizio del patrimonio artistico italiano. Direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935, soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935 e organizzatore della mostra più importante mai realizzata sull'arte antica italiana (che si tenne a Londra nel 1930), Ettore Modigliani ha avuto il privilegio (ma anche il peso) di attraversare tutta la prima parte del Novecento vivendo esaltanti momenti professionali, come l'esposizione a Brera della Gioconda di Leonardo da Vinci (1913), il recupero delle opere d'arte trafugate dall'Austria all'Italia (1920), il grande riordino della Pinacoteca Braidense (1925) e la fondazione dell'Associazione degli Amici di Brera (1926). Lo stesso Modigliani, però, fu costretto a subire cocenti umiliazioni, come l'allontanamento forzato dalla sua amatissima Brera nel 1935 e il trasferimento a L'Aquila (a seguito di uno scontro frontale con il potente "quadrumviro" fascista Cesare Maria De Vecchi), e come la vergognosa espulsione dall'amministrazione pubblica (lui cittadino e funzionario modello) per gli effetti delle infauste leggi razziali del 1938, che lo costrinsero nel 1943 a nascondersi tra i monti delle Marche per sopravvivere alle persecuzioni. Modigliani superò la catastrofe ed ebbe la soddisfazione di ritornare a Brera come ispettore incaricato nel 1945. Dotato di una scrittura brillante e coinvolgente, il direttore utilizzò i suoi ultimi anni di vita per redigere questo libro, che stese per far conoscere che cosa si nasconda dietro una professione ritenuta contemplativa, per "soddisfare la curiosità del prossimo" e per non cadere nell'oblio, dopo essere stato così "ferocemente imbavagliato". Modigliani terminò il racconto delle sue Memorie l'11 febbraio 1946 (giorno del suo reintegro come soprintendente a Brera) con un messaggio di grande speranza: Brera "è un ammasso di macerie", "eppure tutti questi beni culturali risorgeranno a gloria della città, come prima e migliori di prima. Io ringrazio la sorte di avermi concesso, innanzi lo scoccare della mia ora fatale, di essere un operaio di questa ricostruzione. Possano le forze assistermi! Non chiedo altro". Modigliani morì nel 1947. Sarà Fernanda Wittgens, la sua più fedele e stretta collaboratrice, a portare a compimento il sogno del suo "mentore": nel 1950 Brera riaprirà, più bella e più viva di prima. Con un saggio introduttivo di James M. Bradburne.
25,00

Falsari illustri

di Harry Bellet

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 128

"Quando Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, dichiarò nel 1997 che il 40% delle opere nel suo museo erano false, pensammo a un'esagerazione tipicamente americana. Di fatto, ci si domanda invece se la cifra non sia inferiore alla verità [...]. Se i falsi possono turbare o mettere in ridicolo gli studiosi, accumulare croste attribuendole a un nome importante può nuocere a lungo non solo alla reputazione dell'artista e al suo diritto morale, ma anche alle ricerche su di lui e sull'epoca in cui ha vissuto. Eppure, ogni nuovo caso suscita l'entusiasmo del pubblico. Artista fallito, ma falsario 'geniale' che riesce a ingannare studiosi e intenditori, il contraffattore passa per un eroe, una sorta di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo che possedeva la Gioconda autentica e la Tiara di Saitaferne (che usava come copritelefono), mentre il Louvre ne custodiva solo le copie..." Un viaggio che talvolta sconcerta, spesso diverte e sempre appassiona, nel mondo dei falsi d'arte. Si attraversano casi affascinanti, dalle truffe che nell'antichità il greco Pasitele escogitava ai danni di collezionisti romani, a Michelangelo, che in gioventù non disdegnò pratiche altrettanto discutibili, fino ai casi più recenti, eclatanti e a volte tragici di personaggi come Han van Meegeren, "Vermeer redivivo" che beffò Hermann Göring, o l'inglese Eric Hebborn, geniale autore di disegni capaci di ingannare i maggiori esperti dei maestri rinascimentali. Da queste vicende, sostiene l'autore, emergono due verità: il falsario "geniale" non esiste (a eccezione di quelli che non si sono fatti prendere) e... sì, i falsi si trovano ovunque, e sono assai difficili da scoprire.
19,00

Capolavori rubati

di Luca Nannipieri

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 173

"Crocifissi, pale d'altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d'artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d'arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni." C'è sempre stata lotta attorno all'arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell'illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio. Partendo dalla rubrica che l'autore tiene al "Caffè" di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d'arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste. Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l'inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell'arte nel suo rapporto con la complessità del male.
19,00

Maledette belle arti

di Ugo Nespolo

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 110

"Maledette belle arti" è un viaggio critico, ironico, talvolta forse crudele, attraverso il più che variegato territorio dell'Art World, un mondo svuotato di teorie e teorici, che vive oggi nella scomparsa anche di gruppi, movimenti e affinità. L'artista si aggira solo, a caccia di indicazioni e pensieri-guida che non siano soltanto i tristi diktat del diabolico mercato. Sono testi dai quali emerge chiaro il desiderio dell'autore di porre in primo piano la figura dell'artista come intellettuale, quasi per mettere in guardia dalla falsa idea che le opere d'arte siano soltanto il frutto della mano. Temi non consueti, avanguardie vitali e sotterranee come Fluxus, Patafisica, Lettrismo e Situazionismo sono qui rivisitati e riproposti come gesti di totale libertà e ricerca, lontano dalle falsità del "ciò che più costa più vale" e dalle false libertà dell'"everything goes". Presentazione di Felice Cimatti.
22,00

Klimt

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 192

«Nel 1936 il filosofo tedesco Walter Benjamin pubblicò un saggio dal titolo "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". Il libro sostiene l'idea che nel momento in cui un dipinto, una scultura, un disegno non restano più unici, ma la loro immagine viene diffusa su larga scala in libri, cartoline, stampe, essi perdono l'aura, l'alone di sacralità e magia che circonda la creazione artistica. La teoria di Benjamin viene spesso citata a proposito dei dipinti klimtiani, che sono stati usati più volte a scopo pubblicitario. Ognuno di noi ha visto una riproduzione del Bacio, anche se forse non tutti ne conoscono l'autore. Nonostante l'acutezza dell'analisi, le opere di Klimt continuano a sprigionare un grande fascino. Il loro stile raffinato, l'uso dell'oro, la cura dei particolari decorativi stregano ancora lo sguardo dell'osservatore contemporaneo. Soprattutto, Klimt affronta nei suoi dipinti tematiche di respiro universale, che abbracciano la vita, la morte, l'amore, il rapporto tra uomo e donna, i turbamenti della psiche, argomenti che, nella Vienna di Freud, erano di assoluta attualità, ma che risultano tali anche a distanza di un secolo. Hermann Bahr, uno dei personaggi chiave della cultura austriaca di fine Ottocento, ha lasciato un'esemplare definizione di ciò che gli artisti viennesi, guidati da Klimt, cercavano: "Vogliamo osservare i corpi ... in cui vive l'umanità, investigare le leggi alle quali ubbidisce, i destini che sperimenta, da quali nascite e verso quali morti s'incammina"». (dal saggio di Federica Armiraglio)
11,90

«Sono Fernanda Wittgens». Una vita per Brera

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 140

A sessant'anni dalla morte, il volume presenta la figura di Fernanda Wittgens (1903-1957), storica dell'arte, direttrice della Pinacoteca di Brera e soprintendente, antifascista che scontò con il carcere la sua opposizione al regime. La sua intensa vicenda biografica è ricostruita per la prima volta in modo completo attraverso un attento spoglio dei documenti e delle testimonianze che ha consentito di approfondire la trentennale attività a Brera (1928-1957). Nel 1950, dopo le devastazioni belliche, Wittgens restituì al Paese la pinacoteca, intrecciando stretti rapporti con la società civile e intellettuale e caratterizzando la sua azione con un'apertura internazionale. Il volume comprende il saggio introduttivo di James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, e i contributi di Giovanna Ginex, Erica Bernardi ed Emanuela Daffra.
19,00

Dizionario giuridico dell'arte. Guida al diritto per il mondo dell'arte

di Silvia Segnalini

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 285

Il diritto dell'arte nella sua quintessenza: raccolto in un testo unico, utile per tutti gli art addicts, per antiquari, archeologi, architetti, art advisors, artisti e i loro eredi, bibliofili, case d'aste, collezionisti, consulenti, curatori, designers e fashion designers, docenti e studenti di accademie d'arte e facoltà con indirizzo artistico, diplomatici, editori d'arte, eredi di collezioni, fund-raisers, galleristi, librai antiquari, manager della cultura, gestori di patrimoni, banche, fondazioni, mecenati, filantropi, mercanti d'arte, musei, periti d'arte, restauratori, storici dell'arte e studiosi, trasportatori d'arte, sponsor, uffici stampa. Tutti gli aspetti legali del mercato dell'arte e del collezionismo ancora una volta riuniti in un unico volume, spiegati con termini semplici, affrontati con ironia e leggerezza: quasi un "manuale di galateo" per art addicts e aspiranti tali. Con la consapevolezza che gli anni sono passati, e tutto è cambiato perché nulla cambi, nel sistema dell'arte, in perfetto stile gattopardesco. Come da tradizione oramai, il lettore si aspetta un testo ben condito da aneddoti, curiosità, divertissements, casi ed esempi scelti tra i più bizzarri, e per questo tra i più esemplari, di un mondo, come quello dell'arte, sempre più glocal, sempre più plurimilionario, sempre più glamour, sempre più caratterizzato dalla contaminazione dei linguaggi. Non è un caso quindi che l'autrice abbia deciso di dare il giusto risalto, oltre che alle tematiche giuridiche tradizionali legate ai beni culturali e all'antiquariato, anche a tutto ciò che è oggi di tendenza: fotografia, installazioni, performance, design, video arte, digital art, land art. Arrivando a comprendere anche la moda: perché il mondo dell'arte (soprattutto contemporanea) e quello del fashion sono tutt'altro che lontani.
30,00

Carta preziosa. Il design del gioiello di carta. Ediz. italiana e inglese

di Bianca Cappello

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 69

Promosso da Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), questo volume è uno scrigno di 21 gioielli di carta da costruire, indossare, regalare e mostrare nei momenti speciali. 21 gioielli realizzati da altrettanti designer e artisti contemporanei di fama internazionale che da anni lavorano con la carta, riuniti qui per la prima volta per mostrare che la carta è preziosa: un bene da valorizzare e non sprecare. 21 gioielli "preziosi", realizzati in carta 100% riciclata con processi ad alta sostenibilità ambientale, colorata in pasta con tinte di origine vegetale e sapientemente fustellata a mano. Le schede con i gioielli sono arricchite da testi inediti sulla storia del gioiello di carta e sulla manipolazione della carta nelle sue molteplici forme, dall'antichità fino a oggi. Introduzione di Carlo Montalbetti.
25,00

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