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Skira

Alfred Hitchcock. Il cinema ai bordi del nulla

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 149

Rappresentante supremo della settima arte, regista di grandi capolavori, pietra miliare del cinema mondiale, nel corso della sua carriera Alfred Hitchcock (1899-1980) ha girato oltre cinquanta film, dagli esordi nel cinema muto alle pellicole degli anni Settanta che hanno terrorizzato intere generazioni. Trame avvincenti, montaggio originale, ingegno, abilità magistrale nel tenere viva la tensione fotogramma dopo fotogramma: questi gli ingredienti che hanno reso Hitchcock una vera e propria icona della storia del cinema, venerato e adorato da una schiera di ammiratori che ancora oggi imitano e studiano le sue tecniche innovative. Attraverso un'ampia selezione di fotografie e contenuti originali tratti dai set di capolavori come "Psyco" (1960), "La finestra sul cortile" (1954), "Gli uccelli" (1963), "La donna che visse due volte" (1958), "Intrigo internazionale" (1959), "Il delitto perfetto" (1954), il lettore potrà immergersi nei backstage, scoprire particolari curiosi e conoscere meglio la vita privata del maestro del brivido.
28,00

Antonello contemporaneo

di Vittorio Sgarbi

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 83

Che Antonello da Messina fosse un pittore veneziano, lo si è creduto a lungo, anche in Sicilia, fino all'Ottocento. Che il suo quadro-simbolo, la luminosissima Annunciata del museo di Palermo, fosse scambiato per un'opera del pittore tedesco Albrecht Dürer o considerato la copia di un'altra Annunciata, conservata a Venezia, è successo fino al 1904. Che ci siano nelle pieghe di chissà quali collezioni quadri di Antonello ancora da scoprire lo rivela la Pietà acquistata dal Prado di Madrid nel 1966: un Cristo morto, ancora palpitante, sorretto da un angelo di fronte a un paesaggio in cui si riconosce la torre campanaria dell'antico duomo di Messina. Basta perciò contare le opere riscoperte dopo il Novecento, almeno sei, per capire che la grandezza di Antonello ("una grandezza che spaura", ha scritto nel 1953 lo storico dell'arte Roberto Longhi) appartiene tutta a questo secolo. Prima, lungo cinque secoli, Antonello era un pittore appena rinomato, famoso come ritrattista e soprattutto abile artigiano: "Fu Antonello che rubò al pittore fiammingo Jan van Eyck il segreto della pittura a olio per rivelarlo agli artisti italiani del Rinascimento", dice, pressappoco, il pittore aretino Giorgio Vasari (l'autore delle Vite, il primo libro di storia dell'arte italiana) a metà del Cinquecento. A partire da questa data l'immagine di Antonello scolora col passare dei secoli: gli elementi sicuri della sua biografia sono scarsi e lacunosi, le opere datate pochissime, quelle perdute sono molte, almeno quaranta. Il caso Antonello perciò si presenta come un intricato dedalo di ipotesi incontrollabili, tra cui affiora all'improvviso un dato certo, una prova, un documento cui appigliarsi. Insomma, un caso da risolvere abbinando agli strumenti della più raffinata critica d'arte le tecniche più corrive dell'indagine poliziesca.
14,00

The art side of Kartell. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 160

Il racconto di settant'anni di Kartell, impresa protagonista nel design e nella cultura del progetto che ha sempre sviluppato una relazione molto significativa con il mondo dell'arte e del pensiero creativo. "The Art Side of Kartell" indaga la relazione tra Kartell e il mondo dell'arte. Un mondo che si è sempre, fin dagli esordi, avvicinato al marchio essendo l'evoluzione dell'arte, per certi versi, speculare all'evoluzione di Kartell. Attraverso un percorso narrativo che include alcuni dei capitoli più importanti della produzione Kartell, si raccontano i cambiamenti della nostra società durante sette decenni, parallelamente all'evolversi delle varie correnti artistiche del '900 fino ai nuovi linguaggi espressivi contemporanei. Come spiega Ferruccio Laviani nel suo saggio "oggi, attraverso l'intera produzione Kartell, possiamo vedere come in uno specchio i cambiamenti della nostra società durante sette decenni: oggetti come la lampada KD 51/R di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, i Componibili di Anna Castelli Ferrieri o la Louis Ghost di Philippe Starck raccontano in modo quasi "giornalistico" il modernismo del dopoguerra, la rivoluzione giovanile degli anni sessanta e la riscoperta della filosofia borghese di inizio millennio e lo fanno attraverso la forma e l'evoluzione della tecnologia. È stato perciò del tutto naturale che Kartell e il design, quest'ultimo come forma espressiva, siano entrati in contatto direttamente o indirettamente con altri linguaggi, non ultimo quello dell'arte in tutte le sue declinazioni... Arte e design, Kartell e le espressioni artistiche del suo tempo: l'altra faccia di Kartell appunto." Pubblicato in occasione della mostra milanese, il volume offre un momento di confronto tra arte e design, creatività e produzione e presenta i contributi di Ferruccio Laviani (The Art Side of Kartell), Francesco Bonami (Trasparente rococò), Giovanni Gastel (Le magiche icone di Kartell) e Rita Selvaggio (Ouroboros).
30,00

Andy Warhol. Profano come sacro. Icone su carta del genio della Pop Art. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 111

Il volume propone sessanta opere del maestro americano che raccontano le sue vicende artistiche e personali: opere grafiche, firmate rigorosamente con il suo pennarello nero, da uno dei più grandi maestri dell'ultimo secolo, Andy Warhol, icona pop, disegnatore, grafico, pubblicista, fotografo, regista, produttore, impresario, artista del business. Un percorso completo che offre la possibilità di osservare i mille volti di Andy Warhol, di cogliere i significati più profondi della sua produzione artistica e che consente di ammirare i capolavori che hanno fatto la storia della Pop Art americana. Warhol uomo e Warhol artista sono qui perfettamente rappresentati da sessanta capolavori conosciuti in tutto il mondo e che lo hanno reso uno degli gli artisti più importanti e rivoluzionari dell'arte del Novecento.
25,00

Ex Africa. Storie e identità di un'arte universale

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 358

"Dall'Africa sempre qualche sorpresa", lo segnalava già Plinio il Vecchio scrivendo "ex Africa semper aliquid novi". Qui, il titolo "Ex Africa" allude anche a qualcosa d'altro, a un mondo che ormai non esiste più, definitivamente mutato nell'impatto con la modernità e con il modello culturale occidentale. Il sottotitolo, Storie e identità di un'arte universale, è la chiave interpretativa del racconto, fatto di storie d'arte e non solo; quindi anche storie di uomini e di incontri, di passato e di presente, a testimonianza del carattere contemporaneo di queste tematiche. Il volume, con oltre duecentocinquanta opere, raffinate testimonianze di grandi culture, traccia un viaggio nel tempo e nei luoghi tra l'XI e il XXI secolo, documentando, in nove sezioni, le, storie delle esplorazioni portoghesi del XV e XVI secolo e quelle dei grandi regni africani, l'eredità stilistica che le avanguardie storiche e la cultura europea hanno rielaborato nel secolo scorso e le dirompenti proposte di un'arte africana contemporanea.
39,00

Giorgio De Chirico. Il volto della metafisica

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 246

Il 1 ° gennaio 1919 - cento anni fa - Giorgio de Chirico (1888-1978), uno degli artisti più importanti e controversi del XX secolo, giungeva a Roma con il treno notturno da Ferrara, dove aveva prestato servizio militare nei tre anni e mezzo precedenti. La data segnava, insieme all'avvio del nuovo anno, l'inizio di un altro importante capitolo nella carriera del Pictor optimus, caratterizzato da stili e tecniche ispirati al classicismo e ai grandi maestri del passato. Il 1919 sarebbe stato di lì a poco anche utilizzato dai surrealisti e dalla critica successiva per indicare la fine del primo periodo metafisico di de Chirico (1910-1918) - periodo caratterizzato da quel genio creativo che incise profondamente sull'imminente nascita del surrealismo, di cui era considerato il precursore - e l'inizio della sua produzione "successiva", che si sarebbe estesa su un arco temporale di quasi sessant'anni. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, questo volume, attraverso l'esame di circa cento opere relative all'intero arco della carriera del Maestro, evidenzia come la produzione post-1918 non rappresenti un distacco dal primo periodo dell'arte metafisica (nonostante le variazioni di stile, tecnica, soggetto, composizione e tonalità di colore), ma un'evoluzione sempre più sofisticata: una metafisica continua. Un percorso dove passato e presente coesistono sullo stesso piano in una sorta di eterno ritorno nietzscheano e dove il cosiddetto volte-face del 1919 non è pertanto da intendersi come un ripudio, una reazione o una rivoluzione, ma come una continua rinascita attraverso la rivelazione metafisica.
35,00

Arturo Vermi. Catalogo ragionato

di Luciano Caramel

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 564

Il Catalogo Ragionato di Arturo Vermi (Bergamo, 1928 - Paderno d'Adda, 1988) presenta l'opera creativa dell'artista e ne diviene, per quella simbiosi tipica di Vermi tra impegno nell'arte e vissuto esistenziale, la sua vera biografia, dell'uomo oltre che dell'artista, dei suoi sentimenti, della sua sensibilità e spiritualità. Suddiviso in nove sezioni, ognuna corredata da note che la introducono, il Catalogo presenta tutte le opere note documentate e illustrate, adottando qui il criterio di procedere, come suggerito nel 1983 dallo stesso Vermi in una Lettera aperta, "come in un calendario, cercando di spiegare almeno i motivi contingenti e sociali che hanno motivato la ricerca". A partire dal periodo informale degli inizi (anni '50), viene qui presentata la vera ricerca del segno quale "interprete dello spazio". Dai segni dei primi anni '60 di Lavagne e Lapidi, questa gestualità diventa sempre più ordinata per approdare ai Diari, un linguaggio pittorico ridotto ai minimi termini: il segno è incisivo e protagonista, si ripete con sequenze che scandiscono la superficie pittorica al punto da poter essere interpretato come scrittura. Con il proseguire del suo lavoro, il segno è visto da Vermi come un tratto sempre più minimale: dai Paesaggi leggeri e irrazionali, alle tele monocrome segnate ora da un'asta verticale nelle Presenze, ora da due linee parallele in basso a destra nelle Figure in uno spazio tempo, ora da una linea orizzontale parzialmente incurvata a ricordo dell'onda del mare nelle Marine. Dalla metà degli anni '60 la sua opera risente della vicinanza di Lucio Fontana, stimolo per approfondire il concetto di spazio "lo spazio al di fuori della terra, lo spazio cosmico". Da qui, gli Approdi, in cui lo spazio diventa cosmico e il colore luce con l'applicazione di foglia oro e argento; gli Inserti, in cui lo spazio fuoriesce dalla struttura dell'opera, grazie all'inserimento nella tela di tavole dorate o argentate; e infine le Piattaforme, gli Esodi e i Frammenti, in cui la luce domina su tavole ricurve ricoperte da foglia oro, argento e grafite. Dopo aver eseguito un ciclo di opere dedicate agli astri nelle Lune e alle relazioni umane nei Colloqui, l'attenzione di Vermi si sposta verso una poetica di felicità, espressa nella rivista "Azzurro", di cui è ideatore e direttore, e nel "Manifesto del Disimpegno" del 1978. La sua ultima opera, L'Annologio, ne è esempio: "Un misuratore dei tempi più umano, più in sintonia con i nostri tempi", dice l'artista. Un orologio che compie un giro di un anno come la Terra intorno al Sole e che non suddivide la vita umana in frazioni, con conseguenti obblighi, doveri e imposizioni.
300,00

Noi. Non erano solo canzonette (1958-1982)

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 238

Penso che un sogno così non ritorni mai più. Gli anni che hanno rivoluzionato tutti gli aspetti sociali, etici ed economici del nostro Paese, raccontati dalla musica che ha saputo parlarne il linguaggio, descriverne i fatti, respirarne il clima e restituirne le emozioni. Dall'abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958 a quello di Paolo Rossi nella notte di Madrid del 1982, che laureò l'Italia campione del mondo, "Noi. Non erano solo canzonette" tocca ogni aspetto della vita sociale, del costume, della cronaca, del lavoro e dei cambiamenti nelle convinzioni etiche e morali di quegli anni. A costante contrappunto, cento canzoni italiane selezionate nel repertorio di quel periodo costituiscono una chiave di lettura e di approfondimento. Un "passo a due" fra musica e società, dove gli stili di vita, le mode, le relazioni interpersonali e perfino le stesse istanze sociali si influenzano reciprocamente. Nel volume, curato da Gianpaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini, con la partecipazione di Fabri Fibra, Vittorio Nocenzi, Giorgio Olmoti e Omar Pedrini, sfileranno il mutare del profilo delle città e delle campagne (Il boom), l'avvento del consumismo (Carosello), la conquista del tempo libero e delle vacanze di massa (Abbronzatissimi), l'emancipazione femminile (Pensiero stupendo) e giovanile (L'esercito del surf), le rivendicazioni sociali e i movimenti studenteschi (C'era un ragazzo che come me), le contrapposizioni tra laici e cattolici (Dio è morto), le lotte operaie (Contessa), il terrorismo (La locomotiva), le radio libere (Musica ribelle), le discoteche (La febbre del sabato sera) e infine il riflusso, che darà inizio agli edonistici anni ottanta (Splendido splendente). Catalogo della mostra (Torino, 22 marzo-7 luglio 2019).
35,00

Maurice Marinot. Il vetro 1911-1934

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 270

Un omaggio al grande artista francese che ha posto le basi del vetro contemporaneo grazie alla sua personale sperimentazione su forma e tecnica. Pubblicato in occasione della mostra organizzata da "Le stanze del vetro" in collaborazione con il Museo di Arti Decorative di Parigi, il volume indaga questa figura fondamentale per la storia del vetro moderno attraverso oltre 200 pezzi unici provenienti da prestigiosi musei e oltre cento disegni preparatori, tra schizzi e progetti per oggetti e per allestimenti. Protagonista di una rivoluzione, nella tecnica quanto nel gusto, infaticabile sperimentatore, Maurice Marinot (1882-1960) ha inventato formule di lavorazioni della materia emulate nei decenni a venire. Dopo una formazione parigina, la sua carriera prende avvio come pittore fauve, esponendo sovente col gruppo, ma è col vetro, al quale si avvicina quasi casualmente nel 1911, che trova la via della sua unicità. Già le sue prime prove presentano una forte unicità, poiché distanti da modelli precedenti e perché i motivi decorativi scelti dialogavano con eventuali anomalie della materia. Nel 1912 partecipa al Salon e dall'anno seguente inizia ad essere rappresentato dalla prestigiosa Galleria Hébrard (1913). Il rapporto col vetro diviene negli anni sempre più fisico e Marinot arriva a padroneggiare la tecnica e, a partire dal 1922-1923, soffia egli stesso creando pezzi unici dalle forme originali e dalle colorazioni raffinatissime. Passa da forme pulite dalle superficie lisce, che giocano con le bolle d'aria sospese nello spessore, a flaconi e vasi che incide con tagli profondi, o corrode con lunghi passaggi nell'acido. Anche quando mantiene il vetro trasparente, sottolineando la fluidità della massa lavorata a caldo, permane una forte sensualità tattile. Il volume documenta l'intera produzione del maestro vetraio, dalle prime realizzazioni a smalto ai vetri soffiati e modellati, e presenta i contributi di Pasquale Gagliardi, Olivier Gabet, Jean-Luc Olivié, Cristina Beltrami, Véronique Ayroles, Rossella Froissart, Jared Goss, Maurice Marinot.
45,00

La stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati e la sua collezione. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 110

Roma, 1944. Una stanza colma di arredi e oggetti preziosi, con quadri alle pareti, quasi tutti di un unico pittore: la stanza di Filippo de Pisis. La collezione è l'effetto di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingono e scrivono, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili: Luigi Vittorio Fossati Bellani ne è l'animatore. La mostra riunisce per la prima volta la collezione di opere, alcune mai esposte al pubblico, che Fossati Bellani aveva raccolto e allestito nella sua casa di Roma. L'esposizione, organizzata a Villa Necchi Campiglio grazie al FAI - Fondo Ambiente Italiano, è un omaggio al collezionista e alla sua passione per l'opera di Filippo de Pisis, che amava affiancare alle raffinate tele di Antonio Antony de Witt, Ottone Rosai, Alberto Savinio.
28,00

Mito. Dei ed eroi

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 208

Un palazzo la cui decorazione murale racchiude un prezioso bagaglio di memorie e di bellezza, ispirata principalmente al mondo antico, apre i suoi portali a una mostra dedicata al tema intramontabile del mito, attraverso la sua continua riscrittura nel tempo, dalle origini al neoclassicismo. L'edificio barocco, consacrato simbolicamente ad Apollo, diventa scrigno di una magnifica selezione di capolavori legati in modo profondo anche ad altri protagonisti dello spazio simbolico dell'antica "Casa Montanara": Ercole, Atena, Achille, Niobe, Marsia, Alessandro Magno. Custodi e testimoni, nel bene e nel male, dei fondamenti etici della civiltà europea, queste presenze introducono lo sguardo verso una dimensione ideale in cui domina luminoso il connubio tra le arti, come forma di accesso a una conoscenza superiore. La mostra "Mito" è un doveroso atto di omaggio a Palazzo Leoni Montanari, a vent'anni dalla sua apertura al pubblico come prima sede delle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo.
30,00

Le civiltà e il Mediterraneo

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 175

Un complesso di oltre cinquecentocinquanta reperti dall'Età Neolitica alla Tarda Antichità è il fulcro di "Le Civiltà e il Mediterraneo", mostra internazionale presentata a Cagliari presso il Museo Archeologico e Palazzo di Città. Un invito a scoprire la centralità della Sardegna all'interno delle millenarie rotte e vie di scambio attraverso le quali, proprio sulle coste del Mar Mediterraneo, si sono diffusi idee, modelli culturali, tecniche e manufatti. I reperti provenienti dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, dal Museum für Vor und Frühgeschichte di Berlino, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Musée National du Bardo di Tunisi, dal Museo Archeologico di Salonicco e dal Polo Museale della Sardegna, con i Musei Archeologici Nazionali di Cagliari, Sassari e Nuoro, danno vita a un racconto dove si intrecciano scoperte e territori, consonanze e singolarità tra culture diverse, che hanno popolato il bacino del Mediterraneo ma anche le regioni del Caucaso, con le quali, in mostra, si evidenziano possibili contatti o sviluppi paralleli. Una storia lunga e spettacolare che attraversa le epoche, un percorso tra manufatti di eccezionale valore e qualità che riportano alle origini dell'uomo e alla conoscenza della sua evoluzione.
29,00

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