Collana Contrappunti - Ultime novità

EDT: Contrappunti

Forme dell'addio. L'ultimo Gustav Mahler

di Ernesto Napolitano

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2022

pagine: 420

Le ultime opere di Mahler come congedo di un grande compositore dalla poetica del Romanticismo e come primo passo della musica sinfonica nella modernità del Novecento. La musica di Gustav Mahler gode di una popolarità senza paragoni nel mondo della musica classica primo novecentesca; alla sua estetica è spesso legata l'idea della fine di un'epoca, dell'estrema malinconia per un mondo in dissoluzione. Nel caso delle ultime Sinfonie, a questo carattere si aggiunge la deformazione che spesso è applicata alle opere estreme degli artisti scomparsi prematuramente, e cioè quella del presagio. Eppure, l'ascolto attento e scevro da pregiudizi delle ultime sinfonie di Mahler dimostra una straordinaria forza creativa, una volontà innovatrice e una ricerca sonora che poco si concilia con queste idee di caducità e di morte. Ciò che, in questo denso e rivoluzionario saggio, Ernesto Napolitano dimostra, è che sotteso alla musica di Mahler, specialmente a partire dalla Settima, sussiste, sì, un commiato, ma di tutt'altro tenore e di tutt'altra importanza artistica.
27,00

Umberto Giordano. L'uomo e la musica

di Agostino Ruscillo

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2021

pagine: 536

"In epigrafe allo spartito di Siberia, l'opera che più amava, Umberto Giordano riporta le parole incise da un prigioniero sul pilastro di confine fra la Russia e l'estrema regione della sua condanna: «L'amore e il dolore non hanno nazionalità». Un motto che potrebbe essere assunto a sintesi estrema del pensiero su cui poggia il teatro musicale del maestro foggiano". Autore di opere popolarissime e raffinate come Andrea Chénier, Fedora o Siberia, Umberto Giordano è una delle personalità di maggiore spicco del clima culturale e musicale europeo fin de siècle. Fra i pochissimi compositori del periodo ad avere mantenuto un posto stabile nel repertorio di tutti i teatri del mondo, Giordano visse la vocazione melodrammatica con cieca fiducia e spirito conservatore: pur guardando, come tanti suoi colleghi del tempo, al teatro wagneriano, il musicista pugliese preferì restare nel solco della tradizione melodrammatica italiana, accogliendo tiepidamente i rinnovamenti europei di primo Novecento. Attraverso un attento lavoro di analisi di tutta la documentazione biografica e le fonti, primarie e secondarie, disponibili, l'iter artistico di Giordano viene qui ricostruito con perizia e accuratezza di particolari: l'infanzia nella Puglia dei primi anni dell'Unità d'Italia, i severissimi studi musicali al Conservatorio di Napoli, i primi successi operistici (Mala vita, 1892), i rapporti con l'editore Sonzogno e con i librettisti, fra cui spicca la figura del talentuoso drammaturgo Luigi Illica, i grandi capolavori, da Andrea Chénier (1896) a Fedora (1898), Siberia (1903) e Mese mariano (1910), la compromissione con il regime fascista, la grandissima fama internazionale, la scomparsa poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
32,00

Electrosound. Storia ed estetica della musica elettroacustica

di Giacomo Fronzi

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 420

L'uomo d'oggi nasce e agisce in un paesaggio sonoro caratterizzato da una elettrificazione e digitalizzazione sempre più accentuata. Anche se questo è il quadro generale e quotidiano al quale siamo tutti in qualche modo assuefatti, la relazione tra sfera elettronica e universo sonoro costituisce un ambito d'interesse e di approfondimento ben più complesso e articolato. In questo volume si rintraccia, attraverso l'intero xx secolo e oltre, il percorso della rivoluzione estetica e sonora della musica elettronica ed elettroacustica, ricostruendo le principali tappe storico-geografiche attraverso le quali si è sviluppata nelle sue diverse varianti. Combinando musica colta ed extracolta, passato e presente, tecnica e filosofia, transitando dalle sale da concerto ai warehouse, l'autore presenta qui, per la prima volta in maniera così ampia e articolata, una mappa generale della musica elettroacustica, attraverso i suoi protagonisti, le diverse scuole, i suoi interpreti e i suoi ascoltatori. La panoramica che ne deriva spazia dalle pionieristiche esperienze del primo Novecento alla diffusione planetaria della musica disco, techno e dei rave, dedicando una particolare attenzione ai risvolti di carattere filosofico ed estetico, in una prospettiva fortemente internazionale e con la massima apertura nei confronti di tutti i generi musicali.
25,00

I primi 4 secondi di Revolver. La cultura pop degli anni Sessanta e la crisi della canzone

di Gianfranco Salvatore

Libro

editore: EDT

anno edizione: 2016

pagine: 398

Lo scopo di questo libro è di dar conto di una quantità di nuovi interessi, sia culturali sia esistenziali, della generazione che si trovò a compiere vent'anni durante gli anni Sessanta, e di mostrare come tali interessi fecero diventare inadeguato il modo in cui fino a quel momento la popular music, cioè l'espressione musicale delle culture popolari urbane, aveva concepito e costruito il suo modo di esprimersi attraverso le canzoni. E la "rivoluzione" (qualcosa che gira, revolving) di una generazione attorno a questi nuovi interessi a scatenare una rivoluzione delle sue forme espressive.
25,00

Claude Debussy. Il pittore dei suoni

di Stephen Walsh

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 351

A nessun compositore moderno riuscì come a Claude Debussy il miracolo di innovare dalle fondamenta il linguaggio musicale della propria epoca senza alienarsi il favore del pubblico. Pur dedicandosi anche alla critica e alla direzione d'orchestra, e non mancando di coltivare svariate relazioni sentimentali, la fedeltà all'arte di Debussy fu assoluta, e trovò il suo fondamento in due concetti irrinunciabili: la bellezza e l'esattezza di espressione. Uomo dalla spiccata personalità, Debussy già all'età di dieci anni si fece notare conquistando l'ingresso al Conservatorio di Parigi: nei primi 33 di 157 candidati. I suoi insegnanti ne correggevano le originalità armoniche e contrappuntistiche, ma ne ammiravano contemporaneamente l'ardimento, nonostante l'indole poco incline all'accettazione delle regole. E altrettanto conflittuale fu il suo rapporto con l'altra grande 'influenza' dell'epoca: la musica di Richard Wagner. Debussy, come gran parte dei suoi contemporanei, la studiò con profondo interesse, recandosi anche a Bayreuth per farla propria; non smise mai di cercarvi innovazioni tecniche e formali che fossero funzionali alla propria personale ricerca. Ne respinse con forza però lo spirito magniloquente, la retorica drammaturgica e il pesante nazionalismo, virando verso ben altri mondi sonori e testuali. E poi la fascinazione per il barbarismo e per la musica dell'Estremo Oriente, in particolare per il gamelan giavanese e le sue armonie così sospese, in cui "tonica e dominante non erano più altro che vani fantasmi da spaventare i bambini cattivi". Più a suo agio con i pittori e i poeti che con i colleghi musicisti, Debussy seppe far maturare la propria rivolta verso i principi accademici in un linguaggio modernista a tratti imparentato con il simbolismo e l'esotismo. Fu proprio questa affinità, insieme ad altre circostanze biografiche, ad alimentare un acceso e oggi in buona parte superato dibattito sulla qualità "impressionistica" della sua musica. In questo libro, Stephen Walsh, uno dei più acuti e rispettati critici e storici della musica della scena inglese, intesse con grande abilità la biografia e l'opera del compositore, per raccontare un'altra storia. Quella di un Debussy "pittore dei suoni" non tanto per le qualità immaginifiche della sua opera o per la vicinanza alle atmosfere degli impressionisti, quanto per il modo in cui lavora ai suoi soggetti, ai loro sviluppi e alle loro cornici, creando la forma musicale dalla sua pura necessità interna, senza curarsi di una sintassi o di una tecnica narrativa preconfezionata, classica o wagneriana che sia. Ne nasce un appassionante e inconsueto ritratto dell'uomo e dell'artista, fatto di documenti, analisi musicali e spunti critici intessuti con abilità in un grande racconto biografico. Perché, nelle parole di Walsh, è difficile immaginare gioia più grande di quella che può procurare occuparsi di Debussy, dalle sua vita e della sua meravigliosa opera.
28,00

Note dal silenzio. Le grandi compositrici dimenticate della musica classica

di Anna Beer

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 294

Fin da quando il nome del compositore di una melodia o di un brano musicale ha cominciato a essere tramandato, le donne che hanno osato presentarsi come creatrici e non come esecutrici o interpreti virtuose hanno dovuto affrontare una battaglia violentissima per affermare la propria voce. Questo libro raccoglie la storia di otto donne meravigliose che hanno scelto questa sfida. Una dopo l'altra, in periodi storici e contesti culturali diversi, dalla Firenze del Rinascimento alla Londra del Novecento, ciascuna di esse ha fronteggiato le ideologie e le consuetudini che cercavano di escluderle dal mondo della creazione musicale. Una dopo l'altra, hanno fatto la propria scelta, hanno giocato le proprie carte nel privato - la sfera femminile - e nel pubblico - la sfera maschile. Molte lo hanno fatto pur in accordo con la società del tempo su ciò che le donne erano capaci di fare, su come dovevano vivere e, punto cruciale, su che cosa potevano o non potevano comporre. Ma se essere compositrice significa, a quel tempo come ora, sfidare ogni avversità, allora è giusto raccontare in che modo tutte loro seppero dominarle e perseverare. Le otto compositrici qui presentate operavano in un contesto che riduceva al silenzio la maggioranza delle donne: le loro vite raccontano invece una storia di impegno e successi artistici che attraversa i secoli, una storia che dovrebbe essere fonte d'ispirazione per tutti e che ha i titoli per essere parte integrante del nostro patrimonio culturale, ma ancora non lo è. E siamo i primi a perderci.
26,00

Vita di Rossini

di Stendhal

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 405

Entrato in Italia al seguito di quelle armate francesi che ne avrebbero depredato palazzi e città, il giovane Stendhal scoprì nella musica la propria vera vocazione. Come un superbo teatro d'opera, l'Italia gli avrebbe offerto una gamma infinita di suggestioni, un modello di grandi gesta, un campo di passioni, e quelli che egli chiamò i "sentimenti teneri". La "Vita di Rossini", al pari di altre opere affascinanti di Stendhal e soprattutto dei suoi romanzi e racconti italiani, è il diario di questo incontro. Definendola un non-libro, arrogandosi il diritto di contraddirsi, di essere parziale, di sbagliare persino, montandola pagina per pagina con la registrazione degli umori più imprevisti e imprevedibili, egli ci ha così lasciato l'appassionata difesa di una civiltà che stava ormai scomparendo. Il mondo dell'opera, quello dei dilettanti di musica, degli "amateurs", quello del bel canto - mondi dei quali la musica di un genio folgorante come Rossini sembra costituire l'ultima incarnazione - diventano così pura utopia, sogno intravisto e non realizzato. Scrive Bruno Cagli nella sua prefazione: «La fonte è la testimonianza diretta del successo di Rossini, il risultato della registrazione di ciò che si diceva, ciò che si pensava, ciò che si discuteva. Se non dilettante a pieno titolo, Stendhal acquisisce il merito di perpetuare ciò che il dilettante prova. Il fascino della 'Vita di Rossini' sarà questo: aver visto, giudicato il fenomeno non con l'occhio analizzatore del tecnico e di colui che viene dopo, ma con il gusto e gli scarti di chi lo vede apparire occasionalmente sulla pagina della vita. Nella peregrinazione nella terra dei geni alla ricerca di un loro estremo esemplare, Stendhal si era imbattuto in Rossini. E si era accinto a fermare l'evento con la voce appassionata di quanti altri in Italia assistevano, dall'alto della loro passione per la musica e il bello, a quel medesimo fenomeno». Non biografia dunque, ma diario dell'immaginazione, pamphlet, atto di amore e di fedeltà a ciò che egli stesso definì "la mia follia" e che aveva ritrovato nelle pagine più alte delle opere buffe di Cimarosa e di Rossini: leggibile e godibile al pari di quella Certosa di Parma della quale costituisce un vero e proprio pendant.
27,00

A lezione dai maestri. Arte, alchimia e mestiere nella direzione d'orchestra

di John Mauceri

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 255

Al centro di ogni spettacolo musicale che veda impegnata un'orchestra si trova immancabilmente un personaggio misterioso: è l'unico a voltare le spalle al pubblico, e svolge un mestiere che conserva qualcosa di enigmatico persino per gli ascoltatori più esperti. È il musicista silenzioso, quello che sembra muovere mille fili invisibili agitando le mani dal podio; è l'artista a cui sarà riservata una buona parte degli applausi (o dei fischi) alla fine dell'esecuzione musicale, pur non avendone suonato neppure una nota. Ma che cosa fa, esattamente, il direttore d'orchestra? In che cosa consiste il suo valore? Quali competenze deve avere? Come le ha acquisite? Come si giudicano le sue capacità? Che vita conduce? Quali sono i suoi rapporti con l'orchestra, con i cantanti, con gli impresari, con le istituzioni musicali, con i colleghi? E, soprattutto, fino a che punto l'esecuzione di una composizione può essere influenzata dal suo pensiero e dalla sua arte? Con l'autorevolezza che deriva da oltre cinquant'anni di carriera internazionale, svolta in tutti i grandi teatri del mondo, con le migliori orchestre e i solisti più acclamati, John Mauceri prova in questo libro a rispondere a queste e a molte altre, più sottili domande in un linguaggio chiaro e comprensibile a ogni tipo di lettore. Attingendo ai mille episodi e aneddoti di cui è ricchissimo il mondo dei grandi direttori (i più pettegoli fra i musicisti, come egli stesso ci spiega), non lesinando dettagli tecnici di straordinaria finezza e annotazioni storiche musicologicamente ineccepibili, Mauceri mette a nudo il senso profondo, la magia, la grandezza e le miserie di una professione che ha pochi paragoni per difficoltà, responsabilità e fatica. La sincerità disarmante con cui descrive questo mondo di musicisti ineguagliabili e di più semplici mestieranti, di meravigliose figure d'artista e di personalità dall'egocentrismo sfrenato può lasciare sconcertati, ma si rivela un'introduzione all'arte dei grandi maestri della direzione d'orchestra di inedita potenza narrativa.
25,00

Progressive rock. Ascesa e caduta di un genere musicale

di David Weigel

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2018

pagine: 361

Il progressive rock è apparso come un terremoto sulla scena musicale britannica della fine degli anni Sessanta, arrivando in pochi anni a conquistare l'intero mondo musicale; un fenomeno geniale e onnivoro, diverso da tutto, spettacolare e ricercato oltre ogni naturale misura. Un successo globale che fruttò alle case discografiche introiti immensi. Eppure oggi il ricordo che ne abbiamo è spesso quello di una musica pomposa e vuota, con arrangiamenti troppo ricchi e cantanti troppo appariscenti. Come è stato possibile che la musica che ambiva a spostare i confini del pop verso l'infinito si sia, dopo neanche un decennio, rinchiusa nel suo piccolo regno di nostalgia e magniloquenza? David Weigel ripercorre in questo libro le vicende degli uomini e delle (poche) donne del progressive, lasciando la parola agli stessi protagonisti: attraverso centinaia di testimonianze originali, Weigel porta il lettore dalle radici del genere, con le ambizioni sinfoniche di Moody Blues e Procol Harum, fino al concerto dei King Crimson a Hyde Park nel 1969. Dall'epifania del Moog, apparso a Keith Emerson in un negozio di dischi di Soho, alla distruzione dei primi organi Hammond a colpi di coltello. Dalle ambiziose cover di musica classica alla suite di "Tubular Bells". Dal teatro musicale dei Genesis alle turbolente vicende degli Yes, e ancora oltre, negli anni Ottanta e Novanta della "decadenza", con il successo dei Rush, degli Asia, dei Porcupine Tree. Il suo ampio e articolato racconto è arricchito nell'edizione italiana da un denso capitolo di Jacopo Tomatis dedicato alla scena "nazionale", snodo importante e creativo di un genere cosmopolita come pochi altri. Completa il volume una serie di foto originali di Roberto Masotti.
26,00

Quando il mondo si fermò ad ascoltare. Van Cliburn, il pianista che vinse la Guerra fredda

di Stuart Isacoff

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2018

pagine: 253

Aprile 1958, la cortina di ferro non è mai stata così pesante, gli Stati Uniti e il blocco sovietico si contendono la supremazia mondiale in una cupa battaglia combattuta a colpi di competizioni sportive, lanci di satelliti e minacce nucleari. L'esito della prima edizione del concorso pianistico Cajkovskij, organizzato dal ministero della cultura dell'URSS, sembra pertanto scontato. Poi accade l'incredibile. Mentre le giovani promesse del pianoforte cominciano le prove eliminatorie, si diffonde la notizia di un giovane e magrissimo pianista texano dal talento smisurato e dalla tecnica trascendentale: Van Cliburn. Il pubblico russo, attentissimo a questo tipo di manifestazioni, resta affascinato dal temperamento romantico e passionale del giovane sconosciuto, e comincia a fare il tifo per lui contro ogni logica nazionalista; la giuria, pur discutendo, gli tributa i massimi voti e quello che rischia di diventare un incidente diplomatico giunge alle orecchie dei vertici politici. Scritto da uno dei maestri della divulgazione musicale, l'autore di Temperamento e della Storia naturale del pianoforte, questo libro racconta per la prima volta la storia di quei giorni delicatissimi ed entusiasmanti, quando l'arte, il talento personale, la politica e le tragedie della storia sembrarono confrontarsi pericolosamente. Isacoff descrive il clima di terrore nel quale si svolse il concorso, presieduto da Dmitrij Sostakovic, le storie personali dei componenti della giuria, un impressionante conglomerato di talento che comprendeva personalità del calibro di Sviatoslav Richter, Emil Gilels, Dmitrij Kabalevskij, Heinrich Neuhaus e altri ancora. Ritraccia attraverso documenti originali e testimonianze inedite gli incontri della giuria, i confronti diplomatici e politici, la crescente tensione, il verdetto e le profonde conseguenze che esso avrà sul clima culturale di quegli anni negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica. E naturalmente sulla vita e sulla carriera personale di Van Cliburn. La cronaca di una vicenda che è anche una commovente celebrazione della volontà artistica e della libertà intellettuale che la musica è in grado di donare all'umanità. Anche in una delle pagine più buie della storia.
24,00

Dalla Scala a Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington

di Luca Bragalini

Libro

editore: EDT

anno edizione: 2018

pagine: 296

L'immagine sonora che molti appassionati di jazz tuttora associano a Duke Ellington si limita ai canonici tre minuti di musica "hot" e ballabile, magari accompagnata dal fascino personale e dalla leggerezza a cui l'elegante musicista ha abituato il suo pubblico. Ma quella che Luca Bragalini racconta in questo libro è tutta un'altra storia: una di quelle che una volta conosciute possono cambiare il nostro orizzonte d'ascolto. Il punto di partenza è un episodio apparentemente marginale della carriera di Ellington: la registrazione nel 1963 a Milano, con un gruppo di musicisti del Teatro alla Scala, di un brano sinfonico intitolato "La Scala. She Too Pretty to Be Blue". Le circostanze di questa incisione erano finora avvolte nel mistero: Bragalini ricostruisce i fatti, incontra i testimoni superstiti, getta luce sui motivi del disinteresse del mondo musicale italiano, riporta persino alla luce un set di fotografie inedite originali. Conducendo un profondo lavoro di scavo culturale e di revisione critica che lo porterà nel cuore di Harlem, il centro di irradiazione della cultura e delle lotte degli afroamericani, Bragalini indaga l'intera produzione sinfonica di Ellington, finora valutata con una certa sufficienza dagli storici del jazz, giungendo a dimostrare quale fosse la portata culturale, intellettuale e politica che il musicista quasi cripticamente affidava a queste partiture. Attraverso l'analisi di documenti inediti come i file secretati dell'FBI, creando originali collegamenti con la letteratura, la pittura e la fotografia dell'epoca, seguendo brillanti intuizioni storiche - fra cui la scoperta sensazionale di una settima opera sinfonica di Ellington presentata nel cd allegato a questo volume - e soprattutto attraverso un'attenta analisi musicologica, Bragalini fa emergere un nuovo ritratto di Duke Ellington, quello cioè di un artista consapevole e impegnato, in fuga dalle classificazioni ma vicino al cuore di Harlem, "il centro nervoso dell'America nera che avanza". Prefazione diDavid Schiff. Contiene Cd audio con musiche inedite di Duke Ellington.
25,00

Il Parsifal di Wagner. Testo, musica, teologia

di Giangiorgio Satragni

Libro: Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2017

pagine: 209

Si è spesso discusso circa la religiosità del capolavoro estremo di Richard Wagner, Parsifal, un aspetto a volte condiviso, a volte rifiutato: di fronte a letture anche profondamente divergenti sia nell'ambito degli studi sia in palcoscenico e nella molteplicità di visioni spesso intellettuali e speculative, è opportuno interrogare da capo l'opera d'arte individuando le sue radici autentiche. Che cosa dice in sé il "Bühnenweihfestspiel", la "sagra scenica sacra", come Wagner definì nel sottotitolo il lavoro, inventando di fatto un nuovo genere musicale? Quali furono i riferimenti per Wagner e le sue osservazioni lungo la genesi? Soprattutto, quale fu il risultato confluito nella veste finale della partitura? Questo libro mira a fondere l'analisi testuale con quella della musica, cercando di capire in che modo Richard Wagner, scrivendo un dramma musicale che tratta della redenzione, esprima questa non soltanto in termini verbali e di trama, ma attraverso l'uso dei motivi conduttori, dell'armonia e dell'arte orchestrale. L'analisi comparatistica permette inoltre di individuare, anche a livello di fonti, l'intreccio di filosofia, letteratura e musica, ma è solo con l'accostamento della teologia alla musica che si può cogliere l'essenza autentica dell'opera e del suo contenuto di redenzione. Sono dunque queste le basi su cui costruire una lettura del nucleo del Parsifal avanzando una nuova esegesi del suo aspetto genericamente definito "religioso", che si configura, piuttosto, come una teologia del suono e, a tratti, una teologia nel suono, ovvero una visione escatologica e trascendente con puri mezzi musicali.
26,00

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