Collana Collezione di poesia - Ultime novità

Einaudi: Collezione di poesia

L'isola dei topi

di Alberto Bertoni

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 144

"Dalle cose, ho divorziato. Le compro, mi cadono, ne rompo l'involucro e via nel cassonetto oppure le sposto e le trasloco di senso e di ruolo come un vecchio gioco, così mi sento l'uomo più adatto a conquistare l'assoluto non essere che sono Le sistoli e le diastoli che fanno pulsare questo libro sono il ricordo e la dimenticanza, che si alternano fin dalla prima poesia in una dialettica che non sembra poter trovare sintesi. C'è una pulsione a ricordare e una a dimenticare. C'è una volontà di tagliare legami e una di rafforzarli, di difenderli dal tempo. In questo percorso, movimentato dalla presenza di animali reali e simbolici - uccelli, gatti, cavalli, insetti -, si attraversano luoghi e persone come intravisti da una porta di casa che non si sa se tenere aperta o chiudere una volta per tutte. La voce che ci conduce vorrebbe essere distaccata, disprezzare la nostalgia, salvo riaccendersi improvvisamente per passioni non sopite (in primis le corse di trotto) o per antiche e moderne idiosincrasie. Ma inquietanti immagini di topi (l'ennesimo, definitivo animale del libro) si insinuano parossisticamente tra i versi dell'ultima sezione. Nemici spietati o solo messaggeri di qualcosa che non si riesce ad avvertire compiutamente, l'oscura minaccia dei topi porta il ritmo delle poesie alla fibrillazione. L'elegante controllo delle ambivalenze si sgretola lasciando spazio a un profondo disagio, ma anche, simmetricamente, a un estremo attaccamento al mondo interiore ed esterno."
12,00

Satire

di Ludovico Ariosto

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 160

"Io son de dieci il primo, e vecchio fatto di quarantaquattro anni, e il capo calvo da un tempo in qua sotto il cuffiotto appiatto. La vita che mi avanza me la salvo meglio ch'io so: ma tu che diciotto anni dopo me t'indugiasti a uscir de l'alvo, gli Ongari a veder torna e gli Alemanni, per freddo e caldo segui il signor nostro, servi per amendua, rifà i miei danni. Il qual se vuol di calamo et inchiostro di me servirsi, e non mi tòr da bomba, digli: - Signore, il mio fratello è vostro -". Le Satire dell'Ariosto, di forte influenza oraziana, sono un testo originale sia per l'inusitato utilizzo della terzina dantesca in una serie di componimenti epistolari, sia per l'abbandono del tono predicatorio e moralistico tipico della tradizione della satira dai tempi di Giovenale, a vantaggio di un andamento più affabile e cordiale. I travagli personali, mescolati a divertenti quadretti narrativi, sfociano in profonde riflessioni sulla vita senza mai alcun momento di enfasi o toni troppo gravi. Questo ne fa una delle opere più piacevoli fra i classici della letteratura italiana. Cesare Segre cominciò ad occuparsi di un'edizione delle Satire dell'Ariosto per Einaudi alla morte di suo zio Santorre Debenedetti (1948), che aveva impostato il lavoro con l'assistenza del nipote. L'edizione uscì, dopo infinite vicissitudini, nel 1987 ed è stata molte volte ristampata. Ora ne proponiamo una versione aggiornata sulla base delle ultimissime correzioni d'autore e della nuova introduzione fatta uscire da Segre per l'edizione francese delle Belles Lettres nel 2014, l'anno stesso della morte dello studioso. Una sola la variante testuale, ma molti cambiamenti nelle note, nella nota al testo e nella bibliografia.
13,00

Ad nòta

di Raffaello Baldini

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 152

Come in tutte le sue raccolte poetiche, in "Ad nòta", cioè la notte, Baldini mette in scena personaggi di paese, ma come stravolti, beckettiani. Riscatta il bozzetto di provincia con una visionarietà surreale e con un'affabulazione che provoca continui cortocircuiti mentali. Ma proprio in questo libro che sta in mezzo alla sua produzione poetica, dopo "La nàiva" e "Furistír" e prima di "Ciacri" e "Intercity", Baldini ha collaudato quel monologo torrentizio senza pause tanto efficace nella recitazione in pubblico (di cui Baldini stesso era un campione insuperabile). Questi monologhi si strutturano in catene aperte di associazioni che sembrano deragliare all'infinito, ma che invece vengono sapientemente ricondotte al punto di partenza o culminano in una riflessione finale nella quale l'autore, quasi appartato dietro ai suoi personaggi, fa sentire la sua voce ironica e malinconica. Tutti i suoi personaggi sono dei falliti, ma con ossessioni geniali. Baldini li ama profondamente e li fa amare a tutti i suoi lettori.
12,50

Filo spinato

di Alessandro Fo

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 128

Il filo spinato del titolo è quello che, trattenendo il nonno di rientro da un assalto durante la Grande Guerra, gli salvò la vita. Senza quel filo non ci sarebbero stati il padre del poeta, né la zia Bianca, né lo zio Dario, né il premio Nobel di quest'ultimo. Incontriamo poi in questo libro un ricco romano del IV secolo, di cui rimane pressoché solo il nome: ma fu grazie a lui se il giovane Agostino poté studiare. Senza di lui, niente Confessioni. E poi, ancora, una borsetta di perline trovata fra le macerie della Seconda guerra mondiale e conservata durante la prigionia per essere regalata a una futura nipote, che ora l'ha riposta così gelosamente da non riuscire più a trovarla. La consolazione di un declivio fiorito lungo la strada che conduce a un lavoro logorante. Una pagella del 1934, nella quale un 6 in matematica fa ancora recriminare dopo più di ottant'anni l'alunna che lo ricevette. Un garage da sgomberare, in cui giace un tesoro di lettere di Ripellino. L'avvento salvifico di vecchi libri sbrindellati nella cella di una prigione. Le poesie di Alessandro Fo raccontano piccoli episodi come ripresi da vecchie foto, sempre con la speranza che qualcosa resti, dopo la fine di ogni storia. Sempre con la certezza che tra lo scomparire e il riemergere ci sia un filo sottile, spinato o no, a cui tutti siamo appesi.
11,00

Groppi d'amore nella scuraglia

di Tiziano Scarpa

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 120

Questo poemetto giunge alla terza edizione dopo quelle, in altre collane einaudiane, del 2005 e del 2010. Ed è un'edizione nuova per interventi strutturali dell'autore, oltre che per l'aggiunta di un testo in appendice. In questi quindici anni di vita la saga comica e poetica di Scatorchio, che per fare dispetto al suo rivale in amore aiuta il sindaco a trasformare il paese in una discarica di rifiuti, ha avuto molti lettori e molti spettatori dato che il poemetto, di intima natura teatrale, è stato più volte messo in scena. È un libro originalissimo, scritto in una lingua dialettale inventata, sapientemente primitiva. Nel monologo si affollano le voci di personaggi come l'amata ma non bellissima Sirocchia, la vidova Capecchia, che scoprirà di non essere tanto vedova, lu nonnio, maestro di educazione sentimentale... E un bestiario di esseri non meno infelici e desideranti degli uomini: lu gatto gattaro, lu cane canaglio, lu rundenello, lu surcio pantecano. Scatorchio parla con loro come parla con Gesù e con la Maronna e Iddio Patro in una lingua che attinge alle parlate centro-meridionali ma anche ai volgari delle origini. Proiettando una questione d'attualità (lo smaltimento dei rifiuti, la protezione della natura) in una storia senza tempo, un mito archetipico, una preghiera universale.
11,00

Quinta stagione. Monologo drammatico

di Franco Marcoaldi

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 80

Mille voci - furiose e dolcissime, alte e sfrenate, colte o volgari, precipitose, afferrate per strada o riprese dalla tradizione letteraria - coabitano nella mente del protagonista di questo monologo drammatico. Il poeta-ventriloquo tutte le accoglie per comporre la sua appassionata sonata alla "Quinta Stagione", il tempo nuovo, difficile, confuso, sconcertante, che s'impone. Una nuova stagione in cui, al di là delle maschere della vita sociale e delle narrazioni private ad uso consolatorio, siamo chiamati a fare i conti con noi stessi. Con la nostra intima verità. Umile, prosaica, contraddittoria. Aperta alle questioni finali. Così da ritrovare la nostra propria appartenenza al flusso collettivo e universale. Noi, nel Mondo. Il poemetto, dalla forte impronta teatrale, si snoda secondo quella forma discorsiva-divagante, in cui Marcoaldi è maestro. Ma più l'andamento si fa sussultorio e centrifugo, più conduce il lettore nella selva oscura del senso profondo della vita. E dietro il tono apparente di conversazione, prende corpo qualcosa di molto simile a una Apocalisse. Che racconta la fine irreversibile di un tempo ormai per sempre consumato, e anticipa in controluce un possibile, nuovo inizio.
10,00

La domanda della sete 2016-2020

di Chandra Livia Candiani

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 152

«Qualcuno è bravo con i nomi sa un nome per tutte le cose». Chandra Livia Candiani invece i nomi li confonde, li centrifuga, li riassegna dandogli piú forza. Essere in una stessa poesia cammello, seme di una mela, cane, fiamma e altre cose è rinominare il mondo con un'altra logica. La forte metaforicità di questa poetessa è tutt'uno con la ricerca di fermare in linguaggio il flusso incessante di sensazioni contrastanti ed entità che la attraversano, che ci attraversano. Se nell'atto del camminare dice di essere per metà uccello e per metà albero, non è solo un'analisi precisa della natura umana che tende contemporaneamente a staccarsi da terra e ad ancorarsi ad essa. Non è una semplice iperbole. È la condivisione della natura di uccello e di albero, che stanno dentro quella umana, perché tutte stanno insieme in un'«orchestra del mondo», fatta «di gridi e canti bisbigli e strepiti». Non sempre in perfetta armonia. I versi di Chandra, le sue parole, le sue metafore, vengono da quella partitura.
12,50

Vita meravigliosa

di Patrizia Cavalli

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 128

Fosse vissuta sei o sette secoli fa, nelle terre umbre dov'è nata, Patrizia Cavalli sarebbe stata senz'altro una delle grandi mistiche di quel periodo. Le sue esatte visioni verbali avrebbero narrato i misteri più sensibili della divinità, e le sue estasi, i suoi terrori e le sue ebbrezze sarebbero stati registrati e trascritti con devozione dai fedeli amici intorno a lei. Nei nostri tempi, invece, Patrizia Cavalli si è proposta il compito, più arduo, di dare parola ai misteri profani di cui tutti facciamo esperienza: all'indicibile nostalgia di settembre, che ogni anno, regolarmente, ci trafigge; al pulsare frenetico della «nemica mente», quando insegue e controlla ogni lieve mutamento del corpo; alla felicità che scende, come rugiada dal cielo, se una certa luce pomeridiana si mostra all'improvviso. In ogni verso, il ragionare poetico di Patrizia Cavalli non cerca, ma trova. Il suo ardente, ostinato desiderio conoscitivo non chiede altro che arrendersi, infine, dinanzi allo stupore e all'evidenza dell'apparizione poetica. "Vita meravigliosa" rappresenta una summa della poesia di Patrizia Cavalli, attraverso le ossessioni ricorrenti, i temi e i molteplici registri stilistici che la caratterizzano. Insieme ai molti fulminei epigrammi, comici o filosofici (spesso le due cose insieme), compaiono i monologhi ipocondriaci, quasi teatrali, oltre alle tante poesie d'amore, non prive di ferocia descrittiva, e un breve poemetto, "Con Elsa in Paradiso", dove la promessa - o la minaccia? - della vita eterna apre al poeta la possibilità terrestre di «abolire, non dico la realtà / ma ogni traccia di verosimiglianza». Poco importa che il poeta dica sempre 'io': quell'io è talmente dilatato, talmente elastico da includere nella sua lingua ogni cosa, purché esista e viva.
11,00

Filamenti

di Elisa Biagini

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 96

«Nella prima edizione del suo "Frankenstein" Mary Shelley cita Erasmus Darwin e il suo «filamento», intuizione geniale che contribuirà alla stesura dell'"Origine delle specie" da parte del nipote Charles. Non a caso forse "Filamenti", ultimo libro di Elisa Biagini, inizia con una frase di Mary Shelley per poi comporsi e decomporsi sulle pagine con la precisione che caratterizza da sempre una poesia in continuo dialogo con altre scritture, da Emily Dickinson a Paul Celan. Stavolta l'ispirazione letteraria si coniuga anche con la volontà di «annusare la terra», descrivendone le diramazioni, le ramificazioni attraverso un galvanismo delle parole che scuote la biografia propria e altrui». (Antonella Anedda)
10,00

Dimora naturale

di Andrea Bajani

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 64

Il secondo libro di poesia di Bajani è attraversato da molti animali. Da quelli selvaggi dei documentari che ci ipnotizzano in tv, a gabbiani e storni osservati nei cieli cittadini, dal polpo di cui si è scoperto un cervello diffuso lungo il corpo fino alle mosche dipinte sugli orinatoi. Tra questi l'uomo, specie tra le specie, vorticante insieme alle altre sul pianeta; come loro cerca il contatto con la terra e come tutti non la riconosce più dopo averla violata così tanto. Ha la presunzione che la materia cerebrale gli dia diritto di dominio, e finge di ignorare quanto sia la sua condanna: «L'inserimento del cervello dentro il cranio è la vendetta più spietata: cercate invano, cercatela in eterno, una ragione a questa insensatezza». Tra felini che sbadigliano contagiando gli umani dallo schermo, camosci che incuranti delle politiche dell'epoca scavalcano i confini, all'uomo non resta che esprimere la specie a modo proprio: «È la poesia, lo strazio vocale di ogni io. Bello o brutto, è il verso che facciamo». Dunque una raccolta di poesie naturali, sempre legate a uno sguardo che può essere realistico, iperrealistico o visionario. Da queste immagini parte la scintilla per un gioco di analogie e di cortocircuiti mentali che spiazzano il lettore e lo coinvolgono emotivamente.
9,00

Acqua acqua fuoco

di Laura Accerboni

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 136

Acqua e fuoco sono gli elementi che attraversano questa raccolta da cima a fondo. Acqua che invade le case dove abitiamo, che si insinua sotto il letto, che «arriva / alle lenzuola / e annega / ogni cosa». Un'eco delle morti nel Mediterraneo («Si disfano / i compiti / nell'acqua. / Li hai messi / in mare aperto? / E quante / giustificazioni / servono / se non torna / l'appello?») che diventa un incubo domestico, risuona nelle vite quotidiane tutte casa e supermercati. Una poesia ricorda anche il crollo del ponte Morandi, ma queste ispirazioni dalla cronaca più drammatica rifluiscono in un meccanismo di immaginazione macabra tutta interiorizzata, nel quale la logica del noi e loro non sembra avere piú senso. L'universo di corpi mutanti, un po' animali, un po' cadaveri, protagonisti del libro, è allo stesso tempo dato esterno e interno. Il fuoco è corpi che bruciano ma anche, forse, una via di fuga. La propulsione verso una lontananza dispersa tra galassie e pianeti che viene evocata nelle ultime poesie è forse la conclusione di un percorso, il ritrovamento di ciò che fin dall'inizio si cercava. Con questi versi pieni di ferocia e di angoscia scritti con straniante impassibilità, Laura Accerboni snoda una originale poesia politica in forma macabro-surreale.
11,50

Poeti giapponesi. Testo giapponese a fronte

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 380

Akegata Misei, Arakawa Yoji, Fujii Sadakazu, Fuzuki Yumi, Hachikai Mimi, Irisawa Yasuo, Isaka Yoko, Ishimure Michiko, Ito Hiromi, Koike Masayo, Misumi Mizuki, Nomura Kiwao, Ooka Makoto, Park Kyongmi, Sasaki Mikiro, Sugimoto Maiko, Takahashi Mutsuo, Tanikawa Shuntaro, Wago Ryoichi, Yae Yoichiro, Yoshimasu Gozo, Yotsumoto Yasuhiro. Ventidue autori e autrici scelti fra le generazioni che si sono susseguite a partire dai nati negli anni Venti, come Ishimure Michiko, fino a Fuzuki Yumi che è nata nel 1991. È la più ampia panoramica della poesia giapponese contemporanea. I temi sono vari, da quelli politici (soprattutto nell'immediato dopoguerra e nel 1968 e dintorni) a quelli mistico-naturalistici, a quelli del disagio esistenziale. Diversissime le tendenze stilistiche in una feconda dialettica fra influenze letterarie occidentali e legami più o meno stretti con la tradizione classica giapponese; unico tratto formale in comune: il verso libero. L'introduzione di Maria Teresa Orsi e le note di Alessandro Clementi degli Albizzi sugli autori (quasi dei piccoli saggi) ci permettono di entrare nel modo migliore in un mondo poetico lontano, ricco di voci profonde e originali.
18,00

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