Collana Serie bianca - Ultime novità | P. 32

FELTRINELLI: Serie bianca

Il diritto di tutti. Per una nuova cultura del lavoro

di Maurizio Landini

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

pagine: 160

L'Italia che conosciamo oggi è attraversata da tensioni profonde, che la politica populista di destra come di sinistra ha creato, ha incentivato e ha saputo utilizzare per guadagnare consenso e governare. La politica dell'immigrazione è tra le più evidenti. Siamo così sicuri che la minaccia alla nostra sicurezza sia l'invasione dei migranti, destinati a essere criminali o ladri di lavoro? Secondo Maurizio Landini la vera battaglia da combattere è quella per riunificare il mondo del lavoro. La politica, però, sembra pensare ad altro, impegnata in una campagna elettorale permanente che oscura i problemi reali del Paese: una crescita economica ridicola, la mancanza di investimenti, una costante e forse inarrestabile diminuzione della capacità produttiva del Paese, una disoccupazione giovanile ferma ai peggiori livelli del secolo, una precarietà in aumento, l'instabilità del territorio, scuola, università, ricerca mortificate, uno stato sociale pubblico in ritirata. La povertà, secondo l'Istat, è in aumento. La flat tax e i condoni non sono certo soluzioni credibili. Si moltiplicano invece le tentazioni autoritarie di un sovranismo che ci isola in Europa e nel mondo. E che, all'interno, aumenta i poteri delle forze di polizia, usa una retorica che evoca il "ventennio", scoraggia la partecipazione delle persone alla cosa pubblica, creando così le condizioni per una pericolosa contrazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Così la nostra democrazia è entrata in una fase di pericolosa incertezza. Con un linguaggio semplice e chiaro, il nuovo segretario generale della Cgil svela le insidie della regressione culturale, economica e politica in corso con un manifesto decisivo che mostra i diritti a cui non possiamo rinunciare e mette a fuoco quelli che dobbiamo ancora conquistare a partire da una vera libertà nel lavoro.
14,00

Il dominio del passato. Geopolitica delle nostre radici

di Lucio Caracciolo

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

pagine: 224

L'uomo è un animale progettante. Non potrebbe vivere senza futuro. Senza speranza. Le utopie sociali, politiche e geopolitiche segnano da sempre e per sempre la parabola dell'umanità. Eppure, al meglio, di queste nel tempo storico resta una traccia, un segmento. A vincolare la realizzazione delle grandi utopie non sono solo i limiti del tempo in cui queste vengono pensate e perseguite. È soprattutto il passato a limitarle. Lucio Caracciolo ci conduce così nell'anno in cui gli americani scoprirono l'Europa, il 1945, per capire se un'Europa davvero europea sia possibile. Conosciamo l'insostenibile leggerezza della Germania, che non è mai stata una nazione, ma un insieme di popoli e tribù, con enormi conseguenze per il nostro continente. La Brexit è l'evento scatenante che rimette in discussione l'identità di ciò che resta di un impero grandioso. La Francia è la massima utopia statuale realizzata in Europa e forse nel mondo ma oggi le sue molte anime mettono in crisi l'autorità del suo fortissimo centro. L'Italia oggi rischia di disgregarsi in molte sub-Italie a vantaggio di potenze vicine e lontane e Roma, forse, non è davvero eterna. Per capire chi siamo, dove siamo, quel che (non) possiamo, dobbiamo dunque scandagliare le radici antiche dell'oggi. Così scoprendo quanto angolo ci resta per soddisfare la nostra insopprimibile volontà di domani. Un percorso appassionante nella storia e nello spazio politico per capire il dominio del tempo. Non per subirlo. Al contrario: per misurare quanto ci è consentito sfuggire al passato. Quanto siamo liberi. E forse scopriremo che quel poco è più di quanto immaginiamo, meno di quel che vorremmo.
16,00

Ostaggi. Il nuovo business mondiale del terrore

di Loretta Napoleoni

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2018

pagine: 240

Quando un italiano viene rapito (o, tragicamente, ucciso durante un rapimento) in un paese lontano e sconvolto dalla guerra civile, improvvisamente tutti noi, e i media nazionali, scopriamo la drammatica realtà di uno dei business in maggior crescita nel mondo: quello dei rapimenti. Ma la realtà è molto più articolata, più ampia, più pervasiva di come ci viene raccontata nei rari momenti in cui la cronaca si impone. Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo ed economia illegale, racconta in questo libro tutta la sconvolgente verità su questo fenomeno, forse il business in più rapida crescita nella globalizzazione del crimine.
16,00

L'invenzione del populismo. Critica di un'idea che ha cambiato il discorso politico

di Marco D'Eramo

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2018

pagine: 160

Sono sempre di più i movimenti politici e sociali che vengono sprezzantemente tacciati di "populismo" da governi specializzati in misure antipopolari. Eppure, fino alla Seconda guerra mondiale, molti partiti erano fieri di dirsi "populisti". Il concetto di populismo è dato per scontato, come se tutti sapessero di che cosa stanno parlando. In realtà sono almeno cinquant'anni che gli "scienziati della politica" dibattono su cosa sia esattamente. Nel discorso politico contemporaneo una cosa è certa: nessuno si autodefinisce populista. Il populismo, allora, è uno strumento utile soprattutto per identificare e caratterizzare quelle parti politiche che tacciano i loro avversari di populismo.
15,00

Abolire la guerra

di Gino Strada

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2018

pagine: 176

«L'aspirazione più degna dell'uomo è abolire la guerra», ha detto papa Francesco pochi mesi fa. Intanto, ciascuno di noi assiste a un'escalation che riguarda tutti gli uomini e le popolazioni, in ogni angolo del mondo. Ma che cosa significa per un medico misurarsi con la ferocia dell'uomo sull'uomo? Per la prima volta Gino Strada, che ha visto la guerra da vicino in Asia, in Africa, in Medio Oriente, in America Latina e in Europa, racconta la sua storia, che ha un solo esito possibile: costruire un mondo senza guerra. «Anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti. Il 90 per cento delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo il nemico?». Da più di venticinque anni Strada lavora sul campo in regioni devastate dalla guerra. Ha potuto toccare con mano la realtà della carneficina dei civili, che spesso si consuma in aree in cui le strutture sanitarie sono insufficienti. Per questo sa bene che la speranza condivisa in tutto il mondo all'indomani della Seconda guerra mondiale, quella che ha condotto all'istituzione delle Nazioni Unite in difesa della pace e dei diritti umani, si è rivelata vana. Secondo Strada, oggi nessuno degli stati membri dell'Onu applica completamente i principi che si è impegnato a rispettare. Perché la guerra, in tutte le sue forme, è la più aberrante, diffusa e costante violazione dei diritti umani. Cancella il diritto di vivere e, dove anche si sopravvive, il diritto a una vita dignitosa, a un lavoro e a una casa, all'istruzione e alla sanità. La tragedia delle vittime è la sola verità della guerra. L'abolizione dei conflitti diventa così un compito urgente e necessario.
15,00

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