Collana Serie bianca - Ultime novità | P. 32

FELTRINELLI: Serie bianca

L'inquilino. Indagine sul decennio più incerto della politica italiana

di Lucia Annunziata

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2021

pagine: 160

Era il 2008 quando, per l'ultima volta, a Palazzo Chigi entrò un Inquilino che i cittadini avevano indicato con il loro voto alle urne. Che ci piaccia o meno, l'ultimo premier eletto della politica italiana è stato Berlusconi. Dopo di lui, a partire da Mario Monti, professore, "tecnico", scelto proprio perché non era un politico, dal 2011 al 2021 in Italia si sono succeduti 6 governi guidati da cinque premier, di cui tre non erano nemmeno parte del Parlamento. Mario Monti, nominato senatore a vita pochi giorni prima dell'incarico; Matteo Renzi, brillante politico che arriva a Palazzo Chigi sull'onda della vittoria delle primarie interne del suo partito, passando direttamente da sindaco a premier; infine Giuseppe Conte avvocato sconosciuto, indicato a guidare dai 5 stelle una coalizione di destra e poi una di sinistra, grazie proprio alla sua funzionale estraneità alla politica. Gli altri due premier, Enrico Letta e Paolo Gentiloni, pur parte integrante della classe politica da decenni, a loro volta vengono indicati senza passare per una elezione politica. Due decenni di alternanza bipolare fra destra e sinistra si frantumano in una selezione della nuova classe dirigente affidata ad accordi di palazzo, compromessi politici non trasparenti, o a decisioni prese altrove. Non si tratta di nomine illegittime. È il Parlamento che le vota, infatti, secondo il dettato costituzionale, ma l'Aula non è più parte del processo decisionale. Il che apre a sua volta allo svuotamento di un altro pezzo delle istituzioni. Lucia Annunziata ha raccontato una storia politica dell'Italia di questo decennio, perché oggi andare a fondo di una diagnosi del potere politico nel nostro Paese significa misurarsi con gli anni più confusi della storia repubblicana. Gli Inquilini di Palazzo Chigi si sono susseguiti con impressionante rapidità, formando governi deboli, segnati da ascese clamorose e altrettanto rapide sconfitte. Sostenuti anche dalla singolare inclinazione degli italiani per i potenti e dalla loro capacità di creare dal nulla un Napoleone. Nelle ore più drammatiche della storia recente, dalla crisi economica alla luttuosa emergenza sanitaria del Covid, è un racconto che getta luce sulla voglia di illudersi che al momento ancora muove la politica italiana.
15,00

La quinta bolgia. L'Italia vista dall'anticorruzione

di Raffaele Cantone

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 320

La sua fu la prima nomina fatta in diretta tv: la sera del 9 marzo 2014 Matteo Renzi annunciò durante la trasmissione di Fabio Fazio che Cantone sarebbe diventato il presidente della neocostituita Autorità nazionale anticorruzione. Cominciò così, con molti annunci, grandi speranze, pochi soldi e pochissimo personale, la seconda vita di un magistrato che fino ad allora si era occupato di camorra e che ora veniva rivestito dei panni di salvatore della patria. Nei cinque anni di incarico, Cantone si è occupato di Expo e di "Mafia Capitale", di imprenditori e di politici, di soldi e favori, ma soprattutto dei meccanismi e delle incrostazioni che impediscono all'Italia di essere un paese normale, di investire e realizzare opere pubbliche. Per la prima volta vediamo l'Italia dalle stanze dell'Anac: il nostro è un paese pieno di risorse e di possibilità bruciate. Incapace di investire sulla cultura e sui più giovani. Impreparato a ospitare investimenti stranieri. Impotente di fronte al giro d'affari che alimenta le tasche di chi concede appalti pilotati, accetta tangenti e trucca le sentenze. La corruzione riguarda ciascuno di noi, perché ci impedisce di scommettere sul nostro futuro. Eppure una cura esiste: è la capacità di anticipare il mostro con la prevenzione e con la sensibilizzazione della società. Serve una coscienza collettiva della minaccia, ma anche dei nostri strumenti per sconfiggerla. In queste pagine Cantone ripercorre la sua avventura, fino alle clamorose dimissioni del 23 ottobre scorso, "per il manifestarsi di un diverso approccio culturale".
17,00

TI MANGIO IL CUORE

di FOSCHINI BONINI

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

16,00

Il diritto di tutti. Per una nuova cultura del lavoro

di Maurizio Landini

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

pagine: 160

L'Italia che conosciamo oggi è attraversata da tensioni profonde, che la politica populista di destra come di sinistra ha creato, ha incentivato e ha saputo utilizzare per guadagnare consenso e governare. La politica dell'immigrazione è tra le più evidenti. Siamo così sicuri che la minaccia alla nostra sicurezza sia l'invasione dei migranti, destinati a essere criminali o ladri di lavoro? Secondo Maurizio Landini la vera battaglia da combattere è quella per riunificare il mondo del lavoro. La politica, però, sembra pensare ad altro, impegnata in una campagna elettorale permanente che oscura i problemi reali del Paese: una crescita economica ridicola, la mancanza di investimenti, una costante e forse inarrestabile diminuzione della capacità produttiva del Paese, una disoccupazione giovanile ferma ai peggiori livelli del secolo, una precarietà in aumento, l'instabilità del territorio, scuola, università, ricerca mortificate, uno stato sociale pubblico in ritirata. La povertà, secondo l'Istat, è in aumento. La flat tax e i condoni non sono certo soluzioni credibili. Si moltiplicano invece le tentazioni autoritarie di un sovranismo che ci isola in Europa e nel mondo. E che, all'interno, aumenta i poteri delle forze di polizia, usa una retorica che evoca il "ventennio", scoraggia la partecipazione delle persone alla cosa pubblica, creando così le condizioni per una pericolosa contrazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Così la nostra democrazia è entrata in una fase di pericolosa incertezza. Con un linguaggio semplice e chiaro, il nuovo segretario generale della Cgil svela le insidie della regressione culturale, economica e politica in corso con un manifesto decisivo che mostra i diritti a cui non possiamo rinunciare e mette a fuoco quelli che dobbiamo ancora conquistare a partire da una vera libertà nel lavoro.
14,00

Il dominio del passato. Geopolitica delle nostre radici

di Lucio Caracciolo

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

pagine: 224

L'uomo è un animale progettante. Non potrebbe vivere senza futuro. Senza speranza. Le utopie sociali, politiche e geopolitiche segnano da sempre e per sempre la parabola dell'umanità. Eppure, al meglio, di queste nel tempo storico resta una traccia, un segmento. A vincolare la realizzazione delle grandi utopie non sono solo i limiti del tempo in cui queste vengono pensate e perseguite. È soprattutto il passato a limitarle. Lucio Caracciolo ci conduce così nell'anno in cui gli americani scoprirono l'Europa, il 1945, per capire se un'Europa davvero europea sia possibile. Conosciamo l'insostenibile leggerezza della Germania, che non è mai stata una nazione, ma un insieme di popoli e tribù, con enormi conseguenze per il nostro continente. La Brexit è l'evento scatenante che rimette in discussione l'identità di ciò che resta di un impero grandioso. La Francia è la massima utopia statuale realizzata in Europa e forse nel mondo ma oggi le sue molte anime mettono in crisi l'autorità del suo fortissimo centro. L'Italia oggi rischia di disgregarsi in molte sub-Italie a vantaggio di potenze vicine e lontane e Roma, forse, non è davvero eterna. Per capire chi siamo, dove siamo, quel che (non) possiamo, dobbiamo dunque scandagliare le radici antiche dell'oggi. Così scoprendo quanto angolo ci resta per soddisfare la nostra insopprimibile volontà di domani. Un percorso appassionante nella storia e nello spazio politico per capire il dominio del tempo. Non per subirlo. Al contrario: per misurare quanto ci è consentito sfuggire al passato. Quanto siamo liberi. E forse scopriremo che quel poco è più di quanto immaginiamo, meno di quel che vorremmo.
16,00

Ostaggi. Il nuovo business mondiale del terrore

di Loretta Napoleoni

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2018

pagine: 240

Quando un italiano viene rapito (o, tragicamente, ucciso durante un rapimento) in un paese lontano e sconvolto dalla guerra civile, improvvisamente tutti noi, e i media nazionali, scopriamo la drammatica realtà di uno dei business in maggior crescita nel mondo: quello dei rapimenti. Ma la realtà è molto più articolata, più ampia, più pervasiva di come ci viene raccontata nei rari momenti in cui la cronaca si impone. Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo ed economia illegale, racconta in questo libro tutta la sconvolgente verità su questo fenomeno, forse il business in più rapida crescita nella globalizzazione del crimine.
16,00

L'invenzione del populismo. Critica di un'idea che ha cambiato il discorso politico

di Marco D'Eramo

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2018

pagine: 160

Sono sempre di più i movimenti politici e sociali che vengono sprezzantemente tacciati di "populismo" da governi specializzati in misure antipopolari. Eppure, fino alla Seconda guerra mondiale, molti partiti erano fieri di dirsi "populisti". Il concetto di populismo è dato per scontato, come se tutti sapessero di che cosa stanno parlando. In realtà sono almeno cinquant'anni che gli "scienziati della politica" dibattono su cosa sia esattamente. Nel discorso politico contemporaneo una cosa è certa: nessuno si autodefinisce populista. Il populismo, allora, è uno strumento utile soprattutto per identificare e caratterizzare quelle parti politiche che tacciano i loro avversari di populismo.
15,00

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