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Il Mulino: Storia avvocatura in Italia

Dalle barricate a Bava Beccaris. Giuseppe Zanardelli, un giurista nell'Italia del secondo Ottocento

di Aldo Andrea Cassi

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 283

Sulla base di una ricca documentazione inedita conservata presso archivi di Stato e fondazioni, il volume ricostruisce - spesso integrando e talora disattendendo le acquisizioni storiografiche precedenti - i molteplici aspetti dell'attività di Giuseppe Zanardelli (1826-1903). Giurista e statista dell'Italia del secondo Ottocento, prima insegnante di diritto e poi prestigioso avvocato, più volte ministro e presidente del consiglio, oltre ad aver legato il suo nome al primo codice penale postunitario (il «Codice Zanardelli», del 1889) egli fu protagonista, da politico e/o da giurista, di molte e importanti riforme dell'Italia postrisorgimentale (tra cui la legge elettorale del 1882 e la riforma dell'ordinamento giudiziario del 1890). Il saggio indaga anche la formazione culturale di Zanardelli e la sua visione della preparazione intellettuale del giurista.
23,00

Piero Calamandrei e il nuovo Codice di procedura civile (1940)

di Piero Calamandrei, Alpa

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 310

Questo libro parla del nostro Codice di procedura civile. Un codice tuttora in vigore, che pur con le opportune revisioni è rimasto sostanzialmente immutato nell'impianto e nella visione complessiva. Messo a punto da una commissione di cui facevano parte Piero Calamandrei, Francesco Carnelutti e Enrico Redenti, per volontà di Dino Grandi, Guardasigilli fascista ma attento custode della tradizione romanistica contro la deriva del diritto libero germanico, fu presentato dallo stesso Grandi al re con una Relazione la cui traccia derivava da un testo autografo di Calamandrei. Un codice nato dunque in pieno periodo illiberale, concepito quando «a poco a poco nella nostra legislazione si introduceva la peste totalitaria». Codice «fascista», come alcuni studiosi hanno ancora di recente sostenuto, o «codice degli italiani», come ebbe a scrivere lo stesso Grandi a Calamandrei nell'agosto del 1943? Grazie a un'accurata ricostruzione storica e filologica predisposta da Giulio Donzelli, corredata da un saggio storico di Guido Melis e Antonella Meniconi e da saggi di esperti di diritto processuale civile quali Claudio Consolo e Romano Vaccarella, il volume propone una rilettura della Relazione, aiutando a distinguere quanto in quel testo sia da attribuire al giurista fiorentino e quanto al ministro e ai suoi collaboratori. E, soprattutto, permette di inquadrare storicamente l'impresa della gestazione del Codice e i rapporti fra Calamandrei e Grandi, grazie anche ad alcuni documenti inediti - riprodotti nell'Appendice - custoditi nella Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano a cura della nipote Silvia, con la collaborazione di Francesca Cenni.
25,00

La toga, uguale per tutti. Potere giudiziario e professioni forensi in Sicilia nella transizione tra antico regime e restaurazione (1812-1848)

di Antonio Cappuccio

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 261

Dando voce a mediti materiali conservati presso gli Archivi di Stato di Napoli e Palermo, questo volume indaga le professioni forensi nella Sicilia della prima metà del secolo XIX, un crinale gravido di tensioni e contraddizioni. Le storie dei corpi togati - patrocinatori, avvocati e magistrati - si intrecciano tra loro e, insieme, offrono un nuovo punto di osservazione per guardare alla transizione dall'ordine giudiziario di Antico Regime al potere giudiziario della Restaurazione. Dotati formalmente di un nuovo status, gli "uomini di legge" furono protagonisti di una costante e rapida ascesa sociale, fino al raggiungimento nel Quarantotto di una posizione di assoluto prestigio, di mediatore tra cittadini e istituzioni. Nel quotidiano esercizio delle rispettive funzioni, essi seppero ergersi a garanti dei singoli e della collettività, non meno che di una fiera tradizione antagonista dell'archetipo napoletano. Presentazione di Francesco Marullo di Condojanni.
22,00

L'avvocatura dei poveri nella storia. Vicende del modello pubblico dal Piemonte all'Italia

di Federico Alessandro Goria

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 421

Il volume ripercorre lo sviluppo di una particolare istituzione volta alla difesa processuale degli indigenti, organizzata dal potere pubblico e da questo stipendiata, che potrebbe genericamente essere definita «avvocatura dei poveri». Sebbene le radici lontane di quest'istituto affondino nel diritto canonico e statutario del basso medioevo, finendo per essere recepite dall'imperatore e re di Sicilia Federico II nel «Liber Augustalis» del 1231, la sua continuità nel tempo venne assicurata quasi esclusivamente dai domini sabaudi, nei quali vennero creati, presso ogni tribunale superiore (o Senato), un avvocato e un procuratore dei poveri, più avanti coadiuvati da sostituti, per assicurare la difesa in campo penale, civile e commerciale a chi non fosse stato in grado di pagarsi un avvocato. Tale ufficio, regolamentato con precisione soprattutto dalle «Costituzioni di Sua Maestà» a partire dall'edizione del 1723, sopravvisse fino all'unificazione nazionale, quando, sia per ragioni di praticità e di bilancio, sia per l'opposizione del ceto forense, che ne metteva in dubbio l'imparzialità, soprattutto in campo penale, venne abrogato a favore del patrocinio gratuito, affidato alla buona volontà dei singoli professionisti. Presentazione di Francesco Marullo di Condojanni.
32,00

Sodalitio advocatorum. La Congregazione di sant'Ivone e la difesa dei poveri. Le origini francesi e la sua attività a Napoli (1607-1860)

di Francesco Mastroberti

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2018

pagine: 214

La storia della Congregazione di sant'Ivone affonda le sue origini in Francia, dove rapidamente si diffuse il culto del santo bretone Yves Hélory de Kermartin, l'avvocato dei poveri canonizzato da papa Clemente VII il 19 maggio del 1347, e dove sorsero le prime congregazioni intitolate al santo, formate da avvocati e magistrati. Il culto si diffuse in tutta Europa e a esso si collegò la formazione di congregazioni di avvocati, che ebbero statuti diversi ma furono accomunate dall'esercizio della difesa gratuita dei poveri, una categoria sociale in forte espansione nel passaggio dal medioevo all'età moderna e sprovvista di tutele. In Italia la Congregazione si diffuse dopo il Concilio di Trento, allorché la Chiesa diede impulso all'associazionismo laicale. Il volume tratta della storia della Congregazione di sant'Ivone soffermandosi sulla sua diffusione a Napoli, in quella «Respublica dei togati» dove fu introdotta dai padri Barnabiti nel 1607 e dove ebbe la sua massima espansione ed influenza, sociale, politica e culturale, tra Seicento e Settecento. Retta dal presidente del Sacro Regio Consiglio e formata dai più illustri esponenti della cultura giuridica napoletana, la Congregazione svolse, accanto all'attività istituzionale di supplenza dello Stato nella difesa dei poveri nelle cause civili, anche altre funzioni di tipo corporativo: fu a lungo organo di disciplina degli avvocati, fu luogo di formazione per giovani avvocati e si caricò di funzioni assistenziali per avvocati in difficoltà economiche a causa di anzianità o malattia. Presentazione di Francesco Marullo di Condojanni.
20,00

Alessandro Manzoni «avvocato». La causa contro Le Monnier e le origini del diritto d'autore in Italia

di Laura Moscati

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2017

pagine: 458

Nel 1845 l'editore fiorentino Felice Le Monnier ristampò i «Promessi Sposi» senza il consenso di Alessandro Manzoni, provocando una controversia giudiziaria durata vent'anni e ampiamente ricordata dal punto di vista storico e letterario. In questo libro Laura Moscati approfondisce, sulla base del materiale inedito conservato all'Archivio di Stato di Firenze e alla Biblioteca Nazionale Braidense, gli aspetti giuridici che hanno interessato solo marginalmente gli studiosi che si sono soffermati sul rinomato caso giudiziario. Infatti, l'esame delle fonti di prima mano ha evidenziato i lati oscuri del complesso svolgersi delle vicende, come è documentato dalla sezione «Testi», in cui è pubblicato il materiale edito e medito inerente alla causa, ripartito tra gli atti processuali, la corrispondenza epistolare intercorsa tra i protagonisti della controversia, nonché le memorie difensive relative alla lite e in particolare quella di Manzoni, che assunse per l'occasione i panni dell'avvocato di se stesso. L'analisi della causa, oltre a offrire nuova luce su un grande personaggio e sull'importante ruolo dell'avvocatura a lui coeva, dimostra come essa abbia rappresentato un momento significativo nello sviluppo italiano del diritto d'autore e abbia contribuito alla successiva e più compiuta elaborazione teorica della tutela dei diritti sulle opere dell'ingegno, anche sul piano internazionale.
38,00

Avvocati protagonisti e rinnovatori del primo diritto unitario

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2015

pagine: 1009

Quale ruolo svolsero gli avvocati nei primi anni dell'Unità d'Italia? Le riflessioni e le decisioni di chi lavorava nel sistema della giustizia del Regno offrono un'interessante lettura dell'evoluzione del diritto italiano, dei suoi limiti e dei suoi risultati: la condizione dello straniero, la considerazione della donna, il matrimonio civile, la struttura familiare e il diritto successorio, la tutela del diritto d'autore, per quanto riguarda la materia civilistica; in campo penale l'ampia discussione sulla pena di morte, come pure la questione della giuria popolare. E poi l'aggiornamento del diritto commerciale, allora in piena espansione; la costruzione di un ordinamento giudiziario unitario basato su giudici di carriera protetti da un minimo di garanzia costituzionale; la tutela del cittadino di fronte alla pubblica amministrazione; l'organizzazione comunale e provinciale; il riconoscimento del diritto di associazione. Su questi argomenti le soluzioni legislative adottate nel primo decennio unitario non furono sempre condivise né definitive, ma diedero comunque al nuovo Stato un'impronta nazionale, che oltre le polemiche - portò in pochi anni ad avere una legislazione unica per tutta la penisola, il percorso non si concluse qui, ma questo fu sicuramente un inizio significativo, che merita di essere ricordato a un secolo e mezzo di distanza.
60,00

Cultura e tecnica forense tra dimensione siciliana e vocazione europea

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2013

pagine: 502

Questo libro non fa l'apologia dell'avvocatura, non dà visioni d'insieme, non celebra liturgie. Preferisce contribuire a delineare le caratteristiche di una professione che con la sua sapienza, la sua pratica, i suoi apparati, le sue immagini e la sua straordinaria consonanza con i fermenti del tempo è specchio e rappresentazione di una cultura e di una società. Tra Otto e Novecento, in particolare, l'avvocato è stato un interprete del progresso e dell'ordine, come tale sacerdote di nuove mitologie ed epifanie, ma anche oculato gestore dei delicati equilibri comunitari. Insieme con anonimi cittadini che chiedevano una difesa dei loro diritti, insieme con i poteri dello Stato che si sono avvalsi della sua cultura giuridica e della sua perizia tecnica, egli non ha mai smesso - nel tribolato confronto con le urgenze della pratica e con le esigenze della giustizia - di raccontare la "gaia" scienza del diritto. Le voci plurali raccolte in questo volume tracciano alcuni profili sociali, culturali, politici e organizzativi della professione forense e descrivono spazi metaforici e materiali che rinviano di continuo alla fisionomia dell'avvocato europeo. I diversi autori, tra le pieghe degli eventi e attraverso la parola suadente del ceto forense, offrono la lettura di una parte non secondaria della storia del paese: dall'età liberale al fascismo, dalla tragedia della guerra alla fondazione della Repubblica. La Sicilia come metafora di questa storia.
41,00

Avvocati che fecero l'Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2012

pagine: 840

Questo volume pone in evidenza l'impegno profuso dagli avvocati italiani a sostegno dell'Unità del Paese. L'attenta illustrazione, per ogni parte d'Italia, di figure di avvocati che - accanto all'attività forense - hanno contribuito alla formazione del nostro Stato unitario consente di apprezzare il ruolo non certo secondario svolto in proposito così da singoli avvocati, come dal gruppo professionale nel suo complesso. Sia nelle vicende anteriori all'Unità sia in quelle successive, numerosi avvocati hanno messo a disposizione le loro conoscenze specifiche prima per la progressiva diffusione e poi per la realizzazione di quegli ideali "nazionali" su cui si è basato il nuovo Stato italiano. Il libro consente di riesaminarne l'impegno civile e l'attività politica e professionale, e di percepirne la confluenza nella nuova élite dirigente "nazionale". Accanto a personalità famose come Rattazzi, Crispi o Pasquale Stanislao Mancini se ne trovano numerose altre meno note: tutte comunque significative dell'apporto rilevante dato dai singoli avvocati - ognuno secondo i suoi talenti, ognuno con il colore della sua passione agli anni cruciali della nostra Unità nazionale.
60,00

L'avvocato medievale tra mestiere e scienze giuridiche. Il «Liber cautele et doctrine» di Uberto da Bobbio (...1241-1245)

di Nicoletta Sarti, Simone Bordini

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2011

pagine: 361

L'apporto scientifico offerto dall'avvocatura al progredire dei sistemi giudiziari dell'Europa continentale si è sostanziato, dal XIII secolo, in un genere letterario autonomo, di profilo manualistico, vocato alla formazione dei patroni causarum e dei procuratori. II "Liber cautele et doctrine" di Uberto da Bobbio (ca. 1190-1245) costituisce la prima testimonianza di questa scienza giuridica per gli avvocati, nella quale le cautelae - scaltrezze e tatticismi del professionista abile e smaliziato - si coniugano con la doctrina, dotta formazione tecnica di modello bolognese, calata nelle complesse dinamiche del sistema di diritto comune. L'ambiente in cui Uberto opera, perfezionando la sua carriera di 'legum doctor' e di uomo delle istituzioni in un clima di fervida adesione alle politiche ghibelline di Federico II, è quello comunale medio-padano di Reggio Emilia, Parma, Modena, Vercelli; sedi di studio cosiddette "minori" (ma al solo fine di distinguerle dalle inarrivabili dimensioni e capacità di attrazione dello Studium bolognese), dalle quali la scienza giuridica di Uberto sa comunque brillare sino al di là dei confini dell'Italia. Della scienza di questo antico maestro il volume dà testimonianza, offrendo al lettore odierno la possibilità di conoscere direttamente il "Liber" nell'attenta edizione critica curata da Nicoletta Sarti sul manoscritto conservato fra i piccoli e grandi gioielli dell'Archiginnasio bolognese.
29,00

Avvocati, banche e imprese 1890-1940

di Alessandra Cantagalli

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2011

pagine: 274

Gli avvocati che condividono potere e ideologia con il capitalismo italiano sono un fenomeno dell'Italia di oggi? Frutto di una ricerca "sul campo" nella quale predominanti sono le fonti storiche, il volume indaga sul complesso rapporto che intercorre fra il processo di industrializzazione del nostro paese e le trasformazioni che la professione legale ha conosciuto tra la fine dell'Ottocento e gli anni Quaranta del secolo successivo. Ne emerge la precoce affermazione in Italia di un avvocato che, lungi dal mostrare pregiudizi nei confronti del mondo degli affari, proprio dal suo rapporto con le imprese trae legittimazione e potere, sociale ed economico. Dall'incontro fra industrializzazione e professione forense nasce infatti già in quegli anni una super-élite di avvocati d'affari che, compatta e distinta, costruisce legami solidi con altri gruppi di élite egemoni, quella finanziaria e quella politica, e con esse partecipa al governo dell'economia del paese. Accanto alla figura dell'avvocato d'affari nascerà presto un'altra figura professionale, all'insegna della specializzazione, il giurista d'impresa. Il volume ripercorre la definizione dello status-ruolo dell'avvocato stipendiato all'interno delle imprese - da semplice "passa-carte" a manager giuridico mettendo in luce anche sotto questo profilo come le trasformazioni economiche abbiano agito da elemento forte di trasformazione della professione giuridica.
23,00

Considerazioni sul processo criminale

di Francesco Mario Pagano

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2010

pagine: 164

Illuminista, laico, libertario. Testimone fino al sacrificio di sé dei valori di libertà e giustizia che come avvocato propugnava nel foro, Francesco Mario Pagano finì per pagare con la vita la sua lotta contro il regime tirannico dei Borboni. Giurista lucido e finissimo, l'opera qui riproposta - che delinea il progetto per un rinnovato processo criminale - conserva una straordinaria modernità: necessità del processo e della citazione dell'imputato, corretta e tempestiva contestazione dell'accusa, sacralità della difesa, supremazia della legge e limiti ferrei alla discrezionalità del giudice, esame incrociato dei testimoni, abolizione della tortura, libertà provvisoria, umanità della pena, vivibilità del carcere: un classico del pensiero processualpenalistico, ancora in grado di affascinare il giurista di oggi.
14,00

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