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La Vita Felice: Saturnalia

Il misantropo-L'arbitrato. Testo greco a fronte

di Menandro

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 259

"Il misantropo" è l'unica commedia di Menandro che ci sia pervenuta pressoché completa (a parte piccole lacune) di tutta la cosiddetta Commedia Nuova dell'antica Grecia. Fu presentata per la prima volta nelle festività delle Lenee nel 317 a.C. e valse a Menandro il primo premio. Il titola dell'opera allude al brutto carattere del protagonista Cnemone. La commedia è messa in moto dal dio Pan, che fa innamorare Sostrato, un ricco ed elegante giovane di città di una ragazza di campagna, figlia di un vecchio misantropo, Cnemone, un contadino che vive in casa con la sua unica figlia e una serva. Della commedia "L'arbitrato" restano ampi frammenti, da cui è possibile dedurre la trama. Il pastore Davo, che il giorno precedente aveva trovato un neonato, si fa convincere dal carbonaio Sirisco ad affidargli il pargolo, ma trattiene per sé i suoi effetti personali. Sirisco li reclama per il trovatello. Per dirimere la controversia, i due stabiliscono di rivolgersi a un arbitro, scegliendo casualmente il vecchio Smicrine. Questi è in realtà, senza saperlo, nonno del piccolo, in quanto sua figlia Panfile, poco prima di sposarsi, era stata violentata da uno sconosciuto.
14,00

Antigone. Testo greco a fronte

di Sofocle

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 249

Messa per la prima volta in scena alle Grandi Dionisie del 442-441 a.C., l'"Antigone" è una delle sette opere di Sofocle conservatesi integre nella tradizione manoscritta. Con l'"Edipo re" e l'"Edipo a Colono", fa parte del cosiddetto Ciclo tebano e narra la vicenda che conduce alla morte Antigone, nata dall'incesto tra Edipo e sua madre Giocasta, a causa del suo profondo amore fraterno nei confronti di Polinice.
14,00

La suocera. Testo latino a fronte

di P. Afro Terenzio

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

pagine: 216

La suocera (Hecyra) è una commedia di Terenzio rappresentata a più riprese tra il 165 e il 160 a.C. La prima volta (165) il pubblico abbandonò il teatro, preferendo andare a vedere uno spettacolo circense. La seconda volta, nel 160 a.C., venne rappresentata insieme a un'altra commedia (Adelphoe) senza però ottenere successo. Infine nello stesso anno venne riproposta con un nuovo prologo, in cui si invitava il pubblico a seguire lo svolgimento. La commedia è frutto di una contaminazione tra una commedia di Apollodoro di Caristo e gli Epitrèpontes di Menandro dal tipico finale moraleggiante.
13,50

I grammatici e i retori. Testo latino a fronte

di C. Tranquillo Svetonio

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2017

pagine: 222

L'operetta rappresenta una frangia curiosa della produzione svetoniana: può infatti apparire sorprendente che il biografo dei Cesari abbia dedicato parte della sua ricerca biografica ai maestri di scuola. In realtà con il "De grammaticis et rhetoribus" Svetonio aggiungeva un tassello del suo progetto volto a scrivere le vite di tutti gli uomini illustri di Roma, non solo della politica, ma soprattutto del mondo culturale. Insieme ai filosofi, agli oratori e ai poeti, anche i grammatici e i retori - il fondamento dell'educazione del Romano del ceto medio-alto - meritavano un posto tra i viri illustres e dal momento che tutte le altre serie di biografie diverse dai Cesari sono andate perdute, queste 25 piccole biografie (20 di grammatici, 5 di retori - ma l'opera è lacunosa alla fine) sono una reliquia non di poco conto di un contesto storico-letterario in cui la cultura romana - dopo la grande trattatistica ciceroniana e il poderoso manuale quintilianeo - riflette sui fondamenti della propria educazione e della propria scuola.
13,50

Sulla curiosità. Testo greco a fronte

di Plutarco

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2016

pagine: 150

Il tema affrontato in questo agile trattato, la curiosità, è uno di quelli che, come sempre fa Plutarco, tagliano trasversalmente l'esperienza umana, caratterizzandola in maniera netta, nei suoi aspetti sia positivi che negativi. O meglio, in quegli aspetti che a seconda del punto di vista e delle differenti prospettive vengono giudicati positivi o negativi. In questo senso, è proprio la riflessione plutarchesca sulla curiosità che ci porta, in una logica di autoreferenzialità e autoconsapevolezza, ad allargare il campo semantico ed esperienziale di tutti i fenomeni, intellettivi e comportamentali, che afferiscono alla curiosità. Le notizie su Plutarco sono ricavabili dalle sue numerose opere che consegnano ai posteri l'immagine di un uomo attento, acuto e sensibile osservatore dei suoi simili. Omero lo avrebbe denominato polytropos, un uomo "versatile". Prefazione di Simona Beta.
10,50

La dea Siria. Testo greco a fronte

di Luciano di Samosata

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

Con un'aderenza alla lingua e ai modi narrativi di Erodoto che orienta decisamente per l'attribuzione a Luciano, l'operetta si articola in sezioni: il viaggio da Sud a Nord nella Siria del II secolo d.C., attraverso le città e i santuari di Tiro, Sidone, Biblo, fino a Hierapolis (1-9); la descrizione di Hierapolis e del suo Santuario accompagnata dai diversi miti di fondazione e di origine del culto della dea Siria (10-16); la costruzione del tempio a opera di Stratonica, sposa del re Seleuco e poi del figlio di lui Antioco, e di Combabo, fedelissimo del re e iniziatore della pratica di autocastrazione dei Galli, sacerdoti della dea (17-27); la descrizione dettagliata delle architetture e delle statue del tempio, dei riti di ascesa, dei Fallobati, della statua semovente di Apollo, dei sacrifici offerti (28-44); la descrizione del lago e dei pesci sacri che vi vengono nutriti, dei riti di discesa, katabasis, al lago e al mare, delle feste del fuoco, dell'evirazione e della sepoltura dei Galli, dell'offerta dei capelli dei bambini nella piccola urna argentea (45-60). Luciano, con il gusto_di uno storico dell'arte e con la penetrazione di un antropologo, ci accompagna a ritrovare le meraviglie antiche, lo splendore di una città e di un centro di culto. Prefazione di Anna Beltrametti.
14,50

La morte di Cicerone (libro CXX). Testo latino a fronte

di Tito Livio

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

pagine: 149

Il 7 dicembre del 43 a.C. sul Tirreno tirava un forte vento. La spiaggia di Gaeta era deserta; tanto più incongrua sembrava perciò la piccola imbarcazione ormeggiata nel porto, preda del mare grosso. All'improvviso, una piccola pattuglia fece la sua comparsa sulla spiaggia e prese posto a bordo. Dopo qualche minuto la barca mollò l'ormeggio e provò a spingersi al largo. Era un'impresa quasi disperata, ma il timoniere era un uomo che sapeva il fatto suo. Alla fine la furia del mare ebbe la meglio. Dopo il terzo, inutile tentativo, la piccola nave rientrò in rada e il suo unico passeggero scese a terra. Era un uomo dell'apparente età di sessant'anni; aveva con sé solo una toga di lana pesante e nessun bagaglio. Gli schiavi che poco prima lo avevano scortato sino al porto di Gaeta, portandolo a spalla in lettiga, lo sollevarono nuovamente sulle spalle, senza dire una parola. Era certo difficile riconoscerlo, ma quel vecchio era stato uno degli uomini più potenti di Roma. Ora stava andando a morire: il 7 dicembre del 43 sarebbe stato l'ultimo giorno della sua vita. Ma come si era arrivati a quel giorno?
11,50

Simboli. Testo greco a fronte

di Pitagora

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2018

pagine: 182

Con l'espressione simboli (symbola) o acusmi (akousmata) la tradizione antica indica una serie di sentenze misteriose e spesso all'apparenza paradossali attribuite a Pitagora e, più in genere, alla scuola pitagorica. Collegate in gran parte al primitivo pitagorismo magnogreco e al suo indirizzo esoterico, queste formule enigmatiche e insieme affascinanti, contenenti esortazioni morali, tabù alimentari e norme sacro-rituali, costituivano in origine un vero e proprio catechismo orale di dottrine e pratiche filosofico-religiose. La presente edizione consiste in un'ampia selezione dei simboli, corredata da un ricco e accurato commento.
12,50

I due fratelli. Testo latino a fronte

di P. Afro Terenzio

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2017

pagine: 214

I due fratelli Demea e Micione sono diversi in tutto: carattere, scelte di vita, sistemi di valori, relazioni. E diverso è anche il modo in cui hanno educato i due ragazzi Ctesifone ed Eschino: il primo è stato cresciuto nel rigido rispetto dei valori e della morale tradizionale e il suo rapporto con il padre è ispirato a timore, distacco, mancanza di confidenza; il secondo intrattiene invece con Micione una relazione fatta di indulgenza, comprensione, a tratti persino complicità. Perciò ogni incontro tra i due fratelli si risolve in uno scontro che chiama in causa i principi ai quali si ispirano le loro scelte educative. L'andamento della commedia, movimentato dalle parallele storie d'amore dei due giovani - Ctesifone è invaghito di una cortigiana, Eschino aspetta un figlio da una ragazza di povera famiglia -, sembra dare ragione ai metodi "moderni" di Micione, così lontani dall'austera severità del padre romano; eppure proprio negli ultimi versi si assiste a un singolare rovesciamento delle parti, che consacra proprio il burbero Demea come il campione delle idee di Terenzio. Ma è davvero cosi? Questa versione italiana del capolavoro terenziano prova a sciogliere le difficoltà del suo inatteso finale, mettendone in luce i sorprendenti significati e restituendo al testo il fascino che esso dovette esercitare sugli spettatori di Roma antica.
13,50

Storie babilonesi. Testo greco a fronte

di Giamblico

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2017

pagine: 117

Due bellissimi sposi, Rodane e Sinonide, la sorte capricciosa, che ama scatenare i turbinosi eventi caratteristici della narrativa romanzesca di età tardo-ellenistica e imperiale, un'ambientazione esotica e remota, un perfido antagonista, numerose vicende secondarie ricche di dettagli sanguinosi e macabri, qualche particolare scabroso, una serie infinita di rocamboleschi colpi di scena e scambi di persona, morti apparenti e miracolose risurrezioni... Tutto questo e molto altro si trova nelle "Storie babilonesi" di Giamblico, o per meglio dire si trovava, perché il romanzo è andato perduto, a parte un discreto numero di brevi frammenti, più tre di maggiore estensione, ma risulta ricostruibile grazie all'epitome contenuta nella Biblioteca del patriarca bizantino Fozio.
9,50

Breviario di storia romana

di Rufio Festo

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2016

pagine: 198

Una (geo) storia romana ab Urbe condita fino all'imperatore Gioviano (364) ridotta ai minimi termini, una rapida rassegna dell'orbe romano illustrato nelle aree geografiche che lo compongono delle quali viene per lo più indicato solo il come e il quando (e qualche volta da chi) esse sono state provincializzate. Un libro dallo stile semplice, a volte quasi elementare, schematico e incalzante: semplice quale si richiedeva a un breviario (il più breve della storiografia latina), schematico quale doveva essere un documento ufficiale della cancelleria imperiale del IV secolo, incalzante quale era stata (o almeno così sembra alla lettura) la sottomissione di una gran parte del mondo antico di fronte alla conquista romana; una conquista che da qualche secolo sembra essersi arenata nei teatri orientali, quelli su cui il Breviario di Festo si sofferma più a lungo, rallentando il suo racconto là dove hanno rallentato (e continuamente rallentano) le stesse legioni e soffermandosi a dare qualche dettaglio in più in vista di un'ennesima e imminente guerra in queste zone; guerra che non si sarebbe mai verificata e a cui non è chiaro se l'autore, nella sua neutra concisione, guardi con speranza o preoccupazione.
13,50

Mimiambi. Testo greco a fronte

di Eronda

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2016

pagine: 279

Nella letteratura greca vengono detti mimiambi i mimi scritti in versi giambici. Il mimo proponeva la messa in scena di azioni che intendevano imitare gli aspetti quotidiani della realtà, con protagonisti appartenenti al ceto più umile, ed era probabilmente di origine popolare. Sebbene Eroda non possa essere considerato un autore "maggiore", bisogna dargli il dovuto riconoscimento a livello artistico per avere scritto opere tra le più interessanti e divertenti di età alessandrina. In questa edizione il lettore troverà tutti i mimiambi di Eroda a noi noti (compresi i frammenti), ognuno accompagnato da una introduzione per agevolare la comprensione del testo. Questa edizione è basata su quella edita nel 1987 da I.C. Cunningham per la "Bibliotheca Teubneriana". Prefazione di Michele Napolitano.
13,50

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