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Il Premio Nobel per la Letteratura 2018 e 2019

L'Accademia svedese ha tributato il riconoscimento per l'anno 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, nata nel 1962. All'autore austriaco Peter Handke, nato nel 1942, è stato assegnato il Nobel per l'anno 2019. Qui le loro opere più importanti.

I giorni e le opere

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2018

pagine: 288

Peter Handke ha celebrato una sorta di giubileo professionale: più di cinquant'anni dedicati alla scrittura e, inevitabilmente, alla lettura. In queste pagine in cui si racconta e si mette a nudo, alle opere si intrecciano i giorni - come vuole il titolo del poema di Esiodo - e ai giorni le opere, perché per Handke scrivere e leggere sono l'essenza stessa del vivere. Questo libro ci fa conoscere non solo uno scrittore e un lettore raffinato, lo sfondo culturale entro cui si è formata la sua vena artistica, le sue origini di autore austriaco carinziano profondamente vicino alla cultura slava, ma anche il suo profilo di autore internazionale, flâneur parigino e giramondo, cinefilo appassionato di western, intellettuale che prende posizioni politiche a volte anche scomode, e ne dà conto, facendo chiarezza su episodi che hanno fatto scalpore. Libri, letture, passioni, episodi di vita vissuta ma soprattutto una straordinaria fenomenologia dell'esperienza del leggere, che significa per Handke ascoltare, origliare, sussurrare, rallentare il passo, studiare, imparare, mettersi in viaggio, esplorare se stessi e il mondo... Sempre nel segno di un'idea molto precisa di letteratura «seria», che è quella classica, antica ed eternamente nuova, capace di pervadere di bellezza e di trasfigurare il lettore.

L'ambulante

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2017

pagine: 170

Un giallo che svela i meccanismi del giallo. Ognuna delle dodici parti in cui è diviso "L'ambulante" è organizzata in due momenti: a un preambolo che espone le regole e le possibili varianti del genere, fa seguito la narrazione vera e propria del fatto delittuoso. L'ambulante, testimone di un primo e di un secondo omicidio, è il perno intorno al quale ruota la vicenda raccontata, mentre le situazioni sono quelle classiche del giallo: dalla descrizione di un momento iniziale apparentemente tranquillo, si passa al crimine che ne sconvolge l'ordine, all'inseguimento, alla cattura e all'interrogatorio del colpevole, per arrivare al definitivo ripristino dell'ordine. Il lettore, che ha tutti gli elementi sotto gli occhi, può utilizzarli per decidere a suo piacere di che tipo di storia gialla e di che delitto si tratti.

I bei giorni di Aranjuez

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2016

pagine: 88

Un uomo e una donna siedono a un tavolo da giardino, all'aperto, in un bel giorno d'estate, e parlano dell'amore. Tra loro vi è intimità, confidenza, una franchezza spietata, una sincerità disarmata, e lealtà nel rispettare il gioco delle parti in uno scambio governato da regole precise. Ma la scena che stanno recitando non è quella di un corteggiamento. Nulla lascia intendere che siano, o siano stati, amanti. Nel "dialogo estivo" che si svolge tra loro - né "dramma" né "tragedia", ma un genere del tutto singolare: divertimento serio, gioco estremo, rito solenne e pervaso di erotismo - si raccontano l'un l'altra le proprie esperienze amorose. "La tua prima volta con un uomo, come è stato?", chiede lui. E lei, incalzata dalle sue domande, lascia affiorare i ricordi. Densa di allusioni, di evocazioni, sorretta da un sottotesto di segreti rimandi letterari, illuminata da sconcertanti rivelazioni, la conversazione tra i due - personaggi senza nome fino alle ultime battute, emblemi dei due sessi, archetipi dell'uomo e della donna - procede come una danza, scabrosa e pudica, enigmatica e sensualissima. Ambientato in un luogo fuori dallo spazio e dal tempo - del giardino in cui la scena si svolge gli alberi non si vedono nemmeno, si odono appena -, "I bei giorni di Aranjuez" è una sfida a qualsiasi possibilità di rappresentazione: perfino la città nominata nel titolo compare come un ricordo nei racconti dell'uomo e come la citazione di un verso di Schiller.

Canto alla durata. Testo tedesco a fronte

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2016

pagine: 64

Prendendo spunto da Goethe, "maestro del dire essenziale", Handke propone in questo poemetto una sua personale ricerca sul concetto di durata, l'entità che fornisce contorno a quanto ha la tendenza a dissolversi. Connessa al ripetersi degli eventi quotidiani, ma al contempo svincolata dalla permanenza in luoghi o itinerari consueti, la sensazione della durata è l'esito della fedeltà a ciò che l'individuo sente come più profondamente proprio: fedeltà al divenire di una persona, fedeltà a "certe piccole cose" che ci accompagnano "in tutti i traslochi", fedeltà infine a determinati luoghi, un lago, una piazza, una sorgente alla periferia di Parigi. La durata tuttavia non esiste a priori, bisogna cercarla, andarle incontro, trovare un punto di mai definitiva, instabile quiete. La poesia - dice Handke - è uno dei migliori supporti in questa ricerca interiore. Ed è dunque naturale che questo libro di meditazione filosofica sia stato scritto in versi, quasi per bussare alla porta di quella condizione sapienziale tipica della poesia di ogni tempo.

Saggio sul luogo tranquillo

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2014

pagine: 108

"Il luogo tranquillo", intorno al quale Peter Handke intesse un'intricata e seducente trama di memorie, immagini, pensieri, divagazioni, in questo libro sospeso tra il racconto e il saggio, non è certo quello che il lettore si aspetta. Che si tratti di una cascina rurale nel Sud della Carinzia, di un collegio o di una stazione ferroviaria; che ci si trovi nei giardini di un tempio giapponese o in un parco pubblico in Portogallo, poco importa. "Il luogo tranquillo", spogliato nel ricordo di tutte le implicazioni più prosaiche e terrene, diventa per l'autore, fin dall'adolescenza, una postazione privilegiata, un punto d'osservazione e d'ascolto di sé e del mondo circostante, dal quale temporaneamente lo separa, lo protegge, perché possa poi farvi ritorno più forte, invulnerabile, quasi. I sensi, in quello spazio ridotto, si fanno più acuti, e più nitida è la percezione della qualità e della materialità di luci e suoni. Lì capita di interrogarsi sulla propria identità e sul senso della propria presenza in un dato posto e momento, o di trovarsi all'improvviso di fronte a un sosia, al "doppio". Qualche volta "il luogo tranquillo" è teatro di agnizioni, incontri imprevisti, e offre scorci inediti sui nostri simili, di oggi e di ieri, favorendo trasformazioni e trapassi.

Pomeriggio di uno scrittore

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2016

pagine: 104

Uno scrittore, reduce da un periodo di crisi, s'incammina per la città dopo un pomeriggio di lavoro. Attraversa strade e piazze, giunge alla periferia e rientra a casa quando l'oscurità è già calata. Che accada poco, in queste pagine, è pura apparenza: si tratta del resoconto di un viaggio attraverso il mondo intero. Lo scrittore racconta del suo scrivere e del prezzo che per questo deve pagare, della sua vita e del poco tempo che gli rimane dopo i momenti di più intenso lavoro: una leggera pigrizia, il piacere di girovagare, la distaccata percezione delle cose quotidiane e dei particolari più insignificanti. E tutto rientra nello scrivere: assieme a un dubbio costante, nei confronti di se stesso e degli altri. Sotto il sole pomeridiano, alla luce del crepuscolo e poi dell'oscurità notturna, Peter Handke percorre una lunga strada attraverso la città e attraverso se stesso, offrendo al lettore una profonda riflessione su una letteratura che si alimenta nel concreto rapporto con la realtà.

Prima del calcio di rigore

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2016

pagine: 151

Licenziato improvvisamente dal lavoro in cantiere, l'ex portiere di calcio Josef Bloch inizia a vagare per le strade di Vienna, va al mercato, al cinema, allo stadio, poi cerca una camera d'albergo per la notte. I suoi sensi sono allerta, tutto lo infastidisce e allo stesso tempo cerca disperatamente un contatto, prova a chiamare dei conoscenti senza trovare nessuno. La sua peregrinazione continua finché incontra una donna disposta a stare con lui. Ma poi la uccide, senza motivo. L'angoscia che lo attanaglia dopo l'omicidio è la stessa che provava quando da portiere si preparava a respingere un calcio di rigore. Tenta allora la fuga verso il confine, sentendosi braccato, spiato e sospettando di tutti, cercando di prevedere le mosse dell'avversario...

Il grande evento

di Peter Handke

Libro: Copertina rigida

editore: Garzanti

anno edizione: 2016

pagine: 176

È una mattina d'estate e un temporale improvviso e violento irrompe nel silenzio della camera da letto in cui dorme il famoso attore. La donna che era con lui se ne è andata, lasciandolo solo tra le lenzuola bianche e il ticchettio insistente della pioggia contro il vetro. L'uomo apre di scatto gli occhi e per la prima volta nella sua vita percepisce il peso della solitudine. Da anni non si misura più con il palcoscenico, non sa più raccontare una storia, non riesce più a farsi folgorare da un'emozione. Ma mentre si alza e pigramente inizia ad aggirarsi per l'appartamento della sua amante, capisce che l'unica cosa di cui gli importi è finalmente ritrovare l'emozione di sentirsi vivo. Così esce di casa e inizia a camminare, senza una meta o una destinazione. Attraversa parchi, quartieri multietnici, sottopassi autostradali, vie fatte solo di freddi palazzi di vetro e specchi e scorci invece antichi, popolati da volti segnati dalla storia e dalla vita di una città in perenne trasformazione. E mentre il paesaggio intorno a lui si trasforma, anche l'uomo inizia a sentire la sua anima cambiare. Fino a ritrovare, arrivato in centro, gli occhi della donna che l'ha lasciato la mattina. E scoprire forse, nello specchio delle sue iridi, il riflesso della sua esistenza.

Saggio sul cercatore di funghi

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2015

pagine: 174

Un amico d'infanzia, compagno di giochi dei tempi trascorsi in un villaggio della Carinzia al confine con la Slovenia, è l'eroe tragico dell'ultimo Versuch di Peter Handke: un "saggio" inteso come esperimento, ricerca, tentativo. L'amico cercatore di funghi diviene, nella vita adulta, avvocato di grido, impegnato nei tribunali internazionali a difendere i criminali di guerra. La frequentazione del sottobosco però - avviata da bambino per guadagnare qualche soldo al mercato vendendo i finferli trovati battendo i sentieri più discosti dalle rotte dei turisti - si trasforma per lui in una via di fuga dalla civiltà. Solo quando, dopo vari amori esotici e di breve durata, incontra la donna della sua vita, colei che, citando Parsifal, "gli mostra vie segrete", scopre per la prima volta, nel bosco fuori città, un porcino. Questo tesoro riaccende la sua antica passione, che pian piano sfocia in una vera mania. Il "matto dei funghi" trascura perciò la professione, la famiglia, la moglie adorata, il figlio in arrivo, per dedicarsi a una ricerca che è parallela all'opera dello scrittore, e non si appaga mai della scoperta.

Il peso del mondo

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2014

pagine: 196

Un diario di frammenti e illuminazioni, una raccolta di occasioni registrate dalla mente e trascritte dalla penna sul foglio bianco, una raccolta di impressioni fugaci che diventano ognuna un'epifania, una scoperta o riscoperta della bellezza e della bontà. Attraverso un procedere quasi onirico, simile a quello stato di parziale incoscienza che è tipico del passaggio dalla veglia al sonno, Handke trascrive, quasi medianicamente, i segni del risorgere del bello in una serie di aforismi brucianti e luminosi, che alleggeriscono il mondo del suo "peso" e lo riconducono a una levità che si direbbe originaria.

Storie del dormiveglia

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2014

pagine: 151

Praterie, circhi, giostre: sono solo alcuni degli ambienti, spesso fantastici, che si ritrovano in questa raccolta di storie di Peter Handke. Sono sfondi particolari, programmaticamente antinaturalistici e artificiosi, quelli in cui si muovono i protagonisti delle vicende. Vicende narrate secondo una prospettiva sorprendente, in cui contenuto e tema appaiono costantemente elusi, posti tra parentesi, lasciati in sospeso. In compenso, Handke non rinuncia quasi mai al finale, spesso un vero e proprio colpo di scena che sembra mettere in discussione il concetto stesso di finzione. E proprio questa soglia dell'interrogazione è identificata dall'autore nel dormiveglia del titolo: il sonno, la visione, il sogno e il risveglio della coscienza sono evocati con una prosa nitida.

Falso movimento

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2008

pagine: 104

Scritto nel 1974 nello stile scarno del "racconto per film", Falso movimento riprende il tema goethiano degli anni di pellegrinaggio e apprendistato di Wilhelm Meister e lo condensa nel viaggio dallo Schleswig-Holstein alle Alpi Bavaresi del giovane protagonista, Wilhelm. Durante il viaggio, Wilhelm conosce un vecchio suonatore ambulante e la sua piccola compagna di avventure, Mignon; un'attrice, Therese; Bernhard, svizzero e poeta. Nasce così una piccola comunità che dialoga, monologa, a volte semplicemente cammina in silenzio. E in un confronto scarno, essenziale, si precisa la vocazione del giovane protagonista: diventare scrittore. Per Wilhelm, però, ogni contatto con l'esterno è un ostacolo alla scrittura poiché questa, per non essere falsa, deve rigorosamente escludere ogni immagine che non provenga dall'intimo. Ed ecco animarsi il dibattito tra Wilhelm e i compagni di viaggio che gli rimproverano il suo programmatico distacco, interpretandolo come una fuga dalla realtà. In questo confronto, Handke chiarisce la sua posizione; muoversi fuori da una rigorosa dialettica interno-esterno significa fare un movimento falso, che non coglie l'essenza delle cose. Ecco perché dunque anche il viaggio che Wilhelm ha intrapreso è un falso movimento finché resta un viaggio all'esterno e non all'interno di se stessi. E infatti la vocazione di Wilhelm giungerà a realizzarsi nella quiete della Zugspitze, alla fine del viaggio e all'inizio della vita, il movimento vero e tanto atteso.

I calabroni

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2019

pagine: 249

«Era il 1966 quando l'autore austriaco, che debuttando a teatro nello stesso anno aveva fatto scalpore con i suoi Insulti al pubblico, esordiva nella narrativa lanciando, a quel medesimo pubblico creativamente maltrattato, la sua sfida, stuzzicandolo con una provocazione, spiazzandolo con una storia costruita - o frantumata - come un rebus, un puzzle, un enigma. Il romanzo rifiuta di lasciarsi riassumere, è composto da episodi che resistono a farsi ricondurre a un insieme coerente, è presentato da un titolo che non concede indizi per una risoluzione né la traccia per una univoca interpretazione. Volendo estrarre il nucleo, l'ossatura di un plot, si rischia di far svanire il fascino perturbante di questo mosaico narrativo. Due ragazzi, due fratelli, giocano un giorno d'estate vicino al fiume e, mentre saltano da una riva all'altra, uno dei due scivola in acqua e annega. Il terzo fratello, il narratore, diviene cieco quel giorno e alla cieca procede attraverso le proprie percezioni e sensazioni sondando l'accaduto. Ma allora chi sono i calabroni? Sono le parole armate di pungiglione? I detentori di un punto di vista sfuggente, messo a fuoco da occhi sfaccettati in vari ocelli e capaci di guardare anche al buio? I volatori su traiettorie apparentemente caotiche e segretamente rispondenti a una linea misteriosa, come questa scrittura? Oppure sono i diretti parenti - nonché i voraci predatori - delle numerose figure animali che popolano il paesaggio rurale della Carinzia meridionale dove Handke è cresciuto, descritti uno dopo l'altro come arcani simboli viventi: la vespa, il tafano, la zanzara, la formica, la tignola...» (Alessandra Iadicicco)

La storia della matita

di Peter Handke

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2018

pagine: 248

Un diario, un taccuino di lavoro, un romanzo totale in cui ogni frammento di vita è raccolto e restituito alla parola. Una miniera smagliante, dove può essere trovato di tutto: visioni, riflessioni sullo scrivere, aforismi, disarmanti confessioni, romanzi di una frase, esercizi di parodia. Gli abbandoni fantastici si alternano a nitide descrizioni della natura, le severe autoanalisi si affiancano a momenti di intensa felicità, la paura della solitudine si mescola all'orgoglio della solitudine (dello scrittore). Una sottile e resistente linea tematica corre ininterrotta per tutto il libro di Peter Handke, saldando tutte le sue parti: è il processo per cui la vita si trasforma in arte, per cui l'arte tutto succhia ed usa della vita. Lo scrittore, gettando nella pagina i frammenti di un'autobiografia interiore, racconta in realtà la vita mentre si fa rappresentazione, descrive l'impresa «epica» dell'artista. E il lettore, entrando nel laboratorio dello scrittore (di uno dei maggiori scrittori contemporanei), si trova a leggere il romanzo di come lo scrittore giunge a realizzarsi. Libro che racchiude tutti gli altri libri, "La storia della matita" svela così anche una propria individualità, si afferma come libro diverso da tutti gli altri.

I vagabondi

di Olga Tokarczuk

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2019

pagine: 384

La narratrice che ci accoglie all'inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell'Oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. È questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell'ordinario, come la sorella di Chopin, che porta il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, per seppellirlo a casa; come l'anatomista olandese scopritore del tendine di Achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca; come Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d'Austria come mascotte, infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; e un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell'est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché "il cambiamento è sempre più nobile della stabilità".

L'anima smarrita

di Olga Tokarczuk

Libro: Copertina rigida

editore: TOPIPITTORI

anno edizione: 2018

pagine: 48

"Se qualcuno fosse in grado di guardarci dall'alto, vedrebbe che il mondo è pieno di persone che corrono in fretta e furia. sudate e stanche morte nonché dello loro anime in ritardo, smarrite." Età di lettura: da 9 anni.

Nella quiete del tempo

di Olga Tokarczuk

Libro: Copertina morbida

editore: NOTTETEMPO

anno edizione: 2013

pagine: 307

Prawiek è un villaggio situato al centro dell'universo e protetto da quattro arcangeli, che ne vegliano i confini. Ad abitare le sue valli e ad allevare carpe nei suoi stagni, ci sono personaggi bizzarri come carte dei tarocchi: il vecchio Boski che appollaiato su un tetto sogna di distruggere d'un soffio tutto ciò che vede; il castellano Popielski che passa la vita a giocare a un misterioso gioco da tavolo; Spighetta che ha occhi capaci di arrivare all'anima degli individui, Ruta che sa riconoscere il suono del cuore della terra e Genowefa che sembra dare movimento al mondo girando la manovella di un macinacaffè. Alle loro spalle e anche nelle loro vite si agita la storia inquieta del Novecento, le guerre che fanno strage delle stirpi degli uomini e stravolgono i regimi. Sopra a ciascuno, un Dio vanitoso ed egoista che dà avvio alla creazione per noia e si è stufato degli uomini. Attraverso gli eventi e le svolte del secolo scorso, Olga Tokarczuk ricostruisce con parole che si fanno immagini un mito nel quale ogni gesto umano trova la sua necessità.

Che Guevara e altri racconti

di Olga Tokarczuk

Libro: Copertina morbida

editore: Forum Edizioni

anno edizione: 2006

pagine: 264

In questo libro i personaggi conducono una vita monotona in bilico tra la rassegnazione alla normalità e il desiderio, o l'ineluttabilità, di lasciarsi andare all'ignoto, al nuovo. Che accade all'identità dell'uomo abbandonato al proprio istinto, libero da forme e costrizioni socio-culturali, sottratto agli schemi abituali? L'impatto tra l'esistenza concreta e quella onirica e visionaria genera ora il dramma, ora l'ironia. Olga Tokarczuk psicologa di formazione porta questo contrasto alle estreme conseguenze, dando vita a un'originale galleria di donne, personalità fragili dalle potenzialità nascoste, capaci di conferire alla realtà immaginata un aspetto sconcertante di verità che il mondo "normale" non è in grado di cogliere.

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