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Libri di Raffaele Alberto Ventura

La guerra di tutti. Populismo, terrore e crisi della società liberale

di Raffaele Alberto Ventura

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2019

pagine: 309

Populismo e cospirazionismo, razzismo e terrorismo, fake news e politicamente corretto sono tutti sintomi di un ordine in disfacimento. Il tramonto del capitalismo occidentale coincide con una crisi delle categorie politiche della modernità, una catastrofe che ci riporta alla guerra di tutti contro tutti come unico sfogo alla paura del declassamento. Guerra simbolica, metaforica, virtuale, finzionale, che dal mondo dei segni sempre più spesso trabocca per andare a contagiare il mondo reale. Nessuna civiltà aveva mai spettacolarizzato tanto il benessere e nessuna aveva mai subito con tanta durezza l'effetto del risentimento che sale quando le promesse non vengono mantenute: trionfano le passioni tristi, gli odi intracomunitari e le teorie del complotto. Dopo aver amministrato per decenni il consenso fabbricando sogni e bisogni, l'industria culturale è diventata una macchina produttrice di paranoia. E se il problema fosse il nostro rapporto con la violenza del linguaggio? Raffaele Alberto Ventura ci guida in un viaggio tra le rovine sontuose della società del benessere, dalla post-verità alla post-politica: incrocia moti di piazza liberamente tratti dai film di Hollywood, ascolta supereroi che discutono di filosofia e si intrattiene con complottisti adoratori di Rihanna, principessa degli Illuminati. Nel mezzo di questo frastuono, ci fa sentire le voci di Hobbes e di Rousseau, esplora le pagine di Dick e di Flaubert, svelando gli "arcana imperii" dietro le illusioni politiche che non funzionano più.
18,00

Teoria della classe disagiata

di Raffaele Alberto Ventura

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2017

pagine: 262

Cosa succede se un'intera generazione, nata borghese e allevata nella convinzione di poter migliorare - o nella peggiore delle ipotesi mantenere - la propria posizione nella piramide sociale, scopre all'improvviso che i posti sono limitati, che quelli che considerava diritti sono in realtà dei privilegi e che non basteranno né l'impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento? Cosa succede quando la classe agiata si scopre di colpo disagiata? La risposta sta davanti ai nostri occhi quotidianamente: un esercito di venti-trenta-quarantenni, decisi a rimandare l'età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei in attesa che le promesse vengano finalmente mantenute, vittime di una strana «disforia di classe» che li porta a vivere al di sopra dei loro mezzi, a dilapidare i patrimoni familiari per ostentare uno stile di vita che testimoni, almeno in apparenza, la loro appartenenza alla borghesia. In un percorso che va da Goldoni a Marx e da Keynes a Kafka, leggendo l'economia come fosse letteratura e la letteratura come fosse economia, Raffaele Alberto Ventura formula un'autocritica impietosa di questa classe sociale, «troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle». E soprattutto smonta il ruolo delle istituzioni laiche che continuiamo a venerare: la scuola, l'università, l'industria culturale e il social web. Pubblicato in rete nel 2015, "Teoria della classe disagiata" è diventato un piccolo culto carbonaro prima di essere totalmente riveduto e completato per questa prima edizione definitiva.
16,00

Le avventure del fumetto

di Matteo Stefanelli, Raffaele Alberto Ventura

Libro

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

Se la cultura fosse una città, avrebbe i suoi bei quartieri - della letteratura, del teatro, della musica, dei musei - e naturalmente la sua periferia malfamata, con i casermoni, le ciminiere e... i fumetti. Ma le città cambiano, e a poco a poco quella che prima era la periferia finisce per essere assorbita dal centro: così è accaduto in anni non lontani anche alla cosiddetta «nona arte». Quella dei fumetti è una storia fatta di storie, che questo libro racconta muovendosi tra le epoche e mostrando come la convergenza tra tecnologia, immaginari e condizioni di mercato possa produrre espressioni culturali imprevedibili nelle quali ogni epoca, ogni popolo, ogni gruppo sociale è in grado di riconoscersi. Perché il fumetto è stato infinite cose: lingua universale, arte dell'era industriale, archivio di forme, emblema delle trasformazioni nel rapporto tra sguardo ed esperienza, inconscio collettivo della società dei consumi.
13,00

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