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Libri di T. Maccio Plauto

Amphitruo

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 280

Unica commedia plautina di argomento mitologico, Amphitruo vede in scena il dio Giove, invaghito della bella Alcmena, accompagnato da Mercurio. Prese le sembianze rispettivamente di Anfitrione, marito di Alcmena, e del suo fedele servo Sosia, i due dèi danno origine a una brillante commedia degli equivoci che ha incontrato nei secoli una straordinaria fortuna, tanto che i nomi dei due personaggi sono diventati di uso comune. Assai diverso è invece il tono di Mercator , commedia in cui un giovane deve affrontare il proprio anziano padre, invaghito della stessa fanciulla. Qui Plauto affianca alla consueta vis comica un'inedita tenerezza, al riso feroce la fantasia più delicata, regalando ai lettori uno dei momenti più alti della sua poesia.
9,50

Pseudolo. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro: Copertina morbida

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2018

pagine: 192

Lo Pseudolo è una delle commedie plautine più apprezzate negli ultimi tempi, per la propria esuberanza comica ma anche per la presenza di alcune maschere particolarmente riuscite all'autore, fra le quali campeggiano quella del servo che dà il titolo all'opera e quella del suo antagonista Ballione.
10,00

Pseudolus

di T. Maccio Plauto

Libro: Libro in brossura

editore: Quattroventi

anno edizione: 2018

pagine: 130

25,00

Aulularia-Miles gloriosus. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 304

Scritte e rappresentate all'epoca della Seconda guerra punica, queste due commedie costituiscono i vertici della produzione plautina e due capolavori del teatro antico, divertentissimi per le situazioni comiche e un linguaggio di inesauribile fantasia, ricco di giochi di parole di forte carica parodistica. «Miles gloriosus» ("Il soldato spaccone") vede come protagonista una delle figure chiave del teatro plautino, il soldato millantatore di grandi imprese - militari e amorose - mai compiute; «Aulularia» ("La commedia della pentola") è invece incentrata su un personaggio destinato ad avere enorme fortuna nei secoli, il vecchio avaro, maschera chiave del teatro rinascimentale.
9,50

Menaechmi-Rudens

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 282

Fortunato prototipo di tutte le "commedie degli equivoci", «Menaechmi» mette in scena le esilaranti vicende di due fratelli gemelli, entrambi chiamati Menecmo, separati alla nascita e cresciuti ignari l'uno dell'esistenza dell'altro. Fino al giorno in cui, ormai adulti, si ritrovano nella stessa città scatenando così una serie di situazioni comiche e scambi di persona. Molto diversa nel tono e nella trama - e per certi versi di estrema originalità nel teatro classico - è invece «Rudens», ambientata non come di consueto in città ma su una spiaggia. Qui fa naufragio la nave del lenone Labrace che ha rapito una fanciulla; il Caso vuole che la ragazza approdi vicino all'abitazione del padre e dell'innamorato, garantendo così, dopo numerose peripezie, un felice scioglimento dell'azione.
10,00

Aulularia

di T. Maccio Plauto

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2017

pagine: 69

La storia è quella di Euclione, un vecchio avaro (non a caso l'Aulularia fu un modello per Molière) che ha scoperto una pentola piena d'oro nascosta in casa da suo nonno e vive nel costante terrore che gli venga sottratta, spostandola da un luogo all'altro. La vicenda della pentola si intreccia con quella di Fedria, figlia di Euclione, contesa tra il giovane Liconide e lo zio di questi, Megadoro. Celeberrima la scena in cui Liconide chiede la mano di Fedria ed Euclione crede che stia parlando della pentola. Roberto Piumini ha tradotto in versi la commedia (che in versi, come tutte le commedie di Plauto, era scritta) e dove si interrompeva l'originale latino ha aggiunto un finale molto verosimile e fedele allo stile plautino. Il risultato complessivo restituisce un testo della più antica tradizione teatrale alla sua natura comica e alla sua forza letteraria.
10,00

Poenulus-Truculentus. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2015

pagine: 273

Attraverso le vicende del cartaginese Smerciato, rapito e venduto come schiavo da bambino e al centro di una complicata vicenda di eredità, amori, trucchi e agnizioni, la commedia Poenulus, "il Cartaginesino", introduce nel teatro plautino uno spunto di riflessione sull'umanità del nemico, sul significato della presenza dell'"altro", poiché nessuno più dei Cartaginesi incarnava per il pubblico romano i connotati dello "straniero". Al centro del "Truculentus" c'è invece una scaltra cortigiana, Frinetta, che riesce a circuire i suoi tre amanti e si rivela uno dei più antichi esempi letterari di "femme fatale". Ad accomunare le due commedie è il tema della guerra (le guerre puniche in particolare) e dei profondi cambiamenti socio-culturali che ne sono derivati. Le figure marginali nella Roma repubblicana, lo straniero e la donna, divengono in queste tarde opere plautine protagoniste, a testimonianza di come Plauto seppe affrontare anche le scottanti questioni poste dalla Storia sulla scena romana a lui contemporanea.
15,00

Aulularia-Miles gloriosus-Mostellaria. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2014

pagine: 382

Pregio di Plauto è la sua prodigiosa ricchezza linguistica: i giochi di parole, le assonanze, i doppi sensi; le espressioni che spaziano dall'arcaico al neologismo, dalle deformazioni grottesche a volgarità che oggi si direbbero surreali; la magistrale padronanza delle possibilità musicali della parola, lo scoppiettante incalzare dei dialoghi. Tutto questo, insieme alla comicità esplicita e prepotente e alla rapidità del movimento scenico, comunica alle commedie plautine una verve irresistibile. Il teatro di Plauto è stato un importante modello per quello rinascimentale e per la successiva commedia dell'arte, fornendo una galleria di tipi e di situazioni cui hanno attinto, nei secoli, autori italiani e anche europei. Introduzione e note di Margherita Rubino. Traduzione e saggio critico di Vico Faggi.
10,00

Pseudolo. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: Garzanti

anno edizione: 2010

9,00

Anfitrione-Bacchidi-Menecmi. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2008

pagine: 374

Nel II secolo a.C. circolavano sotto il suo nome oltre cento commedie. Nel secolo successivo Varrone sottomise a un severo vaglio la copiosa produzione e accettò come sicuramente autentiche solo 21 commedie. Anfitrione, Bacchidi e Menecmi sono tre commedie giocate sugli equivoci che nascono dalla presenza in scena di personaggi identici: nelle Bacchidi e nei Menecmi si tratta di gemelli, nell'Anfitrione, invece, di Giove, che prende le sembianze del marito di Alcmena e di Mercurio che prende quelle di Sosia (passato poi, per antonomasia, a indicare la "copia" somigliantissima di un individuo).
10,00

Anfitrione. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2002

pagine: 224

Giove assume le sembianze di Anfitrione e giunge a Tebe accompagnato da Mercurio, che ha preso a sua volta le sembianze di Sosia, servo di Anfitrione. Alcmena, che pensa di avere accanto suo marito, lo accoglie nel talamo. Il vero Anfitrione arriva all'alba, mentre il falso se ne va. Si viene così a creare una situazione intricatissima in un girotondo vorticoso di veri e falsi Anfitrione-Sosia, in cui il vero Anfitrione comincia a nutrire seri dubbi sulla fedeltà della moglie. La commedia si conclude all'improvviso con la notizia che Alcmena ha partorito due gemelli, uno figlio di Giove e l'altro di Anfitrione.
10,00

Casina. Testo latino a fronte

di T. Maccio Plauto

Libro

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 1988

pagine: 240

Casina è una trovatella allevata da Cleostrata, di cui il marito e il figlio si contendono i favori. I due vorrebbero che Casina sposasse uomini di loro fiducia per poter poi approfittare in santa pace delle sue grazie. Cleostrata pone la questione in sorteggio e il marito è il favorito dalla sorte. La donna però fa in modo che il marito e l'intendente, da lui proposto come sposo della ragazza, prendano un sacco di legnate. Casina finisce con lo sposare il giovane che lei amava, dopo essersi scoperta libera e non schiava.
8,50

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