Libri di Antonello Sotgia

Tutto in una mano. Il disegnare come pratica quotidiana

di Antonello Sotgia

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 57

Riprendendo tra le mani i molti scritti e disegni che Antonello Sotgia ha lasciato, è apparso ben presto evidente che il tema del disegnare, e il suo esito, il disegno, rappresentano un lungo filo rosso che accompagna la sua riflessione e produzione nel corso dei decenni. Disegnare, per Antonello, è prima di tutto una pratica quotidiana, propria del suo essere architetto. Porta il quadernetto nella tasca, lo tira fuori appena può. Usa parole e disegni per prendere appunti, lasciare traccia, cercare di capire, descrivendo. Gira le pagine, come a voler viaggiare nel tempo e negli spazi che ha attraversato recentemente. Mostra i disegni, raccontando situazioni, storie, luoghi. Per Antonello, disegnare è un atto che si svolge nello spazio del foglio o delle diverse superfici che incontra: un tovagliolo di carta, il ciottolo di una spiaggia, una strada che diventa lavagna, la tovaglia di carta di un ristorante, un biglietto dell'autobus. Tutto sembra buono per permettere alla mano di occupare uno spazio in un tempo definito, racchiuso tra la «stretta» della penna e l'energia scaricata dalla mano stessa che ha riempito il foglio. I suoi disegni rendono visibile il suo dialogo con la mente. Attraverso le sue mani rappresentate nell'atto di disegnare, questo dialogo sembra prendere forma e uscire all'esterno. La sua idea esce allo scoperto e diventa patrimonio collettivo. Il disegnare è l'atto che si compie per conoscere se stessi e il mondo, un atto intimo quindi, ma che Antonello riesce sempre a rendere condiviso, nella convinzione che solo insieme agli altri la conoscenza diventa un atto rivoluzionario.
20,00

Roma, alla conquista del West. Dalla fornace al mattone finanziario

di Rossella Marchini, Antonello Sotgia

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2017

pagine: 176

«Lo spazio occupato non è un recupero, ma il segno di una possibile nuova geografia della città. La resistenza, le forme di rifiuto nascono nello spazio dove si attestano le strutture del potere e dove la vita delle persone entra con queste in relazione. Le storie possono ricominciare con la comparsa di nuove forme di vita quotidiana che si ribellano all'ordine sociale che le vorrebbe indirizzare. Ritrovarsi in un nuovo modo di stare assieme e comportarsi vuol dire rimodulare l'ordine simbolico dello stare nella città che, riportando tutto alla soggettività del progetto, segrega ogni fatto, interrompe il racconto. Per continuare questo racconto, cercarne le fila prima ancora di vedere come tesserle, voltando le spalle al Gianicolo ci siamo spinti nell'ovest di Roma. Per andare a vedere la città che diventerà, facendo i conti con quello che c'è. Con i suoi uomini e con le sue donne. Con le loro esistenze legate in uno sciame poetico con l'abitare. Il libro è composto da capitoli suddivisi in due sezioni. Intrecciandosi tra loro pongono un doppio interrogativo: dobbiamo arrenderci a fronte di un mondo che riconosciamo come insensato? I sogni finiscono? Per noi il mondo insensato è la nostra città e i sogni sono le lotte e i progetti per cambiarlo. Mondo e progetti sono la nostra vita.»
17,00

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