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Libri di Antonin Artaud

Il teatro e il suo doppio

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2019

pagine: 152

"Il teatro e il suo doppio", pubblicato da Gallimard nel 1938, raccoglie i saggi più significativi di Artaud. Questa è la seconda traduzione italiana. L'altra uscì presso Einaudi mezzo secolo fa, a vent'anni dalla morte dell'autore, e chiuse l'arco di trformazione con cui da noi si era raccontato Artaud: dall'anarchico che attentava al teatro con brutali messinscene, dal grafomane recluso, distrutto dagli elettroshock, al poeta finalmente consacrato con l'Opera Omnia dal più prestigioso editore francese. Scrive Giuseppe Rocca, curatore di questa edizione: «In varia misura e legittimità, quasi tutto il teatro di ricerca, di questo cinquantennio si è riconosciuto illuminato dal Sole Nero di Artaud. Nel bene e nel male. [...] Spesso, chi ha agito nel nome di Artaud ne conosceva solo qualche massima. E poche parole d'ordine sono bastate, per esempio, a provocare nel DNA teatrale una vera mutazione genetica: l'atto performativo (recitazione o lettura registica di un dramma) è, di fatto, passato da attività di secondo livello (interpretazione del testo) ad azione di primo livello (creazione scenica). [...] Una nuova traduzione può servire anche à discutere di questo, a invitare a un consuntivo della fase che la versione Einaudi ha contribuito ad avviare e che oggi siamo maturi per storicizzare. [...] .Artaud distruttore del testo? Può esserlo uno che lascia ventisei volumi di scritti? Cos'è il rito, tanto sognato da Artaud, se non proprio quella ripetizione e quella fissità da lui tanto negate? È veramente applicabile in teatro quello che Artaud ha scritto sul teatro? Se cinquant'anni di teatro italiano sono stati influenzati da questo libro vuol dire che esso può avere effetti pratici. E vuol dire anche che la prassi ha bisogno di un pensiero che ia stimoli, la guidi e la controlli eticamente.» (Dalla Prefazione)
16,00

Per farla finita col giudizio di Dio

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 155

Concepito per la radio francese nel 1948 e subito colpito da un provvedimento di censura prima della messa in onda, "Per farla finita con il giudizio di Dio" è uno dei più corrosivi lavori di Artaud, e probabilmente la massima espressione di quel "teatro della crudeltà" da lui teorizzato. Una poesia che prende forma di visione, grido, gesto profetico, performance e rivolta antimetafisica: l'uomo è torturato, costretto in un corpo che non gli appartiene, espropriato e corrotto da un potere di volta in volta politico, giudiziario, psichiatrico. Poco si salva dalla ferocia critica dell'autore: non l'America, né i preti, né tantomeno Dio, principale imputato di questo verdetto senza appello. Un testo di riferimento per tutte le avanguardie del XX e XXI secolo. Prefazione di Antonio Caronia.
15,00

Il teatro e la crudeltà

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: E/O

anno edizione: 2019

pagine: 149

Un'antologia dei testi più significativi e attuali del più geniale uomo di teatro del '900. Venuto dal surrealismo, teorico del "teatro della crudeltà", senza la conoscenza di questi testi non sarebbe esistito il grande teatro delle avanguardie dello scorso secolo - da Beckett a Grotowski, da Julian Beck a Carmelo Bene, fino ai più arditi rappresentanti della scena contemporanea. Prefazione di Rodolfo Sacchettini.
11,00

Messaggi rivoluzionari

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: ORTICA EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 186

Per me, non vi è rivoluzione senza rivoluzione nella cultura, ovvero nel nostro modo universale, nel nostro modo, a noi tutti, gli uomini, di comprendere la vita e di porre il problema della vita. Spossessare coloro che possiedono è bene, ma mi sembra meglio togliere ad ogni uomo il gusto della proprietà. In un mondo in cui la «cultura razionalista dell'Europa» ha portato la civiltà allo sfacelo, in cui persino chi pretende resistere è preda della «disperazione del macchinismo», Antonin Artaud fa le valigie, lascia l'Europa e s'imbarca per il Messico, in cerca di una cultura rossa, primitiva, indigena, magica, viva di un nucleo pulsante su cui possa fondarsi la Rivoluzione, che prima ancora d'essere una rivoluzione sociale deve essere una rivoluzione della mente poiché «la Rivoluzione più urgente da compiere è una sorta di regressione nel tempo».
13,00

Vivere è superare se stessi. Lettere a Jean-Louis Barrault 1935-1945

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: Archinto

anno edizione: 2000

pagine: 122

Benché quasi irrilevanti da un punto di vista numerico, le lettere di Antonin Artaud a Jean-Louis Barrault consentono di ripercorrere in modo esemplare alcune tappe fondamentali della complessa vicenda umana e culturale di uno dei più grandi e atipici artisti della nostra epoca. Grazie anche a una esauriente e documentatissima biografia, questo libro ci consente di seguire Artaud nell'avventura teatrale parigina, quindi nel suo viaggio iniziatico in Messico, poi in Irlanda e infine nell'ultimo viaggio all'interno di quell'istituzione cui la Società fa ricorso ogniqualvolta sia messa di fronte a un autentico irriducibile.
13,00

Il teatro e il suo doppio

di Antonin Artaud

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2000

20,00

Eliogabalo o l'anarchico incoronato

di Antonin Artaud

Libro

editore: ADELPHI

anno edizione: 1991

pagine: 205

12,00

Il monaco

di Matthew Gregory Lewis, Antonin Artaud

Libro

editore: Bompiani

anno edizione: 2000

pagine: 324

Il monaco è Ambrosio, in odore di santità, ammirato da tutta Madrid per le sue parole trascinanti. Il tentatore è Matilde, la donna demoniaca travestita da novizio, la splendida maga perversa. Negli anni '30 Antonin Artaud fece del romanzo gotico di Lewis una sorta di "copia francese". Ed è nella versione di Artaud, con una prefazione di Nico Orengo, che Bompiani ripropone il testo.
11,00

Van Gogh. Il suicidato della società

di Antonin Artaud

Libro

editore: ADELPHI

anno edizione: 1988

pagine: 182

18,00

La danza del peyote

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: ORTICA EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 207

Sbarcato in Messico ed entrato in contatto con la rivoluzione sociale, Artaud, sentendo ben presto il bisogno di basi più profonde su cui poggiare lo «sconvolgimento universale delle anime», si inoltrò nelle montagne del centro del paese verso il popolo indigeno dei Tarahumara, in cerca delle fonti di una vera rivoluzione, quella che sappesse guarire l'uomo dalla malattia moderna del progresso e della tecnica. Iniziato al culto del Peyote, sarà per mezzo dei riti che riaccendono le forze generatrici dei Miti, nella dimensione onirica e allucinatoria della «Visione interna dell'Essere», che il segreto della Vera cultura, sotto il manto delle apparenze della realtà, gli verrà svelato. Artaud, come un profeta la cui voce stride ad orecchie impreparate, tornato in un'Europa malata, incapace di accogliere il suo messaggio di rivoluzione totale dello Spirito, verrà da essa suicidato in manicomio.
13,00

Scritti di Rodez

di Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2017

pagine: 379

Nel settembre del 1937 Antonin Artaud venne arrestato a Dublino, dov'era andato per restituire agli irlandesi il Bastone di San Patrizio. Espulso come «straniero indigente e indesiderabile», sbarcò la settimana dopo a Le Havre già in camicia di forza, pronto per marcire in manicomio a tempo indeterminato. Nel febbraio del 1943, grazie agli sforzi del poeta Robert Desnos, venne trasferito nel territorio di Vichy e assegnato all'istituto di Rodez, diretto da Gaston Ferdière - vecchio sodale dei surrealisti parigini, poeta dilettante, seguace dell'arteterapia, nonché pioniere della «terapia per convulsioni elettriche», ovvero l'elettroshock. A Rodez, dove rimase sino al maggio 1946, dopo anni di silenzio Artaud ricominciò a scrivere, soprattutto lettere: agli amici - Jean Paulhan, Roger Blin, André Gide, Arthur Adamov -, alla madre, ai medici che lo avevano in cura, in particolare il dottor Ferdière, suo salvatore e suo aguzzino. Sono pagine incandescenti, dove Artaud parla della fame, delle privazioni che è costretto a subire e degli orribili effetti di spossessamento e torpore causati dagli elettroshock, ma non solo: parla di mistiche e di santi, di teatro e di poesia, della Alice di Carroll e dei libri di Guénon, del rifiuto della sessualità in nome dell'aspirazione a un'assoluta castità e dell'«affatturamento» di cui si ritiene vittima, della famiglia mitica che si è costruito e dei demoni che lo martirizzano. E soprattutto rivendica il suo essere un poeta veggente che anela - ed è un anelito tutt'altro che delirante - a una verità metafisica.
32,00

LETTRES 1937-1943

di ARTAUD, ANTONIN

Libro

editore: GALLIMARD

anno edizione: 2015

29,90

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