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Libri di Carlo D'Amicis

Il ferroviere e il golden gol

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2019

pagine: 156

Un ferroviere pugliese poco più che trentenne, ossessionato dal gioco del calcio, conduce un'esistenza rettilinea, che sembra scorrere anch'essa sui binari, ma sogna ogni giorno di scartare di lato come la più fantasiosa e guizzante delle ali destre. Quando le Ferrovie del Sud Est lo lasciano a casa, il suo mondo, scomposto e ricomposto da una lingua geniale, sembra deragliare. Suo fratello Leone, pieno di energie sebbene costretto su una sedia a rotelle, cerca di aiutarlo arruolandolo come spalla per teatrali televendite di mobili su un canale locale. Ma questo soccorso (o tormento) non basta certo a dare un senso alle giornate del ferroviere, che inizia così a girovagare per assolati e desolati campetti di provincia, alla ricerca di verdi talenti del calcio italiano. «La gioventù se ne stava incollata al sudore di quei ragazzi come Gentile alla maglietta di Zico» ci dice con una delle sue mirabolanti metafore, mentre a propria volta sta incollato a quei ragazzi come un naufrago a una tavola che galleggia. Perché il cassaintegrato sogna di diventare nientemeno che uno scout della Juventus di Lippi e Del Piero (e sogna pure di diventare l'amante di Lisa, la moglie di Leone). La sua passione è talmente forte da riuscire, contro ogni logica previsione, a trasformare il desiderio in realtà o meglio in una menzogna più vera del vero, in una fandonia capace di fare, almeno per un istante, il miracolo.
15,00

Il gioco

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 526

La cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno: in una sola parola, la vita. È per questo che Leonardo, Eva e Giorgio, dovendo parlare di sesso, raccontano le rispettive esistenze (audaci e innocenti allo stesso tempo) a un intervistatore che vorrebbe scrivere un libro sul piacere, e che invece si ritrova in continuazione a fare i conti con il loro dolore. Del resto, nel gioco erotico, tutto è così terribilmente intrecciato: non solo il piacere e il dolore, ma anche la trasgressione e le regole, la libertà e il possesso, l'eccitazione e la noia, l'io e la maschera. Quelle che i nostri eroi indossano in questo romanzo corrispondono ai tre ruoli chiave del gioco: Leonardo (nome in codice: Mister Wolf) è il bull, maschio alfa che applica al sesso seriale la disciplina e la meticolosità degli antichi samurai, Eva (la First Lady) è la sweet, regina e schiava del desiderio maschile, Giorgio (il Presidente) è il cuckold, tradito consenziente che sguazza nella sua impotenza ma non rinuncerebbe mai a manovrare i fili. Insieme formano il triangolo più classico e scabroso dell'intera geometria erotica, quello in cui l'ossessione maschile di possedere e offrire l'oggetto del proprio desiderio s'incastra con l'aspirazione della donna ad appartenere, finalmente, solo a se stessa. Recitano dei ruoli, Mister Wolf, la First Lady e il Presidente. Ma quanto più il corpo è il loro abito di scena, tanto più la loro anima si denuda, rivelando ai nostri occhi l'umanità struggente, tenera, e talvolta esilarante, di tre protagonisti fuori dagli schemi, eppure così simili a ciascuno di noi.
20,00

La guerra dei cafoni

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2017

pagine: 229

Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell'epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall'odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell'ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione - o forse di affetto, o forse di amore - verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell'essere cede il passo all'arroganza dell'avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.
16,00

Quando eravamo prede

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2014

pagine: 187

Prendete una distesa di boschi incontaminati che sembra il paradiso terrestre. Tracciate una linea sottile che la divida dal nostro mondo. Popolatela infine con una strana stirpe di cacciatori che si veste con le pelli delle prede e utilizza disinvolta i loro nomi: Alce, Agnello, Toro, Ghepardo, Leone, e poi Cagna, Farfalla, Zebra... Esseri umani bestiali o bestie umane? Di sicuro gli abitanti del Cerchio pretendono di vivere immersi nella natura: anzi, di essere essi stessi la natura. Ma che succede se, da un giorno all'altro, tutti gli animali del bosco scompaiono? Se i cacciatori si scoprono improvvisamente affamati, impotenti, malati? Se una scheggia impazzita di civiltà cade tra gli alberi della foresta e li porta a scoprire la religione, il linguaggio, la proprietà privata? Spinti tra le braccia di sentimenti più pericolosi dei loro fucili, come l'amore, la compassione e la paura, ecco che i cacciatori si trasformano in prede. Tra preistoria e fine della modernità, "Quando eravamo prede" sembra riassumere in una sola vicenda l'intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura, come se "La fattoria degli animali" rivivesse ne "La strada di Cormac McCarthy".
14,00

Ho visto un Re. Luciano Re Cecconi, l'eroe biancoazzurro che giocava alla morte ed è morto per gioco

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Lìmina

anno edizione: 2012

pagine: 144

"Ho visto un Re" è il romanzo della vicenda umana e sportiva di Luciano Re Cecconi, infaticabile centrocampista nella Lazio che vinse lo scudetto nel 1974, ucciso per un tragico equivoco, poco più di due anni più tardi, in una oreficeria romana. Dalla stentata infanzia, nella quale sviluppa un'attitudine alla corsa e alla fatica, fino alla consacrazione come calciatore in una squadra ricca di individualità complesse, dalla prima volta allo stadio Olimpico alle partite solitarie nel salotto di casa, dagli allenamenti all'oratorio all'incontro con la squadra del cuore durante un ritiro, il racconto in prima persona della vicenda di Luciano Re Cecconi si avventura nelle pieghe più nascoste della personalità del campione, rivelando episodi e retroscena curiosi e appassionati fino a rimettere in discussione la dinamica della sua morte. Un'appendice di articoli, interviste e documenti rivela anche il volto pubblico di uno dei campioni ancora oggi più amato dai tifosi biancoazzurri.
10,00

La battuta perfetta

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2010

pagine: 363

Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l'Italia negli ultimi cinquant'anni è avvenuta nel salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione. Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo, Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l'apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di "consigli per gli acquisti", e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi. Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l'ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo del governo che "vuole solo piacere". Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l'irredimibile solitudine dell'essere uomo.
15,00

Maledetto nei secoli dei secoli l'amore

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: MANNI

anno edizione: 2008

pagine: 48

5,00

Il grande cacciatore

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: :duepunti edizioni

anno edizione: 2011

pagine: 96

"Non mi ero mai accorta di avere una vicina, finché un pomeriggio, dalla finestra del bagno, la vidi a letto con il mio fidanzato. Suppongo che anche lei fosse inconsapevole della mia esistenza, o almeno di quella prospettiva che metteva in comunicazione il suo baldacchino rosa con il mio bidet".
6,00

La guerra dei cafoni

di Carlo D'Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2008

pagine: 224

Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell'epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall'odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell'ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione - o forse di affetto, o forse di amore - verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell'essere cede il passo all'arroganza dell'avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.
13,00

Amor tavor

di Carlo D'Amicis

Libro

editore: Pequod

anno edizione: 2003

pagine: 160

Se è vero che cura ogni male, anche l'amore come tutti i farmaci ha i suoi effetti collaterali. Naturalmente, quando il protagonista di Amor Tavor rimane folgorato, da bambino, dalla femminilità di Giulia, non può ancora saperlo. Si convince anzi che, prima o poi, lei tornerà nella sua vita per salvarlo dalle sue paure e dalla sua solitudine. Ma quando, dopo anni di ossessiva attesa, la ritroverà già sposata e ne diventerà l'amante, scoprirà giorno dopo giorno il lato "tossico" dell'amore.
13,00

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